PDL italianista sulla politica estera
Presentazione degli Intenti
Troppo a lungo si è ignorata la necessità di attuare una seria e coerente politica estera mirante alla difesa degli interessi nazionali. La parola chiave della nostra diplomazia sarà equilibrio e lungimiranza. Equilibrio nei rapporti con i diversi attori del sistema globale e lungimiranza nelle nostre azioni. La difesa degli interessi nazionali verrà ovviamente attuata nel pieno rispetto di tutte le leggi nazionali ed internazionali.
E’ necessario inoltre rinnovare i rapporti privilegiati con gli alleati "storici" e sostenere in modo convinto l’europeismo nell'ambito di un rapporto paritario tra gli Stati membri. E’ altresì necessario consolidare e costruire rapporti anche con le nuove realtà emergenti come Cina, India, Russia, Brasile e Messico.. Sarebbe un gravissimo errore sottovalutare il peso che questi nuovi attori avranno nel prossimo futuro.
Proposte del Governo:
-Ritiro programmato e scaglionato dall'Afghanistan che inizierà nel mese di gennaio 2012 e dovrà concludersi entro e non oltre il gennaio 2013.
-Riduzione immediata del contingente militare italiano in Libano. Si passerà dagli attuali 1.549 militari delle diverse Forze Armate a 450 uomini dell'Esercito. La Marina metterà a disposizione un’unità per il pattugliamento costiero per un altro anno.
-Ritiro del contingente italiano dal Kosovo composto da 550 militari. Continuerà invece la partecipazione nazionale alla missione di polizia guidata dall'Unione Europea per l'addestramento delle forze di sicurezza locali (Eulex)
-Creazione di un unico Tribunale Militare con sede nella Capitale e con autorità su tutti i casi di giustizia militare nazionale. Tutti gli altri tribunali militari sono aboliti. Riduzione del numero di ufficiali delle FFAA fino a raggiungere livelli proporzionali all’effettivo numero di uomini presenti nelle stesse Forze Armate.
-Vendita di tutte le proprietà non indispensabili appartenenti al Ministero della Difesa.
Il risparmio totale dei tagli alla difesa ammonterebbe a circa 5 miliardo di euro annui.
-Vista la scarsità di risorse e la volontà di ridurre i costi ove possibile, il pattugliamento navale del Canale di Sicilia viene affidato esclusivamente alle unità d'altura della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza. Alle unità della Guardia Costiera viene inoltre assegnato il compito di soccorrere qualsiasi imbarcazione richieda assistenza in zone di giurisdizione nazionale. La Marina Militare avrà un ruolo di supporto laddove si verificassero incidenti di una certa gravità.
-Vista l'impossibilità di negare lo status di rifugiato a priori per tutti i clandestini, non vi saranno cambiamenti immediati nell'attuale strategia di accoglienza. Il Ministero degli Esteri intende comunque attuare una più stretta collaborazione con il Ministero dell’Interno per trovare una soluzione definitiva a questo problema.
-Attuare una campagna europea per il controllo del flusso migratorio che coinvolga tutti gli Stati dell'Unione che si affacciano sul Mediterraneo (principalmente Malta e Grecia).
-Creazione di un unico Tribunale Militare Nazionale con sede nella Capitale con autorità su tutti i casi di giustizia militare nazionale. Tutti gli altri tribunali militari sono aboliti. Riduzione del numero di ufficiali delle FFAA fino a raggiungere livelli proporzionali all’effettivo numero di uomini presenti nelle stesse Forze Armate.