Inizio a pensare che Travaglio abbia ragione nel definire, ironicamente, Giuliano Ferrara molto intelligente. Facendo capire che non lo sia affatto.
Basta leggere l' articolo del pachiderma pubblicato oggi sul Giornale per sincerarsene. Titolo "Se Silvio farà il Silvio l' Italia potrà rialzarsi".
Ora bisogna intendersi su cosa significhi "fare il Silvio". Secondo Ferrara e gli italiani che tuttora votano Berlusconi, vuol dire liberalizzare, privatizzare, abolire le posizioni di rendita godute da lobbies e corporazioni. In una parola, immettere nell' asfittico mercato italiano una dose da cavallo di sana concorrenza. Infatti è ciò che Ferrara nel suo pezzo chiede a Berlusconi di fare: "(...) liberalizzazioni per fare emergere un quarto del Pil in nero e per instaurare di brutto regole di concorrenza, libertà e fiducia (...)"
Ma quando mai Silvio è stato cosi? Com' è pensabile supporre che parole quali concorrenza e privatizzazioni, piacciano a chi per una vita è stato imprenditore tanto da voler governare il Paese con gli stessi metodi? La forma mentis di ogni imprenditore, piccolo o grande che sia, è quella del monopolista non del liberalizzatore.
Infatti in tutti gli anni in cui è stato al governo, Berlusconi non ha privatizzato né liberalizzato nulla. Anzi, le liberalizzazioni degli ordini professionali iniziate da Bersani, sono state abolite dalla sua maggioranza perché "danneggiano il nostro elettorato" come disse l' on. Lupi. Vedremo se ora avranno il coraggio di farle, visto che è stata la Bce a chiederlo nella sua lettera.
Quindi il titolo dell' articolo di Ferrara è sbagliato. Per far ripartire l' Italia bisognerebbe che Silvio si mettesse a fare il Bersani. Ma non lo farà, non ne è capace. E in ogni caso meglio l' originale di una copia.
QUI il pezzo di Ferrara




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