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  1. #1
    Sessantottino radicalchic
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    Dove si soffre ferocemente l'ulcera politica
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    Predefinito Poveri insegnanti, povera scuola

    Poveri insegnanti, povera scuola

    Gli stipendi dei maestri e dei professori italiani in media sono inferiori del 40% rispetto a quelli degli altri Paesi. Il quadro impietoso tracciato dall'Ocse.

    Non c’era bisogno di aspettare i risultati del rapporto comparativo sullo stato di salute della scuola dei Paesi Ocse per scoprire che nel nostro Paese i problemi dell’istruzione sono precipitati agli ultimi gradini nella scala del pubblico interesse. Con quel velo di ipocrisia che fa disperare sulla possibilità di una risalita, almeno in tempi brevi. A tal punto che, dopo l’ennesima bocciatura del nostro sistema scolastico, al ministero di viale Trastevere, anziché strapparsi i capelli, hanno deciso di autopromuoversi, emanando un comunicato che esprime soddisfazione da parte del ministro Gelmini e del suo staff.

    Il dato più grave dell’indagine Education at a Glance 2011, appena pubblicata, riguarda proprio la classe insegnante, che era e rimane il nodo del problema. Gli stipendi dei maestri e dei professori italiani sono mediamente inferiori del 40% rispetto alle retribuzioni degli altri paesi Ocse. Come dire che un giovane preparato e talentuoso, nel nostro Paese, dovrebbe sopportare anni e anni di precariato per ambire a uno stipendio da fame. Senza prospettive di cambiamento.

    Infatti, se tra il 2000 e il 2009 nei Paesi Ocse gli stipendi degli insegnanti sono aumentati in media del 7%, in Italia sono addirittura diminuiti di un punto. Non sono questi i presupposti di una scuola di qualità, inutile nasconderlo. Se i Governi di centro e di centrosinistra nel passato hanno creato non pochi danni, con la complicità dei sindacati, quello attuale deve dichiarare il suo fallimento. Erano partiti lancia in resta, con l’obiettivo di ridare alla classe insegnante maggior considerazione presso l’opinione pubblica, il che mal si concilia con una delle retribuzioni più basse nella scala impiegatizia.


    Non ancora classi pollaio, però...

    D’altra parte, se ce ne fosse bisogno, il rapporto conferma che la scuola non è una priorità per i nostri politici : nel 2008 l`Italia ha speso il 4,8% del Pil per l’istruzione, ovvero 1,3 punti percentuali in meno rispetto al totale Ocse, posizionandosi al 29 posto su 34 Paesi. Senza considerare che, su 33 paesi dell'Ocse i cui dati sono disponibili, l'Italia è uno dei pochissimi (insieme a Grecia, Lussemburgo e Messico) che non prevede ispezioni scolastiche, né valutazioni del proprio operato da parte di ciascuna scuola.

    Diventa difficile, a questo punto, accontentarsi dei pochi numeri che tornano. E che, in ogni caso, vanno interpretati. Secondo il Rapporto, infatti, i nostri studenti, nel corso dell’anno, stanno sui banchi un po’ di più degli altri. Il tempo scuola, negli altri paesi Ocse, è in media di 6.732 ore mentre in Italia andiamo sino a 8.316 ore. Basta buttare sulla bilancia le ore del tempo lungo o del tempo pieno delle scuole primarie del Nord e del Centro, in controtendenza rispetto al Sud, per dare conto di un primato che non può essere considerato, di per sé, un indicatore di qualità.


    Nonostante i tagli non saremmo ancora arrivati, secondo il Rapporto, alle classi pollaio. In media nei Paesi Ocse vi sono 16 studenti per insegnante nella scuola primaria, che diventano 13,5 al livello secondario e 14,9 al terziario, ossia alle superiori. La proporzione studente-insegnante va da 24 studenti e oltre per insegnante in Brasile e Messico, a meno di 11 in Ungheria, Norvegia e Polonia. In Italia, la proporzione è di 10,7 al livello primario, di 11 al secondario e di 18,3 al terziario.

    Chi conosce la peculiarità della geografia italiana, con le debite differenze tra scuole di città, isole e montagna, sa bene che, nonostante i numeri sulla carta, c’è poco da illudersi, specialmente nelle classi che si addossano il compito non facile, e di certo non eludibile, dell’integrazione degli alunni disabili e dei figli dell’immigrazione.


    La qualità è data dai risultati, che stentano purtroppo ad arrivare quando manca la passione educativa. Se ne sono accorti anche gli ex fan del ministro Gelmini di Comunione e Liberazione che quest’anno, al Meeting di Rimini, non le hanno offerto la consueta platea. Anzi. Il coro delle critiche dei seguaci del movimento è sfociato in un appello sulle colonne del quotidiano Avvenire che ha raccolto oltre 15.000 firme, tra cui quelle di intellettuali come Luciano Violante e Angelo Panebianco.


    Il nodo delle critiche riguarda, ancora una volta, il problema del reclutamento degli insegnanti. Se il ministro Gelmini continua a strizzare l’occhio ai sindacati, per contenere le proteste ai tagli, intasando la scuola con l’assunzione dei precari storici, senza scremature né concorsi, i giovani laureati dopo il 2008 non avranno accesso all’insegnamento per i prossimi 5 o addirittura 10 anni. Qualcuno può illudersi che i migliori, per quanto motivati, non cercheranno da subito altre strade?

    La scuola italiana nell'ultimo Rapporto Ocse: Poveri insegnanti, povera scuola - News - Famiglia Cristiana
    "Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins

  2. #2
    Antonello/Gianantonio
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    Lo stipendio inferiore vale anche per altre figure professionali del pubblico impiego, ad esempio i medici. La pletora dei laureati nelle varie discipline ha avuto di certo un suo ruolo nel tenere bassi gli stipendi. Il blocco della scala mobile e l'aumento contrattuale come suo sostituto hanno fatto il resto. Complice la triplice e i sindacati autonomi, indegni di tal nome. :giagia: :gluglu:
    Dall'Alpe alle Piramidi
    dal Manzanarre al Reno
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    l'anime a rallegrar

  3. #3
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    ma che la smettano di lamentarsi i dipendenti pubblici, in particolare gli insegnanti! lavoro poco, ferie lunghissime, stipendio assicurato a vita. poi, a chi non sta bene, possono sempre licenziarsi e provare come si sta nel privato. ad esempio, un ingegnere, che lavora nell'IT, un quarantenne con una quindicina di anni di esperienza, non percepisce più di 1500/1800 euro mese; deve essere disponibile h24, ferie corte e viaggi (per lavoro) lunghi. e tacere, altrimenti si va a casa.

  4. #4
    Antonello/Gianantonio
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    Citazione Originariamente Scritto da el cuntadin Visualizza Messaggio
    ma che la smettano di lamentarsi i dipendenti pubblici, in particolare gli insegnanti! lavoro poco, ferie lunghissime, stipendio assicurato a vita. poi, a chi non sta bene, possono sempre licenziarsi e provare come si sta nel privato. ad esempio, un ingegnere, che lavora nell'IT, un quarantenne con una quindicina di anni di esperienza, non percepisce più di 1500/1800 euro mese; deve essere disponibile h24, ferie corte e viaggi (per lavoro) lunghi. e tacere, altrimenti si va a casa.
    Cos'è l'IT? hefico: :gluglu:
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  5. #5
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    Citazione Originariamente Scritto da Gianantonio Visualizza Messaggio
    Cos'è l'IT? hefico: :gluglu:
    IT = information tecnology. nello specifico si tratta di ingegneri informatici, telecomunicazione, elettronici, gestionali. gente che ha ha fatto studi impegnativi almeno quanto chi ha studiato lettere e/o filosofia.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    ma l'ocse dice anche quanti insegnati ci sono in europa?? :sofico:

    poi, vorrei sapere: se i giovani e preparati insegnanti sono cosi' talentuosi, perche' non vanno a cercarsi in un altro lavoro??? :sofico:
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    Citazione Originariamente Scritto da Mario Rossi Visualizza Messaggio
    Poveri insegnanti, povera scuola

    Gli stipendi dei maestri e dei professori italiani in media sono inferiori del 40% rispetto a quelli degli altri Paesi. Il quadro impietoso tracciato dall'Ocse.

    Non c’era bisogno di aspettare i risultati del rapporto comparativo sullo stato di salute della scuola dei Paesi Ocse per scoprire che nel nostro Paese i problemi dell’istruzione sono precipitati agli ultimi gradini nella scala del pubblico interesse. Con quel velo di ipocrisia che fa disperare sulla possibilità di una risalita, almeno in tempi brevi. A tal punto che, dopo l’ennesima bocciatura del nostro sistema scolastico, al ministero di viale Trastevere, anziché strapparsi i capelli, hanno deciso di autopromuoversi, emanando un comunicato che esprime soddisfazione da parte del ministro Gelmini e del suo staff.

    Il dato più grave dell’indagine Education at a Glance 2011, appena pubblicata, riguarda proprio la classe insegnante, che era e rimane il nodo del problema. Gli stipendi dei maestri e dei professori italiani sono mediamente inferiori del 40% rispetto alle retribuzioni degli altri paesi Ocse. Come dire che un giovane preparato e talentuoso, nel nostro Paese, dovrebbe sopportare anni e anni di precariato per ambire a uno stipendio da fame. Senza prospettive di cambiamento.

    Infatti, se tra il 2000 e il 2009 nei Paesi Ocse gli stipendi degli insegnanti sono aumentati in media del 7%, in Italia sono addirittura diminuiti di un punto. Non sono questi i presupposti di una scuola di qualità, inutile nasconderlo. Se i Governi di centro e di centrosinistra nel passato hanno creato non pochi danni, con la complicità dei sindacati, quello attuale deve dichiarare il suo fallimento. Erano partiti lancia in resta, con l’obiettivo di ridare alla classe insegnante maggior considerazione presso l’opinione pubblica, il che mal si concilia con una delle retribuzioni più basse nella scala impiegatizia.


    Non ancora classi pollaio, però...

    D’altra parte, se ce ne fosse bisogno, il rapporto conferma che la scuola non è una priorità per i nostri politici : nel 2008 l`Italia ha speso il 4,8% del Pil per l’istruzione, ovvero 1,3 punti percentuali in meno rispetto al totale Ocse, posizionandosi al 29 posto su 34 Paesi. Senza considerare che, su 33 paesi dell'Ocse i cui dati sono disponibili, l'Italia è uno dei pochissimi (insieme a Grecia, Lussemburgo e Messico) che non prevede ispezioni scolastiche, né valutazioni del proprio operato da parte di ciascuna scuola.

    Diventa difficile, a questo punto, accontentarsi dei pochi numeri che tornano. E che, in ogni caso, vanno interpretati. Secondo il Rapporto, infatti, i nostri studenti, nel corso dell’anno, stanno sui banchi un po’ di più degli altri. Il tempo scuola, negli altri paesi Ocse, è in media di 6.732 ore mentre in Italia andiamo sino a 8.316 ore. Basta buttare sulla bilancia le ore del tempo lungo o del tempo pieno delle scuole primarie del Nord e del Centro, in controtendenza rispetto al Sud, per dare conto di un primato che non può essere considerato, di per sé, un indicatore di qualità.


    Nonostante i tagli non saremmo ancora arrivati, secondo il Rapporto, alle classi pollaio. In media nei Paesi Ocse vi sono 16 studenti per insegnante nella scuola primaria, che diventano 13,5 al livello secondario e 14,9 al terziario, ossia alle superiori. La proporzione studente-insegnante va da 24 studenti e oltre per insegnante in Brasile e Messico, a meno di 11 in Ungheria, Norvegia e Polonia. In Italia, la proporzione è di 10,7 al livello primario, di 11 al secondario e di 18,3 al terziario.

    Chi conosce la peculiarità della geografia italiana, con le debite differenze tra scuole di città, isole e montagna, sa bene che, nonostante i numeri sulla carta, c’è poco da illudersi, specialmente nelle classi che si addossano il compito non facile, e di certo non eludibile, dell’integrazione degli alunni disabili e dei figli dell’immigrazione.


    La qualità è data dai risultati, che stentano purtroppo ad arrivare quando manca la passione educativa. Se ne sono accorti anche gli ex fan del ministro Gelmini di Comunione e Liberazione che quest’anno, al Meeting di Rimini, non le hanno offerto la consueta platea. Anzi. Il coro delle critiche dei seguaci del movimento è sfociato in un appello sulle colonne del quotidiano Avvenire che ha raccolto oltre 15.000 firme, tra cui quelle di intellettuali come Luciano Violante e Angelo Panebianco.


    Il nodo delle critiche riguarda, ancora una volta, il problema del reclutamento degli insegnanti. Se il ministro Gelmini continua a strizzare l’occhio ai sindacati, per contenere le proteste ai tagli, intasando la scuola con l’assunzione dei precari storici, senza scremature né concorsi, i giovani laureati dopo il 2008 non avranno accesso all’insegnamento per i prossimi 5 o addirittura 10 anni. Qualcuno può illudersi che i migliori, per quanto motivati, non cercheranno da subito altre strade?

    La scuola italiana nell'ultimo Rapporto Ocse: Poveri insegnanti, povera scuola - News - Famiglia Cristiana
    il numero di studenti per insegnante e' inferiore del 40% alla media OSCE, pertanto abbiamo il 40% di insegnanti di troppo.


    si inizi adeguando il numero a quello giusto, visto che le medie piacciono tanto.
    Ultima modifica di L'anticristo; 19-09-11 alle 00:45

  8. #8
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    Citazione Originariamente Scritto da Mario Rossi Visualizza Messaggio
    Poveri insegnanti, povera scuola

    Gli stipendi dei maestri e dei professori italiani in media sono inferiori del 40% rispetto a quelli degli altri Paesi. Il quadro impietoso tracciato dall'Ocse.
    Quello dei metalmeccanici sarà inferiore del 60%.
    Ultima modifica di giacomo; 19-09-11 alle 00:50

  9. #9
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    Citazione Originariamente Scritto da giacomo Visualizza Messaggio
    Quello dei metalmeccanici sarà inferiore del 60%.
    ma poi chi dice che gli stipendi devono adeguarsi alla media ocse ?

    qual'e' la media della produttivita' ?

    e del costo della vita ?

    come se tutte le altre categorie professionali fossero adeguate alla media...

  10. #10
    acquenere
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    Predefinito Rif: Poveri insegnanti, povera scuola

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    ma poi chi dice che gli stipendi devono adeguarsi alla media ocse ?

    qual'e' la media della produttivita' ?

    e del costo della vita ?

    come se tutte le altre categorie professionali fossero adeguate alla media...
    Quando feci laboratorio di scrittura dissero di evitare di scrivere argomentazioni palesemente faziose e fallaci che potessero indisporre i lettori. Questo di famiglia cristiana l'ha fatto alla seconda riga. Sono assai indisposto.

    Suggerisco al beota di giornalista di partire la prossima volta raccontandoci come mai nelle scuole cattoliche (quelle della sua "parrocchia") i stipendi degli insegnanti sono addirittura più bassi che nel pubblico.

 

 
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