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salvo.gerli
Pd in piazza.Fischi a Renzi
Manifestazione a San Giovanni. Bersani: ridaremo dignità all'Italia.
Il sindaco "rottamatore" contestato: la folla gli urla "vai ad Arcore".

Il Pd riporterà l'Italia "là dove deve stare", alla sua dignità. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, parla così a piazza San Giovanni nella manifestazione "Ricostruzione: un grande paese merita un futuro migliore", organizzata dai democratici. "Sappiamo bene che questa manifestazione si svolge nel cuore di un'emergenza drammatica per l'Europa e per l'Occidente intero. E di un'emergenza ancora più drammatica per l'Italia. Ma proprio la coscienza della difficoltà ci spinge a pronunciare oggi una promessa e a stringere un patto con le grandi forze della sinistra e del progressismo europeo. Lo facciamo a Roma, a Roma nella città dove si firmarono i primi trattati dell'Unione e dove si è sottoscritta la Costituzione dell'Europa. La nostra promessa è che riporteremo l'Italia là dove deve stare. Là dove ci aspetta il mondo". "Riporteremo l'Italia al suo buon nome - ha continuato - alla vocazione europeista che fu di Spinelli, di De Gasperi, di Prodi".
DIMISSIONI ED ELEZIONI L'Italia è nel pieno della crisi, "dove non doveva essere", ma "se siamo qui è per la politica di un governo incapace e sconsiderato", attacca il segretario. L'obiettivo è il premier. "Una propaganda volgare ha combattuto contro il linguaggio della verità. Purtroppo noi avevamo visto bene, per tempo".
A questo punto, "Berlusconi deve andare a casa". E "o ci va da solo, o ce lo manderemo noi". "Da tempo ripetiamo che tutti i Paesi più esposti a questa crisi avevano dato una risposta o cambiando il governo o anticipando le elezioni. Noi siamo sempre stati pronti a fare la nostra parte in entrambi i casi", ha detto Bersani sottolineando che "noi non cerchiamo ribaltoni. Se c'è discontinuità e cambiamento noi siamo pronti con le opposizioni a un nuovo governo". È questa la condizione che il segretario mette per un governo di transizione sostenendo però che il cambiamento potrà avvenire solo con le elezioni.
DESTRA FORTE E CATTIVA Il Pd non accetterà di essere escluso o di fare la "ruota di scorta", ha sottolineato il segretario democratico. "La destra ci sarà, sarà forte e sarà aggressiva, cattiva. Lo diciamo anche a coloro che si sono illusi in questi anni che Berlusconi fosse comunque preferibile al centrosinistra; a coloro che ancora oggi perdono tempo a pensare che si possa oltrepassare Berlusconi e riprendere la nostra strada e il nostro volto nel mondo escludendo il Partito Democratico o indebolendolo, o dividendolo. Vediamo bene le operazioni in corso". "Il primo partito del Paese non può essere e non sarà mai una ruota di scorta. Abbandonate questa idea, è una illusione! E' un'idea distruttiva non per noi ma per l'Italia!", ha detto Bersani che propone per la ricostruzione del Paese un patto di legislatura tra progressisti e moderati. "Le alleanze politiche vengono dopo, sono per noi la conseguenza, non la premessa, della proposta per l'Italia. Se diciamo ricostruzione, allora diciamo alleanza dei progressisti e dei moderati, diciamo patto di governo per una legislatura di ricostruzione, per sostenere la riscossa del Paese, per sconfiggere il rischio che viene dalla peggiore destra d'Europa. E' inutile immaginare una destra diversa, la destra italiana è quella e non può essere che quella! Questa dunque è e resta la nostra proposta: alleanza dei progressisti e dei moderati per una legislatura di ricostruzione. Unità per la ricostruzione. Sappiamo che questa proposta è una sfida per tutti. Per il centrosinistra, per le forze di centro e per lo stesso Partito Democratico. Ma guardando il dramma del Paese tutti devono accettarla!".
MATTEO RENZI CONTESTATO
Durante l'iniziativa romana del Pd risuonano gli echi del Big Bang, la convention dei "rottamatori" di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze è stato contestato al suo arrivo in piazza con fischi e slogan: come "devi unire e non dividere il partito" o "vai ad Arcore", in riferimento all'incontro con Silvio Berlusconi.
Renzi ha spiegato che si tratta "di una cosa assurda non potere esprimere le proprie idee. Oggi, comunque, parliamo dell'alternativa al governo Berlusconi, ma il Pd per essere convincente deve essere democratico nel nome ma anche nei fatti". "Bisogna vivere con serenità che ci siano opinioni diverse. Io non me ne andrò come accaduto da tanti negli scorsi anni", ha detto Renzi in sala stampa. "È naturale e fisiologico che si possano avere opinioni diverse. È inaccettabile che io non possa esprimere le mie idee, questo partito sarà un grande partito quando saprà accettare che convivano idee diverse senza fare il gioco del cambia casacca".
Dopo le contestazioni Renzi è stato salutato affettuosamente da diversi dirigenti del Partito Democratico, tra cui Dario Franceschini. Il sindaco di Firenze è andato anche ad incontrare il segretario, Pier Luigi Bersani, dietro il palco della manifestazione. "È il sindaco di Firenze, il resto è un fenomeno mediatico creato da voi e non da Renzi", ha detto Massimo D'Alema ai giornalisti. "Non è giusto fischiare Renzi", ha detto Pippo Civati, "se succede vuol dire che qualcosa non funziona nel nostro dibattito interno".
Il sindaco "rottamatore" ha lasciato la piazza a pochi minuti dall'inizio del discorso del leader Pier Luigi Bersani.
Il quale glissa sulla contestazione: "oggi mi godo questa splendida piazza - dice - una piazza incredibile, mai vista, una piazza meravigliosa e pacifica. Mi godo questa giornata meravigliosa, questa forza enorme che abbiamo".

iango:

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HASTA LA VICTORIA SIEMPRE COMANDANTE MATTEO RENZI!!



iaociao: