Lo scenario - L'idea di un esecutivo di transizione, inoltre, potrebbe paradossalmente - si prenda l'espressione con le pinze... - mettere tutti d'accordo. Senza nemmeno considerare il mantra del Pd che invoca (verrebbe da dire da quasi un ventennio) le dimissioni di Berlusconi, va tenuto conto della posizione del Terzo Polo, unanime nell'apertura alla riforma delle pensioni: una maggioranza per mettere mano al sistema previdenziale - Lega esclusa -potrebbe essere costruita con i voti dei centristi e con quelli di alcune frange del Partito Democratico. Inoltre, l'ipotesi delle urne (che seguirebbero il governo tecnico, magari subito dopo la riforma delle pensioni), nonostante i proclama di Bossi e Berlusconi farebbe comodo a tutti. Al primo perché potrebbe ritrovare un briciolo d'intesa con la sua base, sventolando la sua intransigenza sul sistema previdenziale. Al secondo poiché potrebbe mettere subito mano al progetto di un nuovo Pdl, con un nuovo nome e una "generazione di quarantenni" nei posti chiave del partito. Infine, il tempo necessario a un governissimo per mettere mano alla riforma previdenziale potrebbe estinguere i margini per agire subito sulla riforma elettorale. Le liste bloccate, infatti, vengono sdegnosamente rinengate da tutti i partiti, ma per gli stessi partiti (Lega, Bossi e 'cerchisti' in primis) ripristinare le preferenze equivarrebbe a un pericoloso esame di fronte all'elettorato.
Tensioni nella maggioranza Stallo tra Silvio e Umberto - berlusconi, bossi, elezioni anticipate, governo tecnico, letta, schifani - Libero-News.it




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