Precari in pensione con il 57% dello stipendio
Dario Ferri
YOUniversal
9 ottobre 2011
Lo studio Inps degli effetti del sistema contributivo; i dipendenti con il 70%
Il Corriere ce lo presenta come una sorpresa positiva, e in effetti rispetto alle stime catastrofiste diffuse in altri tempo dall’Inps è un bel passo avanti. Nell’articolo di Enrico Marro ci sono i nuovi conti:
potrà essere pari al 70% dell’ultimo stipendio per un lavoratore dipendente e del 57% per un parasubordinato. È l’effetto del metodo di calcolo contributivo che si applica, integralmente, a chiunque abbia cominciato a lavorare dopo il 1995: più anni di contributi si versano, più tardi si va in pensione, è più si prende. Bisogna quindi rivedere il discorso che si è sempre fatto sul contributivo che falcidiava le pensioni, riducendo il tasso di copertura rispetto all’ultimo stipendio a circa la metà dello stesso. Questo era vero fino a quando l’età pensionabile era rimasta più omeno la stessa di prima: 58-60 anni per la pensione di anzianità (con 35 anni di contributi) e 65 per quella di vecchiaia (60 per le donne). Ma la situazione è molto cambiata per chi comincia a lavorare oggi.
Spiega il Corriere:
Costui non potrà andare in pensione prima di aver raggiunto 65 anni e 3 mesi (nel 2046) se avrà i 35 anni di contributi necessari per la pensione anticipata, senza differenze tra uomini e donne. Altrimenti dovrà attendere fino a 69 anni e 3 mesi. Sarà infatti questa l’età di pensionamento di vecchiaia richiesta nel 2046, per effetto di tremisure: finestra mobile (la pensione decorre con ritardo di 12-18 mesi rispetto alla maturazione dei requisiti); aumento a 65 anni dell’età di vecchiaia per le donne; adeguamento automatico ogni tre anni dell’età pensionabile alla speranza di vita. Il risultato è che anche le pensioni di vecchiaia avranno alla fine almeno 35 anni di contributi alle spalle. Di qui la necessità di rifare i calcoli sul tasso di copertura.
E non si parla di copertura lorda;
In ogni caso, aggiunge, l’ipotesi di un precario a vita riguarda una ristretta minoranza. Già simulando la pensione di un lavoratore discontinuo (10 anni in nero, 6 da parasubordinato e 22 di lavoro dipendente), si arriverebbe a un assegno pari al 59% dell’ultima retribuzione. Va detto, sottolinea lo studio, che si sta parlando di tassi di copertura al netto delle tasse e non al lordo, come si usa di solito. Ma quello che conta è il netto che entra nelle tasche del pensionato.
http://www.giornalettismo.com/archiv...llo-stipendio/





Rispondi Citando

hefico:

