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    Predefinito I cristiani perseguitati: un tabù?

    I cristiani perseguitati: un tabù?

    Sono un membro della chiesa valdese di Roma, via IV Novembre. La nostra assemblea di chiesa aveva approvato un ordine del giorno per proporre al Sinodo di istituire una colletta speciale annuale in favore delle chiese cristiane che nel mondo subiscono la persecuzione. Non ho visto tale ordine del giorno tra quelli approvati dal Sinodo. Il nostro Sinodo ha al momento altre sensibilità o altre priorità?
    Accludo il testo dell’ordine del giorno così come è stato sottoposto all’esame della assemblea sinodale:
    «Il Sinodo, considerato che
    – il Nuovo Testamento parla della persecuzione della chiesa discepola di Cristo come di una situazione determinata non da semplice intolleranza religiosa, ma dall’odio verso il nome di Cristo;
    – la chiesa valdese, dai suoi inizi nel movimento medievale, è stata una chiesa a lungo perseguitata nella storia;
    – nel XX secolo le persecuzioni nei confronti delle chiese cristiane e di suoi membri (alcuni dei quali sono stati uccisi per la loro fede) sono drammaticamente aumentate, per accrescersi ulteriormente nel primo decennio del XXI secolo,
    istituisce una domenica dedicata alle chiese perseguitate nel mondo, con colletta da devolversi ad apposito organismo internazionale».
    Filippo Basiricò – Roma

    L’ordine del giorno, di cui il nostro lettore mi ha trasmesso il testo, è stato effettivamente presentato all’assemblea sinodale venerdì 26 agosto scorso. In base al verbale della seduta ci sono stati 16 interventi: alcuni nettamente contrari alla proposta, altri contrari alla istituzione di una nuova colletta, altri perplessi per vari motivi; solo tre si sono dichiarati apertamente favorevoli, senza «se» e senza «ma». L’ordine del giorno è stato poi votato e respinto con 53 voti contrari, 51 favorevoli e 40 astensioni. Il numero speciale di Riforma sul Sinodo ha riportato – comprensibilmente – solo gli ordini del giorno approvati, non quelli bocciati. Ma certe bocciature, come questa, sono eloquenti (e forse allarmanti), comunque colpiscono e stupiscono. Non è bene, a mio giudizio, che un fatto del genere resti sepolto nel silenzio degli archivi, e che la Chiesa passi semplicemente oltre, come se nulla fosse accaduto. Bene ha fatto perciò il nostro lettore a riproporci il testo bocciato, chiedendosi candidamente se «il nostro Sinodo ha al momento altre sensibilità o altre priorità». Non posso certo rispondere a questa domanda, posso però fare alcune considerazioni in merito.

    1. Il Sinodo non è solo l’assemblea che, attraverso le deputazioni delle chiese locali, rappresenta l’insieme della nostra Chiesa: questo lo è certamente. Ma è anche qualcosa di più: è esso stesso Chiesa nel senso pieno del termine, e non solo, come talvolta si dice, «il parlamento della Chiesa». Ecco perché ogni giorno il Sinodo inizia con un culto e la sessione sinodale si conclude il venerdì con la celebrazione della Cena della Signore. Il Sinodo dunque, oltre a rappresentare la Chiesa ne è esso stesso una manifestazione. Quello che fa, il Sinodo lo fa non in rappresentanza della Chiesa, ma in quanto esso stesso è Chiesa. Perciò, per attenerci al problema sollevato dal nostro lettore, è la Chiesa valdese nella sua espressione sinodale che ha bocciato l’ordine del giorno sui cristiani perseguitati – una bocciatura, dicevo, che colpisce e stupisce. Mi posso naturalmente sbagliare, ma che io ricordi (partecipo al Sinodo dal lontano 1962) mai il tema delle chiese o dei cristiani perseguitati è stato oggetto di dibattito e di decisione sinodale. Varrebbe la pena di esplorare le ragioni di questo prolungato e certamente non casuale silenzio. L’ordine del giorno presentato il 26 agosto è stato – se la mia memoria non mi tradisce – il primo nel suo genere che il nostro Sinodo abbia affrontato. E lo ha bocciato.

    2. Sulla realtà della persecuzione non possono esserci dubbi. C’è addirittura chi ha sostenuto che nel XX secolo i martiri cristiani sono stati più numerosi che in qualsiasi altro secolo. Comunque sia, nel Novecento, come tutti sanno o dovrebbero sapere, c’è stata persecuzione e martirio di cristiani da parte di regimi oggi felicemente scomparsi: quello nazista; vari regimi comunisti non solo nell’Est europeo, ma anche in alcuni paesi africani; alcuni regimi dittatoriali in America Latina. Oggi, in molti paesi (islamici, ma non solo) ci sono, come minimo, grosse restrizioni della libertà religiosa, anche là dove i governi si proclamano laici, come in Turchia: è vietata e repressa ogni forma di evangelizzazione, così come sono praticamente impossibili le conversioni alla fede cristiana. Chi sfida questi divieti rischia la vita. Non pochi credenti e pastori (soprattutto pentecostali, ma non solo) hanno perso la vita per questo motivo. Alcuni locali di culto sono stati devastati o incendiati da estremisti, le autorità hanno condannato queste azioni e, ove possibile, arrestato i colpevoli, ma intanto le vittime ci sono state e la lista dei martiri si è allungata. L’ordine del giorno parla di «odio verso il nome di Cristo». Forse non c’è odio, ma sicuramente non c’è amore e neppure tolleranza né per il nome di Cristo né per i cristiani che gli rendono testimonianza.

    3. L’ordine del giorno ricordava ai membri del Sinodo le dure persecuzioni subite dai valdesi nei secoli passati, nella speranza che questo li inducesse a solidarizzare con quei cristiani che oggi attraversano una prova simile, anche se in situazioni storiche e contesti culturali radicalmente diversi. Questo modo di argomentare ricorre più volte nella Bibbia: il ricordo di esperienze passate deve aiutare il popolo di Dio nelle scelte del tempo presente. Così, ad esempio, Israele viene esortato a trattare con umanità gli schiavi, ricordando che anche lui è stato schiavo in Egitto. Ma evidentemente il richiamo alle persecuzioni passate, pur così esplicito, non è stato sufficiente a far pendere l’ago della bilancia dalla parte della approvazione. C’è però un altro argomento, non menzionato nell’ordine del giorno, che mi sembra decisivo in questo campo: è la parola dell’apostolo Paolo che parlando della Chiesa come corpo di Cristo afferma: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui» (I Corinzi 12, 26). La solidarietà tra le membra all’interno del corpo di Cristo diffuso sulla terra è la ragione che, se fosse stata avvertita, avrebbe senza dubbio indotto il Sinodo ad approvare l’ordine del giorno, al di là di tutti i possibili rilievi critici su questo o quel dettaglio della sua formulazione. Ma non risulta che nel corso del dibattito questa ragione sia stata menzionata.

    4. Sulla questione della colletta non mi soffermo. Dico solo che è veramente riprovevole (per non dire altro) che proprio la nostra Chiesa, che nel corso della sua storia travagliata ha ricevuto il denaro raccolto in centinaia e migliaia di collette fatte a suo favore in tante Chiese d’Europa e d’America – e in qualche frangente particolarmente critico è sopravvissuta economicamente proprio grazie a queste collette – è veramente riprovevole, dicevo, che essa oggi non sappia indire una colletta per i cristiani perseguitati nel mondo. Se non fosse accaduto, non ci crederei. Davvero la riconoscenza è merce rara anche nella Chiesa, dove pure dovrebbe fiorire più che altrove.

    Ma non è la colletta che conta: il danaro è, nella migliore delle ipotesi, un piccolo segno di qualcosa che conta di più, cioè appunto la solidarietà con chi soffre. L’ordine del giorno infatti non proponeva semplicemente una colletta, ma una domenica, nel corso della quale – possiamo immaginarlo – ci sarebbe stata anzitutto una informazione sui cristiani perseguitati nel mondo (ne sappiamo così poco), una intercessione, e poi anche una colletta. La solidarietà con chi soffre, se è vera, non può essere generica: abbiamo bisogno di conoscere nomi e cognomi, luoghi e circostanze, ansie e speranze.

    5. Resta la domanda: come mai il Sinodo ha bocciato questo ordine del giorno? Il nostro lettore ipotizza «altre sensibilità» o «altre priorità». Ma quali potrebbero essere queste altre sensibilità o priorità? Come potrebbe un Sinodo, cioè un’assemblea di cristiani, non essere sensibile alla sofferenza di altri cristiani, o comunque di persone discriminate e perseguitate anche se non fossero cristiane? E quale altra priorità potrebbe avere una Chiesa se non quella di «fare del bene a tutti, ma specialmente ai fratelli in fede» (Galati 6, 10)? È veramente difficile capire le ragioni di questa bocciatura. Ma forse (anche questa è un’ipotesi) la ragione è la stessa che sin qui ha impedito al nostro Sinodo di affrontare come avrebbe dovuto la questione dei cristiani perseguitati nel mondo. E la ragione è che questa questione era per noi, per il nostro Sinodo, e forse lo è segretamente ancora, un tabù. E perché era, e forse è ancora, un tabù? Perché in questi ultimi decenni (grosso modo a partire dagli anni Cinquanta, che erano tra l’altro gli anni della «guerra fredda») la questione dei cristiani perseguitati nel mondo è stata, si può dire, monopolizzata da settori e ambienti cristiani – diciamo così, per intenderci – «di destra», e sembrava essere venata (ed effettivamente spesso, anche se non sempre, lo era) di anticomunismo.

    Così, ad esempio, nel Consiglio ecumenico delle Chiese, e di riflesso anche da noi, si era in generale restii a sollevare criticamente e con forza la questione dei cristiani discriminati e perseguitati nei paesi comunisti, per il timore di alimentare in questo modo un anticomunismo già troppo rigoglioso in Occidente.

    Oggi forse si teme che, parlando a favore dei cristiani discriminati o perseguitati nei paesi islamici, si rinfocoli un anti-islamismo latente in molti. Forse sono timori di questo genere (a mio giudizio del tutto ingiustificati) che hanno indotto, purtroppo, il Sinodo a bocciare a maggioranza l’ordine del giorno.

    Peccato. Era l’occasione per cominciare un discorso nuovo sull’argomento, ma è stata perduta. Intanto i nostri fratelli e le nostre sorelle continuano a soffrire e, non di rado, a morire. E noi, teniamoci pure strette le nostre collette.

    Tratto dalla rubrica Dialoghi con Paolo Ricca del settimanale Riforma del 30 settembre 2011

    Chiesa Evangelica Valdese - Unione delle chiese Metodiste e Valdesi

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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    E' evidente, per i Valdesi le priorità sono tutto ciò che va contro l'etica della Chiesa Cattolica. Tutto il resto ha poco valore.
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    E' evidente, per i Valdesi le priorità sono tutto ciò che va contro l'etica della Chiesa Cattolica. Tutto il resto ha poco valore.
    Parole realmente ecumeniche

  4. #4
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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    E' evidente, per i Valdesi le priorità sono tutto ciò che va contro l'etica della Chiesa Cattolica. Tutto il resto ha poco valore.
    Cosa c'entra l'etica della chiesa cattolica? :gratgrat:

    Si parla di "cristiani" perseguitati, tra i quali ci sono anche gli stessi valdesi!

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  5. #5
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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    Non penso che si tratti di un problema di sentirsi più o meno cristiani.
    Ritengo invece che si tratti di una questione di politicamente corretto: prendere una posizione contro le persecuzioni dei cristiani potrebbe venire inteso come una posizione contro coloro che più frequentemente si trovano nel ruolo dei persecutori: una volta erano i comunisti, ora i musulmani (non che manchino altri persecutori).
    .
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    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    nel 2007 a Gaza venne sequestrato ed ucciso il responsabile dell'unica libreria cristiana della zona, un battista che si chiamava Rami Ayyad.

    gli evangelici emisero un comunicato di cordoglio
    Chiesa Evangelica Valdese - Unione delle chiese Metodiste e Valdesi

    Ora io posso capire che nel comunicato non si parli dei probabili responsabili che non erano stati ancora scoperti ma che non ci sia neanche traccia di chi l'avesse fino a quel giorno minacciato di morte e avesse bombardato il suo negozio per la sua attività mi sembra molto significativo..

    "Ayyad, a Baptist, was accused by Gaza-based Islamic groups of engaging in missionary activities. His bookstore, owned by the Palestinian Bible Society, was firebombed in April after which he told relatives he received numerous death threats from Islamists."

    Bible-store owner riddled with bullets

  7. #7
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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    Citazione Originariamente Scritto da domics Visualizza Messaggio
    nel 2007 a Gaza venne sequestrato ed ucciso il responsabile dell'unica libreria cristiana della zona, un battista che si chiamava Rami Ayyad.

    gli evangelici emisero un comunicato di cordoglio
    Chiesa Evangelica Valdese - Unione delle chiese Metodiste e Valdesi

    Ora io posso capire che nel comunicato non si parli dei probabili responsabili che non erano stati ancora scoperti ma che non ci sia neanche traccia di chi l'avesse fino a quel giorno minacciato di morte e avesse bombardato il suo negozio per la sua attività mi sembra molto significativo..

    "Ayyad, a Baptist, was accused by Gaza-based Islamic groups of engaging in missionary activities. His bookstore, owned by the Palestinian Bible Society, was firebombed in April after which he told relatives he received numerous death threats from Islamists."

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    Nei comunicati di cordoglio, anche quelli fatti dai cattolici non mi sembra che vengano semore ricordate le minacce di morte subite dalla vittima. Inoltre sarebbe utile considerare che gli evangelici non sono soliti accusare genericamente come è stato fatto nell'articolo da te quotato. Di solito evitano di dire che gli islamici o gli ebrei hanno minacciato o ucciso qualcuno, ma cercano di andare più sullo specifico, identificando ad esempio quale fazione, e quale corrente si sarebbe resa responsabile del crimine. In questo modo si evita di fare la solita demagogia da quattro soldi, come quando si cerca di imputare a tutto l'islam la responsabilità di tali crimini.:giagia:

    Ma sei hai dei dubbi sul comportamento che hanno avuto gli evangelici in merito alla questione delle persecuzioni contro i cristiani, perché non lo chiedi direttamente a loro nel loro nuovo spazio su Pir?
    Ultima modifica di Giordi; 19-10-11 alle 13:02

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  8. #8
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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    Citazione Originariamente Scritto da Polemiko Visualizza Messaggio
    Nei comunicati di cordoglio, anche quelli fatti dai cattolici non mi sembra che vengano semore ricordate le minacce di morte subite dalla vittima. Inoltre sarebbe utile considerare che gli evangelici non sono soliti accusare genericamente come è stato fatto nell'articolo da te quotato. Di solito evitano di dire che gli islamici o gli ebrei hanno minacciato o ucciso qualcuno, ma cercano di andare più sullo specifico, identificando ad esempio quale fazione, e quale corrente si sarebbe resa responsabile del crimine. In questo modo si evita di fare la solita demagogia da quattro soldi, come quando si cerca di imputare a tutto l'islam la responsabilità di tali crimini.:giagia:

    Ma sei hai dei dubbi sul comportamento che hanno avuto gli evangelici in merito alla questione delle persecuzioni contro i cristiani, perché non lo chiedi direttamente a loro nel loro nuovo spazio su Pir?
    altre informazioni sulla vicenda con le dichiarazioni di un esponente di un gruppo islamico e di un membro di Hamas qui:
    Christian Bookstore Owner Was Tortured Before His Death - October 11, 2007 - The New York Sun

    Gli evangelici nel loro comunicato hanno scritto:"impegno forte a promuovere una cultura che sappia debellare ogni fanatismo, ogni settarismo e qualsiasi spirito di crociata".
    Perchè crociata e non jihad? cosa c' entrano le crociate in un conflitto tra arabi ed ebrei?

  9. #9
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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    Citazione Originariamente Scritto da domics Visualizza Messaggio
    altre informazioni sulla vicenda con le dichiarazioni di un esponente di un gruppo islamico e di un membro di Hamas qui:
    Christian Bookstore Owner Was Tortured Before His Death - October 11, 2007 - The New York Sun

    Gli evangelici nel loro comunicato hanno scritto:"impegno forte a promuovere una cultura che sappia debellare ogni fanatismo, ogni settarismo e qualsiasi spirito di crociata".
    Perchè crociata e non jihad? cosa c' entrano le crociate in un conflitto tra arabi ed ebrei?
    bè, la jihad è comunque una crociata, scritta in termini arabi, ma sempre crociata è
    altri che dovremmo dire anche noi? senza spirito di crociata,di jihad, di non so che altro ecc...?
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  10. #10
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    Predefinito Rif: I cristiani perseguitati: un tabù?

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    bè, la jihad è comunque una crociata, scritta in termini arabi, ma sempre crociata è
    altri che dovremmo dire anche noi? senza spirito di crociata,di jihad, di non so che altro ecc...?
    Le crociate (termine recente, coniato nel '700) non hanno nulla a che vedere con la jihad. Le crociate sono guerre di liberazione e di difesa, la jihad é una guerra che ogni buon musulmano deve combattere affinché l'Islam diventi l'unica religione esistente, pena la dhimmitudine o la morte.
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