Editoriale nov. 2011

Abramo e… il Timone

di Gianpaolo Barra


C’è, tra voi lettori, una persona che possiede tali e tanti mezzi economici da poterci donare subito 50.000 (cinquantamila) euro? In subordine: esistono cinque lettori in grado di offrirci 10.000 euro ciascuno? O, infine, almeno dieci abbonati che possano regalarci 5.000 euro cadauno?
Sono 50.000 euro di cui abbiamo urgente bisogno. E – lo sapete – quando ho bisogno di aiuto, quando il Timone tende la mano, ci si rivolge sempre alla Divina Provvidenza che mai, in dodici anni di vita, ci ha fatto mancare i mezzi necessari.
Ma l’esperienza ha dimostrato che la Divina Provvidenza si è sempre servita di voi, scaldando i vostri cuori, mobilitando la vostra generosità e solo grazie a ciò il Timone è ancora tra voi. Sapete che non riceviamo alcun sostegno economico né da istituzioni ecclesiali, né da realtà civili e che non abbiamo introiti dalla vendita di spazi pubblicitari. La nostra sola speranza siete voi.
Perché questo appello? Perché l’odierna crisi economica ci ha duramente colpito. Non – si badi bene – nel numero dei lettori, che anzi sono addirittura aumentati: il numero di luglio-agosto ha registrato il record assoluto di abbonati, toccando quota 10.680, ai quali si devono aggiungere le ormai consolidate 3.000 copie mensili diffuse nelle parrocchie e le 5/600 copie vendute nelle librerie.
No! La crisi ci ha colpito in due settori vitali. Il primo: l’aumento delle spese di spedizione postale, con un aggravio nel nostro bilancio compreso tra i 20.000 e i 25.000 euro. Una enormità, letteralmente una enormità, per chi come noi ha sempre navigato a vista. Il secondo: l’aumento generalizzato di tutti i costi, e questo lo potete immaginare perché sicuramente ne state facendo esperienza.
Una “soluzione” in verità l’avrei, ed è quella classica, che si adotta in situazioni simili: portare il prezzo dell’abbonamento da 40 a 45 euro. In fondo, è dal 2006 (cinque anni e cinquanta numeri fa!) che l’abbonamento è fissato e un ritocco sarebbe più che giustificato. Così sostiene la nostra ferrea “sezione amministrativa”, che mi pressa da tempo perché mi decida a fare questo passo.
Ma io mi oppongo risolutamente. Non mi sembra giusto. Per molti di voi, lo so per esperienza, anche il costo dell’abbonamento attuale è già una bella spesa e la crisi ha di sicuro aggravato la situazione. Non posso prendere questa decisione, non ora almeno.
Io dico che c’è un’altra soluzione: basta che a un lettore, a uno solo, Dio conceda il lusso di donarci i 50.000 euro di cui abbiamo bisogno. O che se ne trovino cinque che offrano 10.000 euro, o dieci che ne diano 5.000. Sarà il Signore a ricompensarli come solo Lui sa fare.
Mi sembra di fare come Abramo quando “contrattava” con Dio la salvezza di Sodoma. Il grande patriarca chiedeva la conta dei giusti, io quella dei lettori benestanti. Lui – purtroppo – non li ha trovati, io confido in una sorte diversa. Perché Dio sa che lavoriamo per Lui, per sua Madre, per la sua Chiesa e per voi, cari lettori.
Sodoma è stata distrutta. E il Timone?
Attendo una risposta, cari lettori. Vi terrò informati…





P.S. Nel caso, ultra-provvidenziale, che si raccolga una somma maggiore a quella richiesta sopra (e a ciò possono contribuire offerte – utili e gradite – di ogni entità), assicuro tutti: sarà destinata sempre al Timone. Grazie per quello che potrete e vorrete fare…

IL TIMONE