La fiducia degli Usa in Napolitano. Nel pomeriggio di giovedì, Barack Obama ha avuto un colloquio telefonico con il capo dello Stato italiano Giorgio Napolitano. Il presidente degli Stati Uniti ha voluto essere ragguagliato sugli sviluppi e le prospettive della situazione politica in Italia in relazione alle grandi tensioni tuttora in atto sui mercati finanziari. Obama, ha spiegato il portavoce della casa Bianca Jay Carney, «ha espresso fiducia nel capo dello Stato italiano per dare vita ad un governo che sviluppi un programma di riforme aggressivo e ristabilisca la fiducia dei mercati».
FIDUCIA ANCHE DALLA MERKEL - Primi segnali positivi dall'Europa e dagli Stati Uniti sulla scelta di dar vita a un governo di emergenza affidato a Mario Monti. Da Berlino, dove l'economista milanese si trovava mercoledì, arriva l'incoraggiamento di Angela Merkel: «È importante che il Paese recuperi fiducia, cosa che sembra stia accadendo» ha riconosciuto il Cancelliere. Anche dal presidente americano Barack Obama è giunta in mattinata una dichiarazione di sostegno e vicinanza: «L'Italia è un grande Paese, ce la può fare».
MA LA UE INCALZA LE RIFORME - Tiene dritta la barra sulle riforme la Commissione europea. L'Italia ha bisogno di «stabilità politica», ha riconosciuto il Commissario agli Affari internazionali Olli Rehn, affermando però che «è necessario che faccia di più sulle pensioni». Nel rapporto previsionale di Bruxelles, peraltro, l' Italia non centrerà il pareggio di bilancio nel 2013. «In via preliminare posso dire che nel pacchetto previsto dalla "lettera" ci sono varie misure positive come quelle relative al mercato del lavoro, alle liberalizzazioni, ma la "lettera" - ha aggiunto Rehn - è silenziosa su molte altre questioni, non va abbastanza avanti sulla concorrenza e molto potrebbe essere fatto sulle pensioni».
OBAMA E LAGARDE - Dal presidente americano Obama è arrivato intanto un messaggio di fiducia a Roma. «L'Italia non è la Grecia, è un Paese grande, e un Paese ricco. Atene ha un problema di solvenza, l'Italia ha più un problema di liquidità», ha detto. Dalla Cina, dove è in viaggio per la prima volta nella veste di direttrice del Fondo monetario internazionale, interviene però, Christine Lagarde: la «chiarezza politica» è la prima cosa necessaria per Italia e Grecia». Io farei una distinzione tra un paese come la Grecia e l'Italia - argomenta Obama -: il primo ha realmente un problema di solvenza, ha un grosso debito, e deve intraprendere decisioni molto dure, e a lunga scadenza, se vuole rimanere in Europa. E ciò vale anche se esce dall'Europa, se intende veramente riuscire a risolvere questo problema. L'Italia, invece - chiarisce Obama - ha più un problema di liquidità, è un Paese grande e ricco, è la terza economia europea, l'ottava al mondo, dove ci sono molte persone ricche. Un paese che può far fronte al proprio debito, a patto che i mercati non abbiano una crisi di fiducia sulla volontà politica e la capacità di non perdere il controllo del sistema».’); } function IncludeJavaScript(jsFile) { document.write(’
Obama: «Ho fiducia in Napolitano» - Corriere della Sera




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