Nell'accingermi a scrivere queste righe, prendo atto con dolore che la Storia gloriosa del Partito Democratico Socialista per come lo abbiamo conosciuto sembra volgere al termine. La decisione di Segretario e Vicesegretario del Partito di uscire dalla Rosa per creare una nuova formazione da apparentare al nascente Partito Comunista va rispettata, ma non può non farci riflettere.
Oggi la Sinistra riformista e socialdemocratica di PIR vive un momento di grave difficoltà: per noi che abbiamo creduto e tuttora crediamo in un progetto socialdemocratico maggioritario e pluralista, questa divisione è la perdita di "sangue del nostro sangue" prima ancora che di voti, dirigenti e militanti.
Di fronte alla generale tendenza al ripensamento e al meticciamento delle identità che coinvolge il Transatlantico, ci troviamo a interrogarci, leniniamente, sul Che Fare.
Ebbene compagni e compagne, amici e amiche, personalmente penso che di fronte alla duplice sfida che viene dalla nostra destra e dalla nostra sinistra, da chi riporta d'attualità idealità gloriose ma a nostro avviso limitate, dai compagni del Polo di Sinistra e dagli amici di una Lista meno Repubblicana e più Liberaldemocratica, noi abbiamo il dovere di dare una risposta forte.
Entrambi i progetti ci indicano l'uscita dall'attuale crisi economica e valoriale sulla base di ricette chiare, ma già tentate in passato e ambedue, a nostro avviso, incomplete senza una nuova riflessione sui meccanismi del potere e dell'accumulazione economica, dell'innovazione e della sostenibilità.
E' il momento di chiamare a raccolta tutti coloro che credono, come noi, che non esistano risposte semplici a problemi complessi; che la società non si possa ridurre a schemi fissi e determinati; che i valori della tradizione sociale cristiana si possano sposare con il civismo laicom patriottico e repubblicano e con la Storia e la pratica del Movimento Operaio
Nel nostro paese, la lunga diarchia tra Partito Comunista e Democrazia Cristiana ha a lungo bloccato i tentativi di costuire quella Terza Forza nazionale, socialdemocratica, laica e cristiano sociale: si parte dal primo centrosinistra di Fanfani, dal movimento cristiano sociale siciliano di Milazzo, dal movimento Comunità di Olivetti, dal Partito d'Azione, dall'azione di costante dialogo a sinistra dei Repubblicani e di Enrico Mattei, fino all'ipoteca che queste due pesanti tradizioni di partito hanno lasciato sulla nascita del PD.
Oggi io mi rivolgo ai compagni del PDS, agli amici indipendenti come i membri del MIP e il Ministro Gualerz, a quei repubblicani che vogliono coltivare la propria identità di partito della sinistra non classista, e ai compagni dell'Associazione Socialismo Tricolore.
Costruiamo insieme una nuova realtà, che parta dalla rivalutazione non del concetto di Stato, non di un Individualismo alienante, ma del concetto di Comunità: di libertà degli individui che trova la sua espressione nell'azione pubblica e sociale, nella costruzione di un welfare attivo e nella lotta contro ogni servitù, che riesce a mantenere rigorosamente laico lo Stato nelle sue espressioni legislative e educative ma non teme di chiedere la collaborazione di tutte le Fedi per costruire una società inclusiva, che accetta la trasformazione economica senza subirla e chiede perciò Partecipazione Diretta alla vita economica e politica del Paese.
Facciamolo mantenendo la nostra autonomia di pensiero, costruiamo delle Fondazioni e delle Associazioni, e mettiamole in rete, in un nuovo grande progetto di contaminazione reciproca, sul modello di pluralismo e partecipazione che ci offre il Laburismo inglese.
Costruiamo la Casa di chi crede che Patria, Progresso, Solidarietà, Tradizione, Partecipazione non siano parole vuote, ma una agenda chiara per il futuro.
Costruiamo il Partito del Lavoro !





comunque, non ci sono pesche, c'è una proposta di lavoro che è a lungo termine e supera il PDS 