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    Blut und Boden
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    Predefinito Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    Celti e Germani erano un unico popolo per gli studiosi Greci e Romani, Cesare escluso

    222 a.C. A primavera i Romani invadono nuovamente il territorio degli Insubri ed assediano Acherra, alla confluenza fra Adda e Serio. Gli insubri invadono il territorio degli Anari, sotto controllo romano, e assediano Casteggio, Clastidium sulla riva del Po. Il console Marcello sbaraglia i Celti per poi riunirsi al collega Cornelio Scipione e riprendere l'assedio ad Acherra-Acerrae. Gli Insubri, coadiuvati dai Gesati della valle del Rodano guidati dal re Virdomaro, si apprestano a respingere l'attacco romano. I consoli Gneo Cornelio Scipione e M. Claudio Marcello avanzano verso l'Adda e assediano Acerrae (Pizzighettone) per entrare nel territorio insubre. Eliminato con un'improvvisa diversione l'esercito dei Gesati (a seguito dell'uccisione del loro Re), il conflitto si sposta a Milano, che viene occupata dai Romani - secondo alcuni storici guidati da Scipione, per la leggenda locale dal console Marcello. L'evento segna l'ingresso ufficiale romano a Milano.

    Nel mondo greco-romano il nome "Germani" compare per la prima volta nei Fasti Triumphales che sotto l'anno 222 a.C. ricordano il trionfo di Claudio Marcello "de Galleis Insubribus et Germ (an) eis)".
    In effetti i gesati, che provenivano dalla valle del Rodano, e combattevano al fianco degli Insubri, ben corrispondevano all'idea dei Germani che gli antichi romani e greci avevano di questi popoli. In un frammento anonimo risalente al 200 a.C. di un'operetta pseudo-aristotelica De mirabilibus auscultationibus composta nell'ambiente di Cratete di Mallo si parla ancora di Germani (è contenuto in un lemma di Stefano di Bisanzio del VI sec. d.C.
    Posidonio, il grande etnografo di cultura greca (nato in Siria) fors eil 135 a.C. e morto nel 40 a.C. (!) "di sicuro non li distingue (i Germani) dai Celti" (Miska Ruggeri, Posidonio e i Celti, Firenze Atheneum, 2000, pag. 92)..
    Cesare, che distingue fra i Cimbri, predecessori dei Germani di Ariovisto, e i celtici Elvezi. "è il primo a sostenere, con un'accuratezza sbalorditiva, che il Reno si divide in due mondi, quello celtico e quello germanico, e che i Germani sono un popolo completamente diverso dai Celti ... Certo ciò ha una motivazione politica: mostra come egli si sia volutamente fermato al Reno (Celti di La Tene in realtà abitavano entrambe le sponde del fiume), sottomettendo l'intero mondo gallico e spezzando l'alleanza tra Celti e Germani" (pag. 93 op.cit.).
    Ma l'interessata affermazione di Cesare rimane pressochè isolata, nel mondo della cultura classica: "se la distinzione tra Cimbri e Celti viene accolta da Augusto, che nelle Res Gestae pone i Cimbri tra i popoli dei Germani, in linea generale, invece, la rivoluzionaria teoria cesariana provoca la reazione degli storici e dei geografi sia greci che latini: Salustio, Diodoro, Strabone, Dionigi di Alicarnasso, Giuseppe Flavio, Appiano, Cassio Dione, Zosimo, e Giovanni Antiocheno mostrano di non accettare la netta divisione di Cesare.
    Sallustio, scrivendo attorno al 40 a.C., ritiene gallica la minaccia germanica del 105. Diodoro nella sua etnografia celtica parla semplicemente di Celti e Galli, chiamati tutti Galli dai romani; in essi egli include tutti i popoli del Nord Europa fino alla Scizia, Cimbri compresi (V, 32. 1-5) ..

    Strabone (IV, 4,2) all'inizio della sezione dedicata all'etnografia celtica distingue, forse influenzato da Cesare, Germani e Germania dai Galli (o dai Celti), asserendo comunque che sono tutti simili per natura e per organizzazione politica ('e sono del resto tra loro consaguinei' scrive esplicitamente, n.d.r.), imparentati tra loro e abitanti regioni confinanti separate solo dal Reno: la Germania sembra differenziarsi solo per la collocazione geografica più settentrionale.
    In VII, 1,2, Strabone non considera Celti e Germani etnicamente differenti, anzi ritiene i Germani i più puri, primitivi, barbari e selvaggi di tutti i cleti. Essi, con la loro vita dura e aspra, sono una sorta di 'fossil' culturale utilizzabile per ricostruire le caratteristiche degli antichi celti: la differenza esistente tra Germani e Celti sarebbe dovuta semplicemente alla romanizzazione della Gallia con il conseguente incivilimento delle tribù celtiche.
    Se per Cesare è originaria la differenza, per Strabone invece lo è l'affinità tra questi due popoli...
    Dionigi di Alicarnasso (Antichità Romane, XIV, 1,2) divide la Celtica in Galazia a sinistra del Reno e Germania a destra.
    Appiano scrive una Celtica, ma non una Germania. Dione Cassio usa sempre celti per i Celti transrenani e Galazia per i celti cisrenani; di Germani parla solamente in LIII, 12, 6, identificandoli coni Celti della Germania Inferiore e Superiore, e in LXXXXII; 3, 5, dove il termine si riferisce alle poplazioni nordiche in genere.
    La teoria della celticità dei Germani è molto forte nel mondo greco e deriva necessariamente da Posidonio.
    Solo basandosi sulla grande autorità di un etnografo come Posidonio, Sallustio, Strabone e gli altri avrebbero potuto rigettare la teoria 'distintiva' di Cesare.
    SIgnificativo è sopratutto il caso del cesariano Sallustio, fortemente impegnato a difendere l'operato politico e la condotta morale di Cesare (anche in occasione della congiura di Catilina) , ma che non esita, da lettore e ammiratore di Posidonio qual'è, a rigettare la teoria cesariana sui germani" (op. cit. pagg. 93.94).
    Io credo che se in mod così univoco tanti autorevoli studiosi del mondo classico cogliessero Germani e Celti come parti di un'unico popolo, deve esserci al fondo qualcosa di vero che non è ancora statoancora adeguatamente indagato.
    Sicuramente questa fortissima affinità doveva sussistere per tutti i germania diretto contatto con i celti. Il Reno non era un confine, se non per i romani. La cultura celtica è nata, anche, nella parte meridionale dell'attuale Germania. Per i celti i fiumi erano mezzi di contatto, non di divisione. Mi sembra tutto molto interessante ...


    Una interessante deduzione da Venceslas KRUTA La Grande storia dei celti, Newton & Compton edizioni Roma 2003: ... rilevanti conclusioni possiamo dedurre dal caso di un celta tradito dal suo nome, Boiorige (Boiorix, re dei Boi, in Tito Livio, Per. 67, PLutarco, Mario, 25,3; Florus Epit. Gest. Rom. III; Orosio, Hist. V, 16), uno dei condottieri dell'esercito dei Cimbri (popolazione germanica originaria dello Jutland), ucciso nella battaglia di Vercelli del 101 a.C. Siccome la presenza di un individuo isolato del suo rango appare altrettanto improponibile dell'adozione del nome da parte di un capo germanico, sembra quindi che un contingente di Boi abbia partecipato alla spedizione contro l'Italia, forse col riposto pensiero di prendersi la rivincita su Roma e recuperare i territori cispadani persi 80 anni prima. Questa partecipazione dei Boi non è mai stata evocata altrimenti nelle fonti, che si accontentano di parlare del conflitto che avrebbe opposto i Boi ai Cimbri all'inizio delle loro peregrinazioni attraverso l'Europa. Perciò, solo un nome di persona consente forse di chiarire uno dei numerosi aspetti rimasti oscuri nel conflitto che impegnò per più di un decennio le legioni romane contro una coalizionee di Celti e Germani (pag. 82). Questa dei Cimbri, difatti, resta una spedizione i cui esatti contorni non erano ancora stati ben chiariti...

    http://www.celticworld.it/phorum/rea...13,58567,58574
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    La Sapienza di Avalon (Brian Bates)

    "La rugiada lunare era un liquido sacro. Si spargeva sulla Terra di notte e traboccava dal nutrimento giornaliero che veniva provvisto all' Albero del Mondo dalle Sorelle del Wyrd, tre esseri sacri che simboleggiavano il cuore del cosmo. Poiché le api sciamanti vengono descritte nell'antica letteratura europea come le Sorelle del Wyrd, il miele può forse essere un immagine della loro presenza alimentatrice. Miele e latte sono offerte presentate alla Terra in molte società antiche e ad essi gli anglosassoni aggiungevano lievito e olio [...] tutti ingredienti usati nella cottura e nella fermentazione, ossia in processi in cui i prodotti della terra venivano preparati e trasformati perché gli uomini potessero mangiare e bere. Questo incantesimo rituale assomiglia a una ricetta, con consigli sui modi in cui gli ingredienti devono essere combinati per ottenere il miglior risultato." [La Sapienza di Avalon, pag. 71]

    Nelle foreste d'Europa era fiorita, almeno fino a mille anni fa, una sapienza singolarmente affine alla visione del mondo del Tao, del Tantra o degli indiani d'America. E' la saggezza degli sciamani celtici, anglosassoni e scandinavi, rivelata da Brian Bates nel romanzo La via del Wyrd e in questo libro ripresa e approfondita in una chiara e accurata forma saggistica.
    Grazie alla vivida descrizione di Bates torna alla luce un mondo animato da forze creative e vitali, un mondo perduto come la terra di Avalon dove viene condotto il morente Artù.

    Autore: Brian Bates

    Titolo: La Sapienza di Avalon

    Edizioni: Rizzoli

    ISBN 88-17-86024-7

    Note: Abbinato al libro troverete un CD con musiche originali suonate e composte da Nick Mc Leod, per accompagnare la lettura.

    http://www.celticworld.it/sh_wiki.ph...h_art&iart=671
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  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    Wyrd

    Etimologia
    Wyrd, dall'antico inglese Wurdiz e dal proto germanico Wrti, derivante dalla stessa radice proto indoeuropea del verbo latino Vertere (girare) e del sostantivo Vertigo, entrambi serbanti il concetto di Spirale.

    Riferimenti storici: dai Druidi agli Sciamani
    Quando l'imperatore Costantino III nel 407, ritirò le restanti unità della guarnigione britannica, la Britannia Romana giunse alla sua fine. Gli abitanti vennero costretti a badare alla propria difesa e al proprio governo - un fatto reso chiaro in un documento che l'Imperatore Flavio Augusto Onorio mandò loro nel 410 d.C.- rimanendo in balia degli invasori Angli, che, insieme con poche tribù sassoni, lasciarono le loro sedi per migrare in Britannia nel V-VI secolo (449 secondo la Cronaca anglosassone), fondando i regni di East Anglia, Northumbria e Mercia. Lo scenario che si presentava agli invasori era quello di una terra violata nella sua identità culturale da anni di dominazione romana, che aveva imposto la sua lingua, usi e costumi, e in quella religiosa, essendo ormai stati sterminati i druidi ed essendosi insediato il Cristianesimo. La naturale conseguenza fu che, non appena emerse la natura olistica e animistica della religione anglosassone, lo sciamanesimo si sostituì al druidismo, con il quale presentava moltissimi punti in comune.

    Cos'è il Wyrd
    Come molte altre religioni native Europee, lo sciamanesimo anglosassone si esprimeva in forma di politeismo, il riconoscimento della molteplicità delle forze Divine che esistono, inseparabili dall'umanità, all'interno della Natura concepita come il grandioso arazzo di poteri intrecciati, degli elementi e degli esseri viventi.
    Al di sopra di tutti gli Dei e le Dee, ma tuttavia comprendendo tutti loro (così come la Natura contiene tutti i mortali e gli esseri viventi) esisteva il Fato, chiamato "Wyrd", il grande mistero che guidava l'intreccio dell'arazzo, causa e fine estremo di tutto. L' intero intreccio della realtà era sacro. Niente veniva escluso da questa visione e ciò che fosse ritenuto negativo o distruttivo pur essendo allontanato o combattuto era considerato in ogni caso parte del Wyrd. È da notare che il Wyrd non è il destino individuale, ma piuttosto la rete che collega ogni elemento ed ogni creatura dell'universo, e non conosce distinzioni di passato o futuro e rimanda all'idea del tempo rappresentato come una spirale, anziché con la linea retta della nostra concezione moderna. La spirale rappresenta l'avanzamento all'interno di un ciclo incorporando, in tal modo, l'idea di un progresso.

    Il Wyrd è il Destino.
    Il WYRD esisteva prima degli Dei ed esisterà dopo di loro. Tuttavia il Wyrd dura solo un istante, perchè è la costante creazione delle forze. Il Wyrd è esso stesso il mutamento costante, come le stagioni; tuttavia, poiché è creato a ogni istante, è immutabile, come il centro di un quieto vortice. Tutto ciò che noi possiamo vedere sono le increspature che danzano sulla superficie dell'acqua.
    Non ci sono leggi.
    Lo schema del Wyrd è come la venatura del legno o il flusso di un corso d'acqua; non si ripete mai esattamente nello stesso modo. Ma i fili del Wyrd attraversano tutte le cose e noi possiamo schiuderci alla comprensione dei suoi schemi osservando le increspature quando il Wyrd ci passa accanto.
    Niente può accadere senza il Wyrd, perchè è presente in tutto, ma il Wyrd non fa accadere le cose. Il Wyrd è creato a ogni istante e perciò è l'accadimento.
    [Da: "La via del WYRD" di B.Bates]
    Oggi la parola "weird" in inglese significa "strano", "inspiegabile", "bizzarro". Qualcosa di "weird" è al di là della normale comprensione. Ma nelle antiche culture europee, la parola aveva un senso molto diverso. La forma originale e arcaica significava in anglosassone "destino", ma anche "potenza" o "magia" o "conoscenza profetica". "Wyrd" significava comunque l'«inspiegabile», ma l'inspiegabile era il sacro, il fondamento vero e proprio dell' esistenza, la forza che soggiace alla vita tutta; è una tradizione del nostro patrimonio culturale equivalente al grande Tao dell'Oriente, alla sapienza perenne del buddismo e al Grande Spirito degli indiani d'America.
    [Da: "La Sapienza di Avalon" di B.Bates]

    Le Sorelle del Wyrd
    Il Wyrd era raffigurato a volte come tre donne, chiamate le Sorelle del Wyrd. Questo era il nome con cui gli sciamani si riferivano alle Norne della mitologia norrena conservandone non solo i nomi e le peculiarità, ma tramandando addirittura racconti mitologici tratti dal Canzoniere Eddico. Le Sorelle del Wyrd (Urda, Verdandi e Skuld sono i loro nomi anglicizzati) erano le Dee del Destino: la prima filava il tessuto della vita, la seconda dispensava i destini, stabilendone la durata, e la terza tagliava il filo al momento stabilito. Nessuno poteva opporsi alle loro decisioni, nemmeno gli dèi. Le loro sembianze erano quelle di tre donne, in origine la Fanciulla, la Donna e la Vecchia (i tre volti della Dea), poi quelle di tre Vecchie, come le ritroviamo nel Macbeth di Shakespeare. Erano raffigurate sedute sotto un albero e accanto ad una fonte, insieme a tre cigni, dei quali si credeva assumessero la forma, e a tre ragni. Avevano, come le Norne, il compito di curare e di irrorare ogni giorno l'Albero della Vita sotto cui sedevano (Yggdrasil, il Frassino del Mondo, della mitologia norrena).
    "La rugiada lunare era un liquido sacro. Si spargeva sulla Terra di notte e traboccava dal nutrimento giornaliero che veniva provvisto all' Albero del Mondo dalle Sorelle del Wyrd, tre esseri sacri che simboleggiavano il cuore del cosmo."
    [Da: "La Sapienza di Avalon" di B.Bates]

    http://www.celticworld.it/sh_wiki.ph...iart=676&im=21
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  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    Fu proprio la scarsità di informazioni, quantomeno iniziali, a far sì che gli autori classici accomunassero Celti e Germani, favoriti in questo equivoco dallo stile di vita tribale e dall'essere posti al di fuori del "limes" romano.

    Adesso però abbiamo gli strumenti necessari per valutare meglio affinità e differenze.
    Un argomento molto affascinante, comunque.

    Saltano subito agli occhi due differenze rilevanti: i massicci elementi di matriarcato che persistevano nella religione e cultura celtica, forse dovuti ai popoli preceltici assorbiti, e le differenze nell'organizzazione sociale: un potentissimo ceto sacerdotale in Gallia (i druidi), di fronte alla marginalità dei sacerdoti nella società germanica, totalmente sbilanciata sulla funzione guerriera.
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Wyrd



    Riferimenti storici: dai Druidi agli Sciamani
    Quando l'imperatore Costantino III nel 407, ritirò le restanti unità della guarnigione britannica, la Britannia Romana giunse alla sua fine. Gli abitanti vennero costretti a badare alla propria difesa e al proprio governo - un fatto reso chiaro in un documento che l'Imperatore Flavio Augusto Onorio mandò loro nel 410 d.C.- rimanendo in balia degli invasori Angli, che, insieme con poche tribù sassoni, lasciarono le loro sedi per migrare in Britannia nel V-VI secolo (449 secondo la Cronaca anglosassone), fondando i regni di East Anglia, Northumbria e Mercia. Lo scenario che si presentava agli invasori era quello di una terra violata nella sua identità culturale da anni di dominazione romana, che aveva imposto la sua lingua, usi e costumi, e in quella religiosa, essendo ormai stati sterminati i druidi ed essendosi insediato il Cristianesimo. La naturale conseguenza fu che, non appena emerse la natura olistica e animistica della religione anglosassone, lo sciamanesimo si sostituì al druidismo, con il quale presentava moltissimi punti in comune.


    Che roba è questo sciamanesimo anglosassone ? É una elucubrazione del tutto antistorica e indimostrabile. I Celti delle Isole Britanniche sono passati dal druidismo al cristianesimo, né comunque avrebbero potuto passare ad una cosa inesistente come lo sciamanesimo anglo-sassone, visto che la religione germanica di Angli e Sassoni, non contemplava uno sciamanesimo. Al massimo si possono trovare elementi di sciamanesimo nelle etnie germaniche più esposte all'influenza degli ugro-finnici, questi sì dotati di sciamani.
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  6. #6
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    Infatti è noto a tutti come anglosassoni(germani) e irlandesi/gallesi/scozzesi(celti) si amino alla follia.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Lo scenario che si presentava agli invasori era quello di una terra violata nella sua identità culturale da anni di dominazione romana, che aveva imposto la sua lingua, usi e costumi, e in quella religiosa, essendo ormai stati sterminati i druidi ed essendosi insediato il Cristianesimo.
    I britanni celti furono talmente felici dell'invasione germanica che scapparono tutti in Bretagna(che da loro prese il nome) e nell'odierno Galles.
    E' curioso poi constatare che il nome Galles deriva dalla parola germanica Walha, che significa straniero\non germanico.
    Tale termine andò appunto ad indicare le popolazioni celtiche che si ritirarono in Galles dopo l'invasione germanica.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    Citazione Originariamente Scritto da DuxLupus Visualizza Messaggio
    Infatti è noto a tutti come anglosassoni(germani) e irlandesi/gallesi/scozzesi(celti) si amino alla follia.
    Questo non significa nulla. Anche i romani si amano/amavano alla follia; i primi due, i gemelli, hanno reolato i conti all'arma bianca. Fratricidio.
    Qualche anno dopo, un noto figuro feroce e sanguinario, che è considerato "fonre storica" è stato fatto a fettine dai suoi.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    Citazione Originariamente Scritto da DuxLupus Visualizza Messaggio
    I britanni celti furono talmente felici dell'invasione germanica che scapparono tutti in Bretagna(che da loro prese il nome) e nell'odierno Galles.
    E' curioso poi constatare che il nome Galles deriva dalla parola germanica Walha, che significa straniero\non germanico.
    Tale termine andò appunto ad indicare le popolazioni celtiche che si ritirarono in Galles dopo l'invasione germanica.
    Certo. Aspettavano i romani per essere liberati.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Celti e Germani, due aspetti dello stesso popolo

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Certo. Aspettavano i romani per essere liberati.
    Al posto di nascondere la tua ignoranza dietro a queste frasi che non vogliono dire nulla, prova a rispondere a alle mie affermazioni.

 

 
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