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    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    La Provincia resta senza presidente: approvata la sfiducia a Bottacin

    La mozione è passata con 14 voti a favore e sette contrari. Il leghista aveva presentanto le dimissioni la settimana scorsa



    La Provincia resta senza presidente: approvata la sfiducia a Bottacin*-*Il Gazzettino

    BELLUNO - È stato sfiduciato questa sera il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin. La mozione che chiedeva la sfiducia dell'esponente leghista è passata con 14 voti a favore e sette contrari. Bottacin si era astenuto.

    A votare a favore della sfiducia sono stati anche alcuni consiglieri provinciali del PdL, che insieme ai gruppi di Pd, Udc, Idv e Lista Reolon avevano promosso la mozione. «Sono sfiduciato ma non ho colpe - ha commentato Bottacin - . Lascio da uomo libero con la coscienza pulita».

    In apertura di seduta era stata respinta una proposta del gruppo consiliare della Lega Nord che poneva una pregiudiziale sulla sostenibilità della mozione, essendo sopraggiunte, prima della discussione, le dimissioni spontanee dello stesso Bottacin.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    Il voto di sfiducia

    Crisi Lega-Pdl, cade Bottacin. La provincia di Belluno al voto

    La mozione è passata con 14 voti a favore e 7 contrari. Paniz: «Solo un fatto personale, asse Pdl-Lega è saldissimo». Manzato: «Alleanza in discussione ovunque»



    Crisi Lega-Pdl, cade Bottacin La provincia di Belluno al voto - Corriere del Veneto

    BELLUNO - A Belluno la corsa di Gianpaolo Bottacin, presidente leghista della Provincia, è finita. Qualche mese di ordinaria amministrazione con il commissario e poi si torna alle urne. Duecentomila gli elettori al voto, forse in primavera. Il fatto è che venerdì, verso sera, il consiglio ha sfiduciato il presidente: 14 i voti contrari, solo 7 i favorevoli. Tre gli assenti, due del Carroccio e uno del Pdl. Dopo dieci minuti Bottacin era già in ufficio a sbaraccare. Via i faldoni, le carte e le agende. «Non me l’aspettavo - ha commentato - non pensavo che la mozione passasse. Ma vado via da uomo libero, mi cacciano perché ho scoperchiato situazioni imbarazzanti». E in effetti che le cose stessero precipitando si è compreso solo un’ora prima, nel corso del dibattito in aula: il capogruppo del Pdl Raffaele Addamiano, citazionista da competizione, tirava in causa l’Ecclesiaste («C’è un tempo per nascere e uno per morire ») e le Catilinarie («Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?»).

    Caduta la giunta, l’assessore regionale Franco Manzato ha sentenziato a caldo: «D’ora in avanti debbono considerarsi in discussione tutte le alleanze tra Lega e Pdl». In effetti i fatti di ieri costituiscono l’epilogo del braccio di ferro tra parte del Pdl e Bottacin; e perché la mozione di sfiducia, depositata un mese fa da Pdl e minoranza, era già l’inizio della fine. Un travaglio iniziato ancor prima, sotto la spada di Damocle del commissariamento per guai di bilancio: i tagli, governativi e regionali, avevano messo in crisi l’ente e costretto il consiglio a varare una manovra estiva lacrime e sangue. Difficile governare a scartamento ridotto, senza soldi. Di qui la stagione degli ultimatum. Il primo lo lanciava agli inizi di settembre il coordinamento provinciale della Lega ai colleghi pidiellini: otto giorni per trovare i soldi per chiudere il bilancio, pena il ritiro delle deleghe agli assessori azzurri; il Pdl contrattaccava con un documento uguale e contrario, salvo che la pena era l’appoggio a Bottacin, accusato peraltro di lassismo di fronte alla crisi. Poi il periodo delle colombe: si muovevano alti papaveri del Pdl (dal segretario nazionale Angelino Alfano a quello regionale Alberto Giorgetti) e della Lega (il segretario regionale Gian Paolo Gobbo), tutti impegnati per la quadra, politica e economica, di Belluno. Un passo in avanti e due indietro. Bottacin silurava l’assessore alla Caccia pidiellino Silver De Zolt, ma poi lo riammetteva in giunta. E quando la quadra sembrava a portata di mano, tutto veniva rimesso in discussione.

    Al consiglio del 29 settembre, al termine dell’assestamento di bilancio, il presidente se ne usciva con alcune affermazioni («sono vittima di accuse pesanti e ingiustificate, figlie di oscure strategie, sono scomodo perché dico quello che penso; attacchi trasversali e strumentali») che venivano interpretate da consiglieri e assessori del Pdl come ingiurie. La sera stessa Pdl e opposizione si ritrovavano per scrivere la mozione di sfiducia. Ma le segreterie regionali intervenivano ancora, e le colombe si giocavano le ultime cartucce. Il presidente si dimetteva il 20 ottobre: lo stesso giorno al consiglio, convocato per discutere la mozione, saltava il numero legale, perché i consiglieri leghisti e pidiellini non si presentavano. Si temeva, da entrambe le parti, l’«effetto domino» per tante situazioni lì dove l’asse scricchiola. Infine la cronaca degli ultimi giorni. Veniva predisposto un documento programmatico di governo per rinsaldare l’alleanza; un documento focalizzato su «asset istituzionali», cioè sulle cose che si possono fare in tempi di vacche magre. Ma il Pdl restava diviso, e solo alcuni consiglieri lo siglavano.

    Marco de’ Francesco

    28 ottobre 2011 (ultima modifica: 29 ottobre 2011)
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    Errare è umano, perseverare è diabolico. Ci vuole un'ordinanza del giudice che stabilisca una distanza minima, sulla scheda, tra il simbolo della Lega Nord e il simbolo del Partito dei Lenoni. Facciamo 10 centimetri.
    Ultima modifica di murphy; 29-10-11 alle 16:51

  4. #4
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    Predefinito Rif: Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    Belluno, il giorno dopo la sfiducia. La Lega Nord: «Correremo da soli»

    Vertice del Carroccio dopo il voto della Provincia: «Atto grave del Pdl, nessuna alleanza nemmeno alle Comunali di Feltre e del capoluogo nel 2012»



    Belluno, il giorno dopo la sfiducia La Lega Nord: «Correremo da soli» - Corriere del Veneto

    BELLUNO - La Lega Nord dal prossimo anno correrà da sola in tutte le competizioni elettorali in provincia di Belluno, a partire dalle comunali di Feltre e dello stesso capoluogo dolomitico. È la prima ritorsione del Carroccio all'indomani dello schiaffo da parte degli alleati del Pdl che con il voto in consiglio provinciale hanno contribuito a sfiduciare il presidente Gianpaolo Bottacin. Lo annuncia il segretario bellunese della Lega Diego Vello, al termine di un incontro avuto con il segretario nazionale della Lega e sindaco di Treviso Gianpaolo Gobbo. Nel confermare «la piena solidarietà e vicinanza» a Bottacin (assente alla riunione), Vello afferma che la sfiducia «è stata un atto grave che segnerà in maniera indelebile il proseguo dell'alleanza tra PdL e Lega Nord in provincia di Belluno».

    «È a questo punto inevitabile - annuncia - la scelta di corsa in solitaria per le prossime elezioni amministrative della primavera». Questo perché il Pdl, secondo Vello, «ha dimostrato il non rispetto di quelli che erano gli accordi politici e dato prova di inaffidabilità nei confronti dell'alleato leghista». Riferendosi alla sfiducia votata nei confronti di Bottacin, il segretario bellunese del Carroccio rileva che «questo è sicuramente un momento triste per l'intera provincia e la popolazione bellunese che meno di due anni fa ha scelto di cambiare registro amministrativo dando fiducia alla coalizione di centrodestra e al presidente Bottacin: il Pdl ha preferito disattendere questa volontà popolare affossando l'amministrazione». Amaro il commento di Vello: «i cittadini bellunesi avranno un commissario a governarli, il PdL dovrà renderne conto». (Ansa)

    29 ottobre 2011
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    Predefinito Rif: Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    Magari a Roma...:giagia:
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  6. #6
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    Predefinito Rif: Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    Lega: sfiducia Bottacin; Manzato, nati per correre da soli

    Toccare nostri amministratori è come maneggiare nitroglicerina



    Lega: sfiducia Bottacin; Manzato, nati per correre da soli - Veneto - ANSA.it

    (ANSA) - VENEZIA, 30 OTT - ''La Lega e' nata per correre da sola e ha tutti i numeri per farlo con successo''. Lo dice Franco Manzato, assessore regionale all'agricoltura, che torna sul caso della sfiducia all'ex presidente Gianpaolo Bottacin anche per mano del Pdl. ''Belluno come laboratorio politico nazionale'' annuncia Manzato che lancia anche un monito agli 'alleati': ''toccare i nostri amministratori e' come maneggiare la nitroglicerina''.

    30 ottobre 2011
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    Belluno: consiglieri Lega Nord, solidarietà a presidente Provincia

    Belluno: consiglieri Lega Nord, solidarieta' a presidente Provincia - - Libero-News.it

    Venezia 31 ott. (Adnkronos) - ''Quanto accaduto a Belluno e' stato un atto grave, i cui protagonisti hanno oggi una forte responsabilita' di fronte ai cittadini, ben sapendo quanto alla gente non interessino i giochetti politici, ma azioni concrete per superare la difficolta' del momento''. Cosi' Arianna Lazzarini, consigliera regionale e responsabile organizzativo nazionale della Lega e il capogruppo in Consiglio regionale veneto, Federico Caner, commentano quanto accaduto in Provincia di Belluno, con la sfiducia al presidente votata anche dal Pdl.

    ''Esprimiamo la nostra piena solidarieta' a Gianpaolo Bottacin, che in questi 29 mesi di governo della Provincia ha saputo ben amministrare nonostante i tagli delle risorse, tenendo la testa alta e compiendo azioni di grande dignita''', sottolineano.

    31/10/2011
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    Predefinito Rif: Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    La Lega in trincea. Iscritti in crescita voglia di correre soli

    Carroccio verso le 20 mila tessere: oltre ad artigiani e operai spuntano i professionisti. Oggi la protesta anti-Pdl a Belluno

    di Filippo Tosatto

    La Lega in trincea Iscritti in crescita voglia di correre soli - Veneto - il Mattino di Padova

    VENEZIA - La Lega serra i ranghi e si prepara a una stagione in trincea, con un occhio alle probabili elezioni anticipate - che la vedranno correre da sola ovunque sarà possibile - e l'altro all'acuirsi di una crisi finanziaria, che gonfia le vele di un secessionismo mai sradicato dal partito. Sul fronte interno, la novità arriva dalla campagna di adesioni, che registra una netta crescita rispetto al 2010. La circostanza non è banale perché nel Carroccio l’iter di ammissione è piuttosto severo: dopo anno, l’attività del “sostenitore” viene valutata da tre organismi (circolo, circoscrizione, federazione) e, qualora sia giudicata “meritevole”, l’adepto diventa militante con diritto di voto ai congressi. Ebbene, nel Veneto le tessere si avviano a toccare quota 20 mila: «Un risultato importante», commenta Arianna Lazzarini, consigliere regionale e responsabile organizzativo del Carroccio» . Dopo il boom elettorale che ha catapultato Luca Zaia sulla poltrona di governatore, c'è stato un mutamento genetico? «Non direi, artigiani, piccoli imprenditori e operai restano l'asse portante. Però, negli ultimi tempi, abbiamo ricevuto richieste di iscrizione da figure sociali - avvocati, medici, insegnanti - che in passato privilegiavano altre sponde». Come dire,i contrasti interni, ultima la litigata tra Bossi e Tossi, non hanno raffreddato l'entusiasmo... «Nella Lega si discute, esistono differenze di valutazione, siamo persone libere, non robot, ma non ci sono correnti organizzate intorno a centri di potere. Ecco perché è possibile ricomporre la dialettica in scelte condivise».

    Intanto c’è rabbia malcelata per la crisi che ha mandato a gambe all'aria l'amministrazione provinciale di Belluno e il presidente "padano" Bottacin; oggi un drappello di dirigenti e amministratori si ritroverà nella città dolomitica: solidarietà alla vittima del fuoco amico del Pdl ma anche prova generale di disimpegno da un'alleanza, quella con i berlusconiani, concepita dai più come una necessità sgradita ma temporanea. Sul punto il segretario Giampaolo Gobbo non si sbilancia ma - da Treviso a Rovigo, via Verona e Vicenza - i punti di crisi nell'asse di centrodestra sono in aumento. E la linea, confortata dai sondaggi, è di correre in solitudine dovunque ciò non comporti automaticamente il successo della sinistra. Nel Bellunese, per cominciare. Ma anche nella Marca dove i rapporti tra alleati-rivali sono al limite dello strappo. Sullo sfondo, i temi bossiani destinati ad alimentare la prossima campagna: tutela dei ceti popolari e produttivi (l'altolà al taglio delle pensioni), l'insofferenza verso "l’eurodittatura Merkozy” e la rivendicazione di un federalismo «estremo» concepito come un parafulmine per la Padania, ancora dinamica e vitale ma esposta al contagio del dissesto "italiano".

    05 novembre 2011
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    Predefinito Rif: Provincia di Belluno: scontro Pdl-Lega, cade la giunta Bottacin

    «Bottacin avrà ancora un grande ruolo»

    Gobbo alla bicchierata coi militanti rilancia l’ex presidente che accusa il sistema: «Qui c’è la mafia bianca»

    di Irene Aliprandi

    «Bottacin avra ancora un grande ruolo» - Cronaca - Corriere delle Alpi

    BELLUNO - «Bottacin è un grande uomo, che rimane nel movimento e avrà ancora grandi responsabilità nella Lega Nord», parola di Gian Paolo Gobbo. Mezzo Veneto è salito a Belluno, ieri pomeriggio, per dimostrare stima e amicizia all’ex presidente della Provincia sfiduciato da una mozione congiunta tra Pdl e opposizione. Gianpaolo Bottacin ha invitato i militanti a Sagrogna per una bicchierata che è stata l’occasione per ricostruire le cause della sua caduta, ma soprattutto il luogo dell’attacco corale al Pdl. O meglio, a quella parte di Pdl che ha voluto chiudere la bocca a Bottacin: Maurizio Paniz per primo.

    «Se ne assumeranno la responsabilità», chiarisce il segretario veneto, «anche perché gli organi regionali e nazionali del Pdl non avevano dato questo messaggio e quindi la loro azione è ancora più grave e aumenteranno ancora di più le conseguenze a loro carico. Se qualcuno crede che, domani, si possa fare ancora una coalizione con certe persone, si sbaglia». Ma è tutto il Veneto ad essere in subbuglio e se Gobbo cerca di salvare il salvabile facendo nome e cognome di chi non ha rispettato i patti, i tanti dirigenti regionali presenti parlano del Pdl come soggetto inaffidabile ovunque. E il segretario coglie il malcontento diffuso tra i suoi: «Oggi ci vuole chiarezza». In chiusura l’omaggio al presidente sfiduciato: «Credo che ti podaressi tornar su quella poltrona», rilancia Gobbo a un Bottacin che in questo momento non ne ha molta voglia: «Finalmente dopo trent’anni il bellunese ha avuto un presidente che ha pensato al bene del territorio e della provincia».

    Da parte sua l’ex capo di palazzo Piloni non si è risparmiato, arrivando a parlare di “mafia bianca”, cioè del sistema di potere che domina Belluno. Bottacin è partito dagli albori del 1991, l’ammirazione per lo stile di Bossi che lui ritiene di aver seguito; la prima tessera della Lega nel 1993 fatta da tale Franco Roccon e poi la sua esperienza in Provincia: «Ho detto le cose in maniera diretta, ho cercato di eliminare le cose sporche e ho fatto gli interessi del territorio», la citazione va all’opposizione, all’Idv e ai Socialisti, che lo hanno definito «incorruttibile» e «coraggioso per aver parlato di fatti che gli hanno scatenato contro le crociate». Non poteva mancare un cenno alla Torre Ascon, l’Usl, il Parco, Ecomont e altro, ma soprattutto Bim Gsp, l’idea di mettere una tassa sull’acqua e gli sms di minacce mandati ai sindaci meno allineati: «Ma l’unica cosa che non cambia sono i vertici». Poi il Pdl e quel parlamentare che difende Berlusconi «perché gli elettori l’hanno votato per rimanere al governo cinque anni. Come me, ma a Belluno la teoria di Roma non vale». E’ lo stesso Bottacin a riconoscere che non tutto il Pdl è uguale, marcando la differenza tra assessori come Carbogno (ieri presente) e De Kunovich e chi invece l’ha ostacolato o mandato in tv da assassino dei bambi, cioè Zanolla e De Zolt. «Ho detto di no all’accordo con il Pdl che indicava i tre assessori da mantenere, perché volevano che risolvessi io un problema interno al loro partito, facendo fuori l’unico assessore che non aveva mai fatto nulla contro di me». Infine la delusione per il presidente del consiglio Ghezze, maturata solo ieri, dopo aver letto la sua risposta congiunta con Caruzzo a Franceschi.

    «Non so chi prenderà il mio posto, ma spero che vada fino in fondo contro il sistema».

    06 novembre 2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 

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