
Originariamente Scritto da
carlomartello
L'econazionalismo è quella via che rifiuta implicazioni di ordine strettamente biologico nella defizione della nazione, ma la allarga all'intero ecosistema, includendovi gli esseri viventi, il paesaggio, la cultura umana e ogni altro elemento legato al territorio nativo, parola dalla quale deriva etimologicamente il termine stesso di nazione. Tesi econazionaliste, per esempio, prendono corpo e consistenza tra i nazionalisti Sardegna del partito politico Sardigna Natzione Indipendentzia e gli econazionalisti insubri raccolti nel movimento d'opinione di Doma Nunch, così come, per alcuni aspetti, nei movimenti Venetismo.
Partendo dalla considerazione che terra può essere associata all'idea di madre e che l'uomo e i viventi sono suoi figli, gli econazionalisti condividono, seppur accettando appieno la modernità, una concezione della terra del tutto simile a quella degli indiani d'America; la terra, infatti, non apparterrebbe all'uomo ma sarebbe l'uomo ad appartenere alla terra in cui nasce. Similmente ritengono importante il sostrato culturale apportato dalle religioni native europee, ispirandosi di volta in volta ai culti locali, come quelli del megalitismo sardo nuragici o di matrice celtica e al mito della Dea Madre, difusa nella preistoria in tutto il bacino del mediterraneo e in diverse parti dell'Europa e del mondo.
Gli econazionalisti rigettano le tesi discriminatorie di ordine razziale, religioso, politico e sessuale, e indagano invece sul comportamento delle comunità umane in relazione all'ambiente e all'ecosistema nel quale sono inseriti e si sono sviluppate. I caratteri somatici geneticamente ereditati, costituiscono patrimonio della nazione esattamente come un monumento, una cattedrale o come un bene naturale o un reperto archivistico culturale.
Per econazionalismo si intende quindi l'acquisizione di una forma evoluta di autoconsapevolezza di sé da parte di un gruppo di individui appartenenti a una comunità naturale (la nazione) che accetta di esistere sia in relazione a fattori di tipo culturale ma anche e soprattutto in rapporto a fattori di tipo ambientale. L'econazionalismo considera gli individui e le organizzazioni sociali umane come parte integrante dell'ecosistema globale. Secondo il pensiero econazionalista la nazione costituisce un ecosistema complesso prodotto da milioni di anni di evoluzione e da decine di millenni di interazioni tra uomo e ambiente. L'uomo non sfugge quindi alle leggi della natura e non può alterare i suoi equilibri millenari senza subirne irreparabili danni.
In ragione di questo tipo di valutazioni l'esistenza della diversità etnica e linguistica richiederebbe una tutela con metodi scientifici ispirati e applicati alla tutela e alla salvaguardia delle specie del regno animale e vegetale. L'econazionalismo considera l'individuo e conseguentemente la nazione indissolubilmente legati alla terra che li ha accolti da un legame di tipo affettivo e spirituale che come un delicato ecosistema non deve per nessun motivo venire alterato.
I meccanismi di emigrazione e di immigrazione costituirebbero delle normali e accettabili variabili numeriche solo se contenute nei limiti di proporzioni accettabili tra popolazione indigena e popolazione allogena e l'alterazione di questi equilibri produrrebbe conflitti sociali, danni ambientali e sradicamento identitario degli individui.
Pur riconoscendo la necessità di politiche di tutela ambientale, gli econazionalisti rifiutano il concetto di "Parco Nazionale" assimilabile a quello di riserva indiana dove rinchiudere il
buon selvaggio.
Econazionalismo - Wikipedia
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