A Wall Street la protesta dilaga, indignados hanno sostegno di Soros
Giunti ormai alla terza settimana, i manifestanti di Occupy Wall Street non danno segni di voler cedere e si preparano a manifestare vestiti da businessman-zombie. Cosi' conciati daranno il benvenuto agli agenti di cambio e agli intermediari finanziari che arrivano a lavorare a Wall Street
Uno di loro, in un parco del distratto finanziario di New York, ha detto che l'idea e' quella di sfilare con il volto truccato di bianco, con le labbra sporche di sangue e mangiando dollari del Monopoli.
I manifestanti intendono inoltre protestare contro 'La brutalita' della polizia'. Sabato scorso sono state arrestate circa 700 persone che manifestavano sul ponte di Brooklyn, bloccando il traffico stradale. Le forze di sicurezza hanno fatto uso di spray accecanti.
E da ieri i manifestanti hanno il sostegno di George Soros, che ha deciso di schierarsi virtualmente a fianco di chi protesta. L'investitore americano di origini ungheresi ha detto "li capisco", facendo capire di essere dalla loro parte.
Celebrita' come l'attrice Susan Sarandon e il regista Michael Moore hanno gia' espresso il loro appoggio e partecipato brevemente alle manifestazioni di chi si riunisce a Zuccotti Park, nella zona sud di Manhattan, per protestare per il tasso di disoccupazione ancora elevato, in particolare tra i giovani, e per i danni provocati dala crisi finanziaria, per la quale gli unici a non avere pagato sono i banchieri e gli autori della stessa crisi.
Come racconta David Graeber del Washington Post, che ha preso parte alle manifestazioni dal 2 luglio, la crescita del movimento ne sta modificando anche le iniziali forme di organizzazione: "A questo punto, l’occupazione di New York ha trenta diversi gruppi impegnati su tutto, dalla gestione delle norme igienico-sanitarie alla discussione su lavoro e politica fiscale".
Sono stati creati uffici di collegamento con i movimenti delle altre citta' americane e un giornale di quattro pagine (Occupied Wall Street Journal). Il sostegno di sindacati e gruppi di attitivisti più tradizionali (come MoveOn) rappresentano un momento decisivo e rischioso. A questo punto - spiega Graeber - bisogna pero' trovare una misura "tra la dimostrazione di quello che una democrazia diretta potrebbe essere e i gruppi che hanno una forma di organizzazione che noi abbiamo rifiutato".
A Wall Street la protesta dilaga, indignados hanno sostegno di Soros




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