Ho letto qualcosa su François Guizot, uno dei ministri piu' influenti durante la Monarchia di Luigi Filippo di Francia (1830-1848) e ho trovato qualche spunto interessante
Tra l'altro mi piace molto la sua frase "oggi non è questione di libertà ma di autorità" e parlava di 180 anni fa!!!
Guizot era un conservatore liberale in politica ma contrario ai principi del libero scambio in economia. Il liberismo infatti era una teoria economica inglese con la quale l'Inghilterra favoriva i suoi interessi. L'agricoltura francese invece andava protetta e d'altronde erano gli stessi industriali che spingevano il governo a togliere le tariffe doganali.
Per Guizot i problemi ai quali la Francia doveva far fronte non erano economici ma soprattutto politici e sociali. Egli pensava che dopo cinquant'anni di guerre e rivoluzioni a partire dal 1789, il paese si trovava in una grande confusione diviso tra due estremi: da una parte i monarchici, nostalgici dell'Ancien Regime che non avevano mai perso la speranza di restaurare l'ordine feudale e dall'altra i repubblicani di cui alcuni pensavano di poter instaurare una repubblica con la rivoluzione. Egli riteneva che i liberali avessero il compito di creare una società libera e pacifica senza rinunciare ai grandi meriti della Rivoluzione e soprattutto d'assicurare la preminenza della borghesia sull'aristocrazia. Egli giudicava la Rivoluzione francese come uno scontro di interessi contrapposti: il terzo stato contro gli ordini privilegiati, poi la plebe contro i borghesi. Si trattava di una lotta tra classi di cui l'esito avrebbe stabilito durevolmente il senso della Storia.
Fu Guizot per primo a parlare di lotta di classe che in seguito Marx avrebbe teorizzato. Egli è considerato il padre della storiografia d'indirizzo economico sociale. Riteneva che mentre il proletariato fosse destinato a svolgere un ruolo dominante, gli operai d'origine contadina, invece dovessero rimanere nel ruolo subalterno che la società assegnava loro: essi avevano perso i legami con la terra, si erano declassati e dunque non potevano essere ritenuti cittadini responsabili. Riprendendo le teorie politiche della Grecia antica pensava che la democrazia è una cosa troppo seria perché degli irresponsabili potessero avere il diritto di dire la loro. Il diritto di voto andava riservato a coloro che avessero delle proprietà e pagassero le tasse e quindi si assumessero la responsabilità dei loro comportamenti.
Nonostante queste sue idee sulla società bisogna sottolineare che Guizot fece approvare nel 1841 una legge che proibiva il lavoro dei bambini nella manifatture al di sotto degli otto anni e che egli si batté a più riprese per l'abolizione della schiavitù nelle colonie riuscendo nel 1844 a far accettare questo principio dall'Assemblea nazionale. Nel 1845 e nel 1846 il problema fu dibattuto ma senza arrivare a stabilire in pratica le modalità dell'emancipazione. Infatti la legge prevedeva la fine della schiavitù ma non stabiliva quando. Saranno i repubblicani nel 1848 a determinare la fine definitiva della schiavitù.
La fine della carriera politica di Guizot nel 1848 fu dovuta alla sua ostinazione nel non far modificare la legge elettorale




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