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  1. #1
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    Predefinito I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio
    di Philippe Ridet
    Les ritals reprennent la route de l'exil - LeMonde.fr

    Le Monde

    La storia si ripete, ed è un brutto segno. Di fronte alla crisi economica ed alla povertà, gli italiani del sud riprendono la via dell’emigrazione. Cinquecentottatamila persone hanno lasciato il Mezzogiorno negli ultimi dieci anni. Napoli ha perso 108 000 abitanti, Palermo 29 000, Bari 15 000. Nel 2010, 134 000 terroni (come li chiamano i simpatizzanti della Lega Nord) si sono trasferiti al Nord e 13 000 sono emigrati per stabilirsi all’estero.

    Queste le cifre allarmanti pubblicate martedì 27 settembre dallo SVIMEZ, l’ente che monitora l’economia del mezzogiorno italiano dal 1946. “Se non si farà qualcosa, assisteremo ad un vero e proprio tsunami demografico”, questa la conclusione del rapporto.

    I giovani tra i 15 e i 34 anni rappresentano la fetta più grande di questo nuovo esodo. Se ci sarà un’inversione di tendenza, all’alba del 2050 nel sud Italia rimarranno solamente 5 milioni di questi giovani, contro i 7 di oggi. Gli ultra 75enni rappresenteranno allora il 18.4% della popolazione totale, contro l’odierno 8.3%. Le motivazioni sono evidenti. Al Sud, dove il tasso di disoccupazione giovanile tocca il 31.7%, le proiezioni di crescita nel 2011 non superano lo 0.1%, mentre per l’Italia dovrebbero essere dello 0.7%. Solo l’agricoltura offre ancora qualche attività. L’industria, molto semplicemente, corre il rischio di estinguersi.

    Secondo lo SVIMEZ occorrerebbe investire 60 miliardi di euro per permettere al Sud di recuperare il ritardo. Se lo Stato, il cui debito pubblico è pari al 120% del PIL, ha pochi mezzi e ancor meno volontà politica, l’Unione Europea ne possiede di più. Per il periodo 2007-2013 sono stati stanziati 35 miliardi di euro per l’Italia, in favore di aiuti alle regioni svantaggiate. Ma solo il 33% di tali fondi è stato utilizzato.

    Non avevamo in mente tutte queste cifre quando, lunedì 19 settembre, a Roma abbiamo assistito alla prima di Ritals [Mangiaspaghetti. Termine dispregiativo col quale i francesi soprannominano gli italiani, N.d.T.], il documentario di Sophie e Anna-Lisa Chiarello, la cui diffusione sarà contesa dalle emittenti televisive dei due paesi transalpini. Le due sorelle Chiarello non sono andate lontano per parlarci di emigrazione. Tra i 30 milioni di italiani che hanno abbandonato il proprio paese negli ultimi 150 anni, hanno scelto di occuparsi anzitutto della propria famiglia: padre, madre, zii e zie che, tra la fine degli anni ’50 e ’60, hanno lasciato Corsano per trasferirsi a Enghien (Val-d’Oise).

    Ma al di là di una semplice cronaca privata, piena di pezzi di filmini in super 8, Ritals racconta anche lo strazio dell’esilio. Vincenzo e Maria, i due protagonisti di questo tenero ed ispirato documentario, di fronte alla telecamera delle loro figlie, ricordano i loro anni di vacche magre (muratore lui, sarta lei) in un paese, la Francia, non del tutto ostile, ma nemmeno assolutamente accogliente nei confronti dei “ritals”. Qui, più che le statistiche dello SVIMEZ, sono i dettagli che illustrano meglio il dolore mai cancellato dello sradicamento: il senso d’inquietudine di fronte agli alberi fitti fitti dell’Ile de France per Maria, che conosceva solo i radi pini e gli olivi del Salento; la difficoltà, quasi insormontabile per un italiano, nel leggere la parola beaucoup, quando in Italia basterebbero quattro lettere per scriverla [bocù, N.d.T.].

    Venticinque anni dopo, i Chiarello rifaranno il viaggio al contrario per ritornare a Corsano, dopo aver fatto fortuna (ma non del tutto). Dei 30 milioni di italiani emigrati, 10 milioni ritorneranno a casa. Dopo centinaia di domeniche trascorse a tavola a ricordare il paese natale, sono ritornati in Puglia. Troppo italiani per sentirsi francesi, si ritrovano ad essere troppo francesi per vivere di nuovo come degli italiani. Biculturali per sempre, fuori luogo, in ogni senso, i Chiarello ormai vivono “in due mondi”, mescolando le due lingue e intensificando i viaggi di andata e ritorno. Al contempo personale ed universale, politico e sentimentale, Ritals ci svela ciò che i numeri non dicono. Partire è una sofferenza, ritornare anche.

    I mangiaspaghetti riprendono la via dell

  2. #2
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Si...e sarà sempre peggio.
    Comunque se uno si sposta è meglio che se ne vada direttamente via dall'Italia tanto se uno può allontanarsi di 1000 km può allontanarsi anche di 2000 km.

    Spero un giorno di gestire un bordello a Bangkok e di creare una rete internazionale di spaccio di droga, tutte cose che in Italia non si possono fare.

  3. #3
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Spero un giorno di gestire un bordello a Bangkok e di creare una rete internazionale di spaccio di droga, tutte cose che in Italia non si possono fare.
    Esagerato!
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  4. #4
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    Esagerato!



    Gnamo fammi cazzeggiare un pochino..ehehe

  5. #5
    STELLA D'ACCIAIO
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio



    Gnamo fammi cazzeggiare un pochino..ehehe
    ok! :sofico:
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  6. #6
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Ma la morale del documentario quale sarebbe, che i francesi devono estinguersi per fare posto agli italiani che se no piangono ?

  7. #7
    STELLA D'ACCIAIO
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Ma la morale del documentario quale sarebbe, che i francesi devono estinguersi per fare posto agli italiani che se no piangono ?
    Sarebbe che non è giusto che in un paese con le risorse che ha l' italia si deve essere costretti ad andare via.
    ncav:ncav:ncav:ncav:ncav:
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  8. #8
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio
    di Philippe Ridet
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    La storia si ripete, ed è un brutto segno. Di fronte alla crisi economica ed alla povertà, gli italiani del sud riprendono la via dell’emigrazione. Cinquecentottatamila persone hanno lasciato il Mezzogiorno negli ultimi dieci anni. Napoli ha perso 108 000 abitanti, Palermo 29 000, Bari 15 000. Nel 2010, 134 000 terroni (come li chiamano i simpatizzanti della Lega Nord) si sono trasferiti al Nord e 13 000 sono emigrati per stabilirsi all’estero.

    Queste le cifre allarmanti pubblicate martedì 27 settembre dallo SVIMEZ, l’ente che monitora l’economia del mezzogiorno italiano dal 1946. “Se non si farà qualcosa, assisteremo ad un vero e proprio tsunami demografico”, questa la conclusione del rapporto.

    I giovani tra i 15 e i 34 anni rappresentano la fetta più grande di questo nuovo esodo. Se ci sarà un’inversione di tendenza, all’alba del 2050 nel sud Italia rimarranno solamente 5 milioni di questi giovani, contro i 7 di oggi. Gli ultra 75enni rappresenteranno allora il 18.4% della popolazione totale, contro l’odierno 8.3%. Le motivazioni sono evidenti. Al Sud, dove il tasso di disoccupazione giovanile tocca il 31.7%, le proiezioni di crescita nel 2011 non superano lo 0.1%, mentre per l’Italia dovrebbero essere dello 0.7%. Solo l’agricoltura offre ancora qualche attività. L’industria, molto semplicemente, corre il rischio di estinguersi.

    Secondo lo SVIMEZ occorrerebbe investire 60 miliardi di euro per permettere al Sud di recuperare il ritardo. Se lo Stato, il cui debito pubblico è pari al 120% del PIL, ha pochi mezzi e ancor meno volontà politica, l’Unione Europea ne possiede di più. Per il periodo 2007-2013 sono stati stanziati 35 miliardi di euro per l’Italia, in favore di aiuti alle regioni svantaggiate. Ma solo il 33% di tali fondi è stato utilizzato.

    Non avevamo in mente tutte queste cifre quando, lunedì 19 settembre, a Roma abbiamo assistito alla prima di Ritals [Mangiaspaghetti. Termine dispregiativo col quale i francesi soprannominano gli italiani, N.d.T.], il documentario di Sophie e Anna-Lisa Chiarello, la cui diffusione sarà contesa dalle emittenti televisive dei due paesi transalpini. Le due sorelle Chiarello non sono andate lontano per parlarci di emigrazione. Tra i 30 milioni di italiani che hanno abbandonato il proprio paese negli ultimi 150 anni, hanno scelto di occuparsi anzitutto della propria famiglia: padre, madre, zii e zie che, tra la fine degli anni ’50 e ’60, hanno lasciato Corsano per trasferirsi a Enghien (Val-d’Oise).

    Ma al di là di una semplice cronaca privata, piena di pezzi di filmini in super 8, Ritals racconta anche lo strazio dell’esilio. Vincenzo e Maria, i due protagonisti di questo tenero ed ispirato documentario, di fronte alla telecamera delle loro figlie, ricordano i loro anni di vacche magre (muratore lui, sarta lei) in un paese, la Francia, non del tutto ostile, ma nemmeno assolutamente accogliente nei confronti dei “ritals”. Qui, più che le statistiche dello SVIMEZ, sono i dettagli che illustrano meglio il dolore mai cancellato dello sradicamento: il senso d’inquietudine di fronte agli alberi fitti fitti dell’Ile de France per Maria, che conosceva solo i radi pini e gli olivi del Salento; la difficoltà, quasi insormontabile per un italiano, nel leggere la parola beaucoup, quando in Italia basterebbero quattro lettere per scriverla [bocù, N.d.T.].

    Venticinque anni dopo, i Chiarello rifaranno il viaggio al contrario per ritornare a Corsano, dopo aver fatto fortuna (ma non del tutto). Dei 30 milioni di italiani emigrati, 10 milioni ritorneranno a casa. Dopo centinaia di domeniche trascorse a tavola a ricordare il paese natale, sono ritornati in Puglia. Troppo italiani per sentirsi francesi, si ritrovano ad essere troppo francesi per vivere di nuovo come degli italiani. Biculturali per sempre, fuori luogo, in ogni senso, i Chiarello ormai vivono “in due mondi”, mescolando le due lingue e intensificando i viaggi di andata e ritorno. Al contempo personale ed universale, politico e sentimentale, Ritals ci svela ciò che i numeri non dicono. Partire è una sofferenza, ritornare anche.

    I mangiaspaghetti riprendono la via dell
    Geniova perde abitanti da oltre 40 anni e mica vanno a sud.

  9. #9
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Spero un giorno di gestire un bordello a Bangkok e di creare una rete internazionale di spaccio di droga, tutte cose che in Italia non si possono fare.
    scherzi vero?? chiedi a Giampi, che ti spiega lui come si fa....

  10. #10
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    Predefinito Rif: I mangiaspaghetti riprendono la via dell’esilio

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    Sarebbe che non è giusto che in un paese con le risorse che ha l' italia si deve essere costretti ad andare via.
    ncav:ncav:ncav:ncav:ncav:
    Si deve far posto agli africani.

 

 
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