MILANO - Questa volta, caso raro, a essere condannata per stalking è stata una donna. Da vera hacker, la 29enne di Garbagnate Milanese ha messo in pratica le sue «elevate abilità in campo informatico», forzando password e usando programmi intrusivi, per perseguitare un coetaneo con cui aveva avuto una relazione.
GLI ATTI PERSECUTORI - Sms ed e-mail inviate utilizzando sistemi web che garantiscono l'anonimato, poi falsi profili Facebook e falsi annunci dal contenuto erotico e denunce di tutti i generi, e anche una lettera con minacce di morte scritta coi ritagli di giornale. La donna lo ha fatto con una «pervicacia» e «un'escalation» di aggressioni da «manuali di criminologia», come ha scritto il giudice per l’udienza preliminare, Chiara Valori, nelle motivazioni della sentenza di condanna a 3 anni e mezzo di reclusione anche per accesso abusivo a sistema informatico e altri reati. Atti persecutori messi in atto per due anni. Si tratta di uno dei rari casi di condanna di una donna per persecuzioni su un uomo, in base alla legge sullo stalking introdotta proprio per tutelare le donne dai comportamenti vessatori degli uomini. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal gup di Milano, Chiara Valori, che ha inflitto una pena «dura» alla giovane, arrestata lo scorso aprile e ora in carcere. Il giudice, infatti, ha riconosciuto che lo «stillicidio persecutorio» portato avanti dalla donna può essere punito con 4 anni e 3 mesi, ha poi sommato le pene per gli altri reati (anche sottrazione di corrispondenza, sostituzione di persona e diffamazione) e applicato lo sconto del rito.
LE MINACCE - In base a quanto ricostruito nella sentenza, la donna dall’aprile 2009 per due anni ha perseguitato sia l’ex, conosciuto nel 2001, sia la sorella e la nuova fidanzata anche con falsi annunci dal contenuto erotico, oltre a inviare loro una lettera con minacce di morte scritta coi ritagli di giornale. «Potrei tagliuzzarle la carotide ma morirebbe troppo in fretta», ha scritto per esempio al suo ex in un’email minacciosa, facendo riferimento alla nuova compagna. E a quest’ultima: «È solo violenza psicologica, non la sapete reggere?». Oltre a tormentarli con centinaia di telefonate, «abbonamenti a riviste mai richieste» dai due e anche una e-mail spedita alle forze dell’ordine in cui l’uomo «veniva descritto come un pedofilo».