Discutere con un economista alla pari? No, dall'alto
E' bene ribadire, in questo momento in cui molti stanno intuendo che il nemico dei popoli sono la banca, la finanza e il capitalismo, perché sia lecito per ciascuno di noi discutere di economia trattando da pari con economisti di professione senza che le nostre idee e critiche abbiano meno valore delle loro.
Come già sottolineato la specializzazione di dottori e laureati nelle discipline non naturali è in buona parte frutto di artificio atto solo a escluderle dal controllo popolare e l'economia è certamente tra queste.
Non me ne vogliano a livello personale i laureati e i professionisti del ramo perché, avendo anch'io una formazione universitaria, so cosa significa impegnarsi per anni per conseguire un titolo e delle competenze.
Ma è bene affermare e sostenere con forza che l'economia, a differenza della biologia o della fisica, non è una disciplina che fonda le sue radici nella natura o in altra realtà oggettiva e sperimentabile ma è interamente il frutto di una convenzione tra persone che le conferiscono arbitrariamente validità.
L'economia, la nostra più che mai, si fonda su concetti che non esistono, come il tasso di interesse, il debito o lo spread, con la particolarità che noi ci comportiamo come se esistessero e li rendiamo quindi reali a posteriori e più di tutto ne rendiamo reali le conseguenze.
Ne deriva che altre persone, digiune di qualsivoglia concetto di economia ufficiale, potrebbero convenzionalmente creare e condividere un nuovo sistema economico del tutto originale ed estraneo a quello attuale. E in questo contesto anche il più ferrato e geniale degli economisti ufficiali sarebbe un perfetto incompetente.
E poiché negli intenti rivoluzionari c'è proprio la creazione di un'economia totalmente nuova ed estranea a ogni concetto dell'economia attuale è naturale che ciascuno di noi, senza una laurea a tema in mano, ha il pieno diritto di cimentarsi nella materia di chi l'ha studiata con la medesima autorevolezza o forse anche maggiore. Questo perché il disegno economico alternativo che va disegnato non ha alle spalle la pesante condanna di colpevolezza che grava sull'economia ufficiale di oggi.
Noi non vogliamo dibattere con un economista su come riformare il debito, sull'opportunità del default, su come ridurre lo spread o la volatilità dei titoli, su come stabilizzare la moneta, su quale tasso di interesse applicare, a che livello fissare la riserva frazionaria sui depositi.
Noi vogliamo un'economia in cui gli stessi concetti di debito, di default, di spread, di volatitlià, di stabilizzazione monetaria, di interesse, di riserva frazionaria siano cancellati.





Rispondi Citando

poiché riprendi volutamente il sistema che io ipotizzo di sostituire. Intendo dire che io non mi pongo il problema di come gestire una banca ma prospetto una nuova economia in cui le banche non esistono (cosncetto che ho espresso chiaramente nell'ultimo paragrafo). Per cui il problema dell'età del direttore non si pone
