Esopo (favolista greco, VII - VI secolo a.C.) narra tale favola.
Le rane con gran clamore chiedevano un re da Giove; infatti erano troppo litigiose e volevano un giudice. Il padre degli dei rise e volle soddisfare l'incredibile richiesta. Pertanto buttò giù dal cielo un piccolo legno che diede alle rane come re. All'inizio il fragore atterrì (quel) timoroso genere di animali (cioè le rane che erano per natura paurose) e le rane temevano molto il nuovo re. Poi a poco a poco le rane misero da parte il timore e tutte a gara nuotavano fino al legno e si sedevano sulla piccola trave. Alla fine una turba di rane con grande petulanza offese il sovrano con ogni (tipo di) ingiuria e chiese insistentemente da Giove un nuovo principe. Allora Giove mandò alle rane un serpente acquatico che coi (suoi) denti aguzzi afferrò e divorò un gran numero di rane.
Così il padre degli dei punì l'insolenza degli stolti animali.




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hefico:

