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Discussione: Sel con la FIOM

  1. #1
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    Predefinito Sel con la FIOM

    A fianco della Fiom
    giovedì 20 ottobre 2011 | Massimiliano Smeriglio | Un commento



    Domani Sinistra Ecologia e Libertà – con Vendola sarà a fianco della Fiom perché, al contrario di quello che dice Marchionne, pensiamo che lo sciopero abbia un senso. La democrazia, il contratto, la dignità del lavoro, il salario non sono mere battaglie sindacali, ma hanno a che fare con il modello di società che abbiamo in mente. Senza democrazia, in fabbrica come nella società, senza un progetto industriale che sappia traguardare la crisi, senza una discussione seria su Fiat e Fincantieri non c’è l’alternativa.

    Lo sciopero della Fiom è una straordinaria occasione per difendere i livelli occupazionali e per avviare una discussione su un modello di sviluppo che sappia intrecciare qualità del lavoro e sostenibilità delle produzioni. Innovazione, ricerca, sviluppo e democrazia. Di questo vorremmo discutere con Marchionne.

    Domani saremo a Piazza del Popolo con la Fiom anche per riprenderci le nostre piazze, lo spazio pubblico, le strade contro il binomio devastazione – militarizzazione.

    Massimiliano Smeriglio (responsabile nazionale Economia e Lavoro Sinistra Ecologia e Libertà)

    A fianco della Fiom | Sinistra Ecologia Libert
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Sel con la FIOM

    Siamo con voi
    venerdì 21 ottobre 2011 | Francesco Ferrara | 4 commenti



    Oggi, a Roma, saremo in piazza con la Fiom. Saremo a fianco degli operai che non difendono solo i loro interessi ma quelli di tutto il Paese.

    Oggi scioperano i lavoratori della Fiat e di Fincantieri: gli operai che costruiscono le automobili e quelli che costruiscono le navi. Cosa significhi la produzione di mezzi di trasporto in Italia lo raccontano, meglio di qualsiasi dotta dissertazione, i dati Istat sulla produzione industriale di agosto. Sono, per la prima volta da molto tempo, dati positivi. Registrano un aumento del fatturato del 3,8% sul mercato interno e del 4,6% su quello estero. L’85% di questi aumenti del fatturato deriva proprio dalla produzione di mezzi di trasporto.

    Quel settore si conferma dunque come il principale asset strategico industriale in Italia, senza il quale ripresa e sviluppo a resteranno un sogno impossibile. Qualsiasi governo al mondo farebbe il possibile per difendere e sostenere questi asset, e molti governi lo hanno fatto davvero. Da noi e solo da noi le cose vanno al contrario. Da noi e solo da noi la principale industria dell’auto si prepara a lasciare l’Italia con la benedizione e l’attivo sostegno del governo.

    La Fiat di domani tutto sarà tranne che un’azienda italiana. Le decisioni verranno prese negli Usa, e certo senza concordarle con i sindacati italiani. Il grosso dell’attività produttiva sarà dislocato in giro per il mondo, dove il costo della manodopera è più basso.

    l governo italiano non solo non muove un dito per impedire questo esito disastroso: lo agevola. Così come non muove un dito per impedire la chiusura dell’unica fabbrica italiana di bus e dei cantieri navali, nonostante proprio alla produzione di navi e barche siano principalmente dovuti i segnali di ripresa.

    Oggi a Roma i lavoratori manifesteranno per difendere la democrazia, non solo in fabbrica ma ovunque.

    Da Pomigliano a Mirafiori fino a quell’art. 8 che con un colpo di penna cancella il contratto nazionale e con un altro introduce la libertà di licenziare, la soppressione dei diritti nei luoghi di lavoro ha proceduto di pari passo con la riduzione della democrazia a simulacro nei luoghi della politica e dell’amministrazione.

    Non sarà possibile restituirle realtà alla democrazia, centralità al Parlamento, valore alla Costituzione assediata senza aver prima ripristinato i diritti del lavoro cancellati e negati: il contratto nazionale, il diritto di sciopero, la possibilità di impugnare i licenziamenti, la garanzia per tutti i lavoratori di poter accettare o bocciare gli accordi con elezioni davvero libere, la certezza di una rappresentanza democratica oggi negata.

    Marchionne ha torto. Quello che i lavoratori fanno oggi con lo sciopero e con la manifestazione è quanto di più utile ci possa essere. Per tutti.

    Francesco Ferrara

    Siamo con voi | Sinistra Ecologia Libert
    Ultima modifica di SteCompagno; 21-10-11 alle 11:22
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Sel con la FIOM

    Sul sito della FIOM la diretta della Manifestazione a Piazza del Popolo

    Federazione Impiegati Operai Metallurgici. Il portale della Fiom-Cgil nazionale
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    Predefinito Rif: Sel con la FIOM

    Intervista a Landini: «Cancellare l'articolo 8»
    di Massimo Franchi | tutti gli articoli dell'autore



    A piazza del Popolo, come la prima manifestazione dei metalmeccanici a Roma che nel 1969 diede l’inizio all’autunno caldo, per riprendersi la democrazia, il diritto a manifestare rubatoci sabato, per tornare ad una Roma città aperta». Maurizio Landini è a Monfalcone, dove ha tenuto l’ennesima assemblea in preparazione dello sciopero di oggi dei gruppi Fiat e Fincantieri. Dopo giorni di trattative e strappi, l’appuntamento è per le 9,00 a porta Pinciana, dove arriveranno da tutt’Italia i pullman per la «manifestazione stanziale» di piazza del Popolo.

    Landini, è stata una settimana lunga e complicata. Come arrivate al giorno dello sciopero?

    «Ci arriviamo tranquilli. Sono convinto che sarà una bellissima giornata. Le manifestazioni organizzate dalla Fiom non hanno mai registrato incidenti perché hanno un carattere preciso e le persone che ci vanno lo sanno e lo rappresentano. C’è un discrimine indispensabile: chi viene deve aver condannato la violenza. Sennò non lo accettiamo tra noi».

    La scelta di piazza del Popolo arriva dopo polemiche e trattative. Non pensate che queste mettano in secondo piano le ragioni dello sciopero?

    «Io sono assolutamente convinto che gli incidenti fossero premeditati e volevano colpire il diritto a manifestare, tanto è vero che hanno impedito a 300mila persone di arrivare a piazza San Giovanni per denunciare le politiche italiane ed europee che tagliano le gambe ai giovani e ai lavoratori. Noi non condividiamo né l’ordinanza del sindaco, né il divieto a tenere cortei perché pensiamo che la democrazia non si difende proibendo. Detto questo, abbiamo fatto una scelta e preso una responsabilità, quella di non costringere i metalmeccanici a fare un corteo non autorizzato. La scelta di piazza del Popolo è simbolica e vuole significare che Roma si riprende la democrazia. Per questo ci auguriamo che vengano anche liberi cittadini e chiediamo anche a loro di fare la sottoscrizione di un euro e finanziare altre manifestazioni che sicuramente la situazione ci porterà a fare nei prossimi mesi. E per fermare l’idea malsana di Maroni di far manifestare solo i più ricchi. Per far sì che le polemiche non distolgano l’attenzione dalle ragioni dello sciopero abbiamo poi deciso di far parlare dal palco i lavoratori di tutti gli stabilimenti di Fiat e Fincantieri. Se i politici verranno saremo contenti, ma staranno ad ascoltare».

    A proposito, in piazza ci saranno esponenti di Pd, Idv e Sel...

    «È un fatto molto importante se i partiti della sinistra mostrano attenzione per il tema del lavoro. Anche le forze politiche però devono capire che siamo davanti ad uno spartiacque decisivo: il più grande gruppo privato, Fiat, sta utilizzando le leggi per cancellare il contratto nazionale; uno dei più grandi gruppi pubblici, Fincantieri, da 4 mesi non presenta un piano industriale. C’è un elemento di regressione politica impressionante nei due comportamenti. Allora noi chiediamo loro di chiarire che, se vinceranno le elezioni, si impegnino a cancellare l’articolo 8 della manovra».

    Su Fiat i ritardi sui modelli e le frasi di Marchionne sullo stabilimento di troppo sembrano darvi ragione...

    «Fabbrica Italia è ormai un progetto fantasma: gli investimenti non fatti, le progettazioni spostate in America, l’addio a Confindustria per tenersi liberi di licenziare. Noi chiediamo agli altri sindacati che non sono con noi oggi di riflettere: dopo Pomigliano dicevano che era un caso eccezionale e non ripetibile. Un anno e mezzo dopo dovrebbero capire come stanno le cose».

    Oggi è anche il giorno dello sciopero unitario in Fs. Si ferma tutto il settore mobilità. Ci sono punti di contatto?

    «Certo. La mancanza di un piano nazionale sui trasporti, non c’è una politica per una mobilità sostenibile. Io trovo folle che a gennaio il governo si troverà a pagare multe europee perché l’Italia ha un parco autobus inquinante e intanto la Fiat chiude l’Irisbus e se non si trova una soluzione entro fine anno i lavoratori saranno licenziati, mentre anche Bredamenarini rischia molto. Una politica per una mobilità sostenibile permetterebbe poi di mettere assieme il mondo dell’università, della ricerca pubblica e privata e aprire la strada ad un nuovo modello di sviluppo industriale».

    Infine, in molti la vorrebbero in politica...

    «Io faccio il sindacalista e continuerò a farlo finché gli iscritti alla Fiom lo vorranno. Non ho nessuna intenzione di fare un altro mestiere. Sono un metalmeccanico e mi piace esserlo».

    21 ottobre 2011

    Intervista a Landini: «Cancellare l'articolo 8» <i>di M. Franchi</i> - Italia - l'Unità
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