Pubblicato l'inedito Tintin «razzista»
In contemporanea col film, esce per la prima volta in Gran Bretagna il secondo episodio della saga
MILANO - Non è bastato che quattro anni fa le librerie del Regno Unito lo spostassero dagli scaffali dei libri per ragazzi alla sezione per adulti per chiudere la questione una volta per tutte, perché Tintin in Congo (secondo episodio della fortunata serie ideata dal disegnatore belga Hergè e che ha venduto 350 milioni di copie in tutto il mondo) fa ancora discutere in Gran Bretagna per il contenuto apertamente razzista. Da qui l’idea dell’editore Egmont Uk di far uscire il libro (mai pubblicato Oltremanica prima del 2005) con un imballaggio protettivo con tanto di etichetta di avvertimento simile a quella che in genere si trova sulle riviste porno, per evitare che il volume possa finire nelle mani sbagliate.
LA POLEMICA - «Nel suo ritratto del Congo belga, il giovane Hergé riflette l’atteggiamento coloniale di quel tempo (erano gli anni Trenta, ndr) – si legge sulla fascetta protettiva - e gli stereotipi paternalistici del periodo, che qualche lettore potrebbe però giudicare offensivi». E proprio questa preoccupazione – ovvero, non offendere in alcun modo chi legge il libro – avrebbe spinto la casa editrice ad agire in questo modo così insolito, a maggior ragione dopo la denuncia presentata dall’avvocato per i diritti umani, David Enright, che ha così motivato al Daily Mail la sua azione: «Mi sono sempre divertito con Tintin, ma poi ho aperto questo libro e sono rimasto scioccato a dire poco. Non c’è alcun modo di leggerlo senza pensare che dipinge la popolazione di colore come esseri umani inferiori e più limitati delle scimmie e che considera Tintin e il suo fedele cane Snowy come delle divinità». Ma la censura imposta dall’editore non piace ai critici, soprattutto visto che arriva praticamente in concomitanza con l’uscita dell’attesissimo film di Steven Spielberg Le avventure di Tintin: il Segreto dell’Unicorno.
I TIMORI DEI GENITORI - La maggior parte dei genitori pensa che si sia andati sopra le righe – ha commentato al Daily Telegraph Nick Seaton, segretario della «Campaign for Real Education» – perché oggi più che mai i ragazzi si rendono conto che i tempi sono cambiati e quindi spostare il libro nella sezione per adulti è assurdo, a maggior ragione visto che ai nostri giorni molta della letteratura per ragazzi è esplicitamente sessuale e nessuno sembra preoccuparsene. Quanto successo mi sembra solo un altro esempio di esasperazione del politically correct e non credo che tutti questi stupidi tentativi di censura facciano poi così bene. Mi ricorda un po’ quanto successo con Kipling a causa dei suoi valori vecchio stile. Vero, le librerie dovrebbero essere responsabili di cose come queste, ma qui si è andati oltre e si scade nel ridicolo». Nell’aprile dell’anno scorso un cittadino congolese che vive in Belgio da molti anni aveva presentato una denuncia penale proprio contro Tintin in Congo, accusandolo di razzismo.
Pubblicato l'inedito Tintin «razzista» - Corriere della Sera
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Mio personale commento, citando un film di Villaggio.
"Lei non soffre di complessi di inferiorità: lei E' inferiore!"
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