Proprio dei gran fregnoni questi sinistrati , si fanno fottere da una finta santa . Pareva che la gnocca non abbia voluto darla al Berlusca perchè virginea (sigh) ma poi è venuta fuori la verità e la feccia sinistrata si è trovata bella che "scornacchiata " :gluglu:repapelle:
Santa Manuela Arcuri, leader Pd per un giorno
di Vittorio Macioce
Il gran rifiuto aveva illuso tutti. Si era ritrovata sull’altare dell’anti*cav, non più corpo ma puro spiri*to. Peccato che la vita da santa di Manuela sia durata così poco, co*me una farfalla. Maledette inter*cettazioni
Manuela santa per un giorno solo. Il gran rifiuto aveva illuso tutti. Si era ritrovata sull’altare dell’anti*cav, non più corpo ma puro spiri*to, con quel frammento di intercet*tazione e un no di pancia e viscere urlato in faccia a Tarantini. La Ar*curi non si baratta per un Sanre*mo. Santa. Santa subito. La Arcuri che non ci sta. La Arcuri che come il Gassman della Grande Guerra ri*scatta un’esistenza da codardo con un ultimo atto di orgoglio: «E allora senti un po’, visto che parli così mi te disi proprio un bel gnènt! Hai capito? Facia de mer*da». La Arcuri papessa straniera, nuovo leader di una sinistra perennemente orfana di miti popolari. La Arcuri quasi come Sa*viano. La Arcuri che a guardarla da molto lontano poteva sembrare la Magnani, stesso fascino, stessa rabbia, stessa resistenza. L’anti*berlusconismo in fondo è una fata morgana che crea sogni e miraggi. Una così chi se l’aspettava? Bella, gnocca, popolana e capace di dire no a Berlusconi.
Peccato che la vita da santa di Manuela sia durata così poco, co*me una farfalla. Maledette inter*cettazioni. Quei brogliacci non so*no un romanzo. Sono effimeri. Vanno e vengono. Frammenti. At*timi di parole catturate, tranchede vie , bastano pochi secondi in più e la realtà cambia, non tutto è come appare, il significato si per*de, il contesto muta. È la stessa dan*nazione dei giornali, i titoli di ieri sono carta straccia. E il giorno do*po Manuela è un po’ meno santa. Anzi, non lo è per niente. Il no non era così di ferro, ideologico, a testa alta. Manuela voleva garanzie. Non per lei, ma per la famiglia, per il fratello attore e per il casting di un film che si stava per chiudere. Insomma, per dirla spiccia: «Dare moneta vedere cammello».
Il risultato finale non cambia. La Arcuri resta lontana da Berlusco*ni, ma il significato politico non è più lo stesso. Il no si sgonfia. È me*no orgoglioso. Di sottobanco. Arri*va il contrordine. Signora Arcuri, ci dispiace, alla luce delle nuove e più complete intercettazioni rite*niamo che la parte di nuova eroina e leader della sinistra non le si addi*ce. Ci teniamo la Bindi e la Serrac*chiani. Manuela alza le spalle e se ne va. In fondo questa parte non è stata lei a cercarsela. Non ha fatto nulla per apparire santa. È l’abba*glio di chi cerca ogni giorno una nuova icona antiberlusconiana. Peggio di un’ossessione.
L’interesse del giorno magari adesso è un altro. È l’intervista alle Iene che ha deluso il Cavaliere. Tut*ti a cercare cosa abbia mai detto di così volgare la ragazza di Latina. Il mistero dura poco. La rete ti serve subito il piatto caldo. È il gioco del*la «passaparolaccia». Manuela ri*vela chi dei suoi amori ha sbaglia*to al primo colpo. Si spara nel muc*chio, senza abbinare il flop a nomi e cognomi. È uno dei video più clic*cati su Facebook e Youtube. Il mon*do sta diventando sempre più uno spettacolo d’arte varia.
E così anche la santità di Manue*la passa. Sic transit gloria mundi. Ci resta male perfino la Dandini che stava organizzando un goliar*dico fan’s club. Avanti il prossimo. Prima o poi arriverà l’autentico an*ticav. Il messia atteso da quasi vent’anni. I tempi sono maturi. La Arcuri era un bellissimo sogno. Peccato sia durato meno di Veltro*ni e Franceschini.
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