Si va confermando quanto diciamo da tempo: la democrazia rappresentativa sta lentamente morendo e il suo consenso sociale si assottiglia.
Se non si fa una seria riforma in senso di democrazia diretta, allora le sirene dittatoriali saranno sempre più forti :giagia:
Anche la democrazia colpita dalla crisi a livello record chi non ha pi
In particolare, il 23% del campione accetta l'idea che: "autoritario o democratico non c'è differenza". Si tratta del dato più alto registrato negli ultimi dieci anni. Nel 2001 questa posizione era, infatti, condivisa dal 16% degli intervistati. La stessa percentuale rilevata nel 2008.
Il disincanto democratico sembra, dunque, essere cresciuto sensibilmente negli ultimi anni. In particolare, si è diffuso fra i più giovani (18-29 anni). Ma risulta condiviso, soprattutto, nell'elettorato di centrodestra: il 31% tra gli elettori del Pdl, addirittura il 34% tra i leghisti.
Difficile sorprendersi. La democrazia rappresentativa non sta offrendo grande prova di sé, in questa fase. In Italia, ma non solo.
Basti pensare a come è stata affrontata la crisi economica e finanziaria. L'agenda: dettata dalla Ue, in particolare dalla Bce e dal Fmi. Cioè: da istituzioni finanziarie e monetarie, non elettive. Nell'ambito della Ue, peraltro, le scelte comunitarie - in particolare, le nostre - sono state imposte da due Paesi su tutti: Francia e Germania. Da due leader su tutti: Sarkozy e Merkel. Eletti dai cittadini dei loro Paesi, non dagli europei, nel loro insieme. Tanto meno dagli italiani.




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