Rif: La crisi degli asini
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ugolupo
Mi martellerei le balle le aver creduto ad "Un uomo in giacca e cravatta che è apparso un giorno in un villaggio a comperare asini".:sofico:
Credersi furbi e finire nel "parco buoi" è un classico.
Lupo, hai perfettamente ragione. Spesso "troppo" aiutati da qualche banchiere con pochi scrupoli (quasi tutti).
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Originariamente Scritto da
ugolupo
La differenza tre me e te sta nel 105/14 al posto del mortaio da 120.
Forse non ho pestato "fich de mul" ma... dio quanto scorreggiavano!:crepapelle:
Però erano delle gran belle bestie e alla fine ti ci affezionavi pure.
Mica come quegli stronzini di cani di lusso, sui quali io metterei una bella tassa.
La differenza fra voi e me è che io non ho avuto la fortuna di fare l'alpino, corpo che ammiro.
Comunque vi assicuro che anche il treppiede o il corpo di canna della mitragliatrice Breda di Battaglione non era uno spasso. Specialmente di notte, i 35 km. fra Otranto e San Cataldo non sono stati un divertimento.
Rif: La crisi degli asini
Dì, ma le storielle morali non dovrebbero essere ingarbugliate come le equazioni della teoria delle stringhe :crepapelle:
Comunque, i contadini per lo meno si ritrovarono ciascuno con almeno un asino: sè stessi
Rif: La crisi degli asini
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ugolupo
La differenza tre me e te sta nel 105/14 al posto del mortaio da 120.
Forse non ho pestato "fich de mul" ma... dio quanto scorreggiavano!:crepapelle:
Però erano delle gran belle bestie e alla fine ti ci affezionavi pure.
Mica come quegli stronzini di cani di lusso, sui quali io metterei una bella tassa.
Ah, beh, le sculegge facevano "pandan" con l'odore di resina dei pini, altro odoraccio malefico per chi soffriva di allergia.
Una volta un mulo, con il suo bel basto sulla groppa (ovviamente vuoto), scartò improvvisamente e, sfuggendo di mano all'alpino che lo teneva, rovinò paurosamente giù per la scarpata con un barrito terrificante.
Lo vedevamo rotolare giù impietriti, gambe all'aria, fra la polvere e i sassi, impotenti ad intervenire. Alla fine lo fermò un tronco d'albero sul quale lui fini di schiena e vedemmo le cinghie che si spezzavano e il basto spaccarsi in due.
Ebbene, dopo qualche secondo, la bestiaccia si rimise in piedi e cominciò a risalire la scarpata, il suo alpino corse giù insieme ad altri per aiutarlo e fu veramente una scena commovente e ancora adesso, scrivendo, ci vengono le lacrime agli occhi.
Bestiacce maledette, puzzolenti e bastarde. Ma facevano parte di un orizzonte perduto e lontano... non come adesso a star qui davanti a 'sto cazzo di tastiera.
Rif: La crisi degli asini
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Originariamente Scritto da
Marximiliano
Dì, ma le storielle morali non dovrebbero essere ingarbugliate come le equazioni della teoria delle stringhe :crepapelle:
Comunque, i contadini per lo meno si ritrovarono ciascuno con almeno un asino: sè stessi
:giagia:
Rif: La crisi degli asini
Si questa storia mi ricorda la maggioranza degli italiani.
Si pensano furbi, pensano di fregare tutti e poi rimangono gabbati.
Ma invece sono stupidi e ancora più stupido lo stato che gli dà retta.
Mi ricorda la storia dei mutui, prima fatti a tasso fisso, perchè conveniva, finchè si son messi a piangere perchè il tasso alcuni anni dopo risultava troppo alto.
Allora via obbligo di ricontrattare i mutui a tasso variabile.
Poi il taso si rialza, e tutti a piangere che sono stati fregati e quindi...
Oppure i papà/nonni di quegli stessi italiani, prima in piazza ad inneggiare un tipo strano che parlava dai balconi.
Poi tutti a sputargli in faccia (ovviamente solo dopo che erano sicuri fosse morto)
Oppure ...
si, bravo hai raccontanto bene la storia degli "italiasini".