Francia, vincono le primarie
lunedì 10 ottobre 2011 | Gennaro Migliore | 3 commenti
Ieri, ancora una volta, hanno vinto le Primarie, quelle aperte a tutti. Una vittoria incontestabile, maturata nel paese che, insieme alla Germania, non solo esprime la leadership economica continentale, ma mantiene anche più saldo il contesto dei partiti come attori protagonisti della scena politica. È accaduto in Francia ciò che nemmeno i più ottimisti si aspettavano: oltre due milioni di cittadini hanno preso parola ed indossato idealmente quel pin che si trovava in ogni angolo del paese, “fiero di votare alle primarie”.
Si tratta di un risultato “eclatant et detonnant”, soprattutto se lo si compara alle precedenti competizioni chiuse nel recinto degli iscritti del partito. Quella era una pratica di democrazia interna molto seria, fondata su una platea però di non più di 80mila aderenti al Ps, quella di ieri, tuttavia, è la dimostrazione che il vento della partecipazione sta cambiando anche le organizzazioni più tradizionali e radicate. Tutti i candidati hanno salutato positivamente la novità, cogliendo in questa partecipazione la molla di innesco di una campagna elettorale lunga contro Sarkozy, che giocherà ogni carta possibile, compresi i colpi sotto la cintura (si era addirittura diffusa la voce che la nascita del figlio di Carlà fosse stata programmata in contemporanea alle primarie per “oscurarle” mediaticamente).
Eppure, a molti francesi pare sempre più probabile che la settimana prossima il vincitore del secondo turno, tra Francoise Hollande (che ha raggiunto poco più del 38%) e Martine Aubry (che è poco sotto il 31%) avrà messo già un piede nell’Eliseo. Per questo, anche la prossima settimana di campagna avrà un grande protagonista, la partecipazione popolare, che immagino ancora superiore a quella del primo turno.
Sono state primarie vere e i risultati non sono stati scontati. Infatti la partita per la vittoria finale è realmente aperta, nonostante il candidato in vantaggio si sia mostrato molto sicuro ed abbia fatto appello agli esclusi per un “fronte largo” che possa guadagnare il massimo dei consensi. La novità non è stata solo la distanza ravvicinata tra i primi due, ma anche l’indubbio successo dell’outsider Monteburg al 17% e la debacle della precedente sfidante di Sarkozy, Segolene Royal che si è fermata ad un misero 6%.
La sorpresa è ancora maggiore se si guardano i programmi, con Montebourg che propone la “demondializzazione” e la Royal che ha riproposto stancamente lo stesso spartito centrista delle elezioni scorse. Adesso la partita si giocherà su due schemi: Hollande cercherà di rafforzare la sua immagine di persona comune, affidabile e concreta per il dopo Sarkozy, scegliendo di parlare la stessa lingua rigorista della Bce in materia economica, facendo appello ad una sorta di grande alleanza di tutte le correnti socialiste; la sindaca di Lille giocherà invece la sua battaglia sul terreno della connotazione a sinistra, anche per provare a recuperare gli elettori che avevano scelto Montebourg.
Confesso che, pur nel rispetto di un processo democratico così importante, preferirei che il risultato potesse essere ribaltato a favore di Martine Aubry, anche per riaprire una speranza di cambiamento nelle linee politiche dei partiti di sinistra in tutto il continente e poi perché una donna all’Eliseo sarebbe un evento di enorme rilevanza.
Qualche solerte “inventore delle primarie” nostrano potrebbe obiettare che sono state primarie di partito e non di coalizione. A quel punto, forse bisognerebbe ricordare che la Francia è pur sempre un paese con regime presidenziale con elezione a doppio turno e che noi, per fortuna, non lo siamo ancora. La partecipazione dei francesi ha dato una chance alla sinistra di poter intraprendere un percorso di cambiamento. È un buon segnale, è un buon vento anche per noi.
Gennaro Migliore
Francia, vincono le primarie | Sinistra Ecologia Libert





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