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  1. #1
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    Predefinito Il regalo del retributivo.

    IL REGALO DEL RETRIBUTIVO

    Le pensioni retributive sono caratterizzate da uno scarso collegamento tra contributi versati e prestazioni ricevute. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di un vero e proprio regalo a carico della collettività. Calcolarne l'ammontare non è semplice perché dipende da molti parametri. Se ne può ottenere una stima attraverso un indicatore della generosità dei sistemi pensionistici. Che conferma i notevoli benefici garantiti a chi è già in pensione o vi andrà nei prossimi anni. Scompariranno del tutto solo nel 2030, quando il contributivo sarà finalmente a regime.

    La legge 15 luglio 2011 n. 111 ha introdotto due modifiche temporanee alla normativa previdenziale: i) ha eliminato per gli anni 2012-2013 l’indicizzazione all’inflazione dell'ammontare delle pensioni superiore a cinque volte l’importo del trattamento minimo Inps (circa 2.337 euro); ii) ha introdotto per il periodo agosto 2011-dicembre 2014 un contributo di perequazione sui trattamenti superiori a 90mila euro lordi (circa 4.470 euro mensili netti), pari al 5 per cento della quota tra i 90mila e i 150mila euro (circa 7.100 euro mensili netti) e al 10 per cento per la quota eccedente i 150mila euro.

    DOV'È L'EQUITÀ?

    Si tratta di un provvedimento dettato dalla straordinarietà della situazione, ma non particolarmente incisivo in termini di contributo al risanamento, giacché riguarda una platea assai ristretta. Secondo l'Inps, a superare i 2.500 euro mensili sono soltanto il 2,5 per cento delle pensioni in pagamento e ancora più esiguo è il numero di pensioni che superano le soglie previste dalla normativa sul contributo di solidarietà (cfr. tabella 1).
    Un provvedimento ispirato all’equità, dunque: chi più ha, più deve pagare, in un momento in cui si chiedono sacrifici. Alla correttezza di questa interpretazione, se ne aggiunge però un’altra, meno immediatamente percepibile e che vale la pena di esplicitare, anche in vista di eventuali nuovi interventi di riforma, ad esempio sulle pensioni di anzianità. La ragione va ricercata nel metodo retributivo di calcolo delle pensioni, applicato sia a quelle attualmente in pagamento, sia a quelle in liquidazione nei prossimi anni, prima dell’entrata in vigore della nuova formula contributiva, dopo il 2030, introdotta con la riforma del 1995.
    Le pensioni retributive, infatti, sono caratterizzate da uno scarso collegamento tra contributi versati e prestazioni ricevute: in alcuni casi, la differenza può essere interpretata come intervento assistenziale; in altri - e sono la stragrande maggioranza – configura un vero e proprio “regalo” messo a carico della collettività. Un sistema a ripartizione è finanziariamente sostenibile quando restituisce al lavoratore, sotto forma di pensione, i contributi versati, capitalizzati a un tasso pari al tasso di crescita dell’economia. La formula retributiva ha per troppo tempo sistematicamente violato il principio della sostenibilità, offrendo un “rendimento” (un interesse annuo sui contributi) assai superiore a quello finanziariamente sostenibile.

    L'ENTITÀ DEL REGALO

    Calcolare il “regalo” non è semplice, in quanto differisce molto in base alla gestione previdenziale di appartenenza, all'età di pensionamento e ad altri parametri, come l’anzianità per l'accesso alle prestazioni, le aliquote contributive e il periodo retributivo di riferimento per il computo della pensione. Poiché la pensione retributiva è calcolata tenendo conto soltanto dell’ultima parte della carriera del lavoratore, quelle più dinamiche - con maggiore progressione salariale, che coincidono di solito con quelle più ricche - ne risultano favorite.
    Una stima può essere ottenuta per mezzo di un indicatore della generosità dei sistemi pensionistici, denominato in gergo tecnico Present Value Ratio (Pvr). L' indicatore misura, al momento del pensionamento, il "valore attuale atteso" dei benefici pensionistici ai quali l'individuo ha diritto a fronte del "montante contributivo” del lavoratore, fatto pari a 100 euro. Nelle nostre simulazioni, un valore superiore a 100 indica che il sistema remunera i contributi corrisposti nella vita attiva a un tasso di rendimento superiore a quello che il sistema “può permettersi”. Ciò comporta una redistribuzione di risorse alle generazioni anziane, dalle generazioni giovani, presenti e future.
    Le tabelle 2-3 e il grafico 1 riportano le stime per i lavoratori dipendenti e autonomi (artigiani e commercianti) calcolate utilizzando i due metodi di calcolo, retributivo e contributivo, che riguarderà le generazioni che si ritireranno dal mercato del lavoro a partire dal 2030. (1)
    La tabella 2 rivela per l’appunto la generosità del metodo retributivo. Il trattamento più prodigo spetta ai lavoratori autonomi: a fronte di un montate di 100 euro di contributi versati sono corrisposti benefici previdenziali per 346 euro, se uomini, e per 368 euro, se donne. I dipendenti pubblici (Inpdap) percepiscono in media due volte e mezzo quanto sarebbe giustificato sulla base dei criteri di equità attuariale (il Pvr è pari a 268 per gli uomini e 249 per le donne). Per i dipendenti privati (Inps-Fpld) il regalo è meno consistente, ma ammonta comunque al 60-90 per cento di quanto versato (il Pvr è pari a 162 per gli uomini, 188 per le donne).
    I valori riportati nella tabella 2 sono valori medi. Guardando più nel dettaglio la situazione dei diversi individui, emerge come il regalo previdenziale dipenda fortemente dall'età di pensionamento. Nel grafico 1, a scopo esemplificativo, riportiamo il Pvr per diverse età di pensionamento per i lavoratori di genere maschile della gestione Inps-Fpld. Come si vede, il regalo è tanto più alto quanto più bassa è l'età a cui l'individuo si ritira dal mondo del lavoro: ad esempio, a un'età di pensionamento di 55 anni si associa un Pvr pari a 178, mentre al lavoratore che va in pensione a 60 anni si associa un Pvr pari a 150.
    L'entità del “regalo” dipende poi dal profilo di carriera. I profili di carriera dinamici, ossia quelli a cui si associa una maggior crescita salariale nel tempo, godono, per effetto della regola retributiva, di benefici comparativamente più alti. Come si vede dalla tabella 3, prendendo nuovamente ad esempio i lavoratori dipendenti privati (Inps-Fpld), gli individui con carriere più dinamiche hanno Pvr medi pari a 165. I lavoratori, che, all'opposto, hanno mostrato tassi di crescita del proprio profilo di reddito più bassi (profilo piatto), hanno un Pvr in media pari a 159.
    Tutte le considerazioni sinora effettuate riguardano chi oggi è pensionato o in prossimità del pensionamento. Man mano che la riforma Dini entrerà a regime, le regole del sistema diventeranno sempre meno generose. Come si osserva dalla tabella 1, ultima riga, le generazioni di lavoratori che ricadono pienamente nel sistema contributivo – quelli nati dopo il 1970, che oggi sono ben lontani dal pensionamento – avranno un Pvr circa pari a 100. Ad essi non verrà elargito alcun “regalo” e scompariranno, fortunatamente, anche i trattamenti differenziali tra categorie. Un elemento decisamente a vantaggio del metodo contributivo e della sua applicazione senza ulteriori indugi. (2)
    In condizioni di normalità, vale la regola (non scritta) che una riforma non deve toccare le pensioni in essere. In condizioni di stress finanziario, la regola può essere rivista e anche i pensionati possono essere chiamati a contribuire. L’analisi economica suggerisce che, se si decide di intervenire, è certamente opportuno tener in considerazione il “regalo” che norme generose hanno in passato accordato. È ovvio che ciò non debba però riguardare gli interventi “assistenziali” indirizzati ai lavoratori più sfortunati, nei cui riguardi devono prevalere considerazioni di equità, a prescindere dall’ammontare del regalo ricevuto.









    Lavoce.info - ARTICOLI - IL REGALO DEL RETRIBUTIVO

    Più che regalo si tratta di uno scippo con stupro annesso.
    Dannato Barone Rosso.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il regalo del retributivo.

    In pratica, se ho ben capito, chi e' venuto al mondo dopo il 1970, scontera' tutti i danni fatti prima.
    Perfetto.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il regalo del retributivo.

    L'Italiano a differenza del tedesco, del francese, dello svedese, non vive lo Stato. Non fa parte dello Stato. Per cultura e per processo storico ed economico, semplicemente lo subisce. Lo Stato pesa agli Italiani, che lo considerano usurpatore e canaglia. Proprio perchè gli italiani subiscono lo stato, si sforzano al massimo, visto che non possono combatterlo e batterlo per la sua enorme forza economica e militare, di sfruttarlo a proprio favore, contaminandolo, erodendolo, sfruttandolo.

    I politici invece di ispirarsi a presunte bellezze ed esotiche democrazie socialiste del nord, incompatibili con la millenaria cultura italiana e con il controverso carattere degli italiani, si preoccupino di vestire lo stivale con un abito che calzi meglio, che sia più consono ed elegante, più comodo e avvolgente. Si preoccupi il politico, ma anche l'italiano stesso, di lavorare ad uno stato, se proprio non vogliamo abolirlo, che vada più d'accordo con gli italiani. Che sia quindi meno oppressivo e invadente, attento alla gente, certo, ma senza renderla schiava e senza abusare della sua semplicità. Sia in altre parole più liberale e meno sprecone, stia più attento al risparmio e alla semplicità.
    Ultima modifica di John Orr; 27-10-11 alle 08:35
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  4. #4
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    Predefinito Rif: Il regalo del retributivo.

    figli di puttana... MI STATE RUBANDO IL FUTURO!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il regalo del retributivo.

    io comunque mi soffermerei su chi riceve il regalone (ossia, sopratutto gli autonomi che prima degli anni -80-'90 evadevano a nastro). Non dimentichiamo inoltre la funzione particolare di ammortizzare sociale e "fondo per investimenti" che le pensioni hanno per i nostri giovani.

    Insomma, se si vuole passare retroattivamente al contributivo, bisogna farlo in uno schema generale di revisione del welfare state, altrimenti si distrugge ancora di più il nostro futuro. La perequazione inoltre, dati i numeri in ballo, andrebbe fatta molto gradualmente ... forse a quel punto potrebbe essere anche pià conveniente introdurre dei contributi di solidarietà più ampi di quello ristretto alle pensioni sopra i 2500 euro ...

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il regalo del retributivo.

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    L'Italiano a differenza del tedesco, del francese, dello svedese, non vive lo Stato. Non fa parte dello Stato. Per cultura e per processo storico ed economico, semplicemente lo subisce. Lo Stato pesa agli Italiani, che lo considerano usurpatore e canaglia. Proprio perchè gli italiani subiscono lo stato, si sforzano al massimo, visto che non possono combatterlo e batterlo per la sua enorme forza economica e militare, di sfruttarlo a proprio favore, contaminandolo, erodendolo, sfruttandolo.

    I politici invece di ispirarsi a presunte bellezze ed esotiche democrazie socialiste del nord, incompatibili con la millenaria cultura italiana e con il controverso carattere degli italiani, si preoccupino di vestire lo stivale con un abito che calzi meglio, che sia più consono ed elegante, più comodo e avvolgente. Si preoccupi il politico, ma anche l'italiano stesso, di lavorare ad uno stato, se proprio non vogliamo abolirlo, che vada più d'accordo con gli italiani. Che sia quindi meno oppressivo e invadente, attento alla gente, certo, ma senza renderla schiava e senza abusare della sua semplicità. Sia in altre parole più liberale e meno sprecone, stia più attento al risparmio e alla semplicità.
    Bel post....descrivi un sogno, ma un bel sogno
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il regalo del retributivo.

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    L'Italiano a differenza del tedesco, del francese, dello svedese, non vive lo Stato. Non fa parte dello Stato. Per cultura e per processo storico ed economico, semplicemente lo subisce. Lo Stato pesa agli Italiani, che lo considerano usurpatore e canaglia. Proprio perchè gli italiani subiscono lo stato, si sforzano al massimo, visto che non possono combatterlo e batterlo per la sua enorme forza economica e militare, di sfruttarlo a proprio favore, contaminandolo, erodendolo, sfruttandolo.

    I politici invece di ispirarsi a presunte bellezze ed esotiche democrazie socialiste del nord, incompatibili con la millenaria cultura italiana e con il controverso carattere degli italiani, si preoccupino di vestire lo stivale con un abito che calzi meglio, che sia più consono ed elegante, più comodo e avvolgente. Si preoccupi il politico, ma anche l'italiano stesso, di lavorare ad uno stato, se proprio non vogliamo abolirlo, che vada più d'accordo con gli italiani. Che sia quindi meno oppressivo e invadente, attento alla gente, certo, ma senza renderla schiava e senza abusare della sua semplicità. Sia in altre parole più liberale e meno sprecone, stia più attento al risparmio e alla semplicità.
    Bravo! :754634673:

 

 

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