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    Predefinito Il Ventennio Repubblicano Fascista

    Nei primi mesi del dopoguerra la situazione politica appare instabile. La guerra è finita da meno di un anno, ma molti militari (500.000) sono ancora sotto le armi con un bagaglio d'esperienza e rabbia enorme, come la lista delle rivendicazioni. Alla fine del conflitto un diffuso malcontento agita l'opinione pubblica italiana. Il paese è profondamente diviso: da una parte la borghesia, anche media e piccola, che ha voluto la guerra ed ora è delusa dalla vittoria mutilata di Versailles e dalle difficoltà materiali (svalutazione della lira, oneri fiscali); dall'altra operai e contadini, che in gran parte si erano opposti all'intervento e sopportano le conseguenze economiche del conflitto (mancata soluzione del problema agrario). Il successo della rivoluzione russa e i fermenti di rivolta in Germania galvanizzano i dirigenti socialisti e fanno apparire imminente l'instaurazione di un regime proletario anche in Italia. Il Partito Popolare, partito di ispirazione Cattolica, fondato da don Luigi Sturzo, si presenta subito come il principale interlocutore dei socialisti e raccoglie un largo seguito, soprattutto nelle campagne. Accanto ai socialisti e popolari, il movimento nazionalista, seguaci del poeta Gabriele D'Annunzio e le varie associazioni combattenti, che stentano a reinserirsi nella società post-bellica, e chiedono il rinnovamento della classe dirigente. Portavoce di tali movimenti, eterogenei per composizione ideologica, si fa l'ex socialista Benito Mussolini.

    1919: Il 23 marzo nascono a Milano, in piazza San Sepolcro, i Fasci Italiani di Combattimento con un programma espansionista in politica estera e socialisteggiante in politica interna: Costituente per la scelta istituzionale, suffragio universale, partecipazione dei lavoratori alla direzione delle industrie, imposta progressiva sul capitale, sequestro dei profitti di guerra. Mussolini forma i 'Fasci di Combattimento" di cui entrano a far parte ex arditi, disoccupati, giovani disorientati dalla guerra, socialisti, repubblicani, futuristi. Da subito il nuovo movimento si attira le simpatie degli ambienti nazionalisti, ma Mussolini rifiuta qualsiasi finanziamento e appoggio da parte degli industriali e dell'esercito.

    Francesco Saverio Nitti, subentra al presidente Orlando, caduto per l'insuccesso della conferenza di pace. Egli tenta il riassetto del bilancio istituendo la 'guardia regia" per il mantenimento dell'ordine pubblico, emana decreti sull'occupazione delle terre incolte. Ma il 12 settembre deve affrontare la crisi di Fiume. La città, occupata dalle truppe alleate, aveva chiesto d'essere annessa all'Italia. D'Annunzio, con una colonna di volontari e con l'appoggio, più o meno aperto, delle autorità militari italiane nella zona, occupa Fiume e vi instaura il comando del 'Quarnaro Liberato". In novembre Nitti indice elezioni generali (le prime col sistema proporzionale). Successo dei socialisti, dei popolari ( i due partiti sommano 256 mandati su 508, cioè la maggioranza assoluta); clamoroso fallimento delle candidature fasciste.

    Il blocco navale e terrestre imposto a Fiume dal Ministero Nitti riduce la popolazione alla fame.

    L’assedio convince il Vate a trasformare i suoi legionari in pirati e a chiamarli 'uscocchi", dal termine croato cinquecentesco 'uskok" che indicava i profughi balcanici fuggiaschi dalle invasioni ottomane e dediti alla pirateria. D’Annunzio stesso viene chiamato 'il grande Uscocco" dai suoi sottoposti.

    La prima nave a essere dirottata, il 10 ottobre del 1919 a Fiume è il 'Persia" (davanti al faro di Lussinpiccolo), che partita da Trieste verso Vladivostok, trasporta materiale del governo italiano all'Armata Bianca in Russia contro i bolscevichi. L’operazione di abbordaggio e cattura è condotta da una dozzina di uomini a bordo di un Mas armato di cannoncino. Un carico per D'Annunzio preziosissimo e che serve per la difesa di Fiume anche per equipaggiare un moto rivoluzionario in Italia. Il piroscafo (ma non il carico) viene poi restituito previa consegna di 12 milioni di lire raccolte da una cordata di imprenditori capeggiati dal senatore Borletti, proprietario della 'Rinascente" e amico del Poeta.

    Verrà poi sequestrato il 'Bertani" nel porto di Trieste e i mercantili 'Baron Fejervary" battente bandiera ungherese, 'Trapani" e 'Cogne". Quest’ultimo appartiene alla società di navigazione Ansaldo di Genova e trasporta materiale del valore di 200 milioni di lire in Argentina.

    Mussolini e D'Annunzio tentato un colpo di mano: rovesciare la Monarchia e instaurare la Repubblica. Fiume diventa il centro motore di una vasta azione rivoluzionaria in tutta Italia, contro la Monarchia grazie al sostegno politico del Duca Amedeo d'Aosta.

    In tutta Italia sorgono organizzazioni interventiste e combattentistiche che si affrettano a realizzare la proposta dei repubblicani e dei socialisti di proclamare la Repubblica 'se la questione di Fiume non fosse stata risolta dal Parlamento". Il Partito Socialista a questo punto lascia cadere le "avances" Nittiane in vista di una rivoluzione Parlamentare con successiva proclamazione della Repubblica.

    1920: Difficoltà di politica estera (Fiume e la questione adriatica) e peggioramento dell'economia provocano la caduta di Nitti. In gennaio i Fasci si trasformano nel Partito Fascista Repubblicano. Il 23 giugno, il nuovo Ministero Giolitti, avvia un timido programma di riforme in politica interna, di accordi pacifici in politica estera.

    Dinnanzi all'occupazione delle fabbriche (agosto -settembre 1920), Giolitti mantiene un atteggiamento neutrale. La vicenda si conclude con un sostanziale insuccesso socialista, aggravato dalla frattura tra riformisti e massimalisti all'interno del partito. Le squadre fasciste, fanno blocco con i partiti della sinistra contro le prepotenze degli industriali e degli agrari preoccupati dal 'pericolo repubblicano e bolscevico", combattendo con violenza i fascisti e i socialisti, facendo pressione sul Re per una maggiore repressione delle agitazioni operaie. Il governo reprime le sommosse operaie e fasciste con energia ed efficacia.

    Si diffonde capillarmente nelle città il movimento mussoliniano. Mussolini fervente repubblicano, organizza ovunque le 'Avanguardie Fasciste" come gruppi di difesa delle fabbriche sotto occupazione, con il solo compito di cacciare le forze governative.

    Nell’aprile del 1920 i legionari fiumani sequestrano una cinquantina di robusti cavalli da tiro del Regio Esercito. Le autorità militari italiane minacciarono severe rappresaglie.

    1921: La politica di agitazione rivoluzionaria, accesa ma inconcludente, dei massimalisti spinge gran parte della borghesia a destra. A Ravenna nasce la Costituente Repubblicana, di cui fanno parte i Fascisti, i Socialisti, i Repubblicani. La Costituente si scioglierà nel 1922 dopo la proclamazione della 'Repubblica Sociale Italiana". Il 13 maggio, si svolgono nuove elezioni generali. Mussolini è eletto alla Camera con altri trentaquattro deputati fascisti.

    1922: Il 12 settembre, Mussolini forte di lacune migliaia di militanti fascisti e repubblicani, provenienti da tutta Italia, e dell'appoggio di alcuni reparti dell'esercito fedeli al Duca d'Aosta, organizza una marcia su Roma. Pietro Nenni, Gabriele D'annunzio, Nicola Bombacci e lo stesso Mussolini guidano la spedizione sulla capitale ('O Roma o morte"). In tarda serata il ministro degli Interni Facta si reca da Vittorio Emanuele III che, dichiara lo stato d'assedio.

    Il duca d'Aosta marcia sulla capitale alla testa di 5000 uomini. Il palazzo del Quirnale viene occupato dall'esercito, e il Re arrestato.

    Il 30 ottobre si forma il Primo Governo presieduto da Alceste De Ambris: ne fanno parte socialisti (guidati da Turati e Matteotti), repubblicani, futuristi e un radicale, ma fascisti sono in maggioranza. All'opposizione si schierano i popolari, i liberali e legittimisti che sono rimasti fedeli alla monarchia. Con il discorso pronunciato alla camera: 'Esiste un Italia, Nazionale, Socialista, Repubblicana", De Ambris ottiene la fiducia la delega dei pieni poteri, ed espone un programma nazionalista in politica estera, socialista in politica interna. Il nuovo stato che nasce è una Repubblica semi Presidenziale. Mussolini è nominato Presidente della Repubblica. La costituzione del Carnaro diventa la 'Costituzione del Popolo Italiano" . Il Senato viene abolito.
    Ci si prepara alle prime elezioni repubblicane in un clima di scontro aperto, con i comunisti che cercano di instaurare un regime simile all'URSS di Lenin. I pochi realisti rimasti, compresi i nazionalisti, gli agrari e la borghesia, fuggono dall’Italia Sociale e Repubblicana.


    Viene decisa una consultazione popolare, tramite referendum, per stabilire se si dovesse mantenere la monarchia o creare una repubblica, come chiedevano quanti attribuivano al re gravissime responsabilità : il mancato riconoscimento della vittoria italiana. (Vittoria Mutilata).

    Finalmente il 16 novembre i cittadini italiani sono chiamati a scegliere tra la monarchia e la repubblica: si tratta del primo suffragio universale della storia d'Italia, poiché per la prima il diritto di voto è concesso anche alle donne. Intanto Vittorio Vittorio Emanuele III, dopo un vano tentativo di contestare la validità dei risultati, parte per l'esilio a Parigi. Il 1 dicembre viene proclamata la Repubblica Sociale Italiana.

    Per poter meglio realizzare i suoi programmi di chiara impronta repubblicana e socialista, Mussolini utilizza come veicolo principale l'educazione: viene istituita la scuola di base obbligatoria e gratuita (fino a 12 anni, poi estesa ai 15), ma la difficoltà maggiore riguarda l'istruzione degli adulti. Ovunque, nelle città e nelle campagne, sorgono scuole dove gli insegnanti combattano l'analfabetismo. Ai ragazzi che vogliono iscriversi all'Università vengono offerte borse di studio, e nascono 'facoltà fasciste" per l'istruzione dei futuri quadri dirigenti del Partito Repubblicano Fascista. La struttura della famiglia viene rinnovata con il riconoscimento dell'assoluta parità dei sessi. Il nuovo diritto alla famiglia è caratterizzato da grande libertà: matrimonio e divorzi divengono finalmente atti formali e semplicissimi; figli illegittimi e figli legittimi hanno gli stessi diritti. Lo Stato gestisce direttamente l'assistenza della maternità e dell'infanzia. Sul fronte della politica estera, Mussolini dichiara che è necessaria una revisione una revisione dei trattati di pace e assume un atteggiamento ostile alla Gran Bretagna sostenendo l'occupazione francese della Ruhr. Nei messi successivi i rapporti italo-inglesi migliorano a danno di quelli con la Francia, dopo la visita di Re Giorgio V a Roma, nel luglio del 1923.

    Il fascismo repubblicano con legge del 12/12/1922 elabora una riforma del diritto d'impresa che comporta l'introduzione dei lavoratori nella gestione dell'impresa: i fascisti vogliono così contrapporre un loro modello di socialismo, fondato sulla socializzazione parziale della gestione delle imprese pubbliche e private, al socialismo sovietico che si configura come una forma di capitalismo di Stato.

    1923: Il governo fascista conduce una lotta accanita contro la Chiesa Cattolica, confiscandone i beni e mettendo al bando molte congregazioni e mense religiose. Alla Conferenza di Losanna, viene riconosciuto all'Italia la cessione del Dodecaneso grazie anche all'appoggio britannico.

    Il 27 agosto, dopo il massacro della missione militare Tellini in Grecia, Mussolini chiede riparazioni al governo di Atene con un ultimatum respinto dalla Grecia. La Grecia ricorre alla Società delle Nazioni: l'Italia ottiene un risarcimento di danni ma deve abbandonare Corfù, nel frattempo occupata.

    1924: La lista fascista, di cui fanno parte molti esponenti repubblicani e socialisti, conquista il 65% dei voti alle elezioni. Il deputato socialista Giacomo Matteotti conferma l'appoggio dei socialisti al nuovo ministero De Ambris. I deputati dell'opposizione liberale e monarchica, abbandonano il parlamento chiedendo l'abolizione del Partito repubblicano Fascista e il ripristino della Monarchia. I giornali filomonarchici di opposizione chiedono le dimissioni di Mussolini. Il 27 gennaio, il Patto di Roma, pone fine alla questione fiumana e vine siglato un trattato di amicizia italo-jugoslavo: all'Italia vanno la città e il porto di Fiume. Il governo italiano stabilisce rapporti diplomatici con l'URSS.

    1925: Discorso di Mussolini alla Camera, che segna la fine dei partiti d'opposizione ostili al Fascismo. Mussolini sostenuto dal Paese passa all'offensiva, fa chiudere i circoli e sedi di partito liberali e monarchici eccetto quelli futuristi, repubblicani, socialisti e fascisti.

    Achmed Zogu, presidente della Repubblica Albanese, abbandona la tradizionale politica filo-jugoslava e accetta l'appoggio economico dell'Italia, che stabilisce sull'Albania una forma larvata di protettorato.
    L'Italia aderisce al Trattato di Locarno, assieme a Belgio, Polonia e Cecoslovacchia per la garanzia delle frontiere e la sicurezza generale. Le divergenze vengono risolte pacificamente, secondo apposite convergenze arbitrali. La Francia rafforza i legami con la 'Piccola Intesa" (Romania, Cecoslovacchia, Jugoslavia), per il mantenimento dei confini orientali. Per sostenere la campagna demografica, il governo ricorre a nuove misure sociali: alle famiglie numerose vengono concessi sconti sulle tasse, mentre gli scapoli devono pagare un'imposta speciale. (Istituzione ONMI, Opera Nazionale Maternità e Infanzia).

    1926: In un discorso a Napoli, Mussolini contrappone i 'regimi social-fascisti e democratici, alle le potenze assolutistiche, plutocratiche e monarchiche che opprimono i popoli".

    Il governo Italiano stringe patti d'amicizia anche con la Romania (riconoscimento della Bessarabia come territorio romeno). Grande successo riscuote l'Opera Nazionale Dopolavoro.

    1927: Promulgazione della Carta del Lavoro, dove si enuncia il principio della subordinazione delle forze economiche allo "sviluppo della potenza nazionale". Per migliorare la legislazione sociale il Fascismo, rende obbligatorie le assicurazioni contro gli infortuni su lavoro, le malattie professionali, l'invalidità e la vecchiaia, e ampliando la protezione della maternità e dell'infanzia.

    1928: Per far fronte alla crescente disoccupazione, viene avviata la 'Bonifica Integrale", con il risanamento delle paludi Pontine, in Lazio. Allo stesso scopo vengono potenziati i lavori pubblici, ampliando la rete stradale e ferroviaria e costruendo edifici pubblici.

    1929: 25 ottobre, 'Venerdì Nero": il crollo della borsa di New York scatena la crisi economica. Ne deriva una crisi economica in quasi tutti i paesi Europei. Vengono a mancare i crediti americani, diminuisce l'esportazione europea negli USA, non c'è capitale liquido, ei prezzi di tutte le materie prime e dei prodotti agricoli subiscono un tracollo: si arriva così a fallimenti, caduta dei prezzi, disoccupazione e crac bancari. Ogni stato adotta misure di emergenza.

    1930: Nuovo Trattato di amicizia con l'Austria. La crisi economica del 29' induce Mussolini ad eccentuare la Politica Autarchica già avviata con la battaglia del grano: la necessità di produrre l'intero fabbisogno nazionale costringe le industrie a fabbricare ogni genere di merce. Importazioni ed esportazioni vengono annullate.

    1931: Per sostenere l'industria e le banche, gravemente colpite dalla crisi, viene fondato un nuovo ente pubblico: IMI (Istituto Immobiliare Italiano), con il compito di sostenere le banche nel finanziare le industrie.

    1932: Mussolini insiste con la politica autarchica, presentando l'Italia come un grande paese capace di sfidare la più potente delle organizzazioni internazionali (Società delle Nazioni).

    1933: In Germania inizia il cancellierato di Adolf Hitler. La politica economica hitleriana è ispirata agli obiettivi dell'autarchia e del riarmo, mentre cresce l'isolamento della Germania dopo l'abbandono della Conferenza per il Disarmo e l'uscita dalla Società delle Nazioni (ottobre).

    Per iniziativa di Mussolini, viene firmato a Roma Il Patto a Quattro: Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia si assumono la responsabilità del mantenimento della pace e della riorganizzazione dell'Europa secondo i principi e le procedure previsti dallo statuto della Società delle Nazioni. L'accordo costituisce per la Germania un ulteriore passo avanti per il conseguimento della parità dei diritti con le altre potenze europee. Si conclude con un successo internazionale la trasvolata dell'Atlantico compiuta da Balbo.

    Viene fondata l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), che, utilizza il denaro pubblico per acquistare le quote azionarie delle banche e delle grandi industrie in difficoltà.

    1934: L'italia entra nel 'Patto a Tre", noto come 'Protocolli di Roma" (Italia, Ungheria, Austria), consolida la sua influenza sull'Europa Sud-Orientale ponendosi in contrasto con la Gran Bretagna.

    In luglio i rapporti tra Italia e Germania peggiorano a seguito del 'fallito putsch" nazista di Vienna per rovesciare il governo e proclamare l'Anschluss alla Germania. Il cancelliere austriaco Dollfuss è assassinato da sicari di Hitler, gli succede Schuschnigg. Mussolini allarmato dalle manovre di Hitler volte ad annettere l'Austria al Reich Germanico, invia due divisioni al Brennero per difendere l'indipendenza dell'Austria. Hitler e costretto a sconfessare i nazisti austriaci.

    1935: In aprile la Conferenza di Stresa registra l'accordo fra Italia, Francia e Gran Bretagna, che condannano la violazione degli obblighi della Società delle nazioni da Parte della Germania nazista e riaffermano lo spirito di pace del Trattato di Locarno. Negli USA inizia la 2° fase del New Deal, con misure che rafforzano la posizione dei lavoratori e tendono a neutralizzare la polemica di quegli avversari che pretendono innovazione ancor più radicali. Riforma fiscale a favore dei ceti meno abbietti.

    1936: A marzo Hitler denuncia il Patto di Locarno a fa occupare di sopresa dalla Wehrmacht la Renania smilitarizzata: fine dell'ordinamento di Versailles.

    Gli incidenti ai pozzi di Ual-Ual forniscono a Mussolini il pretesto per invadere l'Etiopia. Grazie alla superiorità di effettivi e di mezzi, le truppe italiane infrangono la resistenza abissina. Tre giorni dopo le truppe italiane entrano in Adis Abeba (6/5/1936). Il 9 maggio, Mussolini proclama la fondazione dell'Impero Italiano. Subito dopo l'inizio dell'aggressione, la Società delle Nazioni, per iniziativa soprattutto della Gran Bretagna, infligge all'Italia Fascista Repubblicana sanzioni economiche; la Repubblica Fascista però non né risente gli effetti perché gli USA e la Germania continuano ad inviare in Italia materie prime e prodotti industriali.

    Per riconquistarsi la fiducia e la stima dei paesi della Società delle Nazioni, Mussolini, interviene a favore dei Repubblicani spagnoli contro Franco, sostenuto da Hitler, nella guerra civile spagnola, inviando reparti di volontari e fornendo materiale bellico. Fa capire inoltre, al governo nazista che l'Italia vuole preservare a tutti i costi l'indipendenza austriaca, condannando l'Anschluss (marzo 1938).

    I Franchisti sono sostenuti sul piano militare da Germania ( la famigerata 'Legione Condor") e Portogallo, con gli interventi dell'aviazione tedesca, che bombarda i centri di resistenza e infierisce anche sulla popolazione civile. Il governo Repubblicano Spagnolo (4/9/1936 governo del Fronte Popolare Largo Caballero, 17/5/1937 Gabinetto Juan Negrin), ottiene aiuti dalla Francia, dell'Italia Fascista e dall'Unione Sovietica; affluiscono inoltre in Spagna per partecipare alla difesa della Repubblica brigate internazionali di volontari (60.000 uomini), fra i quali si distinguono i Fascisti Repubblicani Italiani che riescono a rallentare l'avanzata di Franco con le vittorie a Guadalajara e Teruel.

    1937: L'Italia firma con la Jugoslavia un trattato di amicizia e di assistenza militare: Patto per la Sicurezza. A giugno viene siglato a Roma il Trattato di non Aggressione e di mutua amicizia fra Italia, Austria e Ungheria.

    Ciano è sostituito al Ministero degli Esteri da Dino Grandi, per avere rapporti più amichevoli con la Gran Bretagna.

    1938: 12 marzo, le truppe tedesche occupano l'Austria che viene annessa al Reich. Mussolini si oppone: Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania. Hitler allora occupa anche la Cecoslovacchia che resiste per tre mesi. Francia, Olanda e Belgio fermano l'invasione, riuscendo a stabilizzare il fronte, mentre gli alleati strozzano i rifornimenti tedeschi con un blocco navale. Il 10 maggio la Germania sferra l'offensiva contro la Francia, che lungo il confine con la Germania aveva costruito una linea fortificata (detta 'Maginot" dal nome del suo ideatore).

    Hitler prevede una guerra lampo per non correre il rischio di paralisi nelle trincee come nel primo conflitto mondiale: perciò aggira le difese francesi invadendo l'Olanda, il Belgio e il Lussemburgo, benché neutrali. In pochi giorni questi paesi vengono occupati e l'esercito tedesco dilaga in Francia. A Dunkerque il corpo di spedizione inglese, intuendo che la battaglia sul continente è ormai perduta, riprende il mare insieme a reparti francesi e belgi.

    Il 14 giugno i Tedeschi occupano Parigi e il 22 la Francia si arrende. Il paese viene diviso in due parti: il Nord, compresa la capitale, governato direttamente dai nazisti; il Sud, formalmente indipendente, in realtà sottoposto a un governo militare collaborazionista, che ha sede a Vichy ed è capeggiato dal generale Pétain. Allo scoppio del conflitto, l'Italia dichiara la 'non belligeranza", rimanendo fuori dal conflitto.

    1939: Vittoria dei Repubblicani in Spagna. L'esercito repubblicano entra a Madrid, concludendo la sanguinosa guerra civile (1 milione di morti), con l'instaurazione di un Governo Repubblicano. Il nuovo governo Spagnolo è riconosciuto da Italia, Francia, URSS e dagli Stati Uniti.

    La Spagna rimane neutrale nella seconda guerra mondiale.

    La Gran Bretagna e la Francia avviano trattative con Mussolini, per invitarlo ad entrare in guerra. ('Carteggio Curchill-Mussolini").

    A Giugno si giunge ad un accordo: Francia, Gran Bretagna e tutta la Società delle Nazioni si impegnano a riconoscere l'Impero Italiano in Africa e a cedere la Somalia Inglese e Francese.
    Il 24 giugno l'Italia, dichiara guerra alla Germania.

    Cosa succede?

    •   Alt 

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    Predefinito Rif: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    Nei primi mesi del dopoguerra la situazione politica appare instabile. La guerra è finita da meno di un anno, ma molti militari (500.000) sono ancora sotto le armi con un bagaglio d'esperienza e rabbia enorme, come la lista delle rivendicazioni. Alla fine del conflitto un diffuso malcontento agita l'opinione pubblica italiana. Il paese è profondamente diviso: da una parte la borghesia, anche media e piccola, che ha voluto la guerra ed ora è delusa dalla vittoria mutilata di Versailles e dalle difficoltà materiali (svalutazione della lira, oneri fiscali); dall'altra operai e contadini, che in gran parte si erano opposti all'intervento e sopportano le conseguenze economiche del conflitto (mancata soluzione del problema agrario). Il successo della rivoluzione russa e i fermenti di rivolta in Germania galvanizzano i dirigenti socialisti e fanno apparire imminente l'instaurazione di un regime proletario anche in Italia. Il Partito Popolare, partito di ispirazione Cattolica, fondato da don Luigi Sturzo, si presenta subito come il principale interlocutore dei socialisti e raccoglie un largo seguito, soprattutto nelle campagne. Accanto ai socialisti e popolari, il movimento nazionalista, seguaci del poeta Gabriele D'Annunzio e le varie associazioni combattenti, che stentano a reinserirsi nella società post-bellica, e chiedono il rinnovamento della classe dirigente. Portavoce di tali movimenti, eterogenei per composizione ideologica, si fa l'ex socialista Benito Mussolini.

    1919: Il 23 marzo nascono a Milano, in piazza San Sepolcro, i Fasci Italiani di Combattimento con un programma espansionista in politica estera e socialisteggiante in politica interna: Costituente per la scelta istituzionale, suffragio universale, partecipazione dei lavoratori alla direzione delle industrie, imposta progressiva sul capitale, sequestro dei profitti di guerra. Mussolini forma i 'Fasci di Combattimento" di cui entrano a far parte ex arditi, disoccupati, giovani disorientati dalla guerra, socialisti, repubblicani, futuristi. Da subito il nuovo movimento si attira le simpatie degli ambienti nazionalisti, ma Mussolini rifiuta qualsiasi finanziamento e appoggio da parte degli industriali e dell'esercito.

    Francesco Saverio Nitti, subentra al presidente Orlando, caduto per l'insuccesso della conferenza di pace. Egli tenta il riassetto del bilancio istituendo la 'guardia regia" per il mantenimento dell'ordine pubblico, emana decreti sull'occupazione delle terre incolte. Ma il 12 settembre deve affrontare la crisi di Fiume. La città, occupata dalle truppe alleate, aveva chiesto d'essere annessa all'Italia. D'Annunzio, con una colonna di volontari e con l'appoggio, più o meno aperto, delle autorità militari italiane nella zona, occupa Fiume e vi instaura il comando del 'Quarnaro Liberato". In novembre Nitti indice elezioni generali (le prime col sistema proporzionale). Successo dei socialisti, dei popolari ( i due partiti sommano 256 mandati su 508, cioè la maggioranza assoluta); clamoroso fallimento delle candidature fasciste.

    Il blocco navale e terrestre imposto a Fiume dal Ministero Nitti riduce la popolazione alla fame.

    L’assedio convince il Vate a trasformare i suoi legionari in pirati e a chiamarli 'uscocchi", dal termine croato cinquecentesco 'uskok" che indicava i profughi balcanici fuggiaschi dalle invasioni ottomane e dediti alla pirateria. D’Annunzio stesso viene chiamato 'il grande Uscocco" dai suoi sottoposti.

    La prima nave a essere dirottata, il 10 ottobre del 1919 a Fiume è il 'Persia" (davanti al faro di Lussinpiccolo), che partita da Trieste verso Vladivostok, trasporta materiale del governo italiano all'Armata Bianca in Russia contro i bolscevichi. L’operazione di abbordaggio e cattura è condotta da una dozzina di uomini a bordo di un Mas armato di cannoncino. Un carico per D'Annunzio preziosissimo e che serve per la difesa di Fiume anche per equipaggiare un moto rivoluzionario in Italia. Il piroscafo (ma non il carico) viene poi restituito previa consegna di 12 milioni di lire raccolte da una cordata di imprenditori capeggiati dal senatore Borletti, proprietario della 'Rinascente" e amico del Poeta.

    Verrà poi sequestrato il 'Bertani" nel porto di Trieste e i mercantili 'Baron Fejervary" battente bandiera ungherese, 'Trapani" e 'Cogne". Quest’ultimo appartiene alla società di navigazione Ansaldo di Genova e trasporta materiale del valore di 200 milioni di lire in Argentina.

    Mussolini e D'Annunzio tentato un colpo di mano: rovesciare la Monarchia e instaurare la Repubblica. Fiume diventa il centro motore di una vasta azione rivoluzionaria in tutta Italia, contro la Monarchia grazie al sostegno politico del Duca Amedeo d'Aosta.

    In tutta Italia sorgono organizzazioni interventiste e combattentistiche che si affrettano a realizzare la proposta dei repubblicani e dei socialisti di proclamare la Repubblica 'se la questione di Fiume non fosse stata risolta dal Parlamento". Il Partito Socialista a questo punto lascia cadere le "avances" Nittiane in vista di una rivoluzione Parlamentare con successiva proclamazione della Repubblica.

    1920: Difficoltà di politica estera (Fiume e la questione adriatica) e peggioramento dell'economia provocano la caduta di Nitti. In gennaio i Fasci si trasformano nel Partito Fascista Repubblicano. Il 23 giugno, il nuovo Ministero Giolitti, avvia un timido programma di riforme in politica interna, di accordi pacifici in politica estera.

    Dinnanzi all'occupazione delle fabbriche (agosto -settembre 1920), Giolitti mantiene un atteggiamento neutrale. La vicenda si conclude con un sostanziale insuccesso socialista, aggravato dalla frattura tra riformisti e massimalisti all'interno del partito. Le squadre fasciste, fanno blocco con i partiti della sinistra contro le prepotenze degli industriali e degli agrari preoccupati dal 'pericolo repubblicano e bolscevico", combattendo con violenza i fascisti e i socialisti, facendo pressione sul Re per una maggiore repressione delle agitazioni operaie. Il governo reprime le sommosse operaie e fasciste con energia ed efficacia.

    Si diffonde capillarmente nelle città il movimento mussoliniano. Mussolini fervente repubblicano, organizza ovunque le 'Avanguardie Fasciste" come gruppi di difesa delle fabbriche sotto occupazione, con il solo compito di cacciare le forze governative.

    Nell’aprile del 1920 i legionari fiumani sequestrano una cinquantina di robusti cavalli da tiro del Regio Esercito. Le autorità militari italiane minacciarono severe rappresaglie.

    1921: La politica di agitazione rivoluzionaria, accesa ma inconcludente, dei massimalisti spinge gran parte della borghesia a destra. A Ravenna nasce la Costituente Repubblicana, di cui fanno parte i Fascisti, i Socialisti, i Repubblicani. La Costituente si scioglierà nel 1922 dopo la proclamazione della 'Repubblica Sociale Italiana". Il 13 maggio, si svolgono nuove elezioni generali. Mussolini è eletto alla Camera con altri trentaquattro deputati fascisti.

    1922: Il 12 settembre, Mussolini forte di lacune migliaia di militanti fascisti e repubblicani, provenienti da tutta Italia, e dell'appoggio di alcuni reparti dell'esercito fedeli al Duca d'Aosta, organizza una marcia su Roma. Pietro Nenni, Gabriele D'annunzio, Nicola Bombacci e lo stesso Mussolini guidano la spedizione sulla capitale ('O Roma o morte"). In tarda serata il ministro degli Interni Facta si reca da Vittorio Emanuele III che, dichiara lo stato d'assedio.

    Il duca d'Aosta marcia sulla capitale alla testa di 5000 uomini. Il palazzo del Quirnale viene occupato dall'esercito, e il Re arrestato.

    Il 30 ottobre si forma il Primo Governo presieduto da Alceste De Ambris: ne fanno parte socialisti (guidati da Turati e Matteotti), repubblicani, futuristi e un radicale, ma fascisti sono in maggioranza. All'opposizione si schierano i popolari, i liberali e legittimisti che sono rimasti fedeli alla monarchia. Con il discorso pronunciato alla camera: 'Esiste un Italia, Nazionale, Socialista, Repubblicana", De Ambris ottiene la fiducia la delega dei pieni poteri, ed espone un programma nazionalista in politica estera, socialista in politica interna. Il nuovo stato che nasce è una Repubblica semi Presidenziale. Mussolini è nominato Presidente della Repubblica. La costituzione del Carnaro diventa la 'Costituzione del Popolo Italiano" . Il Senato viene abolito.
    Ci si prepara alle prime elezioni repubblicane in un clima di scontro aperto, con i comunisti che cercano di instaurare un regime simile all'URSS di Lenin. I pochi realisti rimasti, compresi i nazionalisti, gli agrari e la borghesia, fuggono dall’Italia Sociale e Repubblicana.


    Viene decisa una consultazione popolare, tramite referendum, per stabilire se si dovesse mantenere la monarchia o creare una repubblica, come chiedevano quanti attribuivano al re gravissime responsabilità : il mancato riconoscimento della vittoria italiana. (Vittoria Mutilata).

    Finalmente il 16 novembre i cittadini italiani sono chiamati a scegliere tra la monarchia e la repubblica: si tratta del primo suffragio universale della storia d'Italia, poiché per la prima il diritto di voto è concesso anche alle donne. Intanto Vittorio Vittorio Emanuele III, dopo un vano tentativo di contestare la validità dei risultati, parte per l'esilio a Parigi. Il 1 dicembre viene proclamata la Repubblica Sociale Italiana.

    Per poter meglio realizzare i suoi programmi di chiara impronta repubblicana e socialista, Mussolini utilizza come veicolo principale l'educazione: viene istituita la scuola di base obbligatoria e gratuita (fino a 12 anni, poi estesa ai 15), ma la difficoltà maggiore riguarda l'istruzione degli adulti. Ovunque, nelle città e nelle campagne, sorgono scuole dove gli insegnanti combattano l'analfabetismo. Ai ragazzi che vogliono iscriversi all'Università vengono offerte borse di studio, e nascono 'facoltà fasciste" per l'istruzione dei futuri quadri dirigenti del Partito Repubblicano Fascista. La struttura della famiglia viene rinnovata con il riconoscimento dell'assoluta parità dei sessi. Il nuovo diritto alla famiglia è caratterizzato da grande libertà: matrimonio e divorzi divengono finalmente atti formali e semplicissimi; figli illegittimi e figli legittimi hanno gli stessi diritti. Lo Stato gestisce direttamente l'assistenza della maternità e dell'infanzia. Sul fronte della politica estera, Mussolini dichiara che è necessaria una revisione una revisione dei trattati di pace e assume un atteggiamento ostile alla Gran Bretagna sostenendo l'occupazione francese della Ruhr. Nei messi successivi i rapporti italo-inglesi migliorano a danno di quelli con la Francia, dopo la visita di Re Giorgio V a Roma, nel luglio del 1923.

    Il fascismo repubblicano con legge del 12/12/1922 elabora una riforma del diritto d'impresa che comporta l'introduzione dei lavoratori nella gestione dell'impresa: i fascisti vogliono così contrapporre un loro modello di socialismo, fondato sulla socializzazione parziale della gestione delle imprese pubbliche e private, al socialismo sovietico che si configura come una forma di capitalismo di Stato.

    1923: Il governo fascista conduce una lotta accanita contro la Chiesa Cattolica, confiscandone i beni e mettendo al bando molte congregazioni e mense religiose. Alla Conferenza di Losanna, viene riconosciuto all'Italia la cessione del Dodecaneso grazie anche all'appoggio britannico.

    Il 27 agosto, dopo il massacro della missione militare Tellini in Grecia, Mussolini chiede riparazioni al governo di Atene con un ultimatum respinto dalla Grecia. La Grecia ricorre alla Società delle Nazioni: l'Italia ottiene un risarcimento di danni ma deve abbandonare Corfù, nel frattempo occupata.

    1924: La lista fascista, di cui fanno parte molti esponenti repubblicani e socialisti, conquista il 65% dei voti alle elezioni. Il deputato socialista Giacomo Matteotti conferma l'appoggio dei socialisti al nuovo ministero De Ambris. I deputati dell'opposizione liberale e monarchica, abbandonano il parlamento chiedendo l'abolizione del Partito repubblicano Fascista e il ripristino della Monarchia. I giornali filomonarchici di opposizione chiedono le dimissioni di Mussolini. Il 27 gennaio, il Patto di Roma, pone fine alla questione fiumana e vine siglato un trattato di amicizia italo-jugoslavo: all'Italia vanno la città e il porto di Fiume. Il governo italiano stabilisce rapporti diplomatici con l'URSS.

    1925: Discorso di Mussolini alla Camera, che segna la fine dei partiti d'opposizione ostili al Fascismo. Mussolini sostenuto dal Paese passa all'offensiva, fa chiudere i circoli e sedi di partito liberali e monarchici eccetto quelli futuristi, repubblicani, socialisti e fascisti.

    Achmed Zogu, presidente della Repubblica Albanese, abbandona la tradizionale politica filo-jugoslava e accetta l'appoggio economico dell'Italia, che stabilisce sull'Albania una forma larvata di protettorato.
    L'Italia aderisce al Trattato di Locarno, assieme a Belgio, Polonia e Cecoslovacchia per la garanzia delle frontiere e la sicurezza generale. Le divergenze vengono risolte pacificamente, secondo apposite convergenze arbitrali. La Francia rafforza i legami con la 'Piccola Intesa" (Romania, Cecoslovacchia, Jugoslavia), per il mantenimento dei confini orientali. Per sostenere la campagna demografica, il governo ricorre a nuove misure sociali: alle famiglie numerose vengono concessi sconti sulle tasse, mentre gli scapoli devono pagare un'imposta speciale. (Istituzione ONMI, Opera Nazionale Maternità e Infanzia).

    1926: In un discorso a Napoli, Mussolini contrappone i 'regimi social-fascisti e democratici, alle le potenze assolutistiche, plutocratiche e monarchiche che opprimono i popoli".

    Il governo Italiano stringe patti d'amicizia anche con la Romania (riconoscimento della Bessarabia come territorio romeno). Grande successo riscuote l'Opera Nazionale Dopolavoro.

    1927: Promulgazione della Carta del Lavoro, dove si enuncia il principio della subordinazione delle forze economiche allo "sviluppo della potenza nazionale". Per migliorare la legislazione sociale il Fascismo, rende obbligatorie le assicurazioni contro gli infortuni su lavoro, le malattie professionali, l'invalidità e la vecchiaia, e ampliando la protezione della maternità e dell'infanzia.

    1928: Per far fronte alla crescente disoccupazione, viene avviata la 'Bonifica Integrale", con il risanamento delle paludi Pontine, in Lazio. Allo stesso scopo vengono potenziati i lavori pubblici, ampliando la rete stradale e ferroviaria e costruendo edifici pubblici.

    1929: 25 ottobre, 'Venerdì Nero": il crollo della borsa di New York scatena la crisi economica. Ne deriva una crisi economica in quasi tutti i paesi Europei. Vengono a mancare i crediti americani, diminuisce l'esportazione europea negli USA, non c'è capitale liquido, ei prezzi di tutte le materie prime e dei prodotti agricoli subiscono un tracollo: si arriva così a fallimenti, caduta dei prezzi, disoccupazione e crac bancari. Ogni stato adotta misure di emergenza.

    1930: Nuovo Trattato di amicizia con l'Austria. La crisi economica del 29' induce Mussolini ad eccentuare la Politica Autarchica già avviata con la battaglia del grano: la necessità di produrre l'intero fabbisogno nazionale costringe le industrie a fabbricare ogni genere di merce. Importazioni ed esportazioni vengono annullate.

    1931: Per sostenere l'industria e le banche, gravemente colpite dalla crisi, viene fondato un nuovo ente pubblico: IMI (Istituto Immobiliare Italiano), con il compito di sostenere le banche nel finanziare le industrie.

    1932: Mussolini insiste con la politica autarchica, presentando l'Italia come un grande paese capace di sfidare la più potente delle organizzazioni internazionali (Società delle Nazioni).

    1933: In Germania inizia il cancellierato di Adolf Hitler. La politica economica hitleriana è ispirata agli obiettivi dell'autarchia e del riarmo, mentre cresce l'isolamento della Germania dopo l'abbandono della Conferenza per il Disarmo e l'uscita dalla Società delle Nazioni (ottobre).

    Per iniziativa di Mussolini, viene firmato a Roma Il Patto a Quattro: Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia si assumono la responsabilità del mantenimento della pace e della riorganizzazione dell'Europa secondo i principi e le procedure previsti dallo statuto della Società delle Nazioni. L'accordo costituisce per la Germania un ulteriore passo avanti per il conseguimento della parità dei diritti con le altre potenze europee. Si conclude con un successo internazionale la trasvolata dell'Atlantico compiuta da Balbo.

    Viene fondata l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), che, utilizza il denaro pubblico per acquistare le quote azionarie delle banche e delle grandi industrie in difficoltà.

    1934: L'italia entra nel 'Patto a Tre", noto come 'Protocolli di Roma" (Italia, Ungheria, Austria), consolida la sua influenza sull'Europa Sud-Orientale ponendosi in contrasto con la Gran Bretagna.

    In luglio i rapporti tra Italia e Germania peggiorano a seguito del 'fallito putsch" nazista di Vienna per rovesciare il governo e proclamare l'Anschluss alla Germania. Il cancelliere austriaco Dollfuss è assassinato da sicari di Hitler, gli succede Schuschnigg. Mussolini allarmato dalle manovre di Hitler volte ad annettere l'Austria al Reich Germanico, invia due divisioni al Brennero per difendere l'indipendenza dell'Austria. Hitler e costretto a sconfessare i nazisti austriaci.

    1935: In aprile la Conferenza di Stresa registra l'accordo fra Italia, Francia e Gran Bretagna, che condannano la violazione degli obblighi della Società delle nazioni da Parte della Germania nazista e riaffermano lo spirito di pace del Trattato di Locarno. Negli USA inizia la 2° fase del New Deal, con misure che rafforzano la posizione dei lavoratori e tendono a neutralizzare la polemica di quegli avversari che pretendono innovazione ancor più radicali. Riforma fiscale a favore dei ceti meno abbietti.

    1936: A marzo Hitler denuncia il Patto di Locarno a fa occupare di sopresa dalla Wehrmacht la Renania smilitarizzata: fine dell'ordinamento di Versailles.

    Gli incidenti ai pozzi di Ual-Ual forniscono a Mussolini il pretesto per invadere l'Etiopia. Grazie alla superiorità di effettivi e di mezzi, le truppe italiane infrangono la resistenza abissina. Tre giorni dopo le truppe italiane entrano in Adis Abeba (6/5/1936). Il 9 maggio, Mussolini proclama la fondazione dell'Impero Italiano. Subito dopo l'inizio dell'aggressione, la Società delle Nazioni, per iniziativa soprattutto della Gran Bretagna, infligge all'Italia Fascista Repubblicana sanzioni economiche; la Repubblica Fascista però non né risente gli effetti perché gli USA e la Germania continuano ad inviare in Italia materie prime e prodotti industriali.

    Per riconquistarsi la fiducia e la stima dei paesi della Società delle Nazioni, Mussolini, interviene a favore dei Repubblicani spagnoli contro Franco, sostenuto da Hitler, nella guerra civile spagnola, inviando reparti di volontari e fornendo materiale bellico. Fa capire inoltre, al governo nazista che l'Italia vuole preservare a tutti i costi l'indipendenza austriaca, condannando l'Anschluss (marzo 1938).

    I Franchisti sono sostenuti sul piano militare da Germania ( la famigerata 'Legione Condor") e Portogallo, con gli interventi dell'aviazione tedesca, che bombarda i centri di resistenza e infierisce anche sulla popolazione civile. Il governo Repubblicano Spagnolo (4/9/1936 governo del Fronte Popolare Largo Caballero, 17/5/1937 Gabinetto Juan Negrin), ottiene aiuti dalla Francia, dell'Italia Fascista e dall'Unione Sovietica; affluiscono inoltre in Spagna per partecipare alla difesa della Repubblica brigate internazionali di volontari (60.000 uomini), fra i quali si distinguono i Fascisti Repubblicani Italiani che riescono a rallentare l'avanzata di Franco con le vittorie a Guadalajara e Teruel.

    1937: L'Italia firma con la Jugoslavia un trattato di amicizia e di assistenza militare: Patto per la Sicurezza. A giugno viene siglato a Roma il Trattato di non Aggressione e di mutua amicizia fra Italia, Austria e Ungheria.

    Ciano è sostituito al Ministero degli Esteri da Dino Grandi, per avere rapporti più amichevoli con la Gran Bretagna.

    1938: 12 marzo, le truppe tedesche occupano l'Austria che viene annessa al Reich. Mussolini si oppone: Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania. Hitler allora occupa anche la Cecoslovacchia che resiste per tre mesi. Francia, Olanda e Belgio fermano l'invasione, riuscendo a stabilizzare il fronte, mentre gli alleati strozzano i rifornimenti tedeschi con un blocco navale. Il 10 maggio la Germania sferra l'offensiva contro la Francia, che lungo il confine con la Germania aveva costruito una linea fortificata (detta 'Maginot" dal nome del suo ideatore).

    Hitler prevede una guerra lampo per non correre il rischio di paralisi nelle trincee come nel primo conflitto mondiale: perciò aggira le difese francesi invadendo l'Olanda, il Belgio e il Lussemburgo, benché neutrali. In pochi giorni questi paesi vengono occupati e l'esercito tedesco dilaga in Francia. A Dunkerque il corpo di spedizione inglese, intuendo che la battaglia sul continente è ormai perduta, riprende il mare insieme a reparti francesi e belgi.

    Il 14 giugno i Tedeschi occupano Parigi e il 22 la Francia si arrende. Il paese viene diviso in due parti: il Nord, compresa la capitale, governato direttamente dai nazisti; il Sud, formalmente indipendente, in realtà sottoposto a un governo militare collaborazionista, che ha sede a Vichy ed è capeggiato dal generale Pétain. Allo scoppio del conflitto, l'Italia dichiara la 'non belligeranza", rimanendo fuori dal conflitto.

    1939: Vittoria dei Repubblicani in Spagna. L'esercito repubblicano entra a Madrid, concludendo la sanguinosa guerra civile (1 milione di morti), con l'instaurazione di un Governo Repubblicano. Il nuovo governo Spagnolo è riconosciuto da Italia, Francia, URSS e dagli Stati Uniti.

    La Spagna rimane neutrale nella seconda guerra mondiale.

    La Gran Bretagna e la Francia avviano trattative con Mussolini, per invitarlo ad entrare in guerra. ('Carteggio Curchill-Mussolini").

    A Giugno si giunge ad un accordo: Francia, Gran Bretagna e tutta la Società delle Nazioni si impegnano a riconoscere l'Impero Italiano in Africa e a cedere la Somalia Inglese e Francese.
    Il 24 giugno l'Italia, dichiara guerra alla Germania.

    Cosa succede?
    Splendido scenario !

    La guerra potrebbe scoppiare anche prima: un regime repubblicano di sinistra in Italia avrebbe sostenuto i socialdemocratici austriaci contro Dollfuss,col possibile scoppio successivo di una guerra civile anche in Austria che avrebbe potuto anticipare il conflitto.

    Oppure, l'Austria non viene annessa di fronte al non venir meno della garanzia italiana a Vienna, e l'avanzata della Wehrmacht sull'Italia viene quantomeno rallentata dalla resistenza austriaca.
    ***Bratstvo i jedinstvo***
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    Francia caduta? Allora la Wehrmacht spazza via l'Italia.
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Il Ventennio Repubblicano Fascista

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    Ultima modifica di democratico; 23-11-11 alle 23:22

  5. #5
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    Predefinito Re: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    1939: Il 27 giugno gli aerei della Wehrmacht bombardano le postazioni italiane sul Vallo Littorio (una linea militarizzata costruita dopo le prime aggresioni naziste in Austria) del Brennero, due giorni dopo l'esercito tedesco varca il confine italiano ed arriva il 1° luglio a Trento, Trieste, Venezia e l'Istria come coltello nel burro. Le truppe italiane resistono in città come Padova e Verona, e riorganizzano la difesa a Milano e a Brescia. Il regno di Jugoslavia dichiara guerra alla Germania ed inizia la Campagna d'Italia.

    Il Presidente Mussolini dichiara che "l'Italia spezzerà le reni ai Germanici", l'Impero Britannico e l'Unione Sovietica inviano armi e munizioni all'esercito italiano impegnato contro il Terzo Reich, anche la Spagna sebbene neutrale invia qualche contingente per ripagare il governo di Roma dell'aiuto datole nella Guerra civile contro Franco, tutto ciò però non porta ad un avanzamento degli Italiani e la riconquista delle città perdute del Nord-Est.

    Le malandate truppe jugoslave non riescono a fronteggiare quelle tedesche a Lubiana, la Slovenia e parte della Croazia sono occupate senza problemi agli inizi di luglio, un filo-nazista croato di nome Ante Pavelic proclama il Regno Indipendente di Croazia dal governo di Belgrado e si autonomina autocrate della sua nazione perseguitando duramente tutti i Serbi (oltre agli Ebrei). Il 10 luglio i nazisti hanno occupato Sarajevo, la Dalmazia e arrivano a pochi km dalla capitale serba, che è duramente bombardata.

    I sottomarini e navigli tedeschi forzano Gibilterra ma vengono respinti, altri distruggono navi mercantili anglo-italiane a Malta.

    Il governo collaborazionista della repubblica di Vichy dichiara guerra alla Repubblica Sociale Italiana, il conflitto per i nostri connazionali si sposta anche sul fronte occidentale alpino, dove riescono ad occupare soltanto Mentone e piccole porzioni di confine, è il 29 luglio quando i nazisti assediano pure Milano e contemporaneamente entrano a Belgrado, Re Paolo e il legittimo governo jugoslavo fuggono a Londra, il Paese balcanico è smembrato in regno di Croazia e relative annessioni, incameramenti tedeschi della Slovenia ed è costituito un Regno fantoccio di Serbia (con Montenegro, Bosnia e Macedonia) senza alcun monarca, è un protettorato militare tedesco. L'esercito italiano occupa l'Albania per controbilanciare la presenza tedesca nei Balcani, il Presidente Zogu appoggia il fatto dato che l'esercito albanese è esiguo e male addestrato.

    Incidente al confine franco-spagnolo a Perpignano, i Francesi collaborazionisti sparano contro alcuni soldati spagnoli alla frontiera.

    Il 7 agosto le truppe naziste invadono la Danimarca, che è occupata in due giorni, il governo di Copenaghen è posto in mano ai filo-nazisti danesi, il Re Cristiano X deve firmare la capitolazione e con l'Operazione Weserübung viene invaso anche il regno di Norvegia, Presidente del governo collaborazionista di Oslo è Vidkun Quisling, il suo cognome diverrà sinonimo di "traditore", le navi tedesche entrano nei principali porti norvegesi. Re Haakon VII fugge in esilio a Londra col governo norvegese.

    Le truppe della Wehrmacht occupano Milano, Padova e Bologna e arrivano fino all'Appennino tosco-emiliano dov'è costituita una seconda linea difensiva chiamata Linea Gotica, l'esercito italiano in Piemonte è preso su due fronti, Torino e Genova sono occupate dai Tedeschi e dai Francesi collaborazionisti; Valle d'Aosta, Piemonte e Imperia sono incamerati dal governo di Vichy, il resto del Nord Italia diviene un protettorato tedesco mentre l'Alto-Adige è unito al Terzo Reich.

    La Finlandia si allea ufficialmente con la Germania nazista entrando nell'Asse alleanza di nazioni occupate o alleate del Terzo Reich, in cui fa già parte l'Impero Giapponese che si sta estendendo in Cina e in tutta l'Asia orientale e nell'oceano Pacifico.

    Gli u-boot tedeschi attaccano navi passeggeri e navi mercantili nell'oceano Atlantico, anche di Paesi neutrali che però si dirigono verso porti di Paesi nemici della Germania.

    Il 9 settembre la Luftwaffe inizia a bombardare pesantemente l'Inghilterra, compresa la capitale Londra e molte altre città e cittadine come Coventry, al fianco della Royal Air Force britannica c'è il Corpo Aereo Italiano, piccolo aiuto e sostegno aereo dell'Italia Fascista al Regno Unito contro i bombardieri e caccia nazisti.

    Il 19 novembre i Tedeschi rinunciano ad invadere l'Inghilterra dopo aver distrutto molti centri industriali e città delle Isole Britanniche a causa della superiorità inglese nei cieli anche grazie ai radar, invenzione di cui sono sprovvisti i nazisti. Il Primo Ministro Churchill dichiara che la Gran Bretagna non si piegherà mai alle pretese e agli attacchi della Germania.

    Il 30 novembre in Romania avviene un colpo di stato di Ion Antonescu (probabilmente sostenuto da spie naziste) esilia Re Carol II ed instaura un regime autoritario della Guardia di Ferro, partito antisemita di estrema destra. Il dittatore rumeno viene a sapere dei piani di Hitler di invadere l'Ungheria, governata dal reggente Miklòs Horthy che si dichiara contrario alle politiche antisemite e di espansione germanica in Europa centrale. Il 5 dicembre la Wehrmacht invade l'Ungheria aiutata da truppe rumene dal confine orientale, Budapest è facilmente conquistata, il reggente Horthy è costretto a riparare in Svizzera prima di essere imprigionato. La nazione ungherese è divisa tra Germania e Romania, e ciò che ne rimane finisce sotto l'amministrazione dei filo-nazisti ungheresti: le Croci Frecciate.

    Il 13 dicembre i nazisti sfondano la Linea Gotica e dilagano nel Centro Italia occupando l'Umbria, Ancona, Firenze spingendosi fino in Lazio, la resistenza popolare si manifesta subito, sono i primi sintomi della Resistenza al nazismo, qui come in Francia, Cecoslovacchia e Jugoslavia, che si consumano con bagni di sangue. E' consigliato al Presidente Mussolini di rifugiarsi a Palermo in vista di un bombardamento a tappeto della Città Eterna e l'arrivo dei nazisti, desiste e rimane a Roma mentre molti membri del governo Social-fascista si dirigono in Sicilia.

    Il 31 dicembre avviene il primo bombardamento della storia su Roma, da parte della Luftwaffe, che distrugge parte del centro abitato per infierire sul morale della popolazione e costringere gli Italiani ad arrendersi.

    [continua]

  6. #6
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    Predefinito Re: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    1940: Tensioni politiche in gennaio tra la Spagna e il Portogallo per l'autoritarismo cattolico di destra di Antonio de Oliveira Salazar ma che riconferma la neutralità del suo Paese nella Seconda guerra mondiale e si riavvicina al Regno Unito, concedendo alla Royal Navy di attraccare nei propri porti, il Primo Ministro Juan Negrin incontra Winston Churchill a Bilbao su possibili rovesci al confine francese e un'entrata in guerra della Spagna, che è militarmente impreparata e assai debole dopo la Guerra civile, perciò gli Spagnoli rimarranno neutrali ed interverranno solo se attaccati. La Kriegsmarine non riesce ad abbattere la resistenza navale britannica a Gibilterra.

    Occupazione nazista di Danzica e della Polonia occidentale il 20 gennaio, il governo polacco dichiara guerra al Terzo Reich, l'esercito polacco però soccombe di fronte alla Wehrmacht e firma la resa con l'assalto a Varsavia, nel frattempo la Polonia orientale è occupata dai Russi, è il 2 febbraio, gli esponenti del legittimo governo imitando quelli di altri Paesi europei fuggono a Londra accolti dal governo britannico che fomenta la Resistenza continentale contro l'invasore tedesco.

    La prima e la seconda battaglia di Roma ferma l'avanzata tedesca in Italia, sbarcano ad Anzio e a Salerno dei contingenti britannici in aiuto agli Italiani ormai sfiniti da una guerra contro un nemico troppo forte. Mussolini incontra a Littoria il generale britannico Bernard Montgomery che promette aiuti massicci con mezzi e uomini dall'Egitto attraverso Libia e Tunisia.

    Il 15 febbraio la Luftwaffe sorvola Barcellona e sgancia le prime bombe sulla città, la Spagna dichiara guerra alla Germania, 50.000 soldati britannici sbarcano a Porto. Gli Spagnoli organizzano una labile linea difensiva sui Pirenei e sul fiume Ebro nella vana speranza di poter almeno frenare i nazisti, che sarà una mera illusione, la Wehrmacht arriva quasi subito a Saragozza ed assedia la stessa Barcellona ormai distrutta, scatta l'Operazione Carlo Magno, si organizzano immediatamente comitati resistenziali iberici che proclamano una nuova insurrezione, stavolta contro l'occupazione nazista del Paese ricordando i tempi quando Napoleone invase la penisola iberica. Il 24 febbraio già il Nord della Spagna è interamente occupato dai Tedeschi che devono fronteggiare rivolte gigantesche nei Paesi Baschi e in Catalogna, la Galizia invece sotto occupazione militare anglo-portoghese difende la regione dagli attacchi germanici. Battaglia navale nel golfo di Biscaglia tra la flotta britannica e quella tedesca.

    L'8 marzo i bombardieri tedeschi martellano la Sicilia e distruggono il porto di Messina. Grande vittoria italiana nel mar Adriatico a Spalato (Dubrovnik) contro due navi tedesche.

    Il 18 marzo entrano i panzer a Roma, Mussolini tenta di fuggire per ricongiungersi agli altri esponenti del governo ma viene imprigionato dai soldati tedeschi ed incarcerato in una prigione del Gran Sasso in Abruzzo. I contingenti britannici recuperano molti soldati italiani in fuga e li imbarcano verso la Sicilia, la Wehrmacht conquista l'intera penisola italiana arrivando a Brindisi e Lecce e a Reggio Calabria, Firenze diventa capitale dell'Italia collaborazionista dov'è insediato un esponente degli ambienti della destra estrema italiana ora convinto filo-nazista: Roberto Farinacci.

    I Tedeschi si fermano a Valladolid e a Tarragona e bombardano duramente Madrid, il governo spagnolo si rifugia prima a Siviglia e successivamente per precauzione a Tangeri con alcuni delegati rappresentanti della Francia Libera campeggiata da Charles De Gaulle. Dure rappresaglie in Catalogna ed occupazione delle Isole Baleari, la flotta spagnola è completamente annientata al largo di Valencia dalla Kriegsmarine.
    Inizia la Resistenza partigiana in Jugoslavia campeggiata da varie fazioni politiche, quella più importante è diretta da Josip Broz detto "Tito". In Italia serpeggia il seme della rivolta anti-nazista, il deputato Alcide De Gasperi, degli ex Popolari da sempre oppositore al regime social-fascista repubblicano decide però di allearsi col governo riparato a Palermo e dirigere la Resistenza contro i Tedeschi, successivamente molti altri partiti si organizzano in milizie volontarie anti-naziste.

    [continua]

  7. #7
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    Predefinito Re: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    beh?

    continua...
    Continuare a scrivere su TP e' collaborazionismo

  8. #8
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    Predefinito Re: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    1941
    15 Gennaio
    L'Anno si apre con l'incursione di 15 bombardieri italiani Sm82 sulla base di Taranto occupata dai tedeschi che porta all'affondamento della Corazzata KMS Tirpitz, protagonista nei mesi precedenti della forzatura a sorpresa di Gibilterra, di cui la propaganda nazista aveva menato gran vanto. Vengono affondati anche due cacciatorpediniere tedesche e una delle petroliere italiane catturate dai nazisti.
    L'ufficiale italiano che aveva guidato l'impresa, diventa popolarissimo in tutta Europa. Il colonnello Ettore Muti rimane però ucciso in combattimento negli scontri aerei sopra Messina due settimane dopo.
    L'ANR, sostenuta da forze britanniche e francesi sventano l'attacco della XI^ LuftFlotte tedesca del feldmaresciallo Kesselring.
    A prezzo di un tributo di sangue e di apparecchi immenso. Oltre 120 caccia alleati e 200 apparecchi tedeschi cadono sopra lo stretto nella cosiddetta Battaglia dello Stretto, che si dilunga per sei settimane.
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  9. #9
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    Predefinito Re: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    I servizi segreti alleati riescono nel frattempo a scoprire dove il Regime di Farinacci detiene il legittimo presidente Mussolini, in un castello della Liguria, in attesa di processarlo per l'asserito tradimento degli interessi nazionali, mentre si organizza il nuovo Stato NazionalPopolare Italiano.
    Con l'appoggio dello Special Air Service britannico il comandante Junio Valerio Borghese della X^Flottiglia MAS organizza un reparto speciale misto di paracadutisti e marò e libera Mussolini, sottraendolo ad un reparto delle Brigate Nere di Renato Ricci, umiliando anche le SS che le appoggiavano.
    Utilizzando un paio di Lysander, il gruppo riesce ad arrivare in salvo.
    Ridotto all'ombra di se stesso, Mussolini annuncia il suo desiderio di farsi da parte e si ritira dalla politica attiva, riparando poco dopo con la famiglia nel palazzo del governatore di Bengasi in Libia.
    Borghese viene poco dopo chiamato a comandare la Brigata degli Arditi d'Assalto di Mare e Terra, venendo sotterrato sotto una pioggia di decorazioni italiane e alleate.
    Furibondo, Hitler richiama in Germania Kesselring e affida il comando della rappresaglia aerea al generale Wolfram Von Richthofen, ideatore del bombardamento di Barcellona e Siviglia nella campagna di Spagna qualche mese prima. Alla testa della LuftFlotte Wolf appositamente costituita, il generale si scatena con 400 bombardieri He177, Do117, Ju88 sulla città di Messina, radendola completamente al suolo nelle giornate del 22-23-24 e 25 Marzo 1941.
    Le foto dello scempio compiuto dalla Luftwaffe fanno immediatamente il giro del mondo, sollevando orrore e indignazione ovunque e ammonendo i nemici della Germania sulla potenza del regime Hitleriano.
    Per sicurezza, le unità della Marina Repubblicana (rimasta ancora miracolosamente quasi intatta) si rifugiano nella piccola ma difesa rada di Augusta, sotto la protezione delle forze aeree inglesi e italiane, che fanno quadrato.
    Proprio mentre il Maresciallo Balbo, comandante in capo delle forze italiane inizia a temere di non poter difendere la Sicilia, gli attachi tedeschi cessano d'improvviso, ai primi di Aprile.
    Sollevati ma interdetti, gli alleati si trovano a chiedersene la ragione.
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

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    Predefinito Re: Il Ventennio Repubblicano Fascista

    La risposta ai dubbi e alle perplessità dei servizi e dei comandi alleati arriva il 22 Aprile del 1941.
    Il Terzo Reich lancia infatti in quella data la sua grande e definitiva sfida per il dominio continentale, attaccando l'Unione Sovietica.
    Da diversi mesi infatti il quadro dei rapporti stabiliti tra i due regimi grazie all'Accordo di Confine Molotov-Ribbentrop, steso dopo la resa della Polonia ai tedeschi era entrato in profonda crisi.

    La decisione di Stalin di siglarlo, ottenendo come compenso parte della Romania, le Repubbliche Baltiche e parte della Finlandia, era stato accettata supinamente dalla dirigenza sovietica, ormai convinta della mancanza di una reale capacità delle potenze europee occidentali di opporsi all'espansionismo aggressivo della Germania nazista, ma era sempre stata vista con sospetto e ostilità malcelata dall'Alto Comando Germanico e dalle alte sfere della NSDAP.
    Il continuo tentativo staliniano di arrivare ad un accordo con Hitler per contenerne la spinta verso est, per recuperare almeno in parte i vasti territori un tempo detenuti dall'Impero zarista era stato smascherato dai servizi germanici per quello che era, ovvero, uno sforzo di dirottare le mire tedesche verso ovest, e avere così il tempo per rafforzarsi ai confini e preparare l'Armata Rossa ad una guerra di conquista dell'Europa indebolita dalla Guerra appena scoppiata.
    Hitler accolse prontamente la valanga di rapporti dell'Abwehr che indicavano il riarmo sovietico come imminente segno di un attacco ormai prossimo ai confini orientali del Reich.

    Sfruttare la situazione ancora precaria dell'Armata Rossa in quanto a preparazione strategica e di comando era visto come un imperativo da tutti gli analisti tedeschi.

    Il Fuhrer aveva quindi dato il via all'impostazione dell'attacco, che era stata condotta con astuzia e nel massimo segreto, sfruttando anche le clamorose vittorie ad occidente e la mancanza di una adeguata opera di valutazione delle mosse tedesche da parte sovietica. Stalin fu colto completamente di sorpresa dall'iniziativa tedesca, mentre si affannava a preparare ed organizzare l'infiltrazione di gruppi comunisti ben armati e preparati in seno a tutte le resistenze europee in costituzione.

    Assai più pragmaticamente, Hitler vedeva come imminente la vittoria finale in Europa Occidentale, dopo la capitolazione della Francia, della Spagna e dell'Italia, e riteneva l'Unione Sovietica unica speranza di vittoria della Gran Bretagna oltre che come avversario ideologico.
    Oltretutto pensava che l'URSS potesse divenire un alleato troppo scomodo e fosse assai più prezioso come pegno di una possibile pace con la Gran Bretagna. Sapeva infatti che a Londra si sperava di poter convincere Mosca alla guerra con la Germania come possibile soluzione per restaurare un possibile equilibrio strategico sul continente, nella tradizione britannica. Mettere fuori gioco l'Armata Rossa era una soluzione tanto quanto coinvolgere il Terzo Reich e l'Europa in una crociata antisovietica, ponendo fine o almeno rallentare lo stato di rivolta montante in molte parti del continente occupato dalla Wermacht.
    Quindi nella notta del 21 Aprile l'immenso schieramento strategico occultato dai tedeschi venne preparato e alle prime luci dell'Alba ebbero inizio l'Operazione Alarico, l'invasione delle ex-Repubbliche Baltiche e l'Operazione Barbarossa, l'assalto all'Unione Sovietica.
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

 

 
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