Il primo terrorista è Maurizio Sacconi

Domenica 30 Ottobre 2011 22:13



Era una figura che francamente mancava al panorama politico italiano: il ministro della paura. Ma l’esecutivo targato Berlusconi ha rimediato alla carenza. Maurizio Sacconi, titolare di un dicastero molto delicato come il welfare, in un momento di tensione come questo alza il tiro e anziché ragionare nel merito delle proposte sul lavoro, come quella avanzata dal senatore Ichino, non trova di meglio da fare che inquinare le acque, agitare vecchi fantasmi, giocare la carta del “terrore”. Quando il titolare del welfare richiama il rischio che le tensioni possano portare a una nuova stagione di terrorismo, non fa altro che avvalorare la tesi di un’azione politica governata dalla paura, anziché dalla responsabilità e dalla ragionevolezza. Se anche fosse vero, se anche ci fossero gli elementi, un uomo di Stato non dovrebbe parlarne in televisione. Ma evidentemente lo scopo del "responsabile" Sacconi è creare tensione, paura, con evidenti finalità politiche, benefiche - nella sua visione - per le sorti di un governo ormai in via di dissoluzione. E così il ministro diventa il primo terrorista della sua paventata stagione delle ombre.

Voler alzare le barricate pompando adrenalina in una società già isterica e gravata dal peso della crisi, non è certamente ciò che serve oggi all’Italia. Sacconi fa il ministro della paura, dunque, e intervistato da Sky sottolinea ciò che potrebbe essere un ponte verso qualche esponente dell'opposizione, come dimostra l’intervento del senatore Pietro Ichino su Libero, la cui riforma era già stata citata dallo stesso Berlusconi come riferimento possibile. Il governo deve fronteggiare la ritrovata unità dei sindacati contro la legge sui licenziamenti, i calcoli basati sui numeri del dramma sociale in atto sulle possibili conseguenze in termini di occupazione delle misure di liberalizzazione, il decisivo e pericoloso segna le dei mercati sui titoli di Stato con i Btp venduti a rendimenti sulla soglia della bancarotta. Senza dimenticare il vero vulnus della frattura tra Pdl e Lega: le pensioni. Ovvio che le reazioni alle dichiarazioni di Sacconi non siano di minore tenore. Come quella del segretario del maggior sindacato italiano, Susanna Camusso che, ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora, si auspica che il ministro «abbia elementi e non inquini un clima». Ecco, di un’altra dose di paura e di ministri che si esercitano nel terrorismo verbale, il paese proprio non aveva bisogno.
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