POLITICA
Cofferati: «E’ proprio vero, la forza di Berlusconi è nella debolezza del centrosinistra»
intervista di Roberto Farneti
Sergio Cofferati, la lettera di intenti del governo italiano all'Europa ha ricompattato i sindacati, che minacciano lo sciopero generale. Secondo Susanna Camusso in quella missiva «non c'è nulla che riguarda la crescita, non c'è nessuna risposta positiva per l'Italia». Immagino che questa volta tu sia d'accordo con la segretaria della Cgil.
Sì, è così. Nella lettera all'Europa vi sono ipotesi - peraltro di difficilissima attuazione - che però sostanzialmente attengono solo al debito e al suo contenimento. Quella lettera rafforza la linea politica sbagliata del Consiglio d'Europa, confermata dal vertice di due giorni fa, orientata alla stabilità senza crescita. Credo sia stata apprezzata anche per questo.
Però il fatto che la Ue abbia accolto positivamente la lettera dell'Italia non costituisce un'ipoteca sull'azione del prossimo governo? Anche se il centrosinistra vincesse, non sarebbe in qualche modo obbligato a dar seguito a quegli impegni?
Nessun obbligo. Un governo degno di questo nome e anche con il giusto livello di autonomia può pretendere di rinegoziare qualsiasi cosa con Bruxelles, proponendo soluzioni del tutto diverse da quelle che l'Europa indica. Tra l'altro è possibile che in un arco di tempo breve gli equilibri politici in Europa cambino profondamente, se le prossime elezioni in Francia le vincessero i socialisti e lo stesso accadesse in Germania con verdi e socialdemocratici. Per cui il nuovo governo italiano - se si dovesse andare a votare, come è probabile e come spero, nella prossima primavera - potrebbe trovare in Europa altri interlocutori con a cuore il tema "stabilità con la crescita".
Il ministro Sacconi sostiene che rendere più facili i licenziamenti favorisce la naturale propensione delle imprese ad assumere. Che fondamento ha questa tesi?
Nessuno. E' una cosa del tutto insensata. Le aziende assumono quando hanno bisogno di produrre. Viceversa, possono ridurre il personale in virtù di esigenze economiche o organizzative. I fatti parlano chiaro: nel 2002 noi battemmo il tentativo di smantellare l'articolo 18; fino al 2008 l'economia italiana è cresciuta e l'occupazione è aumentata.
A dire il vero, è cresciuta molto l'occupazione precaria...
Sì, ma perché sono state fatte leggi che, invece di favorire la flessibilità, hanno stimolato la precarizzazione del lavoro. Faccio un esempio: un contratto a tempo determinato è del tutto naturale che sia disponibile e venga usato da un'impresa. Ma se quella impresa per la stessa posizione lavorativa fa sei contratti a tempo determinato di seguito è chiaro che sta precarizzando il lavoro. Nella lettera all'Europa è però prevista anche una stretta sui contratti parasubordinati... Uno specchietto per le allodole per giustificare i licenziamenti. Sulla precarizzazione dei rapporti di lavoro, che è tema vecchio, questo governo non ha fatto nulla in questi quattro anni. Come si può credergli adesso?
Purtroppo il centrosinistra non sembra in grado di offrire al paese una proposta alternativa chiara. Lo stesso Pd, il tuo partito, oscilla tra chi considera la lettera della Bce una base da cui partire per governare e chi invece ne sottolinea gli aspetti negativi, antipopolari. Berlusconi ha detto che la norma sui licenziamenti facili è ispirata alla proposta di legge Ichino, che è senatore del Pd. La forza di Berlusconi è nella debolezza del centrosinistra?
Senza dubbio. Nel centrosinistra e in particolare nel Pd c'è una pletora di opinioni diverse che lo rendono più debole in una fase come questa. Io considero la lettera della Bce un fatto gravissimo. La Bce deve essere determinata e tempestiva nel segnalare quando un paese ha i conti fuori controllo, guai se non lo facesse. Ma non può indicare quali misure assumere, perché questo riguarda la politica di un paese. Dopodichè faccio sommessamente notare a coloro che nel Pd apprezzano la lettera della Bce, che quei contenuti sono profondamente diversi dalle proposte che il Pd stesso ha fatto in Parlamento e nel dibattito politico. Perché nella lettera della Bce non c'è scritto che bisogna tassare le grandi ricchezze e i patrimoni? E' chiaro che in quella missiva non c'è soltanto una ingerenza indebita, c'è anche una linea politica.
Secondo un tuo collega di partito, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, è giusto alzare l'età pensionabile, se questo permette di costruire un asilo nido in più.
In primo luogo il sistema previdenziale italiano non ha bisogno di interventi correttivi per quanto riguarda la sua tenuta. Perché la riforma Dini ha risolto i problemi che preesistevano. Gli interventi che vengono invocati adesso hanno come obiettivo non di evitare il crollo di un sistema tra i più stabili in Europa, ma quello di far cassa. E' necessario far cassa con le pensioni? Io penso di no, penso che ci siano molte altre strade.
L'Ue pare pensarla diversamente...
Oggi la Francia ha un sistema previdenziale che prevede il pensionamento a 62 anni. Perché la Bce o l'Europa non chiedono a Parigi di adeguarsi e invece lo dicono a noi? Per la nostra debolezza politica, per la mancanza di autorevolezza del governo italiano. Quindi prima Berlusconi se ne va e meglio é.
in data:29/10/2011
Cofferati: «E
Grande Sergio :giagia:





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