Salvi i ricchi stipendi dei magistrati fuori ruolo grazie al Pdl.
Si, proprio così. I fustigatori perenni delle toghe, per una volta, vestono la pelliccia della pecora e bocciano un emendamento del Pd che avrebbe voluto ridurre quegli emolumenti al 20 per cento.
Si astiene la Lega. Votano a favore Pd, Idv, Udc, Fli. Succede a Montecitorio, in commissione Giustizia, dove lontano dai riflettori per via della semi-crisi politica si sta esaminando il famoso disegno di legge anti corruzione, ormai vecchio di ben 20 mesi (fu approvato a palazzo Chigi a marzo 2010 e votato in Senato in prima lettura a fine luglio scorso). Proprio lì si apre un capitolo su un tema delicato e assai contestato, gli incarichi extra giudiziari dei magistrati, i famosi "fuori ruolo", ma anche quelli che gestiscono ricchi arbitrati.
Materia su cui il Pd assume una linea dura, a partire da quella estrema dell`ex Radicale Roberto Giachetti, che prevede di limitare a soli 5 anni consecutivi il periodo in cui una toga, a qualsiasi "famiglia" dellamagistraturaappartenga (ordinaria, amministrativa, contabile, avvocati e procuratori dello Stato), può restare fuori dal suo ufficio di provenienza. Dieci anni il periodo massimo in un`intera carriera professionale, cinque anni di intervallo obbligatorio tra un incarico e l` altro. Nessuno stipendio aggiuntivo, ma solo quello abituale, e per di più pagato dalla stessa amministrazione di provenienza. Regole che, unavolta approvate, valgono subito, pure per gli incarichi già assegnati.
Il Pdl legge questa proposta, con il capogruppo in commissione Enrico Costa e Manlio Conten- to, si rende conto della potente botta che verrebbe data a tutti i magistrati, giàvede quelli in servizio nei ministeri mandati a casa, e si ferma. Decide che è meglio riflettere.
Stoppa l`emendamento del 20%, quello dei soldi, cui pure il Pd non pare voler rinunciare, e pure quello sugli arbitrati, sempre del Pd, che obbliga la pubblica amministrazione a scegliere e utilizzare «soltanto» dirigenti dello Stato. Niente arbitrati esterni.
Giudici in primis tagliati fuori. Le proposte del responsabile Giustizia Andrea Orlando e della capogruppo in commissione DonatellaFerrantisono anch`esseassairigide contro l`anomalia di magistrati che restano fuori ruolo per troppi anni, che continuano afare il doppio lavoro, sentenze la mattina, pareri pagati a parte la sera.
La Ferranti, che è un ex toga ed è stata anche segretaria generale del Csm, non ha dubbi: «La situa- zione attuale è inaccettabile. C`è maretta anche tra gli stessi giudici.
Il periodo fuori ruolo dev`essere limitato nel tempo, con un`incompatibilitàrigorosae conunno fermo al doppio stipendio». Solo 5 anni, del tutto fuori ruolo, al rientro divieto di occuparsi delle amministrazioni cui si è stati "prestati", non oltre il 20% della retribuzione, arbitri provenienti solo dai dirigenti dello Stato.
Per una volta, tra Pdl e Pd, si profila una possibile intesa bipartisan sulla magistratura e contro un indiscusso privilegio deigiudici.
D`accordo anche una delle relatrici, la finiana Angela Napoli (l`altra è la Pdl Jole Santelli) che obbliga la toga in prestito a tenersi solo un terzo dello stipendio in più e a versare il resto a un fondo dell`amministrazione di provenienza.
Governo Italiano - Rassegna stampa
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