Cassano operato domani: nel modo giusto?. Funaro: "Sbagliato intervenire così, meglio a cuore aperto"
Cassano operato domani: nel modo giusto?
Funaro: "Sbagliato intervenire così, meglio a cuore aperto"
Secondo il cardioneurosonologo della Humanitas Gavazzeni, la tecnica non invasiva scelta per chiudere il foro all'origine dell'attacco ischemico non offre garanzie assolute. Ecco perché. "Il recupero? Tutto da vedere". E Milan Lab...
A sinistra, Antonio Cassano, che domani sarà operato al cuore secondo la tecnica non invasiva illustrata in grafica. Però non quella appropriata secondo lo specialista prof. Alfonso Funaro sentito da Q.net. Ecco perché (ANSA / DI MEO - ANSA / CENTIMETRI)
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Professore, non ci dirà anche lei che quanto accaduto a Cassano non è poi tanto grave?
- Roma, 3 novembre 2011 - Alfonso Fabio Funaro, palermitano di nascita, 43 anni,è responsabile dell’ambulatorio di cardioneurosonologia all'Istituto Clinico Humanitas Gavazzeni di Bergamo dedicato allo studio delle correlazioni cuore-cervello. Si occupa di diagnostica non invasiva cardiologica e vascolare. Chi, meglio di lui, per capire che è successo ad Antonio Cassano e quali saranno i tempi e le possibilità di recupero dopo l'intervento al cuore fissato per domattina al Policlinico di Milano?
"Occorrerebbe valutare il paziente. In linea di massima, le ischemie sono dovute a emboli molto piccoli e nella quasi totalità dei casi non lasciano danni permanenti, solo temporanei. Ma il danno può essere anche permanente. E se è permanente ne va valutata l'estensione".
Il comunicato dei medici del Policlinico e del Milan dice che "Cassano ha manifestato una sofferenza cerebrale su base ischemica che non dovrebbe lasciare deficit neurologici persistenti". Il condizionale è sempre d'obbligo in questi casi. Che significa "persistenti"?
"Prima bisogna illustrare l'origine del problema".
Prego.
"Cassano, come all'incirca il 27% della popolazione mondiale (dati statunitensi fonte Majoclinic), presenta una anomalia, che è una comunicazione tra le due metà del cuore: l'atrio destro e l'atrio sinistro. Questa comunicazione è normale che ci sia fino alla nascita, perché durante la gravidanza serve alla comunicazione materno-fetale. Al momento del parto, infatti, il neonato subisce una brusca variazione di pressione che determina la chiusura del passaggio interiatriale. Il passaggio si chiude subito o entro qualche mese nel 63% delle persone (dati Oms)".
Mentre l'altro 27% della popolazione resta col forellino aperto.
"Proprio così. Soffrendo di forame ovale pervio (in sigla Pfo) - come nel caso di Cassano - il sangue passa attraverso il foro ma in una sola direzione (destra-sinistra). Nel caso il flusso sanguigno sia bidirezionale, il deficit cardiaco si definisce invece difetto interatriale (in sigla Dia). In entrambi i casi il sangue si muove in base alle variazioni di pressioni all'interno del cuore".
Cos'è un episodio ischemico. E come si determina?
"Il flusso tra i due atri del cuore favorisce la formazione di un grumo di sangue, il cosidetto micro-trombo, che per effetto della circolazione arteriosa diventa embolo e raggiunge un vaso del cervello causando un insufficiente apporto temporaneo di sangue nella specifica zona".
Cosa che è ben diversa dall'ictus?
"Manifestazione ischemica acuta che, sempre a causa di un embolo, può portare all'occlusione totale di un vaso".
I fans di Cassano si chiedono: possibile che un giocatore del Milan e della Nazionale possa scendere in campo, rischiando un'ischemia, senza che il suo difetto - peraltro congenito nel 27% della popolazione mondiale - sia mai stato rilevato?
"Per scoprire un difetto cardiaco di questo tipo occorre fare il doppler trans-cranico, ovvero la metodica più specifica e sensibile per questo tipo di patologia. Poi, una volta rilevato il buco interiatriale, per capire se siamo in presenza di Pfo (flusso sanguigno monodorezionale) o Dia (flusso sanguigno biderezionale) occorre l'ecocardio transesofageo: praticamente una ecografia del cuore fatta attraverso la bocca con tecnica che ricorda quella gastroscopica".
Ma - immaginiamo - ogni difetto sarà diverso dall'altro.
"Proprio così. E il fattore di rischio del soggetto dipende da due fattori distinti: le dimensioni del forellino, del buchino - per capirci -, che può essere piccolo, medio o grande, e l'eventuale compresenza di altre anomalie embrionali che dovrebbero sparire alla nascita e invece persistono".
Nel caso di Cassano, come privacy impone, nessun bollettino ha spiegato quale sia il diametro del forame ovale pervio (cioè il buchino). Quali sono di solito le dimensioni del difetto cardiaco? E in che misura determinano la gravità della patologia?
"Il buchino può andare da 1 millimetro a 1 centimetro, anche se la media riscontrata è di 3-4 millimetri. Senza conoscere la grandezza e l'eventuale compresenza di altre anomalie è quindi impossibile pronunciarsi sul rischio di nuovi eventi ischemici".
Altri co-fattori di rischio?
"Quelli genetici e di tipo coagulativo".
E non esistono concause esogene per una patologia di questo tipo? Non parliamo necessariamente di doping: come Zeman a suo tempo denunciò, il calcio è stato per anni la farmacia dei sani. E se uno è meno sano degli altri...
"Se il difetto cardiaco esiste, esiste per cause proprie. Certo, se vi fosse un aumento della viscosità del sangue, il rischio aumenterebbe. E di parecchio".
La viscosità del sangue aumenta anche nei casi di doping da eritropoietina.
"Sì..."
... Però?
"Con tutti i controlli che ci sono, spero, anzi sono convinto, che non sia questo il caso".
Oppure Cassano, sangue pazzo di Bari Vecchia, potrebbe essere nato con alterazioni ematiche.
"Il 6% della popolazione soffre di mutazioni combinate che possono determinare la cosidetta trombofilia, la facilità a formare trombi. Ma senza conoscere gli ordinari livelli di viscosità del sangue è difficile pronunciarsi. Vanno svolti specifici esami e soprattutto vanno valutati i possibili cofattori di rischio ischemico".
Cioè?
"Se il foro cardiaco all'origine dell'episodio ischemico è di tre millimetri e non è associato ad altre patologie, il caso è classificato odss ratio: significa cioè che, rispetto a un soggetto con le stesse caratteristiche fisiche ma senza difetti, il rischio ischemico del paziente esaminato aumenta di tre volte. Ma, sempre in ipotesi, il rischio potrebbe aumentare sino a 15 volte in presenza di membrana curva (il cosiddetto aneurisma del sesto interatriale) o di alti livelli di viscosità del sangue (vedi sopra). Un rischio maggiore di 15 volte è quello massimo statisticamente calcolato. Questo per far capire quanto sia importante intervenire per annullare la fonte primaria del problema".
Chi doveva e poteva accorgersi del difetto cardiaco di Cassano?
"Gli esami di medicina sportiva sono a mio avviso carenti. O meglio: si svolgono su protocolli consolidati ma statici".
Persino il fantasmagorico Milan Lab non fa ai suoi atleti gli esami neccesari? E persino la Nazionale?
"Non ho riscontri diretti, se non l'evidenza che il difetto congenito di Cassano non è mai stato scovato, mentre poteva essere serenamente scoperto attraverso specifica diagnostica preventiva: doppler trans-cranico ed ecocardio transesofageo. Non si sfugge: o questi esami non sono stati fatti o sono stati valutati male".
Milan Lab è sempre stato disegnato all'assoluta avanguardia della medicina sportiva. Era quasi un "topos" della fantascienza calcistica.
"Sono portato a ritenere che strutture di medicina sportiva di questo tipo siano più vocate alla valutazione e al potenziamento degli elementi prestazionali che non alla prevenzione e alla individuazione di eventuali anomalie anche diffuse".
Davvero il calcio è così arretrato?
"Non solo il calcio. Per esempio la patologia di cui si è scoperto portatore Cassano è stata studiata in modo approfondito verificando i principi di embolia e le malattie da decompressione dei subacquei che, nella risalita dalle immersioni, accusavano problemi nonostante seguissero pedissequamente le tabelle di compensazione. Bene, lei pensa che questi esami siano diventati obbligatori per prendere il brevetto da sub? Quando mai. Idem per i piloti di aereo. Me ne sono capitati due - subito operatisi - che in fase di atterraggio, per lo sbalzo di pressione, soffrivano di diplopia: cioé vedevano doppio, vedevano due piste. Lei crede forse che gli esami citati siano diventati obbligatori per i piloti?".
Anche Cassano si è sentito male dopo l'atterraggio a Malpensa di ritorno da Roma-Milan.
"In soggetti predisposti a fenomeni embolici ogni sbalzo eccessivo di pressione può generare episodi ischemici. Partenze e atterraggi aerei, risalite subacque, discese rapide dalla montagna, persino sforzarsi eccessivamente sul water, fare sesso o concedersi un giro sulle montagne russe: tutte queste attività quotidiane, che presuppongono un aumento di pressione intracardiaca, possono determinare ischemia nei soggetti geneticamente predisposti. Che sono per l'appunto il 27% della popolazione".
L'effetto dell'embolo in Cassano sembrerebbe aver determinato una piccola necrosi ischemica nella parte sinistra del talamo, dalla quale il giocatore che inizialmente aveva avuto disturbi al linguaggio o all'equilibrio, a quanto filtra dal ricovero, dovrebbe essersi ripreso. Si può essere relativamente ottimisti?
"Dipende. Se l'embolo ha creato un danno riconoscibile alla risonanza magnetica, allora è ischemia con danno cerebrale permanente, magari di minima entità ma permanente".
A quanto risulta, la zona colpita sarebbe il talamo?
"Il talamo regola la capacità motoria, riceve e trasporta tutte le informazioni sensitive tranne l'olfatto. E' in stretta comunicazione con il midollo spinale. Ho detto abbastanza?".
Un attacco ischemico non transitorio può lasciare traccia nelle prestazioni tecniche di un giocatore, in particolare di un giocatore così funambolico come Cassano?
"Dipende. Il soggetto colpito potrebbe in ogni caso manifestare problemi rispetto alla precedente efficienza. Qui non stiamo parlando di un ragazzo normale, che conduce un'esistenza normale, ma di uno sportivo continuamente chiamato a raggiungere vette prestazionali e picchi di rendimento. Il recupero dell'idoneità sportiva non sarà una passeggiata".
Se alcune "memorie" cerebrali fossero state compromesse dall'episodio ischemico, i tessuti circostanti potranno sostituirsi e supplire al lavoro di quelli compromessi?
"Questo lo si scoprirà solo nel tempo. Ma nelle attuali condizioni di Cassano, non è questo il problema. L'azione dirimente è eliminare il Pfo (forame ovale pervio), causa primaria del trombo e poi dell'embolo che ha determinato l'ischemia, e che, se non sigillato, sarebbe sicura causa di reiterazione del fenomeno".
Insomma, occorre intervenire. Ma come?
"Ci sono due tipi di intervento. Il primo (vedi foto in home page), che nel caso di Cassano sconsiglierei, è di chiusura percutanea. Bisogna mettere due dischetti che tappino il buco da entrambi i lati. Non si interviene direttamente sul cuore, ma attraverso le vene femorali, usando la tecnica dell'ombrello: dalla gamba si infila una sonda con in cima il dischetto chiuso, si arriva al cuore, si apre il dischetto e lo si fa aderire sulla parete dell'atrio, poi si ripete l'operazione per l'altro lato del buco, per chiuderlo del tutto. L'intervento viene praticato in anestesia locale, prevede tre giorni di ricovero prima della ripresa delle normali funzioni, ma senza dare quelle garanzie assolute di risoluzione della patologia, assicurata in letteratura solo nel 90% dei casi. E il 10% di incognita per uno sportivo come Cassano è comunque un rischio troppo alto".
Cosa non la convince della tecnica che, a quanto pare, sarà invece utilizzata nell'operazione che il professor Mario Carminati, direttore della clinica cardiologica di San Donato, eseguirà domani al Policlinico?
"Una volta posizionate le protesi, in pratica i dischetti ai lati dei fori, c'è bisogno che uno strato cellulare - il cosidetto endotelio - si depositi intorni e creii un tutt'uno con la membrana cardiaca, così come un'alga - per restare ai paragoni subacquei - circonda lo scafo di una nave affondata. Non è una cosa che avviene in 5' e non risponde a standard cronologici. Quindi, intervenire così è sì meno invasivo ma nella realtà offre minori garanzie, perché fino a quando il doppler transcranico non confermasse la perfetta chiusura della membrana (e potrebbero volerci mesi), il giocatore non potrebbe giocare né allenarsi e in più dovrebbe sottoporsi a terapia anticoagulante o antiaggregante. Ipotesi incompatibili con l'ordinaria traumatologia di gioco. Basterebbero una botta o un taglio per generare eventi emorragici consistenti".
Allora, nella sua visione del caso, per tutelare il Cassano-giocatore non c'è che la soluzione chirurgica in anestesia totale?
"Sì. E' l'unica a dare il 100% di garanzia della chiusura del foro mediante apposizione di una membrana artificiale (il cosiddetto patch). A quel punto i tempi di recupero sono legati solo alla cicatrizzazione della ferita allo sterno. In genere, un mese per tornare a condurre una vita normale: moltiplichiamo pure per tre nel caso di un calciatore che col petto deve stoppare la palla e sullo sterno può subire contatti di gioco anche pesanti. Nulla di più e problema risolto".
Sta dicendo che con la tecnica a cuore aperto c'è minor possibilità di errore e assoluta certezza della chiusura?
"Sì, perché in questo caso il chirurgo agisce direttamente sul cuore cucendo la membrana. I rischi sarebbero quindi quelli di una normale operazione, molto bassi e legati quasi esclusivamente all'intolleranza farmacologica o a brevi aritmie cardiache che in sala operatoria vengono subito monitorate dalle macchine".
Insomma, il problema è sia di approccio filosofico sia di calcolo probabilistico?
"Esattamente. Se Cassano fosse un ragazzo normale, le linee guida cardiologiche non prescriverebbero nemmeno l'obbligo di intervento, ma lo indicherebbero come alternativa alla terapia farmacologica a discrezione del suo medico e del paziente. Cassano però non è un ragazzo normale, è un campione - oltre che un capitale dello sport italiano - e se si vuole avere la sicurezza che il suo problema sia risolto, va operato con metodo classico. Nel suo interesse, anzitutto; poi in quello del Milan e della Nazionale. Ovviamente spero che non accada, ma se tra quattro mesi la chiusura del difetto cardiaco non risultasse perfettamente sigillata, che si fa? Si interviene chirurgicamente facendo perdere altri mesi al giocatore? Meglio il bisturi subito, allora".
Non è un gran periodo per il Milan. Cassano con l'ischemia, Gattuso che vede doppio. Molti siti calcistici, specie stranieri, si interrogano su queste coincidenze statisticamente improbabili in giocatori 'sani' e iper-controllati. Qual è la sua idea?
"L'ischemia di Cassano ha origine cardio-embolica, come la diplopia dei piloti di cui parlavo prima. Della diplopia di Gattuso non conosco l'origine (probabilmente neurologica). Quindi preferisco non sbilanciarmi".
di Giovanni Rossi




A sinistra, Antonio Cassano, che domani sarà operato al cuore secondo la tecnica non invasiva illustrata in grafica. Però non quella appropriata secondo lo specialista prof. Alfonso Funaro sentito da Q.net. Ecco perché (ANSA / DI MEO - ANSA / CENTIMETRI)
Rispondi Citando
repapelle:
e da Giordano Bruno discese Francesco Bruno..
