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Discussione: Ai Liberi e Forti

  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Ai Liberi e Forti





    Oltre novant'anni fa anni il partito popolare di Don Luigi Sturzo lanciò un celebre appello «ai liberi e forti» a «cooperare ai fini superiori della Patria senza pregiudizi né preconcetti»; un manifesto rivolto ad allargare la partecipazione popolare ad uno Stato unitario nato in contrapposizione ad una parte importante della società italiana.

    Con questo libro propongo oggi un manifesto analogamente dedicato a «un popolo di liberi e forti che, ancorato ai valori della tradizione nazionale, ha saputo resistere al fascino delle ideologie totalitarie, che diffida degli interessi particolari che pretendono di farsi bene comune ed è responsabilmente orientato a non attendere con passività dallo Stato le risposte ai propri bisogni, perché intento a costruirle attraverso forme comunitarie».

    Ora come allora - e a maggior ragione in presenza dei cambiamenti epocali in corso - è doveroso porre alla base di una nuova stagione di sviluppo dell'Italia la funzione guida del popolo umile e laborioso cui si sono ricorrentemente contrapposti nella storia unitaria gli interessi più ristretti di élite cosmopolite e antinazionali, di borghesie orientate al facile arricchimento attraverso rendite e favori pubblici, di corpi separati dello Stato. Solo quando si afferma questo primato il senso della nazione coincide con il senso dello Stato, ovvero i valori della tradizione - la persona, la famiglia, la comunità - sono compiutamente assunti a riferimento delle politiche pubbliche.

    Lo stesso destino comune della nazione è identificato con l'antica attitudine all'universalismo della società italiana che la rende capace di accogliere e integrare i flussi migratori affermando la propria identità e di stabilire relazioni intense con i Paesi emergenti grazie al rispetto curioso delle altre culture secondo l'esempio di uomini come Matteo Ricci e Marco Polo.

    Sacconi assume quale metodo del buon governo per lo sviluppo integrale della nazione quella «laicità adulta», comune a credenti e non credenti, che sa riconoscere e promuovere il valore della vita nelle umane fragilità, nella procreazione, nella ricerca scientifica e tecnologica.

    L'obiettivo è quello di giungere ad una società attiva, inclusiva e insieme competitiva «perché si realizza attraverso il riequilibrio demografico, elevati livelli di partecipazione ad attività educative finalizzate alla occupabilità, il superamento di ogni divario territoriale, la diffusione delle nuove tecnologie, la valorizzazione delle risorse storiche e naturali».

    Lo strumento necessario per affermare i valori della tradizione e costruire la nuova Italia nel tempo del «dopo debito» è il partito del popolo dei liberi e forti, evoluzione delle esperienze politiche nelle due fasi della vita repubblicana e contenitore unitario per tutti coloro che si riconoscono nel popolarismo europeo.

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Ai Liberi e Forti

    Centrodestra: Maroni, nuova fase possibile fra non molto

    CENTRODESTRA MARONI NUOVA FASE POSSIBILE FRA NON MOLTO (1 UPDATE) - Agenzia di stampa Asca

    (ASCA) - Roma, 20 ott -''L'elasticita' sociale ma anche politica'' delineata nel libro di Sacconi ''Ai liberi e forti'' permette ''alleanze di scopo'' che permettono di realizzare un ''nuovo manifesto del centrodestra''.

    E' quanto ha affermato il ministro Roberto Maroni (Lega Nord) intervenendo in serata alla presentazione del libro di Sacconi insieme al segretario del Pdl Angelino Alfano e il sociologo Giuseppe De Rita.

    Richiamandosi alle teorie di Sacconi , Maroni ha sottolineato che ''e' giunto il momento dell'evoluzione''. E ha parlato di una ''nuova fase che puo' partire tra non molto per una rinnovata alleanza nel centrodestra'' in cui, ha sottolineato Maroni, ''noi ci staremme col nostro nome, perche' siamo una grande famiglia''.

    Sollecitato da alcune domande di Bruno Vespa in veste di moderatore che gli ha chiesto se per lui conta la fedelta' agli elettori, viste anche le polemiche con Bossi, Maroni ha invitato a non credere a tutto quello che si dice o si scrive: ''Siamo una grande familgia. Non credete a tutto quello che scrivono i giornali. Certo non tutto e' inventato, ma le cose non sono proprio cosi', come si raccontano''.

    Quella di Maroni e' stata la parentesi politicamente piu' esplicita ed attuale in un dibattito che e' stato molto sfumato e tutto sommato rivolto ad accreditare un patrimonio culturale e valoriale che -come e' testimoniato nelle intenzioni del libro di Sacconi- dovrebbe qualificare un centrodestra per troppo tempo schiacciato sull'ideologia del ''fare'': di quella filosofia che ha caratterizzato la nascita dell'era Berlusconi e che a giudizio degli stessi esponenti di centrodestra mostra abbondanti segni di esurimento della sua spinta propulsiva al punto che dal pragmatismo si e' passati al ghe pensi mi.

    E' questa preoccupazione che ha fatto da filo conduttore all'intero dibattito. Lo stesso Alfano lo ha confermato parlando di ''scelte di governo che devono nascere, a monte, dai valori per approdare, a valle, alle decisioni concrete''.

    Con ''liberta' poetica'' Alfano ha aggiunto una domanda: ''Siamo stati coerenti con i nostri valori? Io dico di si': abbiamo agito -ha affermato- per i piu' deboli, abbiamo pensato alla famiglia, difeso la vita. Ma dobbiamo riconoscere che per la complessita' del tempo storico non abbiamo potuto fare tutto, ma il possibile. Abbiamo governato in tempi di crisi. E sui problemi economici non chiediamo attenuanti generiche perche' abbiamo fatto il possibile. E' tutto l'Occidente che e' in crisi''. E dal libro di Sacconi, Alfano ha detto di riscontrare il riconoscimento della ''coerenza del partito'', del Pdl.

    Alla domanda se in futuro il Pdl pensa di fare da solo o di unirsi ad altri, Alfano ha risposto dicendo che ''il principio della scelta, da parte del popolo, del governo e' il midollo della democrazia, toccarlo vorrebbe dire mettere in discussione questa fondamentale regola della democrazia moderna''. Alfano che ha difeso il concetto di alleanze politiche, presenti gia' nell'impostazione di don Sturzo, ha pero' messo in guardia dalla messa in discussione del bipolarismo che potrebbe produrre ''insalate indigeste''.

    Alfano si e' richiamato al ''bene comune'' per auspicare convergenze virtuose in parlamento su singoli aspetti ''perche' non c'e' bisogno -ha detto- di fare cadere un governo per fare buone scelte''.

    Una critica e' stata espressa da De Rita quando ha sottolineato che ''i politici sono tutti bravini, ma quando si tratta di fare un'elaborazione generale le cose cambiano''. Per De Rita -che su questo ha espresso un apprezzamento a Sacconi- il problema e' quello di ''recuperare una tradizione'' e infatti ''nessuno sembra capace di reinventare la tradizione''. E' in questa chiave che per De Rita va letta ''l'idea abbastanza diffusa di un partito nuovo'' capace di realizzare questo recupero.

    Sacconi, ha raccolto le osservazioni confermando che ''ebbene si', e' giusto in questo tempo di insicurezza recuperare cio' che ha resistito''. ''Si' -ha aggiunto- si tratta di conservare valori di una cultura, della tradizione.

    E in questo senso occorre rivalutare il termine conservatori, come capacita' di conservare e riprogettare''. Sacconi ha indicato la strada di ''una laicita' adulta che si ancora ai valori della tradizione, della persona, della famiglia e della vita''. In quest'opera ha indicato la necessita' di evitare ''il pericolo del relativismo'' e per farlo, ''sapere che ci aiuta l'universalismo cristiano''.

    In una platea affollata e un po' distratta, anche a causa di un'acustica insufficiente all'interno del Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra, si sono notati molti parlamentari del Pdl, tra cui Quagliariello e Gasparri e la la sottosegretaria Roccella. Presenti anche esponenti cattolici, rappresentanti di quei movimenti e associazioni che hanno dato vita nei giorni scorsi al forum di Todi.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 

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