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    Predefinito IRAN: STAMPA, PIANO DI RAFSANJANI PER DEPORRE KHAMENEI

    Pur di porre fine alla crisi iraniana all'indomani delle contestate elezioni presidenziali, l'ex presidente Akhbar Hashemi Rafsanjani, sarebbe pronto con un colpo di mano legale a destituire la Guida Suprema Ali Khamenei. Un'ipotesi possibile secondo la costituzione della Repubblica Islamica, che assegna al Assemblea degli Esperti, l'organo religioso costituito nel 1982 formato da 86 giuristi e guidato proprio dal 2007 da Rafsanjani, il potere di nominare e rimuovere la Guida Suprema (evento senza precedenti). Rafsanjani, scrive da Londra il quotidiano arabo, finanziato da sauditi, Al Sharq Al Awsat, e' stato nei giorni scorsi a Qom, il Vaticano sciita. Qui ha consultato alcuni membri dell'Assemblea degli Esperti (di cui Rafsanjani controlla circa 50 voti) ai quali ha sottoposto l'ipotesi di sostituire Khamenei o con una Guida collettiva o se costringerlo a rivedere l'imprimatur concesso alla riconferma di Mahmoud Ahmadinejad e indire nuove elezioni. Khamenei e' sostenuto da tutti i poteri forti iraniani, dall'esercito ai Pasdaran e alle milizie basiji, ma la natura religiosa della sua nomina non gli consentirebbe di sfidare a cuor leggero la culla dello sciismo.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: IRAN: STAMPA, PIANO DI RAFSANJANI PER DEPORRE KHAMENEI

    La guerra preventiva degli USA con l'Iran

    di Pietro Ancona - 22/06/2009

    Fonte: medioevosociale




    Gli Usa escono allo scoperto per spalleggiare apertamente il golpe "populista" del loro quisling Mausavi che, appena iniziato lo spoglio, si era proclamato subito immediatamente vincitore per dare il via alla grande eversione antidemocratica di questi giorni. Non ci sono dubbi sulla vittoria di Ahmaninejad come ben sanno gli stessi americani che avevano monitorato le elezioni con ben due sondaggi di pubblico dominio. Ma tutto era stato preparato minuziosamente per dare vita ad una "rivoluzione colorata" come le tante che abbiamo visto e che sono state dimenticate presto dalla opinione pubblica occidentale sempre pronta a difendere libertà e democrazia dei cattivi di turno o trattati come tali dagli Usa. Ieri il Congresso americano, dopo avere stanziato altre centoseimiliardi di dollari per le guerre con l'Iraq e l'Afghanistan ha espresso simpatie per la
    "rivoluzione"iraniana ed Obama-Bush che fino all'altro ieri si dichiarava indifferente e pudicamente guardava da un'altra parte ricordando che per lui Mousavi equivaleva ad Ahmaninejad oggi minaccia lo Stato iraniano dicendo di stare attento perchè gli occhi del mondo sono tutti fissati su di lui. Questa uscita di aperto
    appoggio smaschera la natura di sovversismo e di tradimento della patria del movimento "verde" ma dimostra anche la difficoltà a fare come in Ucraina, in Georgia, in Bielorussia ed altrove...
    Gli Usa sono in guerra preventiva con tutto il mondo. La loro pax è fatta di distruzioni, montagne e montagne di cadaveri, bombardamenti, occupazioni militari, asservimento colonialistico, inquinamento, distruzione dei
    beni archeologici e della storia dell'umanità. Ma anche di "rivoluzioni colorate". Le uniche nazioni che "rispettano" sono quelle che hanno affidato, dopo l'intervento degli squadroni della morte, ad incalliti criminali, a regimi militari come quello colombiano che tiene in galera diecine di migliaia di contadini dopo averli depredati delle terre assegnate alle loro multinazionali. Il pianeta è stretto in una rete di basi militari USA che hanno lo scopo di controllare innanzitutto la nazioni dove sono collocate. In Italia le basi militari ed i depositi nucleari USA servono innanzitutto a controllare la fedeltà del nostro Paese. L'Iran (lo chiamerei volentieri Persia) non minaccia nessuno ed è minacciato da vicino da una israele dotata di oltre mille testate nucleari e di un esercito tra i più potenti del mondo.
    L'Iran è in pericolo come lo sono la Russia, la Cina, l'India e tutti i paese che non sono stati marchiati dalla presenza di una base militare Usa. Ma forse questa ennesima ciambella al signor Obama- Bush terzo non riuscirà con il buco.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: IRAN: STAMPA, PIANO DI RAFSANJANI PER DEPORRE KHAMENEI

    Non capisco perchè Ahmadinejad e Khamenei non agiscono con il pugno di ferro contro la banda di sobillatori pagati da U$raele.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: IRAN: STAMPA, PIANO DI RAFSANJANI PER DEPORRE KHAMENEI

    Non vogliono spargimenti di sangue
    che sarebbero usati dal nemico
    per dimostrare la "crudeltà" e
    la "tirannia" del regime(?).
    La rivolta finirà nel cesso
    e questione di giorni.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: IRAN: STAMPA, PIANO DI RAFSANJANI PER DEPORRE KHAMENEI

    Iran, l’eversione via sms

    “Che cosa hanno in comune Michael Ledeen (il neo-con Usa, antenna anti-Craxi a Sigonella), Mir-Hossein Mussavi (il candidato specchio della mafia dell’ex presidente Rafsanjani sconfitto alle elezioni del 24 giugno in Iran) e Adnan Khashoggi (il plutocrate saudita)?”.
    Se lo chiede Reza Fiyuzat, analista e docente iraniano, e così risponde: “Sono tutti buoni amici di Manuchehr Ghorbanifar, un presunto agente doppio del Mossad, mercante d’armi nonché figura chiave dell’affaire Irangate”, ovvero gli scandalosi accordi per la vendita di armi Usa a Teheran i cui proventi furono utilizzati dall’amministrazione Reagan per finanziare la controguerriglia dei Contras contro il legittimo governo sandinista nicaraguegno nel biennio 1985-86 (ndd).
    Di qui una logica addizione: dietro Mussavi, il cosiddetto “riformista”, protagonista delle manifestazioni “verdi” a Teheran, radicalmente sconfitto dal riconfermato presidente Mahmud Ahmadinejad, “forse” c’è la mano del Mossad, di certo quella della Cia e quella del denaro collaborazionista saudita.
    Fatto sta che in Iran il 61,6% dei consensi è stato raccolto da Ahmadinejad e il 35,9 da Mussavi: con uno scarto di oltre 10 milioni di voti. L’operazione segreta atlantica è così fallita.
    Washington è adusa a intervenire, in Iran. Come notano i commentatori liberi di mezzo mondo, da Robert Fisk a Thierry Meyssan di “Reseau Voltaire,” o noi di “Rinascita”, lo aveva fatto alla fine della seconda guerra mondiale, lo aveva ripetuto nel 1953 per rovesciare il premier nazionalista Mohamar Mossadeq, colpevole di aver nazionalizzato le risorse petrolifere, aveva armato Saddam contro l’Iran, e anche ora, con il tentativo fallito di “rivoluzione colorata”.
    Questa volta l’Iran è diventato il campo di sperimentazione di metodi innovativi di sovversione. La Cia si è appoggiata nel 2009 su una nuova arma: il controllo dei telefoni portatili e di internet. Dalla “globalizzazione” dei cellulari e delle reti in poi, i servizi segreti anglosassoni hanno moltiplicato le loro possibilità di interferenza e influenza. Da “Echelon” a Skype si può captare tutto, diffondere e deviare tutto. La National Security Agency (NSA) - la stessa Autorità manovratrice dell’Iran-Contras - ha ottenuto dai fornitori “privati” delle reti di connessione la massima collaborazione. Ed hanno compiuto, nel caso della campagna per le presidenziali in Iran, una capillare opera di identificazione dei possibili “focolai di resistenza o di dissidio” contro il governo legittimo di Teheran o, al contrario, dei gruppi o delle persone filogovernative.
    Hanno così ottenuto una “mappa” su cui manovrare la destabilizzazione, senza oscurare nulla.
    Come il Mossad. Che si è guardato bene di ordinare il bombardamento o l’oscuramento delle reti di comunicazione durante l’atroce operazione “Piombo fuso” a Gaza, a cavallo degli inizi di quest’anno.
    Attraverso gli sms e le messaggerie così monitorate, i signori del pianeta hanno potuto lanciare decine, centinaia di migliaia di inviti “robotici” alla “resistenza” pro-occidentale. Come il Mossad ha insegnato nel luglio e nell’ottobre del 2008 lanciando messaggi robotici alla popolazione libanese e siriana contro gli Hizbollah e il Baa’th.
    Lo stesso metodo impiegato a Teheran per drogare la popolazione. Già ad appena due ore dalla fine delle votazioni una sventagliata di sms eteroinviati avevano “informato” destinatari iraniani selezionati che le Guardie della Costituzione avevano reso nota a Mussavi la sua vittoria e l’uomo di Rafsanjani - lo stesso che tre giorni prima aveva dichiarato “scontata la vittoria di Ahmadinejad”, anche sulla scorta di indicazioni statistiche Usa che alla vigilia conteggiavano in “almeno il 20%” lo svantaggio a favore del presidente uscente - ha così potuto chiamare a raccolta la sua rivoluzione colorata. più tardi un’altra sventagliata di sms informava gli “iraniani selezionati” (indirizzo: twitter@stopAhmadi) sulla necessità di seguire Facebook o i lanci Twitter sulle proteste della dissidenza.
    “Sfortunatamente” per i manovratori, la società Twitter però ha fermato nella notte le sue linee di comunicazioni per la “normale manutenzione dei suoi server”.
    Subito il Dipartimento di Stato Usa allertava la Twitter per sospendere tale manutenzione. Ne ha dato notizia il New York Times, commentando come tali “operazioni hanno contribuito a seminare la sfida del dissenso” e come fosse impossibile, con questa tattica individuare messaggi veri e messaggi lanciati da Langley (sede Cia).
    “Destabilizzare, destabilizzare, destabilizzare. Qualcosa rimarrà.” Questo è quanto accaduto a Teheran e dintorni.
    Per adesso il piano atlantico, però, è miseramente fallito. Ma lo scacchiere medio-orientale resta la prima linea dell’attacco atlantico all’Europa
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    Der Wehrwolf

 

 

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