Per capire le transizioni energetiche, e in particolare la possibilità di una transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, occorre fare ricorso al concetto di "densità di potenza", che aiuta a cogliere la dimensione spaziale dei sistemi energetici. La questione è al centro dell'Occasional Paper di Vaclav Smil, professore all'Università del Manitoba, che interverrà stasera a un dibattito a Firenze al Festival dell'energia. Il paper è dedicato a "Una lezione sulla densità di potenza. Come valutare la dimensione spaziale della transizione alle fonti energetiche rinnovabili".

Smil dimostra che le fonti rinnovabili, a parità di energia prodotta, implicano un impiego di terreno molto più vasto rispetto alle fonti convenzionali. Scrive Smil: "queste nuove infrastrutture energetiche dovrebbero coprire aree dalle dieci alle mille volte più vaste delle infrastrutture oggi destinate all'estrazione e alla combustione di combustibili fossili per la generazione di elettricità. Non è certo un'impresa impossibile, ma si tratterebbe di una svolta che presenterebbe enormi ostacoli di natura normativa (valutazione di impatto ambientale delle aree interessate, diritto di passo per le reti di trasmissione e tutti gli inevitabili ricorsi legali che ciò causerebbe), tecnica e logistica".

L'Occasional Paper di Vaclav Smil, "Una lezione sulla densità di potenza. Come valutare la dimensione spaziale della transizione alle fonti energetiche rinnovabili", è liberamente disponibile qui: (PDF ).

Vaclav Smil parteciperà questa sera, a partire dalle ore 19,30, a un dibattito al Festival dell'Energia, che si terrà presso il Colle Bereto Cafè in Piazza Strozzi a Firenze. Assieme a Smil interverranno Carlo Stagnaro (direttore ricerche e studi dell'IBL), Davide Tabarelli (presidente di Nomisma Energia) e GB Zorzoli (presidente di Ises Italia).