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  • Partito Liberale

    2 16.67%
  • Partito Repubblicano Italiano

    1 8.33%
  • Partito Nazionale Monarchico

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  • Movimento Indipendentista Siciliano

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  • Südtiroler Volkspartei

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  • Unione degli Italiani d'Eritrea

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    Predefinito Elezioni nel Regno d'Italia post-fascista: 1975

    1944, 22 luglio: Riunione di Palazzo Torlonia: si incontrano segretamente il Re Umberto II, la Regina Maria Josè, il Nunzio in Italia Monsignor Francesco Borgongini Duca, il Duce Italo Balbo, il Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, il Ministro della Difesa Pietro Badoglio e l'ambasciatore tedesco in Italia Franz Von Papen. L'argomento di discussione è il fallito attentato contro Hitler. Von Papen si dice convinto che la Germania sarà sconfitta, e che il complotto di von Stauffenberg era l'ultima speranza per evitare la distruzione della nazione tedesca, ma da utilitarista qual è pensa anche al proprio destino, visto che è stato proprio lui a chiamare Hitler alla Cancelleria. Umberto II propone allora di scendere in guerra contro l'ex alleato, in modo da ricavare il massimo profitto dalla caduta di Hitler; Von Papen fungerà segretamente da consigliere militare dell'esercito italiano, comandato da Badoglio, in modo che nel dopoguerra ciò potrà valergli come attenuante. Italo Balbo esita, perché giudica ancora quella tedesca una macchina da guerra pericolosissima, ma alla fine decide per l'intervento a fianco degli Alleati, onde poter sedere al tavolo dei vincitori.

    1944, 2 agosto: dopo aver riunito il Gran Consiglio del Fascismo, Italo Balbo denuncia il Patto d'Acciaio con la Germania e sospende ogni relazione politica ed economica con Berlino (le Leggi razziali sono già state abolite da tempo).

    1944, 6 settembre: dopo aver preso contatti con Churchill, il Duce Italo Balbo dichiara guerra alla Germania. Le forze italiane si trincerano dietro il Vallo Littorio per contenere il tentativo di Spedizione Punitiva tedesca attraverso il Brennero.

    1944, 9 novembre: la Marina Regia Italiana sbarca a Spalato e Dubrovnik, occupando la costa della Dalmazia prima che vi giunga Tito, mentre dalla Venezia Giulia le forze di terra comandate da Giovanni Messe (1883-1968), considerato uno dei migliori generali in forza all'esercito italiano, avanzano verso Lubiana.

    1944, 29 dicembre: il comunista Enver Hoxha, aiutato da Tito, tenta di sollevare l'Albania per separarla dall'Italia, ma il capitano Junio Valerio Borghese lo sconfigge nella Battaglia di Durazzo. Catturato vivo, Hoxha è giustiziato a Tirana.

    1945, 13 gennaio: Tito giunge in Dalmazia con le sue truppe e pretende lo sgombero degli italiani. Il Generale Ettore Bastico gli risponde a muso duro minacciando di scacciarlo e di inseguirlo sino a Belgrado. Stalin, che non teme l'esercito italiano ma quello angloamericano che potrebbe appoggiarlo, e non vuole perdere la Jugoslavia (che è stata riconosciuta da Churchill nella sua sfera d'influenza), ordina a Tito di lasciare la Dalmazia agli italiani. Schiumante di rabbia, il capo dei comunisti jugoslavi è costretto a retrocedere.

    1945, 30 gennaio: nonostante la neve e il gelo il Generale Ettore Bastico occupa Lubiana, scacciandone gli occupanti nazisti.

    1945, 4-11 febbraio: Franklyn D. Roosvelt, Winston Churchill, Galeazzo Ciano e Josif Stalin si incontrano alla Conferenza di Yalta, in Crimea, per decidere in via definitiva la spartizione dell'Europa al termine del conflitto.

    1945, 8 marzo: Tito proclama la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Come risposta Italo Balbo annette la Dalmazia e Dubrovnik, mentre Ettore Bastico proclama la Libera Repubblica di Slovenia, con capitale Lubiana e sotto protettorato italiano.

    1945, 27 marzo: sfondata la resistenza tedesca sul Vallo Littorio, le truppe italiane invadono il Tirolo Settentrionale e il Voralberg.

    1945, 7 maggio: le truppe britanniche e quelle italiane guidate da Giovanni Messe si congiungono a Klagenfurt, capitale della Carinzia.

    1945, 24 giugno: fondazione a New York dell'Organizzazione delle Nazioni Unite che sostituisce la Società delle Nazioni a Ginevra. Il Consiglio di Sicurezza ONU è formato da 15 stati dei quali cinque membri permanenti (USA, URSS, Regno Unito, Francia e Italia).

    1945, 8 luglio: l'Italia dichiara guerra anche al Giappone. Italo Balbo invia in Estremo Oriente un contingente simbolico di 40 idrovolanti.

    1945, 17 luglio - 2 agosto: Conferenza di Potsdam, cui partecipano Harry Truman per gli USA, il nuovo primo ministro Clement Attlee per il Regno Unito, Galeazzo Ciano per l'Italia e Stalin per l'URSS. I quattro stabiliscono che il nuovo confine tra Polonia e Germania correrà sulla linea dell'Oder-Neisse, che tutta la popolazione tedesca presente nel territorio divenuto polacco dovrà essere espulsa e trasferita in Germania, e che il territorio tedesco sarà diviso in cinque zone d'occupazione, assegnate rispettivamente a USA, URSS, Regno Unito, Francia e Italia. Quest'ultima controllerà il Voralberg, il Tirolo Settentrionale e la Carinzia; il Governatore Militare, Generale Giovanni Messe, risiederà a Innsbruck, capitale del Tirolo. I quattro invece non trovano un accordo sull'ammontare dei risarcimenti: USA, Regno Unito, Francia e Italia perseguono una linea più morbida, mentre Stalin insiste nel richiedere risarcimenti ingentissimi. Truman inoltre lancia un ultimatum al Giappone, intimandogli che se non si arrenderà subirà una immediata e completa distruzione con il successivo sganciamento delle due bombe sulle due città giapponesi.

    1946, 29 luglio - 11 ottobre: Conferenza di Pace di Parigi. L'Italia annette l'entroterra di Fiume, la Dalmazia e Ragusa (Dubrovnik). La Slovenia, conquistata dalle truppe fasciste, viene eretta a Regno, la cui corona è cinta da Umberto II in unione personale con Italia, Albania ed Etiopia; lo stato di fatto è riconosciuto dagli Alleati per sottrarre territori alla Jugoslavia comunista che sarà vicina a Mosca e nel Patto di Varsavia in questa Timeline essendo accerchiata a sud dalla Grecia monarchica e a ovest dall'Italia fascista.

    1947, 5 giugno: Il Presidente Truman in un discorso a Washington offre per combattere l'espansionismo sovietico aiuti economici, primi fra tutti la Grecia e la Turchia. Egli elabora un piano di aiuti all'Europa per finanziare la ricostruzione post-bellica, noto come Piano Marshall (dal nome del ministro che lo ideò). I paesi orientali divenuti satelliti dell'URSS (Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Jugoslavia) sono costretti da Stalin a rifiutare gli aiuti. Il Piano terminerà nel 1951 dopo lo stanziamento della cifra astronomica di 18 miliardi di Dollari. In un primo momento il Duce Italo Balbo rifiuta gli aiuti, ma poi dietro pressioni del suo gabinetto accetta 100 milioni di Dollari.

    1948, 14 luglio: Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista Italiano in esilio, è assassinato a Madrid, dove si trova per un incontro dell'Internazionale Comunista, dal giovane fascista Antonio Pallante. Arrestato, questi dichiarerà di aver agito di sua iniziativa, ma è evidente che la sua mano è stata armata dal PNF. Nuovo segretario del PCI in esilio diventa Umberto Terracini.

    1949, 4 aprile: viene firmato il Trattato Atlantico per combattere l'espansionismo russo nel mondo. Il Duce Italo Balbo rifiuta l'adesione dell'Italia in quanto dichiara che gli italiani sono in grado di difendersi dai soli dalle mire staliniane. L'isolamento politico e l'autarchia ancora rigida come nel 1938 non portano alcun beneficio all'economia nazionale.

    1949, 11 settembre: lo scienziato e premio Nobel per la Fisica Enrico Fermi, che risiede a Chicago, torna in Italia, incontra il Duce Italo Balbo e tiene una serie di conferenze a Roma.

    1949, 14 settembre: a Cortemaggiore (PC) l'Ente nazionale degli idrocarburi scopre un ricco giacimento petrolifero; inizia l'era della gestione di Enrico Mattei che porterà l'ENI a competere sul mercato internazionale con la grandi compagnie petrolifere americane note come "le Sette Sorelle".

    1949, 28 settembre: Papa Pio XII scomunica gli aderenti al Partito Comunista. Dopo la Rivoluzione delle Rose questo Pontefice verrà accusato di eccessiva arrendevolezza, se non di connivenza, nei confronti del Regime Fascista.

    1950, 24 giugno: nel pieno dell'Anno Santo del 1950, un evento che il Regime Fascista sfrutta per dimostrare la propria capacità di organizzazione, Papa Pio XII canonizza Santa Maria Goretti, contadina di neppure 12 anni che il 5 luglio 1902 era stata assassinata a coltellate da Alessandro Serenelli per aver resistito a un tentativo di stupro da parte di quest'ultimo. Il Papa intende presentare alle giovani italiane Maria Goretti come modello di castità e di attaccamento ai valori tradizionali della società contadina, e questo non spiace certo al Duce, per il quale la donna deve essere soprattutto una "fattrice" in grado di partorire molti figli, destinati a servire la patria come miliziani fascisti. L'industrializzazione forzata voluta da Italo Balbo non decolla, non si ha alcun boom economico perchè l'Italia non ha subito distruzioni belliche, il paese resta essenzialmente rurale con enormi squilibri tra Nord e Sud e tra le diverse classi sociali; un frigorifero, una radio o un televisore restano a lungo un lusso per pochi, e il modello di famiglia tradizionale resiste più a lungo che nella Timeline presso il popolo minuto.

    1950, 25 giugno: scoppia la Guerra di Corea con l'attacco nordcoreano contro la Corea del Sud, sostenuto da URSS e Cina maoista. In breve quasi tutta la Corea del Sud è occupata dai comunisti nordcoreani. Dopo che è rimasta inascoltata una risoluzione dell'ONU che chiedeva il cessate il fuoco ed il ritiro delle truppe di invasione, il presidente americano Truman ordina il contrattacco e, dietro mandato delle Nazioni Unite, organizza una forza internazionale comprendente 25 paesi: USA, Regno Unito, Francia, Spagna Portogallo, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Norvegia, Grecia, Turchia, Stati Confederati d'America, Texas, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India, Filippine, Thailandia, Corea del Sud, Etiopia, Colombia e persino lo sconfitto Giappone.

    1950, 28 ottobre: durante i festeggiamenti per il 28° anniversario della Marcia su Roma, il Duce Italo Balbo annuncia via radio alla nazione che, « vista l'arroganza comunista in Corea, il Fascismo non resterà a lungo privo dell'arma nucleare ».

    1951, 29-31 gennaio: si svolge a Sanremo il primo Festival della Canzone Italiana, voluto dal Regime Fascista per risollevare il morale degli italiani dopo i rovesci della Guerra di Corea. Presentato da Nunzio Filogamo, il primo grande conduttore italiano di show musicali televisivi, esso vede la vittoria della bolognese Nilla Pizzi con la celeberrima "Grazie dei fior" (« Grazie dei fior, fra tutti gli altri gli ho riconosciuti, / mi han fatto male eppure li ho graditi, / son rose rosse e parlano d'amor... / Grazie dei fior e addio / per sempre addio, senza rancor »). Il regime esclude dalla competizione la canzone "Ho pianto solo una volta" di Olivieri e Pinchi, perchè accusa i due autori di simpatie antifasciste.

    1951, 18 aprile: il Primo Ministro Francese Robert Schumann, il Cancelliere Tedesco Konrad Adenauer e il Primo Ministro Spagnolo Tomás Centeno Sierra si incontrano a Parigi e decidono la fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), primo abbozzo della futura unità economica e politica del continente europeo. Al progetto aderiscono Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo. Nonostante l'interesse per il progetto dimostrato dal Ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano, i sette escludono l'Italia dalla CECA per via del governo dittatoriale fascista.

    1952, 23 luglio: colpo di stato contro il re Faruq I d'Egitto, filobritannico, che viene deposto ed è costretto all'esilio in Italia dal colonnello Gamal Abd el-Nasser. Questi instaura una Repubblica alleata dell'URSS, con gran scorno dei VSSA che non tollerano l'influenza sovietica sul "loro" continente, e porta avanti una politica panaraba, volta cioè ad unire sotto la propria guida l'intero mondo arabo, facendogli scordare l'umiliante ricordo della lunga cattività ottomana e del colonialismo europeo. Sostenuto dall'URSS, Nasser finanzia apertamente la ribellione senussita contro gli italiani in Libia.

    1952, 27 dicembre: il grande fisico italiano Edoardo Amaldi (1908-1989), discepolo di Enrico Fermi, costruisce a Latina la prima centrale nucleare italiana per la produzione di energia elettrica per usi civili. La centrale è solennemente inaugurata dal Ministro delle Scienze Cesare Maria De Vecchi, uno dei Quadrumviri della Marcia su Roma nonché fedelissimo di Balbo. Amaldi ha ricostruito la grande scuola italiana di Fisica che fu di Fermi e Segre.

    1953, 28 ottobre: nel 31° anniversario della Marcia su Roma il governo fascista fa esplodere nel deserto libico, 100 Km a sud di Al Jawf, la prima bomba atomica di fabbricazione italiana. L'Italia entra così di diritto nel club delle potenze nucleari, ed è la terza nazione a possedere ordigni atomici dopo USA, URSS e Regno Unito.

    1954, 3 gennaio: la prima annunciatrice italiana Fulvia Colombo (1926-2005) introduce il discorso del Duce Italo Balbo che dà formalmente inizio alle regolari trasmissioni televisive in Italia sul "Programma Nazionale", oggi RaiUno. Lo stesso giorno partono anche due trasmissioni storiche, il Telegiornale e la "Domenica Sportiva", i programmi più longevi della televisione italiana ancora oggi in onda.

    1956, 23 ottobre - 4 novembre: i carri armati sovietici schiacciano la rivolta di Budapest contro il regime comunista. Il Duce Italo Balbo condanna l'azione sovietica ma non muove un dito per aiutare gli insorti. Gravissimo danno d'immagine per il blocco sovietico.

    1957, 30 maggio: l'Italia Fascista è la terza nazione del mondo, dopo VSSA e URSS, a far detonare una bomba all'idrogeno.

    1958, 30 gennaio - 1 febbraio: durante l'ottavo Festival della Canzone Italiana a Sanremo, il cantante barese Domenico Modugno (1928-1994), noto per le sue idee antifasciste, interpreta la canzone "Nel blu dipinto di blu", nota anche come "Volare" dal suo notissimo ritornello. La canzone riscuote un successo strepitoso e vince il Festival, ma subito dopo Modugno è arrestato dall'OVRA insieme a Franco Migliacci (1930-), coautore della musica, interrogato in maniera rude e spedito al confino a Pantelleria; la vittoria della canzone è cancellata (il primo premio è assegnato a "L'Edera" di Nilla Pizzi) e la sua riproduzione assolutamente proibita. Il regime vede infatti in "Volare" non un puro ritornello di evasione, ma un incitamento agli italiani a "volare via" dallo squallore del regime per costruire una società diversa e democratica; visto il ruolo che essa avrà nella Rivoluzione delle Rose, probabilmente la polizia politica ha visto giusto.


    1958, 3 maggio: per iniziativa del Duce Italo Balbo, a Roma nasce l'Organizzazione Europea di Libero Scambio (OELS), uno spazio economico senza barriere doganali "alternativo" alla CEE di cui fanno parte Italia, San Marino, Albania, Slovenia, Svizzera, Austria, Liechtenstein, Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda.

    1958, 12 giugno: esce il Kolossal italiano "Cleopatra", il film italiano più costoso di sempre, voluto dal Duce Italo Balbo e dagli alti gerarchi del Partito Fascista per celebrare la grandezza della Roma imperiale. Il film dura quasi cinque ore, è costato più di ogni altro film mai girato in Italia, ed in esso recitano alcune tra le maggiori star italiane del momento. Marisa Allasio interpreta la Regina d'Egitto, Vittorio de Sica interpreta Giulio Cesare, Maurizio Arena ha la parte di Antonio, Nino Castelnuovo interpreta Ottaviano, Luigi Vannucchi è Agrippa, Lea Massari è l'ancella di Cleopatra, Renato Salvatori interpreta Apollodoro, Tino Carraro è l'astronomo Sosigene, Salvo Randone è Cicerone, Mario Girotti è Bruto. La Regia è firmata dai due maestri Sandro Bolchi e Roberto Rossellini. Nonostante il chiaro intento propagandistico ed ideologico del film, esso riscuote un immenso successo di pubblico, vincendo tra l'altro la Palma d'Oro al Festival del Cinema di Venezia e ben cinque Premi Oscar: miglior film straniero, miglior fotografia, miglior scenografia, migliori costumi e migliori effetti speciali.

    1960, 28 ottobre: parlando in diretta TV nel 38° anniversario della Marcia su Roma, il Duce Italo Balbo afferma che l'Italia non rinuncerà mai alle sue colonie, a differenza di quanto stanno facendo le altre nazioni occidentali. Si limita ad elevare Libia, Eritrea e Somalia a Regni, la cui corona è cinta da Umberto II in unione personale con Italia, Etiopia, Slovenia e Albania. La resistenza italiana alla decolonizzazione provocherà l'insorgere di un lungo e costosissimo conflitto tra le forze fasciste e i movimenti indipendentisti in Libia, Etiopia, Somalia; per di più la situazione internazionale è sfavorevole al regime, in quanto entrambe le superpotenze della Guerra fredda, USA ed URSS, finanziano i movimenti di liberazione nazionale per cercare di attrarre i paesi di nuova indipendenza nelle rispettive sfere di influenza.

    1961, 20 maggio: si organizza in Eritrea il FLE (Fronte di Liberazione Eritreo), al fine di combattere l'occupazione fascista ed ottenere l'indipendenza nazionale. L'esercito italiano risponde alla guerriglia eritrea con rappresaglie, rastrellamenti ed esecuzioni sommarie.

    1961, 27 agosto: il Duce Italo Balbo annuncia in un discorso che « l'Italia Fascista avrà il suo proprio programma spaziale ». Fondazione dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana.

    1961, 23 dicembre: esce un nuovo Kolossal Peplum (nome utilizzato all'estero per indicare i polpettoni in costume voluti dal Regime Fascista) intitolato "Barabba", tratto dall'omonimo romanzo dello svedese Pär Lagerkvist. La regia è di Roberto Rossellini; Marcello Mastroianni interpreta il ladrone Barabba, Silvana Mangano è Rachele, Vittorio Gasmann è il gladiatore Sahak, Salvo Randone impersona Ponzio Pilato, Alberto Lupo è il gladiatore Torvald, Valentina Cortese è Julia. Il film ha un buon successo in tutto il mondo; la scena della morte in croce di Gesù è stata girata durante l'eclisse totale di sole del 15 febbraio 1961.

    1962, 3 marzo: l'Ambasciatore Italiano all'ONU usa il suo Diritto di Veto (che spetta ai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza) per bloccare una risoluzione di condanna dei metodi brutali con cui la polizia fascista reprime le rivolte indipendentiste in Eritrea, Etiopia e Somalia.

    1962, 14 maggio: Vittorio Emanuele di Savoia, figlio di Umberto II ed erede al trono d'Italia, sposa nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma la principessa Sofia di Grecia.

    1962, 5 luglio: dopo una lunga guerra di liberazione, l'Algeria ottiene l'indipendenza dalla Francia. L'Italia Fascista stronca invece nel sangue una rivolta senussita in Libia, volta a staccare il paese africano da Roma. La crescita economica degli anni cinquanta si interrompe definitivamente a causa dell'isolamento politico ed economico e della lunga e improduttiva guerra coloniale, generando in Italia un periodo di recessione.

    1964, 26 marzo: esce il nuovo Kolossal Peplum "Settimio Severo", diretto da Luchino Visconti. Ad interpretare Lucilla, figlia dell'imperatore Marco Aurelio, è la napoletana Sofia Villani (a differenza della HL mai diventata Sophia Loren); Sergio Tofano interpreta Marco Aurelio, Vittorio Gassman è il generale Settimio Severo, Alberto Lupo è l'imperatore Commodo, Massimo Serato interpreta il liberto cristiano Timonide, Mario Girotti veste i panni del re d'Armenia. Il film riscrive letteralmente un pezzo della storia di Roma imperiale: Marco Aurelio avrebbe voluto lasciare l'impero al suo generale Settimio Severo, ma viene assassinato e Commodo regna al suo posto fra nefandezze di ogni genere, finché Settimio, che ama sua sorella Drusilla, non lo ucciderà in duello, sostituendolo sul trono. Nonostante le critiche degli storici, il lungometraggio riscuote un buon successo di pubblico e si guadagna una Nomination all'Oscar come miglior film straniero.

    1964, 28 giugno: in Etiopia è fondato il Derg ("Consiglio" in lingua amarica, abbreviazione di "Consiglio di Coordinazione delle Forze Rivoluzionarie", movimento di guerriglia anti-italiana sostenuto dall'URSS e dal Madagascar. Le forze di occupazione fasciste tentano di reprimerlo con ogni mezzo.

    1964, 15 dicembre: l'ASI lancia il suo primo satellite artificiale, il Littoriale 1, dal poligono di Chisimaio, nella Somalia Italiana, usando il razzo Vega, un vettore molto simile alle V2 naziste. L'Italia Fascista è la terza nazione al mondo, dopo URSS e USA, a lanciare un proprio satellite nello spazio.

    1965, 1 febbraio: l'ENI comincia a sfruttare intensivamente i vastissimi giacimenti di petrolio della Libia. La Resistenza Libica risponde incendiando pozzi e massacrando operai dell'ENI, azioni a cui seguono repressioni altrettanto sanguinose da parte dell'esercito coloniale italiano.

    1968, 22 maggio: l'occupazione dell'università "La Sapienza" di Roma da parte degli studenti dà inizio al Sessantotto italiano: le organizzazioni studentesche proclamano lo sciopero generale contro il Regime Fascista, che ben presto si estende alle fabbriche e alle cooperative agricole. In men che non si dica, la Penisola si ritrova paralizzata. Il vecchio Duce Italo Balbo, considerato dai giovani niente più di un fossile vivente, reagisce nell'unico modo che sa, mandando le sue Camice Nere a reprimere la rivolta e ad arrestare i manifestanti, bollati come " servi dell'antifascismo foraggiati dal comunismo sovietico" (quando gli studenti hanno manifestato contro i sovietici pure in Cecoslovacchia e altri Paesi dell'est). Le università sono sgomberate a forza e Mario Capanna, leader dei manifestanti, è mandato al confino su un'isoletta della Dalmazia. Alla fine il Sessantotto Italiano sarà l'unico coronato da successo, perchè alla lunga porterà al crollo del Regime Fascista.

    1970, 28 giugno: muore improvvisamente a 74 anni per attacco cardiaco il Duce Italo Balbo. Dopo dodici ore convulse, nelle quali la radio e la TV hanno trasmesso solo musica e programmi di intrattenimento, gli speaker annunciano che il nuovo Duce d'Italia, Capo del Governo e Maresciallo dell'Impero è Giorgio Almirante, 56 anni, uno dei delfini di Balbo discendente da una nobile famiglia molisana. La sorpresa è grande, perchè si pensava che altri leader più quotati di lui ce l'avrebbero fatta a spuntarla nella lotta per la successione; evidentemente Almirante ha saputo cercare le amicizie giuste. Vanno deluse le speranze di chi credeva in una transizione pacifica verso la democrazia alla morte di Balbo: il nuovo Duce è ancor più conservatore del suo predecessore, ed anzi si è distinto, al tempo delle infami Leggi razziali, per aver affermato che era « necessario proteggere l'Italia da meticci ed ebrei ». Subito dopo la sua nomina Dino Grandi, che evidentemente sperava di essere lui il nuovo Duce, abbandona ogni carica nel Partito e nel Governo, e si ritira a vita privata. Almirante epura rapidamente i quadri dello stato da tutti i gerarchi che non gli sono favorevoli, piazzando suoi uomini nei posti chiave, ed afferma che « il Fascismo è una scelta irrinunciabile per l'Italia ». Aldo Moro, che osa criticare la politica del nuovo Duce come « incapace di tenere il passo dei tempi nuovi », è subito arrestato e tradotto al confino sull'isola di Lipari. Ormai è chiaro che i fascisti non lasceranno mai spontaneamente il monopolio del potere. L'Italia appare politicamente ed economicamente prostrata dallo stato di guerra nelle colonie, che proseguendo ormai da quasi due decenni senza alcuna soluzione politica in vista, gli stipendi sono bassi e l'autarchia provoca la commercializzazione di prodotti spesso scadenti. Questa situazione porta a un malcontento generale, in particolare nelle classi sociali meno agiate e all'interno delle Forze Armate.

    1972, 22 giugno: da Vittorio Emanuele di Savoia e Sofia di Grecia nasce l'erede al trono italiano, Emanuele Filiberto; avendo una madre diversa da quella della Timeline, conseguentemente egli stesso avrà un carattere assai diverso, ed anziché al ballo e al mondo dello spettacolo si appassionerà, come la madre Sofia, agli studi di archeologia.

    1973, 10 gennaio: il Colonnello dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, 53 anni, di Saluzzo, decide che la politica del nuovo Duce Giorgio Almirante non conduce da nessuna parte, ed anzi sta letteralmente affamando l'Italia tenendola fuori dalla Comunità Economica Europea, a cui gli altri paesi fanno invece a gara per aderire, per non parlare della corruzione, dilagante in ogni settore del paese, e dell'insensata guerra contro i movimenti indipendentisti delle colonie. Fonda così in clandestinità l'MFA (Movimento delle Forze Armate), il cui scopo è quello di abbattere il Regime Fascista ed integrare l'Italia nella CEE, dopo aver abbandonato le colonie al loro destino.

    1973, 6-24 ottobre: Guerra del Kippur. Durante i combattimenti, Egitto e Siria sono stati supportati dalla quasi totalità dei Paesi arabi, mentre Israele è appoggiato dai USA e dai Paesi europei. Onde "punire" l'Occidente per la sua politica filoisraeliana, i Paesi Arabi bloccano le proprie esportazioni di petrolio verso quei paesi. Ciò porta all'innalzamento vertiginoso del prezzo degli idrocarburi, che in molti casi aumentano più del triplo rispetto alle tariffe precedenti. Anche l'Italia è colpita dalla crisi petrolifera, perchè occupa la Libia ed è ritenuta fiancheggiatrice di Israele. I governi occidentali varano provvedimenti draconiani per diminuire il consumo di petrolio e per evitare gli sprechi. In Italia il Duce Almirante vara un piano nazionale di “austerity economica” per il risparmio energetico che prevede il divieto di circolare in auto la domenica, la fine anticipata dei programmi televisivi, la riduzione dell'illuminazione stradale e commerciale. La crisi economica seguita a quella petrolifera finirà per accelerare la caduta del Fascismo.

    1974, 16 marzo: Carlo Alberto dalla Chiesa, leader dell'MFA, contatta segretamente la Regina Maria Josè di Sassonia-Coburgo-Gotha, ed ottiene l'appoggio della Corona alla rivoluzione antifascista, a patto che non venga messa in discussione l'istituzione monarchica.

    1974, 28 marzo: anche Papa Paolo VI, per mezzo del suo Segretario di Stato Cardinale Jean-Marie Villot, dà l'assenso all'abbattimento del Fascismo. Il grande giorno è fissato per il 25 aprile.

    1974, 23 aprile: i leader dell'MFA si accordano con Enzo Tortora, uno tra i più famosi conduttori televisivi italiani, affinché durante il programma musicale "Canzonissima", da lui condotto insieme a Mina, trasmetta la canzone "Nel blu dipinto di blu", divenuta la colonna sonora della resistenza antifascista, come segnale di avvio del golpe. Nonostante l'ascolto della canzone sia proibito dal Regime Fascista, Enzo Tortora se ne procura una copia in Svizzera.
    Ultima modifica di Cattivo; 26-10-11 alle 23:00

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    Predefinito Continuazione

    1974, 24 aprile: alle ore 22.45 Enzo Tortora manda in onda "Nel blu dipinto di blu", senza alcun preavviso, subito dopo un'esibizione canora di Mina; il presentatore si finge indignato, si scusa con i telespettatori e ai Commissari dell'OVRA dichiara che è probabilmente stato un tecnico del suono sovversivo a compiere quel blitz. Ma le operazioni militari dell'MFA sono ormai iniziate, con l'arresto di alti ufficiali fedeli al regime e l'occupazione di luoghi strategici, come gli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino.

    1974, 25 aprile: scatta la Rivoluzione delle Rose, come la ricorderà la storiografia antifascista. Alle ore 03.10 i ribelli prendono il controllo della stazione radiotelevisiva RAI di Milano, mentre si registrano movimenti di truppe verso Palazzo Venezia, sede del Duce, e le altre principali istituzioni governative. Alle 04.20 l'MFA rende pubblico il colpo di stato attraverso un comunicato radio. La fanteria occupa l'aeroporto militare di Ciampino e poi pone sotto assedio le sedi ministeriali. Almirante, che è stato informato della rivolta, chiama immediatamente le camice nere in suo soccorso. La fregata "Giuseppe Garibaldi" riceve l'ordine di bombardare le forze ribelli che hanno preso il controllo del Porto di Genova, ma si rifiuta di obbedire. Intanto un plotone di fascisti giunge a Roma ma si unisce ai ribelli. Contrariamente alle speranze di Dalla Chiesa, i ministri della difesa, dell'informazione, dell'interno, il capo di stato maggiore dell'esercito, della marina e il Podestà di Roma riescono a fuggire e a organizzare un comando lealista presso la caserma del 2º reggimento carristi. Per fortuna i soldati rifiutano ripetutamente di sparare sui loro commilitoni. Alle 09.35 il comando dell'MFA ordina ai militari di occupare il quartier generale della Milizia Fascista, dell'OVRA e dell'Opera Nazionale Balilla. Giorgio Almirante si vede circondato e abbandonato pressoché da tutti, e poco dopo viene arrestato. Alle 11.45, con l'appoggio della popolazione civile scesa in strada in massa, i ribelli lanciano un ultimatum, minacciando di aprire il fuoco contro il quartier generale della Milizia Fascista; i principali capi di quest'ultima sono costretti ad arrendersi ed è scortato fino alla caserma dei carabinieri, circondato dalla folla vociante. Alcuni elementi della polizia politica fascista sparano sulla folla che circonda il loro quartier generale, provocando una vittima e alcuni feriti; il popolo alza barricate contro i miliziani che tentano di andare a soccorrere i loro leader, e si combatte prima nelle strade di Roma, poi in quelle di molte altre città. Subito si vedono ricomparire simboli democristiani, liberali, socialisti e comunisti, tenuti nascosti per cinquant'anni, mentre i simboli fascisti vengono scalpellati via dai muri; in seguito al gesto di una fioraia, che ha regalato rose agli insorti, gli antifascisti portano una rosa all'occhiello, come simbolo del movimento di piazza, da cui il nome della Rivoluzione. Alle 13.00 Aldo Moro, che si trova in carcere a Regina Coeli, è liberato da artiglieri dell'MFA e condotto al Quirinale alla presenza di re Umberto II. Alle 14.40 il Sovrano si rivolge in collegamento televisivo alla Nazione, affermando che il tempo della dittatura fascista è scaduto, poiché essa ha condotto l'Italia alla povertà ed alla rovina, e che egli ha dato ai capi dell'MFA il mandato per abbattere lo stato totalitario e costruire uno Stato nuovo. Anche un comunicato di Radio Vaticana invita i fascisti ad arrendersi per non sparare contro i loro stessi connazionali. Alle 16.30 l'MFA annuncia di aver preso il controllo del paese. Si registrano intanto rivolte popolari anche in Albania, dove i golpisti godono di molto sostegno. Alle 21.00 le ultime camice nere per strada si arrendono ai carabinieri, mentre i paracadutisti dell'MFA costringono alla resa i gerarchi che con i loro scherani si erano asserragliati dentro il Ministero della Difesa. La cessazione di tutti i combattimenti segna la vittoria dell'MFA. Alle 23.20 Re Umberto II promulga la legge numero 1 del 25 aprile 1974, che decreta la destituzione dei dirigenti fascisti, lo scioglimento del Gran Consiglio del Fascismo, della Camera dei Deputati e del Senato, la dissoluzione del Partito Nazionale Fascista, della Milizia Fascista, dell'Opera Nazionale Balilla e di tutte le altre associazioni di regime; essa prevede inoltre il passaggio dei poteri alla Giunta di Salvezza Nazionale, composta da membri dell'MFA e capeggiata da Dalla Chiesa, che è promosso Generale, in attesa di libere elezioni e della costituzione di un governo di civili. Per tutta la notte si susseguono canti, balli e scene di giubilo nelle principali piazze italiane: la dittatura fascista è finita.

    1974, 26 aprile: il leader sovietico Leonid Breznev è il primo a congratularsi con gli italiani per aver abbattuto la dittatura fascista, e a riconoscere il nuovo corso a Roma; anche Tito annuncia nuovi rapporti amichevoli con la vicina Penisola. Come primo gesto di buona volontà, Re Umberto II abroga definitivamente la pena di morte in Italia. Viene poi tolto il bavaglio ai mezzi di comunicazione e vengono liberati i prigionieri politici dalle carceri e dai luoghi di confino. Il leader socialista Pietro Nenni, il comunista Pietro Ingrao e il democristiano Paolo Emilio Taviani rientrano finalmente dall'esilio ed iniziano ad organizzare i Partiti antifascisti. Il 25 aprile diventa Festa Nazionale in Italia.

    1974, 1 maggio: la Festa del Lavoro viene celebrata per la prima volta legalmente in Italia dopo oltre cinquant'anni, in Piazza San Giovanni a Roma si raduna oltre un milione di persone.

    1974, 2 maggio: Giorgio Almirante è processato per direttissima con altri alti gerarchi del suo Regime e condannato all'ergastolo. Almirante si spegnerà il 22 maggio 1988, senza aver mai ammesso che la sua politica è stata totalmente fallimentare.

    1974, 28 settembre: pressato dai partiti politici antifascisti e dalla Chiesa, Re Umberto II di Savoia forma il primo governo civile dopo la fine della dittatura, affidando ad Aldo Moro il compito di presiederlo. Si tratta di un governo di unità nazionale di cui fanno parte il socialista Francesco de Martino come Ministro dell'Interno, il democristiano Mariano Rumor come Ministro degli Esteri, il comunista Enrico Berlinguer come Ministro del Lavoro, il democristiano Emilio Colombo come Ministro del Tesoro e del Bilancio, il Socialdemocratico Giuseppe Saragat come Ministro dell'Industria, il Repubblicano Oronzo Reale come Ministro di Grazia e Giustizia, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, leader dell'MFA, come Ministro della Difesa, il Liberale Giovanni Francesco Malagodi come Ministro dei Lavori Pubblici, Alfredo Covelli, leader del Partito Nazionale Monarchico, come Ministro della Pubblica Istruzione.

    1974, 15 novembre: il governo Moro convoca libere elezioni per l'Assemblea Costituente per il successivo 25 maggio. Nessuno mette in discussione l'istituto monarchico, tranne il Partito Repubblicano ed una parte del Partito Comunista.

    1974, 31 dicembre: la città di Littoria riceve il nuovo nome di Latina.

    1975, 1 gennaio: vengono istituite le 22 Regioni Italiane: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Istria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Lucania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Valle d'Aosta, Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Dalmazia, Sicilia e Sardegna sono le Regioni a Statuto Speciale. Viene introdotto il bilinguismo italo-francese in Valle d'Aosta, italo-tedesco in Alto Adige, italo-sloveno in Friuli-Venezia Giulia e Istria, italo-croato in Dalmazia: nelle scuole è introdotto lo studio della seconda lingua, i cartelli stradali in queste regioni devono essere bilingui e sono varati programmi radiofonici e televisivi in francese, tedesco, sloveno e croato. Le minoranze linguistiche hanno inoltre seggi riservati nella Camera dei Deputati.

    1975, 1 marzo: in seguito a referendum, Slovenia e Albania ottengono l'indipendenza dall'Italia e si costituiscono come repubbliche indipendenti.

    1975, 20 marzo - 18 aprile: la Somalia ottiene l'indipendenza dall'Italia per la caduta del Regime Fascista. Mohamed Siad Barre proclama la Repubblica Popolare di Somalia, ispirata a principi marxisti; ma, siccome la Somalia rivendica l'Ogaden etiopico, e l'Etiopia è sostenuta dai sovietici, Siad Barre stringe alleanza con Italia, Regno Unito e USA. Tiranno illuminato, decreta l'uguaglianza di tutti i cittadini, uomini e donne, in una società arcaica e maschilista, instaura un sistema di cure mediche gratuite e rende obbligatoria e gratuita l' istruzione scolastica. Ai coloni italiani è permesso di restare, prendendo anche la cittadinanza somala.
    Dopo la Rivoluzione delle Rose, l'Etiopia ottiene l'indipendenza dall'Italia. Il Colonnello Mengistu Haile Mariam, leader del Derg, instaura un regime comunista sostenuto dall'URSS; molti coloni italiani sono costretti alla fuga, rientrando precipitosamente in Italia.
    L'Eritrea invece sceglie di rimanere sotto l'amministrazione italiana come il Dodecaneso e rimane l'unica regione civilizzata (e anche molto turistica da questi anni in poi), la popolazione italiana si attesta al 60% dei residenti.
    In Libia invece un certo Gheddafi per vendicare la presenza italiana per troppi decenni nel suo paese, prende il potere a Tripoli ed impedisce ai Senussi di instaurare una monarchia parlamentare e proclamata una repubblica socialista araba libica ostile all'Occidente.
    Il Dodecaneso con un referendum si riannette alla Grecia tranne l'isola di Rodi, che rimane regione d'oltremare italiana, le Regioni diventano 24.

    1975, prime elezioni libere in Italia indette dal Primo Ministro Aldo Moro.
    Ultima modifica di Cattivo; 26-10-11 alle 23:07

  3. #3
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    Predefinito Rif: Elezioni nel Regno d'Italia post-fascista: 1977

    uno scenario iniziato bene che finisce male con Moro... vabbè comunque io resto fedele alla monarchia e voto per il PNM
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 27-10-11 alle 10:50
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  4. #4
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    Due semplici appunti:
    1)Pallante non è mai stato fascista: nella timeline originale era un partigiano dei fazzoletti azzurri.
    1)Proseguiamo l'occupazione libica fino al 1975 e non scopriamo il petrolio? L'ENI aveva molto migliorato le tecniche di prospezione: estremamente improbabile che non sarebbe saltato fuori.
    .
    L'ultimo uomo ad essere entrato in Parlamento con intenzioni oneste.

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Elezioni nel Regno d'Italia post-fascista: 1977

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Due semplici appunti:
    1)Pallante non è mai stato fascista: nella timeline originale era un partigiano dei fazzoletti azzurri.
    1)Proseguiamo l'occupazione libica fino al 1975 e non scopriamo il petrolio? L'ENI aveva molto migliorato le tecniche di prospezione: estremamente improbabile che non sarebbe saltato fuori.
    L'annuncio dell'esistenza del petrolio in Libia fu dato già nel corso della guerra.
    Ovvero si sapeva già da tempo, ma non se ne poteva parlare causa minacce inglesi. In questo contesto va anche l'assassinio di Matteotti.

    In pratica la nostra partecipazione alla guerra fu tra altre cose anche un tentativo di sottrarsi al giogo inglese per poter utilizzare il petrolio libico in maniera autonoma.

    Ad ogni modo in questo scenario resto fedele al Duce e mi do alla lotta armata.
    Ultima modifica di Perseo; 28-10-11 alle 09:47

  6. #6
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    Predefinito Rif: Elezioni nel Regno d'Italia post-fascista: 1977

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    L'annuncio dell'esistenza del petrolio in Libia fu dato già nel corso della guerra.
    Ovvero si sapeva già da tempo, ma non se ne poteva parlare causa minacce inglesi. In questo contesto va anche l'assassinio di Matteotti.

    In pratica la nostra partecipazione alla guerra fu tra altre cose anche un tentativo di sottrarsi al giogo inglese per poter utilizzare il petrolio libico in maniera autonoma.

    Ad ogni modo in questo scenario resto fedele al Duce e mi do alla lotta armata.
    io non capisco ancora quelli che riescono a trovare giustificazioni alla guerra, visto che i motivi mi sfuggono, se non la mania di grandezza di Mussolini
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  7. #7
    Nichilismo Cristiano
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    Predefinito Rif: Elezioni nel Regno d'Italia post-fascista: 1977

    Ribellarsi contro il governo mondiale delle banche è un dovere.
    Quando si combatte per dovere non ha più nessuna importanza il fatto che ci siano o non ci siano possibilità di riuscita.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Ribellarsi contro il governo mondiale delle banche è un dovere.
    Quando si combatte per dovere non ha più nessuna importanza il fatto che ci siano o non ci siano possibilità di riuscita.
    Ma Mussolini doveva pensare a continuare le opere intraprese e al bene del suo popolo e con la neutralità tutti i paesi in guerra ci avrebbero riempito di soldi per comprare le armi, i mezzi di trasporto, usare le nostre navi, depositato i soldi al sicuro da noi

    le banche mondiali se ne sono fatte un baffo dell'entrata in guerra dell'Italia, anzi ci hanno gudagnato prestando soldi allo stato che ne aveva disperatamente bisogno

    Ci rendiamo conto della follia di una guerra?
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 28-10-11 alle 11:31
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Due semplici appunti:
    1)Pallante non è mai stato fascista: nella timeline originale era un partigiano dei fazzoletti azzurri.
    1)Proseguiamo l'occupazione libica fino al 1975 e non scopriamo il petrolio? L'ENI aveva molto migliorato le tecniche di prospezione: estremamente improbabile che non sarebbe saltato fuori.
    Il Regime Fascista di questa Timeline è talmente retrogrado ad aver mantenuto ancora per decenni tecniche d'estrazione ormai sorpassate.
    In più Pallante era un ultramonarchico che non disdegnava un'alleanza politica tra monarchici ed ex fascisti.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Elezioni nel Regno d'Italia post-fascista: 1977

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Ribellarsi contro il governo mondiale delle banche è un dovere.
    Quando si combatte per dovere non ha più nessuna importanza il fatto che ci siano o non ci siano possibilità di riuscita.
    L'ho letta due volte......anche tre.
    Concordo.
    E' per questo che sarebbe auspicabile impegnarsi soltanto nella ""buona guerra" col "nemico ingiusto".
    Oppure accettare la sopraffazione come metodo.
    Non è facile rendere accettabile la seconda ipotesi.
    Anche le guerre hanno motivi indichiarabili.
    E' un discorso difficile, obbliga a guardarsi allo specchio senza veli.
    Non è da tutti dotarsi dello stomaco adatto.
    Così mi pare che il governo mondiale delle banche sia un buon nemico
    Riproviamoci.
    La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
    Restauriamo la Monarchia.
    Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.

 

 
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