Un pericolo è in agguato per chi fa dell'informazione antagonista: la nazificazione dei temi rivoluzionari, immediatamente imparentata con la complottistizzazione.
Non è un'operazione istituzionale ma al contrario un semplice e banale quanto distruttivo atteggiamento di chi crede nella bontà dell'Occidente.
Se consideriamo cosa il nazismo o il fascismo rappresentano nell'immaginario collettivo (non mi riferisco evidentemente al nazismo e al fascismo storici, coi loro meriti e i loro demeriti, ma alla loro proiezione poststorica in chiave ideologica) l'attribuzione dell'etichetta "nazista" a qualcuno marchia quest ultimo in modo negativo.
E lo stesso avviene non solo sulle persone ma sui temi di discussione, particolarmente su internet.
La conseguenza della nazificazione o complottistizzazione di un argomento è che quel discorso viene escluso da un ampio dibattito pubblico rimanendo confinato in un contesto "di nicchia" che, più che essere privo di condizionamenti ideologici, si guarda a monte dall'ideologicizzare le cose.
Esempi efficaci di questa comunicazione sono la nazificazione della sovranità monetaria, del differenzialismo, della decrescita, dell'autosufficienza economica (autarchia...), del nuovo ordine mondiale. Bollati come tipicamente "nazisti", questi discorsi vengono rigettati a priori da gran parte della gente che non vuole dare spazio e men che meno dare appoggio a temi la cui paternità è stata arbitrariamente attribuita al nazismo o al fascismo.
Si tratta di un'operazione doppiamente assurda. Primo perché molti di questi temi (differenzialismo, decrescita, nuovo ordine mondiale) non hanno alcuna attinenza al nazifascismo novecentesco, mentre se alcuni di questi ce l'hanno (sovranità monetaria o autarchia) ciò non toglie che non se ne possa discutere indipendentemente dal retaggio storico e soprattuto, se si condividono questi temi, che si tratta al limite di meriti attribuibili alle due ideologie al di là di ogni blocco mentale-ideologico. E secondo perché termini come "nazista", "fascista", "complottista" per me non implicano alcun giudizio di valore ma servono solo a indicare l'accostamento di qualcuno a un certo pensiero senza che questo qualcuno, in quanto nazifascista, possa essere giudicato "buono" o "cattivo": e sono proprio queste due le categorie, gli attributi che sarebbe meglio accostare a un discorso, così da essere meno ideologici e molto, molto più sostanziali.