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19. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Unione Democratica Socialista

    4 21.05%
  • Partito Popolare

    2 10.53%
  • Partito Comunista Italiano

    1 5.26%
  • Alleanza Nazionale

    1 5.26%
  • Arcobaleno

    0 0%
  • Polo Laico

    4 21.05%
  • Sinistra Democratica

    4 21.05%
  • Movimento Sociale Italiano

    3 15.79%
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Risultati da 1 a 10 di 17

Discussione: L'Italia senza CAF

  1. #1
    Chap Socialist
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    13 Sep 2002
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    Predefinito L'Italia senza CAF

    1986, le crisi susseguitesi nei rapporti tra DC e PSI si avvitano verso una conclusione shock: Bettino Craxi decide di sparigliare i ritmi della politica italiana, e anzichè accettare un governo balneare Fanfani che conduca ad elezioni, sfida apertamenter la Democrazia Cristiana. I Socialisti si presentano in Parlamento guidati dal loro leader e chiedono la fiducia, che la DC a questo punto nega. Il PSI pone il veto su qualsiasi governo, e Andreotti e Forlani determinati a mettere fine alla leadership demitiana, impediscono l'apertura tentata da De Mita al PCI. Inizia la campagna elettorale. La campagna socialista si gioca tutta sulla Grande Riforma della Costituzione, e apre alla sinistra e ai laici per un governo di Alternativa. Un pò tutti i partiti sono presi alla sprovvista. Nel PSDI, l'area di Preti, Nicolazzi e Longo abbandona il partito e entra nel PSI, che fa incursioni anche nel resto dell'area laica, candidando Bettiza, e persino a destra con le candidature al senato di Giano Accame e Franco Cardini. Pierre Carniti completa la lista dei candidati di sfondamento, insidiando il voto CISL.

    I risultati

    Democrazia Cristiana 31,5
    Partito Comunista Italiano 25,1
    Partito Socialista Italiano 19,9
    Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale 5,0
    Partito Repubblicano Italiano 3,7
    Liste Verdi 3,5
    Partito Radicale 2,6
    Partito Socialista Democratico Italiano 2,0
    Democrazia Proletaria 1,7
    Partito Liberale Italiano 1,6
    SVP 0,5
    Lega Lombarda 0,5
    PSD'AZ 0,4
    UV 0,1

    Il risultato della DC è apocalittico, rispetto al già pessimo 32,9 di quattro anni prima. Il PCI perde quattro punti, patendo un pò contro il PSI ma sopratutto contro i Verdi. Il PSI ottiene un successo stratosferico rispetto all'11% del 1983, pescando in tutte le direzioni. La grande sconfitta è l'area laica e atlantica della maggioranza: il PRI crolla dal 5% spadoliniano, il PSI viene dimezzato dall'iniziativa craxiana, il PLI non raggiunge in quorum in nessuna circoscrizione elettorale, come lo PSIUP nel 1972, e scompare dal Parlamento. Il risultato, sconvolgente, è che ci sono i voti per un governo di sinistra, che Craxi propone al PCI.
    Alla fine, dopo estenuanti trattative, il Presidente Cossiga incarica Craxi di formare il primo governo progressista della storia della Repubblica. Ne fanno parte PSI, PCI, Verdi, Radicali, Socialdemocratici. In Parlamento, votano a favore PSD'AZ e UV, si astengono i Repubblicani.

    Dal 1987 al 1989, il governo approva una serie di riforme costituzionali: la legge elettorale viene riformata, con la previsione di un sistema misto, per metà maggioritario a doppio turno in stile francese, per metà proporzionale con sbarramento al 5% e preferenza unica. Dopo mille polemiche, il PCI riesce a impedire l'elezione diretta del Capo dello Stato, e viene semplicemente rafforzata la figura del Primo Ministro, con l'introduzione della sfiducia costruttiva. Vengono modificati il Titolo V della Costituzione, aprendo la strada a un federalismo asimmetrico, e abolite le Province. A livello economico, si apre la strada alla contrattazione di secondo livello, si pone un freno al clientelismo nella PA e si combatte con forza l'evasione fiscale, mentre una nuova legge sul finanziamento ai partiti sceglie un sistema misto: i cittadini con una apposita voce (il 4 per mille della tassazione) possono scegliere a quali partiti destinare il finanziamento, mentre i privati cittadini possono fare regolari e registrate donazioni. Viene anche fatto un condono sul precedente finanziamento illecito. Si apre una dura stagione di lotta contro la Mafia, e il governo affronta, su iniziativa radicale e ambientalista, i temi della Fame nel Mondo.
    Il crollo del muro destabilizza la maggioranza, nel momento in cui il PCI si trova diviso tra sostenitori dell'autoriforma e sostenitori del vecchio. Alla fine, il partito si trova diviso in quattro gruppi: Ingraiani, che vogliono rompere con la vecchia tradizione sovietica ma non col comunismo; Pajettiani, per mantenere nome e simbolo pur seguendo l'ispirazione di Gorbaciov; Occhettiani, per creare un nuovo partito della sinistra democratica; Miglioristi, per l'unificazione col PSI. Alla fine, il PCI si spacca esattamente nei quattro gruppi succitati. Il governo Craxi, traballando un pò dopo il Congresso comunista del 1990 e le scissioni del 1991, riesce comunque a tirare avanti fino al 1992 con l'appoggio repubblicano. E' il primo governo di legislatura della Storia italiana: i fondamenti macroeconomici si sono stabilizzati, con l'introduzione di una patrimoniale e di uno Stato fiscale più responsabili l'evasione è scesa notevolmente, e il debito pubblico si attesta, stabile, sul 90% del PIL. L'economia cresce di un dignitoso 2,5% annuo, grazie a un accordo sulla moderazione salariale e alla modifica dell'articolo 18 per consentire licenziamenti economici dietro compensazione in cambio della sostituzione della CIG con un vero sistema di ammortizzatori sociali universali e con misure di cogestione, obbligatorie nelle aziende pubbliche, ancora opzionali ma incentivate fiscalmente nel privato. L'Italia, con il gruppo Montedison-Ferruzzi protetto da Craxi, si avvia a diventare leader mondiale nei biocarburanti. Il ministro delle Pari Opportunità Alma Agata Cappiello ha fatto approvare i DICO.

    Elezioni 1992, si presentano i seguenti partiti:

    Unione Democratica Socialista: formata dalla maggioranza di PSI e PSDI, esponenti laici progressisti e dall'ala migliorista del PCI, è un partito socialdemocratico di tipo europeo, ma presenta al suo interno un dibattito folto e articolato. Il partito si identifica molto con Craxi, e sostiene una evoluzione presidenzialista e federalista del Paese. Per una ristrutturazione delle aziende di Stato che ne mantenga la golden share, si basa sull'alleanza tra PMI, Legacoop, grandi aziende di Stato, lavoratori dei servizi.

    Partito Popolare: succedaneo della Democrazia Cristiana, dopo la svolta imposta da Segni. E' un partito conservatore moderato di stampo europeo, sostiene la cogestione ma chiede anche radicali misure liberiste in molti campi, chiedendo il solo controllo delle reti strategiche. Conservatore sui valori, e atlantista. Il dibattito interno si gioca sulla dicotomia tra l'alleanza Andreatta-Segni, di stampo monetarista-liberale, e quella di Forlani ancora conservatrice e paternalista.

    Partito Comunista Italiano: secondo partito della maggioranza, guidato dal giovane Gavino Angius, difende la tradizione comunista italiana proseguendo la tradizione berlingueriana. Accesamente giustizialista e keynesiano. Rispetto al più modernista e fluido elettorato PSI, mantiene una più forte presa sui ceti popolari e operai, che gli permette di garantirsi una quota comunque importante di elettorato.

    Polo Laico: gruppo formato dall'alleanza tra quel che resta della sinistra liberale di Zanone e il PRI. Liberale con occhio al sociale, chiede di potenziare la privatizzazione ma è contrario al federalismo. E' il primo partito, a parte l'MSI, a chiedere maggiori controlli sull'immigrazione. Atlantista, per i diritti civili.

    Alleanza Nazionale: partito liberalconservatore nato dall'alleanza tra destra liberale di Sterpa, Biondi e Costa, destra socialista e socialdemocratica guidata da De Michelis, destra democristiana andreottiana e esponenti dell'ala monarchica e moderata dell'MSI. Guidato da Costa-Andreotti-De Michelis, sostiene uno Stato presidenzialista, paternalista in economia, liberista in termini di lavoro.

    Arcobaleno composita alleanza progressista, formata dai Verdi, dai Radicali, da vari movimenti autonomisti compresa la Lega Lombarda, da esponenti della Nuova Destra come Tarchi, da Democrazia Proletaria e dall'ala ingraiana dell'ex PCI. Ambientalista, federalista, antiproibizionista, per una economia sociale di mercato.

    Sinistra Democratica formata dall'ala cattolica sociale intransigente della DC, dall'ala occhettiana dell'ex PCI, dallo PSDI di Nicolazzi e dalla Rete di Orlando, partito moralista, keynesiano, ambientalista.

    Movimento Sociale Italiano guidato da Fini nel nome del Fascismo del 2000, è un partito in crisi e abbastanza fuori dal tempo.

    Sondaggi:

    PP 28%
    UDS 26%
    PCI 12%
    AN 11%
    Arc 9%
    SD 5%
    PL 5%
    MSI 3%
    Altri 1%
    Ultima modifica di Manfr; 18-09-11 alle 23:39
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  2. #2
    Giolittiano
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    Cossiga che incarica Craxi di fare un Governo con il PCI è fantascienza !

  3. #3
    Chap Socialist
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    Citazione Originariamente Scritto da Laico Visualizza Messaggio
    Cossiga che incarica Craxi di fare un Governo con il PCI è fantascienza !
    sarebbe stato l'unico sostenibile politicamente, e del resto Cossiga incaricò la Jotti a un certo punto
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  4. #4
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    Normalmente voterei MSI, ma c'è Fini.
    UDS sarebbe votabile se non avesse fatto i DICO e soprattutto se puntasse a estinguere il debito invece che contenerlo soltanto. Troppo socialdemocratici insomma.

    Non Voto.

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    PCI, Angius all'epoca era un pezzo da novanta, area laburista di Bassolino :giagia:
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  6. #6
    Anti-liberista
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Arcobaleno composita alleanza progressista, formata dai Verdi, dai Radicali, da vari movimenti autonomisti compresa la Lega Lombarda, da esponenti della Nuova Destra come Tarchi, da Democrazia Proletaria e dall'ala ingraiana dell'ex PCI. Ambientalista, federalista, antiproibizionista, per una economia sociale di mercato.
    Ingrao in questa accozzaglia non ce lo vedo sinceramente.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  7. #7
    SuperMod
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    Bello scenario!!!!! Voterei UDS, ma il presidenzialismo non mi piace...quindi vada per Sinistra Democratica ( un Pd ante litteram spostato a sinistra XD) con forti simpatie per UDS, specialmente per l'area migliorista
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  8. #8
    Comunista
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    Unione Democratica Socialista

  9. #9
    Maria Di Donna Presidente
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    Avrei votato UDS, mi piaceva tutto, ma quella modifica all'articolo 18 non l'ho mandata giù.
    Voto Sinistra Democratica. Nicolazzi premier!
    Ultima modifica di l'infame; 19-09-11 alle 15:25

  10. #10
    Super Troll
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    Predefinito Rif: L'Italia senza CAF

    MSI

 

 
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