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Discussione: Lilian Silburn

  1. #1
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    Predefinito Lilian Silburn

    .

    Mi hanno sempre intrigato quegli “accademici” che hanno una visione “vivente e partecipata” delle Tradizioni sapienziali che studiano ( per la verità sono sempre stati pochissimi..). In certi ambiti universitari infatti a volte l’approccio è eccessivamente semplificatorio e riduzionista, colmo di scetticismo modernista, e quando questo non accade ( uno degli esempi più luminosi fu il grande Mircea Eliade ) la cosa non può che generare soddisfazione in chi è intenzionato a documentarsi seriamente su certi temi.

    La lacuna accademica si registra non tanto nella fase “raccolta dati”, spesso accurata e utilissima, ma nella fase interpretativa di quei dati. Lo “specialista” ( fortunatamente non tutti, ribadiamolo ) tratta l’oggetto dei suoi studi come un argomento comunque “fantasioso”, dall’alto in basso, ridimensionandolo alla sua esperienza limitata, spesso fregandosene completamente del fatto che possa esistere una catena ininterrotta di “interpretazioni” corrette di quello che va studiando ( leggasi maestri qualificati ) e alle quali dovrebbe ampiamente rivolgersi.

    Insomma, una Via è una Via, la fonte di conoscenza vera è solo l’esperienza , non la vivisezione di essa appoggiata a grucce puramente intellettualistiche e personali.

    Questa noiosa e forse inutile premessa è solo per ricordare qua sopra una delle più grandi indologhe d’occidente del secolo scorso, ovvero Lilian Silburn ( 1908-1993 ) . Nata a Parigi , è qui che iniziò a studiare Indologia e Sanscrito, essendo allieva di Paul Masson-Oursel, Louis Renou, Sylvaine Levy. La sua carriera avvenne all’interno del Centro Nazionale della Ricerca Scientifica ( sezione orientalistica ). Si occupò, essenzialmente, dello Shivaismo Kashmiro non-duale, traducendo Abhinavagupta, lo Spandakarika, parti del Tantraloka, il Vijinana Bhairava Tantra ecc.ecc.

    Fece molti viaggi in India, Kashmir, dal 1948 al 1975. Qui incontrò vari Maestri , i più importanti dei quali furono due , uno il Pandit, Swami Lakshman Joo, che le diede la corretta interpretazione di molti scritti del Tantraloka e di Abhinavagupta, e l’ altro il Guru, ovvero Sri Radha Mohan Lalji, legato ad una corrente Sufi nel Nord dell’India.

    Questi due nomi sono quelli che Lilian cita nell’introduzione di quello che forse è il suo più importante libro :” La Kundalini o l’energia del profondo “, pubblicato in Italia - molti anni dopo la sua apparizione in Francia - dalle edizioni Adelphi.

    Per chi fosse interessato seriamente al tema "Kundalini", questo è uno dei migliori libri mai scritti per degli occidentali, tra i meglio documentati e attendibili. Si basa su testi appartenenti alle scuole Kaula, Trika e Krama, ma soprattutto, si basa sulla conoscenza che la Silburn ebbe sia dai suoi maestri, sia dalla sua personale esperienza diretta ( che ogni tanto occhieggia tra le righe della rigorosa trattazione ).

    E qui mi riallaccio alla premessa noiosa che ho fatto sopra : Lilian , accademica, ha “vissuto” e “conosciuto”, non solo sul piano culturale, l’oggetto delle sue ricerche, o meglio, della sua Ricerca.

    Sia quando fece i suoi primi “tirocinii” presso Lakshamn Joo ( facendo anche lunghi periodi di solitudine in un rifugio di fango ) sia quando fu toccata al Cuore da quella che lei definì la “pura Efficienza Mistica“ del suo Guru Radha Mohan, non smise mai di studiare e tradurre, ma, nel contempo, toccò con l’esperienza diretta quello che significa il risveglio di Kundalini. La Trasmissione avuta da quest’ultimo ( R. Mohan ), Sufi indiano , testimonia il filo rosso vivente di una ben particolare tradizione che si è manifestata non solo nello shivaismo del Kashmir, ma anche nel Sufismo e , per ciò che concerne solo l’importanza del supporto cardiaco, anche nell’Esicasmo, tradizioni nelle quali il Cuore ha un ruolo fondamentale.

    La stessa Silburn chiarisce nella sua introduzione all’eccezionale testo : “La Kundalini può svegliarsi solo sullo sfondo di un continuo raccoglimento che non ha niente in comune con la concentrazione : non si tratta di concentrarsi mentalmente, ma di essere naturalmente “centrati” nel cuore. Sarebbe infatti paradossale voler applicare il pensiero alla risalita della Kundalini, il cui risveglio dipende proprio dal dissolvimento dell’attività mentale “.

    Ci tengo a ricordare Lilian Silburn innanzitutto perché in Italia, ahimè, non è conosciuta come meriterebbe ( diverso è il discorso fuori dai nostri confini ), e poi perché trovo giusto e sacrosanto indicare un libro SERIO e affidabile sotto tutti i punti di vista…in un’epoca nella quale fioriscono tante e troppe distorsioni del significato della Kundalini ad opera di tante infime operette new-age , next-age e vattelapesca-age.

    Infine : Lilian Silburn, continuatrice di una determinata tradizione iniziatica, fu la direttrice della collana Hermes delle edizioni Les Deux Oceans, che si risolve in quattro eccellenti volumi dedicati alle ricerche congiunte sull’Esperienza Spirituale, di autori vari oltre Lilian.

    Ecco i titoli : 1 )“Les Voies de la Mystique, ou l’accès au sans-accès”

    2) “ Le Vide. Expérience spirituelle en Occident et en Orient”

    3) “ Le Maitre Spirituel selon les traditions d’Orient et d'Occident

    4) “ Tch’an- Zen, racines et floraisons “.


    Una Summa davvero notevole che consiglio caldamente.


    R.


    .
    Ultima modifica di eliodoro; 01-08-11 alle 12:38

  2. #2
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Citazione Originariamente Scritto da Rosfebo Visualizza Messaggio
    .


    La stessa Silburn chiarisce nella sua introduzione all’eccezionale testo : “La Kundalini può svegliarsi solo sullo sfondo di un continuo raccoglimento che non ha niente in comune con la concentrazione : non si tratta di concentrarsi mentalmente, ma di essere naturalmente “centrati” nel cuore. Sarebbe infatti paradossale voler applicare il pensiero alla risalita della Kundalini, il cui risveglio dipende proprio dal dissolvimento dell’attività mentale “.


    .
    gran bel post Rosfebo

    ho riportato il brano della Silburn (che non conoscevo) perché è la prima volta che mi capita di leggere qualcosa di sensato sull'argomento
    Non nascondo che dopo aver letto un po' di orrori in giro per il variopinto mondo orientalista sono anni che mi rifiuto di leggere argomenti che trattano delle tecniche necessarie per la risalita di kundalini

    ...non ci sono tali tecniche...insultatemi pure ma non ci sono
    la kundalini non è causa ma effetto
    la causa è l'Evoluzione dell'essere NON ottenibile tramite tecniche ma esclusivamente tramite il vissuto e la purezza
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  3. #3
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    Non nascondo che dopo aver letto un po' di orrori in giro per il variopinto mondo orientalista sono anni che mi rifiuto di leggere argomenti che trattano delle tecniche necessarie per la risalita di kundalini
    idem


    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    ...non ci sono tali tecniche...insultatemi pure ma non ci sono
    la kundalini non è causa ma effetto
    la causa è l'Evoluzione dell'essere NON ottenibile tramite tecniche ma esclusivamente tramite il vissuto e la purezza
    non sono completamente d'accordo, direi piuttosto che è l'insieme di queste cose
    il mantra ripetuto nel cuore porta la mente al silenzio e alla scoperta dell'essere che vi è dietro. La concentrazione non è sforzo mentale per favorire il risveglio di kundalini ma l'attenzione della mente su un unico punto, il suono del mantra nel cuore
    quando il mantra non è ripetuto profondamente nel cuore, la mente vaga nel mondo delle onde di pensiero

  4. #4
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    ...non ci sono tali tecniche...insultatemi pure ma non ci sono
    la kundalini non è causa ma effetto
    la causa è l'Evoluzione dell'essere NON ottenibile tramite tecniche ma esclusivamente tramite il vissuto e la purezza
    Le tecniche esistono, su questo non ci sono dubbi di sorta: con le istruzioni esatte relative alla respirazione, le posture, i mantra da prronunciare e quant'altro sia necessario.

    Ma la tecnica di risveglio violento della Shakti è sommamente pericolosa e adatta solo a chi è veramente pronto per questo, cioè una sparutissima minoranza di esseri, a voler essere ottimisti.

    Intanto perchè esige una preparazione lunga e severissima che è il terminale di un percorso ascetico altrettanto lungo, intensivo e costante quale solo un tenacissimo innamorato della trascendenza può applicare a sè stesso volendo unirsi alla Dea di fuoco nella corsa verso l'assoluto facendosi trascinare nel tragico e folle slancio di risalita verso l'alto, identificandosi con Lei nell'HAMSAH supremo. Oltre a questo occorre avere la cosiddetta "qualifica al cimento", poichè la spinta motivazionale da sola non basta se non hai le caratteristiche richieste.

    Al di là di questa via adatta ad eroi e temerari esiste il percorso sicuro della via devozionale, della preghiera intensa e della meditazione costante che a lungo andare risvegliano dolcemente la suprema Shakti trascinando l'asceta verso lo stato di coscienza beatifico che lo sottrae al mondo ordinario e che si può ripetere successivamente più volte in quei fenomeni di estasi che spesso sono menzionati nelle vite dei santi. Questa via è sicura e innocua, ed è quella raccomandata.
    Ultima modifica di primahyadum; 01-08-11 alle 19:05
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    alt...equivoco!!!

    le tecniche ci sono, non discuto di questo

    solo che nella migliore delle ipotesi servono a farti vedere quello che sei ma non a farti divenire "di più" di quello che sei

    le tecniche possono essere pericolose perché fanno emergere alcune parti che sono poste sotto il livello della coscienza mentale...ma io dico che se quelle parti sono nascoste un motivo di sicuro c'è

    ...vorrei anche discutere sulle limitazioni intrinseche alle varie tecniche ma sono di ritorno dalle vacanze e sono poco lucido
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio

    non sono completamente d'accordo, direi piuttosto che è l'insieme di queste cose
    Condivido. Le tecniche ci sono, ma hanno un ruolo preparatorio, "propiziatorio" . Non si può forzare ciò che è al di là di ogni idea di sforzo profanamente intesa.

    Ciò che è essenziale, e che la Silburn ha avuto il merito di sottolineare, è la " trasmissione" da parte di un maestro qualificato. Seguire questa Via senza maestro è pura follia e la "trasmssione" sottile di questi è di importanza capitale. In una catena ininterrotta tradizionalmente intesa il ruolo del maestro è quello di "attivatore" .

    Va aggiunto che fra i troppi moderni neo-spiritualisti che blaterano di esperienza di Kundalini c'è il classico errore di valutazione per cui si scambiano lucciole per lanterne. Tantissimi "risvegli spontanei" sono solo falsi risvegli, ampiamente contemplati da queste tradizioni e catalogati come tali.

    Dando la parola a chi ne fu ampiamente competente , traggo dal libro " Kundalini, l'energia del profondo " queste due righette " ...E' quindi necessario accostarsi ai suoi segreti con l'aiuto di un maestro appartenente a una linea di trasmissione tradizionale specializzata in questo campo e dotato di sicura esperienza "

    "... Non si può comprendere questo yoga che abbraccia la totalità delle esperienze mistiche se non si conosce la metafisica generale del Trika per quanto concerne i soffi, la parola e i suoi fonemi, la sillaba OM, il mantra Sauh e diverse pratiche alle quali esso si riallaccia "...Ma più avanti aggiunge " Senza dubbio è il caso di dire chiaramente, in un'epoca che vede diffondersi un interesse nuovo per le esperienze concernenti la Kundalini, che nessuno scritto, nessuna ricetta può far ottenere quella verticalità che è il segno e il frutto di una vita interiore intensa grazie a cui l'energia liberata e dominata diviene universale".

    Emerge chiaramente, da un approccio serio a queste Tradizioni millennarie, che l'argomento è molto più ineffabile e misterioso di quanto non si creda. Qui in Occidente , spesso, hanno semplificato e meccanicizzato un po' troppo il discorso, creando ibridi ridicoli da infilare ovunque e che continuano tuttora a creare illusi o "esperti della domenica".

    R.

    .
    Ultima modifica di eliodoro; 01-08-11 alle 20:50

  7. #7
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Il classico trattato “Shatcakranirupana” tradotto dal sanscrito da sir Arthur Avalon segnala il risveglio della Shakti con la percezione di alcuni suoni interiori simili al mormorio, o meglio al ronzio di uno sciame di api folli d’amore e al ritmo molle e suggestivo di una musica armoniosa.

    La potenza trasformata, immediatamente subito dopo l’ostruzione del brahmadvara, inonda il canale psichico centrale o sushumna e fluisce in direzione ascendente simile al mercurio nel tubo barometrico.

    La sensazione è di una vampa terribile, una folgore interiore, un crepitio dentro la colonna vertebrale divenuta per sensazione incandescente, uno scoppio di tuono alla testa. Si viene trasportati in una vertigine: qui l’individuo deve affermare con tutta la sua forza: “IO SONO LEI”, deve identificarsi con questa potenza terribile, mortale. Guai se manca a ciò, guai se viene sorpreso e travolto da kundalini. Guai se esita un attimo ad affermare:” IO SONO QUESTO”. Formula già imparata del resto nelle precedenti e prolungate concentrazioni e meditazioni.

    Bisogna essere tempisti, poiché altrimenti si cade nel detto di Uttara Gita II, 39 che dice: Castra (scuola), sadhana (pratica in atto), sacrifici, disciplina…tutto sarà inutile, vano: non solo: ma carissimo è il prezzompagato dallo yogin per simile avventura, perché la colossale scarica si abbatte sul sadhaka imprudente che viene trascinato nell’invasamento, idiozia, epilessia, follia, temibilissime ossessioni sessuali quando non addirittura la morte.

    Altro che roba per dilettanti della domenica......
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio

    le tecniche ci sono, non discuto di questo


    ...vorrei anche discutere sulle limitazioni intrinseche alle varie tecniche
    I testi scritti sono la punta dell'iceberg ( la maggioranza dei quali sviscerati dalla Silburn secondo le scuole sopra citate ), e sono, in buona parte, criptici. Gli aspetti essenziali e le relative "spiegazioni", come in ogni tradizione che si rispetti ( anche piuttosto pericolosa come questa di cui si parla ) sono trasmessi da un Maestro qualificato. Senza quest'ultimo cade qualsiasi discorso e si incorre in rischi gravi e francamente inutili.
    Il "fai-da-te" qui non paga, ma distrugge.

    R.

    .

  9. #9
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Citazione Originariamente Scritto da Rosfebo Visualizza Messaggio
    Condivido. Le tecniche ci sono, ma hanno un ruolo preparatorio, "propiziatorio" . Non si può forzare ciò che è al di là di ogni idea di sforzo profanamente intesa.

    Ciò che è essenziale, e che la Silburn ha avuto il merito di sottolineare, è la " trasmissione" da parte di un maestro qualificato. Seguire questa Via senza maestro è pura follia e la "trasmssione" sottile di questi è di importanza capitale. In una catena ininterrotta tradizionalmente intesa il ruolo del maestro è quello di "attivatore" .

    Va aggiunto che fra i troppi moderni neo-spiritualisti che blaterano di esperienza di Kundalini c'è il classico errore di valutazione per cui si scambiano lucciole per lanterne. Tantissimi "risvegli spontanei" sono solo falsi risvegli, ampiamente contemplati da queste tradizioni e catalogati come tali.

    Dando la parola a chi ne fu ampiamente competente , traggo dal libro " Kundalini, l'energia del profondo " queste due righette " ...E' quindi necessario accostarsi ai suoi segreti con l'aiuto di un maestro appartenente a una linea di trasmissione tradizionale specializzata in questo campo e dotato di sicura esperienza "

    "... Non si può comprendere questo yoga che abbraccia la totalità delle esperienze mistiche se non si conosce la metafisica generale del Trika per quanto concerne i soffi, la parola e i suoi fonemi, la sillaba OM, il mantra Sauh e diverse pratiche alle quali esso si riallaccia "...Ma più avanti aggiunge " Senza dubbio è il caso di dire chiaramente, in un'epoca che vede diffondersi un interesse nuovo per le esperienze concernenti la Kundalini, che nessuno scritto, nessuna ricetta può far ottenere quella verticalità che è il segno e il frutto di una vita interiore intensa grazie a cui l'energia liberata e dominata diviene universale".

    Emerge chiaramente, da un approccio serio a queste Tradizioni millennarie, che l'argomento è molto più ineffabile e misterioso di quanto non si creda. Qui in Occidente , spesso, hanno semplificato e meccanicizzato un po' troppo il discorso, creando ibridi ridicoli da infilare ovunque e che continuano tuttora a creare illusi o "esperti della domenica".

    R.

    .
    credo che a volte si scambi il semplice intravedere la kundalini come il suo risveglio...
    condivido quanto da te chiarito riguardo la posizione della Silburn, che sinceramente non conoscevo come autrice e di cui mi sono procurato il libro dopo la tua segnalazione dell'anno scorso, anche se devo confessare che me lo sono portato due volte in India per poi leggere altro, lo guarderò quanto prima

  10. #10
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    Predefinito Rif: Lilian Silburn

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    le tecniche possono essere pericolose perché fanno emergere alcune parti che sono poste sotto il livello della coscienza mentale...ma io dico che se quelle parti sono nascoste un motivo di sicuro c'è
    certo, il motivo è maya che nasconde la nostra essenza profonda

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    ...vorrei anche discutere sulle limitazioni intrinseche alle varie tecniche ma sono di ritorno dalle vacanze e sono poco lucido
    alcol e bagordi? mi crollerebbe il mito del samurai zen

    invece io ho danzato con la khatvanga e sono tornato lucidissimo

 

 
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