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    Predefinito Il PD sceglie Maroni come nuovo premier

    Bersani flirta con Maroni per sostituire il Cav

    Mentre Berlusconi era impegnato in una serie di vertici tra cui quello con Bossi, alla buvette di Montecitorio, il ministro dell'Interno Maroni e il leader del Pd Bersani, accompagnato da Veltroni, si sono incontrati e hanno parlato a lungo. Ma di che cosa? Proprio il ministro dell'Interno, secondo quanto è in grado di rivelare Affaritaliani.it, sarebbe uno dei prescelti dai Democratici per sostituire Berlusconi a Palazzo Chigi e guidare un governo di transizione che porti il Paese alle elezioni nel 2012. Un esecutivo che modifichi la legge elettorale, evitando così il referendum per abolire il Porcellum e reintrodurre il Mattarellum. Non è un mistero infatti che alcuni esponenti del Pd, su tutti il varesino doc e amico di Roberto Maroni, Daniele Marantelli stiano da tempo tessendo la tela di una difficile alleanza. Alleanza che oggi non sembra più una chimera viste le aperte critiche dei maroniani doc Tosi e Fontana al premier a cui hanno chiesto esplicitamente un passo indietro.

    In queste ore il segretario del Pd è tornato a chiedere a gran voce le dimissioni del premier : "La situazione è drammatica e questo governo deve fare un gesto all'altezza della situazione. Bisogna cambiare percorso sui grandi temi economici e sociali". Per Bersani "queste ore devono essere occasione per salvare la dignità del Paese, per fare quel passo indietro che esprima generosità e consapevolezza". Un passo indietro che non farebbe cadere il Paese nel vuoto". Il leader del Pd spiega che "per quanto sia rischioso per noi, siamo pronti a prenderci qualche responsabilità di transizione, sapendo però che una ripartenza vera può avvenire in un confronto elettorale, con protagonisti e programmi nuovi". Maroni potrebbe essere l'uomo giusto per traghettare il Paese alle elezioni.

    Bersani flirta con Maroni per sostituire il Cav - Affaritaliani.it

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Il PD sceglie Maroni come nuovo premier

    E' molto difficile che Maroni venga Presidente del consiglio.

    Tuttavia se succede sarebbe la vittoria di un terno secco.
    Francia, Germania ed italia condotte da persone di origine o di discendenza eletta.

    Bilancerebbe il rospo da trangugiare per il riconoscimento della Palestina.
    Ultima modifica di jotsecondo; 22-09-11 alle 10:33
    O si taglia o il caos

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il PD sceglie Maroni come nuovo premier

    Carroccio, l'allarme dei maroniani: "Bobo ora sta mollando" - lega nord, rob erto maroni, val camonica, brescia, carrocci - Libero-News.it



    L’allarme dei Maroniani . Bobo sta mollando
    Tutto come previsto: la Lega salverà il ministro Saverio Romano dalla mozione di sfiducia del centrosinistra. Si vota
    Mercoledì. Il capogruppo padano alla Camera, Marco Reguzzoni, ha assicurato che il Carroccio non impallinerà il sucessore di Giancarlo Galan e Luca Zaia, anche se è accusato di reati connessi con la mafia. Poi sarà la volta del rifinanziamento della missione in Libia e che scade il 30 settembre: un altro rospo in arrivo, nonostante i proclami pacifisti dettati anche nel raduno di Pontida. Aria di mediazione pure per la nomina del nuovo governatore della Banca d’Italia: tutto fa pensare sarà il tremontiano Vittorio Grilli, anche se l’irritazione della Lega col ministro dell’Economia - assente durante il voto sull’arresto del suo ex braccio destro Marco Milanese - potrebbe aprire nuovi scenari. C’è da dire che gran parte dei lumbard sono neri con Tremonti: anche i semplici parlamentari, non solo i sindaci che contestano la manovra. Però il rapporto tra Bossi e «l’amico Giulio» sembra essere solido e a prova di mal di pancia.

    La Lega deve guardarsi dai problemi romani ma ha delle belle grane sul territorio. Domani cominciano i congressi. Nella Val Camonica di Bruno e Davide Caparini, dell’assessore lombardo Monica Rizzi e dove Renzo Bossi ha preso vagonate di voti, sarà corsa a tre: Enzo Antonini (vicino ai Caparini) contro Riccardo Minini e il candidato del cerchio magico (cioè i colonnelli che fanno riferimento alla moglie del Senatur e che litigano con Maroni) Pietro Pezzutti. Poi, ecco Brescia. Il 2 ottobre si sfideranno Mattia Capitanio del cerchio magico (anche se ha pubblicamente smentito di essere sponsorizzato da Monica Rizzi e dal Trota) contro il vicesindaco del capoluogo Fabio Rolfi, stimato dal ministro dell’Interno. In agenda c’è pure Varese, che ha già scelto il leader cittadino: Marco Pinti, un giovane padano vicino a Giancarlo Giorgetti. Resta aperta la sfida per il segretario provinciale: maroniani e cerchio magico stanno discutendo per trovare una mediazione, così da evitare spargimenti di sangue. L’appuntamento è per metà ottobre.

    Molto dipenderà dalle scelte del parlamentare Fabio Rizzi, che non va d’accordo con Reguzzoni (che è in quota cerchio magico) ma non può essere definito maroniano di ferro. Infatti potrebbe appoggiare il suo fedelissimo Donato Castiglioni, ben visto anche dai cerchisti, contro Leonardo Tarantino. Anch’egli è gradito alla famiglia del Senatur ma piace ai seguaci di Bobo. A proposito del ministro. Dopo aver scelto di mediare sull’arresto di Milanese, l’altro giorno alla Camera, dove ha chiesto ai parlamentari a lui più vicini di ubbidire alla linea indicata dal gruppo - e caldeggiata da Bossi - «Bobo» conta di fare il pieno nei congressi provinciali. Il problema, segnala più d’uno tra i suoi fedelissimi sparsi sul territorio - è che il ministro ha deciso di tornare dietro le quinte, come spesso gli capita dopo aver assestato qualche calcione. Tanto che, soprattutto nella sua Varese, sta attendendo gli eventi senza distribuire indicazioni precise. Pensare che è la città del sindaco Attilio Fontana, finito nella lista nera di Roberto Calderoli insieme al veronese Flavio Tosi per le critiche alla manovra. Domenica, a Venezia, i due primi cittadini sono saliti sul palco solo quando il ministro della Semplificazione l’aveva lasciato. Ed è proprio Calderoli ad agitare i sonni dei maroniani. Perché se il cerchio magico riuscisse a spezzare il patto di non belligeranza tra lui e Bobo avrebbe vita facile a controllare la Lega. E a punire duramente i rivali interni.

    di Matteo Pandini
    O si taglia o il caos

 

 

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