Si è tenuta ieri in venticinque piazze italiane l’iniziativa ‘Io ho quel che ho donato’, evento finalizzato alla raccolta del sangue organizzato da CasaPound Italia.
L'iniziativa, pensata in ricordo dei 184 piccoli martiri uccisi il 20 ottobre del 1944 dal bombardamento alleato sulla scuola elementare 'Francesco Crispi' nel quartiere Gorla a Milano, sarà un appuntamento annuale ed è organizzata dal Grimes, il Gruppo di intervento di medicina sociale di Cpi, un'associazione di medici e infermieri volontari nata con l'obiettivo da un lato di informare e supportare i cittadini perché possano difendersi dalle proprie paure, dai difetti del sistema sanitario e da quanti speculano sul malessere, dall'altro di promuovere azioni concrete su obiettivi specifici, a partire proprio dalla raccolta del sangue. In venticinque piazze, dicevamo, ma non a Catanzaro.
«Naturalmente – spiega Mimmo Gianturco, responsabile regionale dell’associazione – anche noi avremmo voluto contribuire a questa nobile causa facendo sì che la giornata nazionale indetta avesse un riscontro ampio anche qui in Calabria, ma evidentemente qualcuno ha altre priorità». Infatti, presi i necessari accordi con l’Avis, si è reso necessario il reperimento di una sala adeguata in centro città. Su suggerimento dell’Avis, così, CasaPound ha focalizzato la sua attenzione sulla sala che la Provincia da anni ha dato in concessione al Goss (Gruppo di Organizzazione e Sviluppo Sociale) all’interno della centralissima struttura che ospite lo stesso Ente in piazza Prefettura.
«La sala – afferma Cinzia Cugnetto, responsabile del Gr.I.Me.S – era, a detta dell’Avis, la più adatta, anche perché periodicamente proprio dal Goss viene utilizzata per dar vita ad iniziative simili ma rivolte ai dipendenti della Provincia insieme all’Avis stessa». «Dopo aver richiesto la disponibilità all'amministrazione provinciale, veniamo così indirizzati dal signor Alessando Juli – chiarisce il responsabile regionale - ma Juli ci riferisce l’impossibilità di concedere la sala e rifiuta addirittura anche l’eventualità di una collaborazione».
«La vostra iniziativa è lodevole – ha affermato Juli – ma per statuto noi non possiamo fare iniziative simili se non rivolte ai dipendenti». La collaborazione, quindi, era impossibile. Ma il Goss, aggiunge CasaPound, attraverso il suo consigliere, ha rifiutato anche la concessione della sala, adducendo sempre le stesse motivazioni: «per statuto la sala è concessa a noi e non può essere utilizzata da altri per fini diversi da quelli prefissi».
«Peccato – sottolinea Gianturco – che proprio la lettura dell’art. 4 dello statuto del Goss chiarisca che così non è e che, evidentemente, il motivo del rifiuto è molto più prosaico». «L'associazione – recita infatti il suddetto articolo - potrà, previa autorizzazione dell'Ente che concede i locali, stabilire di affidare a terzi la gestione di quei servizi che non rientrano nelle sue finalità».
«La sala in questione è pubblica – prosegue CasaPound – e non è di proprietà del Goss, e anche se in loro gestione, l’obbligo in casi come questi è, quanto meno morale. Ci saremmo aspettati una maggiore collaborazione e, soprattutto, una maggiore trasparenza, che invece, come prova la bugia sullo statuto, è mancata del tutto».
«Il signor Juli – conclude Gianturco – avvolto da un manto di arroganza, sopraffatto dall’invidia, dal rancore e altri sentimenti poco nobili, ci ha negato di fatto la possibilità di svolgere la donazione del sangue rivolta ai cittadini catanzaresi, impedendoci di utilizzare dei locali pubblici e non di sua proprietà. Proprio per questo invitiamo i dipendenti della provincia, l'amministrazione provinciale, l'Avis e i cittadini tutti a prendere atto del comportamento meschino di questo signore. Quanto a noi, il Gr.I.Me.S. si adopererà nelle prossime settimane a realizzare una donazione del sangue a Catanzaro e a Lamezia Terme, per un concreto atto di solidarietà.
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