LIBIA: JALIL, NONOSTANTE SBAGLI COLONIALISMO MEGLIO DI GHEDDAFI
AGI News On - LIBIA: JALIL, NONOSTANTE SBAGLI COLONIALISMO MEGLIO DI GHEDDAFI
18:14 08 OTT 2011
(AGI) - Tripoli, 8 ott. - Il colonialismo italiano e' stato molto meglio che il regime di Gheddafi, tra le due realta' una distanza siderale, nonostante gli sbagli dello stesso colonialismo. Detto da Mustafa' Abdel Jalil, presidente del CNT libico, ha una rilevanza di forte spessore, ancor piu' se detto - come e' stato oggi - durante la conferenza stampa tenuta con il ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa e con il ministro della Difesa britannico Liam Fox, a conclusione di un incontro a tre tenuto, tra grandi misure di sicurezza - specie intorno a Jalil - in una sala dell'aeroporto di Tripoli. "I libici - ha detto il presidente del CNT - sanno perfettamente che il periodo del colonialismo italiano procedeva in concomitanza con un'era di grandi costruzioni e sviluppo". Tanto e' vero che "tutti sanno che le grandi costruzioni a Tripoli, Bengasi e altre citta' sono costruzioni italiane. Pensiamo che in quel periodo la legge andasse nel corso naturale, cause giuste, processi giusti. E c'era sviluppo agricolo". Invece, il periodo di Gheddafi "e' l'esatto opposto - ha detto con voce calma ma ferma Jalil -, tutti i valori e i principi sono stati demoliti, rovesciati. Le risorse libiche non sono mai state utilizzate per i libici. Nonostante tutti gli sbagli, il colonialismo non potra' mai essere paragonato a Gheddafi". Parole che a quanto sembra sono state piu' marcate e nette rispetto a quelle che nell'incontro a tre Jalil aveva detto sempre a proposito del colonialismo. E nel suo intervento in conferenza stampa La Russa ha sottolineato ancora questo aspetto dell'amicizia tra i due popoli, ovvero dell'assenza di astio del popolo libico verso l'Italia, apprezzando le parole di Jalil nei confronti della storia dei rapporti tra le due nazioni, con il colonialismo che non ha ha rappresentato ne' rappresenta un motivo di astio o frattura ma anzi c'e' impulso "per un'amicizia sempre piu' forte". In precedenza lo stesso ministro della Difesa italiano in occasione della visita all'ospedale di Maathiga aveva detto: "La storia coloniale europea la conosciamo bene, anche con le sue ombre, pero' l'Italia ha lasciato un segno di amicizia", rilevando inoltre che "qui c'e' l'elogio all'appoggio e all'amicizia tra libici e italiani senza ombre del passato". Jalil ha poi confermato il rispetto degli accordi tra Libia e Italia in materia di immigrazione, e su questo argomento La Russa ha quindi evidenziato "la convinzione reciproca che non c'e' bisogno di soldati italiani per controllare le frontiere ma occorre il sostegno tecnologico". Gia' ieri La Russa aveva parlato, dopo l'incontro con il suo collega libico del Cnt, Daghely, di accordi in fatto di radar, richiamando anche il ruolo di imprese italiane, quale la Selex del gruppo Finmeccanica. E oggi Jalil ha assicurato che verranno confermati i rapporti e i contratti legalmente sottoscritti con le aziende italiane, "con una particolare attenzione - ha riferito La Russa - perche' non ci siano casi di corruzione. E questo anche per aziende non italiane".




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