Berlusconi come Clinton
Non so se i conservatori che frequentano questo forum ci avranno mai pensato e, se l'avranno fatto, saranno abbastanza onesti con se stessi da ammettere che il Silvio Berlusconi svillaneggiato dal gruppo Repubblica-L'Espresso, ed oggi anche dal Corriere della Sera, per via di donnazze e festini, non riporta alla mente che il vecchio Clinton e il sex-gate che lo vide dieci anni fa protagonista.
A dire il vero una differenza tra Bill e Silvio c'è e non è da poco. Allora Clinton era attaccato da moralisti di destra, mentre oggi Berlusconi se la deve vedere con moralisti del campo opposto. Bisogna rimarcare ad ogni modo che chi sta con Berlusconi oggi era, nella quasi totalità dei casi, anche allora con Bill Clinton, in primis Vittorio Feltri.
Da questo punto di vista, il centrodestra italiano - se di centrodestra si tratta e io non ci metterei davvero la mano sul fuoco - è assolutamente coerente: ci si definisce liberali, moderati, garantisti, assolutamente lontani dal moralismo pruriginoso della destra puritana USA. Al contrario, è questo, in tutto e per tutto, l'atteggiamento fatto proprio dai democratici americani.
Anche loro sono liberali e garantisti, laici fino al midollo, mentre i loro avversari repubblicani sono invece conservatori e giustizialisti, usi a considerare i fatti "privati" come arma per questioni "politiche". Un po' quello che fa in Italia, senza renderse nemmeno conto - accecata com'è dal suo odio - la sinistra anti Cav.
Adesso lasciamo perdere i nostri avversari di sinistra, il cui tentativo di colpire Berlusconi con mezzi leciti e illeciti è palese. E concentriamoci invece su di noi, sul nostro conservatorismo. E poniamoci queste domande "scomode":
1) all'epoca dello scandalo Lewinsky stavamo contro oppure a favore del procuratore Kenneth Starr?
2) in un processo tendiamo a privilegiare la difesa oppure l'accusa?
3) ci stanno più a cuore i diritti dell'individuo o i doveri dello stesso verso la comunità?
4) per un'alta carica dello Stato il privato e il politico vanno separati oppure no?
Se ad ognuna delle quattro domande avremo scelto la seconda risposta allora siamo in linea con le posizioni dei conservatives repubblicani. Se viceversa optiamo per la prima, vuol dire che ci schieriamo, consciamente o meno, a fianco dei democrats.
Per quel che mi riguarda, nel '98 ero fermamente dalla parte di Starr, sperai nell'impeachment di Clinton e considerai una iattura la sua successiva conferma alla Casa Bianca. Questo perchè a mio avviso un Presidente americano non può "farsela" con una stagista qualunque, gettando il disonore sulla carica che rappresenta e calpestando palesemente l'istituto familiare.
Se una persona si dichiara a favore della famiglia tradizionale e perciò non sopporta i tradimenti, i divorzi e quant'altro; se uno difende la morale cristiana allora deve chiedere coerentemente ad un politico di essere figura esemplare per il suo popolo, specchio riconosciuto di virtù.
Detto questo, spiegatemi ora come si fa - sempre se non si è accecati dalla partigianeria, malessere diffuso a destra non meno che a sinistra - a chiudere non uno, ma entrambi gli occhi davanti a ciò che rappresenta, soprattutto per noi, Silvio Berlusconi.
Da quando è in politica il nostro ha cercato di farsi dipingere come un uomo ancorato ai valori borghesi, cattolico, circondato da una famiglia felice sul modello del "Mulino Bianco".
Noi, suoi elettori, abbiamo finto di crederci e abbiamo riverito questa icona, nonostante sapessimo bene che Silvio è un uomo divorziato, che si è sposato due volte l'ultima delle quali con un'attricetta di fede socialista, che ha una famiglia allargata i cui figli più giovani hanno frequentato le scuole steineriane.
Abbiamo chiuso gli occhi dinanzi alla qualità e alla moralità dello spettacolo che Silvio ha propinato agli italiani attraverso le sue reti Mediaset. Dalle ballerine discinte e sculettanti, alla comicità volgare, alla pubblicità deteriore, alla ricerca imperterrita di programmi che inseguono l'audience solleticando gli istinti più beceri dello spettatore, vedi ad esempio il Grande Fratello e i vari reality show sulla scia di questo scaturiti.
Abbiamo voltato la testa anche dinanzi alla filosofia imprenditoriale da lui per anni incarnata, ovvero che chi ha il denaro detiene il potere e questo potere finisce col giustificare ogni cosa. Quando era "solo" il Presidente del Milan Silvio era quel che si direbbe uno "squalo". Comprava tutti i migliori giocatori, anche quelli che non gli servivano, al semplice scopo di indebolire gli avversari. Adesso s'inalbera perchè lo fanno al posto suo gli spagnoli. Ma chi ha dato l'esempio?
Lascio stare il suo rapporto, molto chiacchierato, con Craxi. Non ho mai letto Travaglio perchè reputo squallido colpire un uomo oggi per quello che ha combinato ieri, magari con il consenso tacito di quelli che adesso gli vomitano addosso.
Dico solo che Berlusconi è stato sempre un uomo CHIACCHIERATO. Nessuno, neppure il berluscones più sfegatato può credere alla storiella del self-made man che ce l'ha fatta da solo a furia di lavoro e preghiera.
Io ho scelto di votare per Berlusconi nonostante avessi chiaro che la sua figura non mi piacesse per niente e che in America sarebbe stato ineleggibile soprattutto fra le fila dei miei amici repubblicani. L'ho fatto perchè dall'altra parte c'era di peggio e anche perchè speravo che il suo ruolo di statista avrebbe modificato IN MEGLIO la sua persona.
Adesso, però, sinceramente non so più cosa pensare. Leggo distrattamente ciò che i giornali riportano e obiettivamente il quadro che esce fuori è desolante. Magari è tutto lecito e non c'è nulla per cui Berlusconi debba essere perseguito penalmente. Ma anche se fosse, rimane il fastidio nel vedere un uomo sulla settantina che, con due famiglie alle spalle e figli adulti, continua a fare stucchevolmente il galletto con deputate e perfette sconosciute. Che, quando può, non si nega a feste private e bagordi immortalati da foto che si vorrebbero celare alla gente in quanto esclusivamente "private".
Confesso che sono sconcertato. La mia idea di statista è quella di un uomo serio, possibilmente austero. Non di una simpatica macchietta che si circonda di Apicella e femminazze ignude nelle sue ville appartate. A prescindere da quello che ci fa è l'idea stessa che mi disturba.
Io, conservatore e non liberale, giustizialista e non garantista, repubblicano e non democratico, che ha criticato per otto lunghi anni un certo Bill Clinton non può far finta che oggi in Italia nulla succeda e che è solo fango gettato in pasto dai media di sinistra. Che ci metterà pure del suo, indubbiamente, ma che non può inventarsi di sana pianta ogni cosa. Gli indizi imbarazzanti iniziano ad essere troppi anche per chi vota, magari turandosi il naso, Popolo della Libertà.
Troppe maldicenze portano a ritenere che Berlusconi non ha effettivamente una statura presidenziale. Che in virtù del suo potere è solito commettere una serie di abusi e di forzature convinto che agli italiani delle sue vicende private importi poco o nulla e che anzi magari apprezzino ciò che altrove è abitualmente vituperato.
Sarà, ma io Berlusconi in mezzo alle donnine, veline o no, discinte o no, non ce lo voglio più vedere. Così come lo vorrei vedere accanto ad una moglie devota e non in attesa di un secondo divorzio alle porte. Vorrei vederlo imporre una linea etica alle sue reti commerciali, risanare il Milan senza abbandonarlo come un oggetto al quale si è dedicata già troppa attenzione.
Invece in un mese - dico un mese - mi sono dovuto sorbire storiacce e vicende poco chiare che lo hanno riguardato intaccandone profondamente l'immagine: la separazione con Veronica, le polemiche riguardanti candidate scelte (si dice) unicamente per la loro avvenenza, Noemi e il suo "papi", Mike Bongiorno a cui Mediaset non rinnova il contratto e, infine, - ahimè - la scelta di vendere Kakà per "ragioni di bilancio", mentre Piersilvio strapagava Bonolis per chissà quale meraviglioso programma ci sarà data occasione di vedere.
Per coerenza intellettuale devo dire che Berlusconi è a tutti gli effetti quanto di più lontano un conservatore possa augurarsi per sè e per il proprio Paese. Ha fatto alcune buone cose, ma complessivamente ritengo sia stata una iattura per quanti nonostante tutto si ostinano in Italia a chiamarsi conservatori.
Berlusconi non è e non sarà mai un conservatore. E nemmeno un liberale. Al contrario, è un autocrate populista che ragiona unicamente in termini di potere. E mi sento di dire ciò pur avendolo votato - l'ultima volta addirittura qualche giorno fa - mentre alcuni che lo incensano su questo forum gli negano costantemente il voto a vantaggio di altri.
Ebbene io voto Berlusconi con la morte nel cuore, perchè la politica italiana non mi offre alternative. Ma capisco anche chi non se la sente di dare credito a questa personalità "controversa" facendo scelte drammatiche, come quella di passare addirittura al campo avverso.
Berlusconi è a mio avviso come Clinton e merita il mio disprezzo al pari dell'ex Presidente democratico. Purtroppo Di Pietro non è Kennet Starr e non c'è nessuno, ma proprio nessuno, nel PDL che intenda riconoscersi nel conservatorismo repubblicano.
Altro che "vast right-wing conspiracy"! Populisti o liberali, Clinton o Perot, ahimè questa è la miseria che passa l'italico convento! Adeguiamoci pure alla malasorte, ma al tempo stesso non prendiamoci in giro. Solo questo...
Mr. Right




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iaociao:
