1 ottobre 2011
In oltre 20 città, compresa la capitale, da alcuni giorni imperversano scontri guidati da movimenti razzisti
Il presidente bulgaro ha fatto sapere che il National Security Council sta tenendo un meeting di emergenza per discutere la crescita delle tensioni etniche a causa dei gruppi nazionalisti anti Rom che stanno infiammando l’intero paese.
MEETING D’EMERGENZA - Secondo una nota diffusa dall’ufficio di Georgi Parvanov il consiglio dovrà occuparsi delle “misure d’emergenza per garantire la legge e l’ordine nel paese e prevenire e contrastare tensioni etniche”. Le rivolte sono esplose lo scorso weekend nel villaggio di Katunitsa, nel sud del paese, dopo che un ragazzo di 19 anni è stato inseguito e ucciso da un minivan guidato da un uomo identificato come uno dei leader rom della zona, anche conosciuti come zingari. Gli abitanti del villaggio hanno cominciato a tirare sassi e bombe molotov contro la casa del leader rom, chiedendo che lui e la sua famiglia vengano espulsi. Nel villaggio risiedono circa 2300 rom.
APPELLO DI PACE - “La pace etnica è l’unico modo per garantire la prosperità della Bulgaria” ha detto il primo ministro Borisov durante un meeting martedì scorso “Ogni altra azione volta a favorire il fallimento del paese è destinata ad essere isolata”. I media si sono riferiti alle manifestazioni come a “pogrom”. I manifestanti lanciavano infatti slogan razzisti come “Zingari nel sapone” e “Turchi a coltellate”. La polizia si è fatta strada nei quartieri rom di tutto il paese quando i manifestanti hanno annunciato proteste in 20 città, inclusa la capitale Sofia. E’ stato riportato che i rom hanno stabilito gruppi e assi di difesa in risposta agli attacchi degli skinheads.
LE ISTITUZIONI REAGISCONO – Il procuratore nazionale Boris Velchev ha inviato ordine ai procuratori locali di arrestare immediatamente e investigare su coloro che mostrassero atteggiamenti razzisti e incitassero all’odio razziale. Questo crimine è punibile in Bulgaria con sei anni di carcere e multe da 15mila euro o 20mila dollari. “Le istituzioni stanno lottando insieme, ferme nella loro opposizione a sentimenti così radicali ed estremi” ha detto il presidente Parvanov.
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