La Manovra è pesante. Ma non è una sorpresa, per cui, fingere rincrescimento eccessivo sarebbe una ipocrisia. Scontenta tutti, perchè ognuno ha da rimetterci qualcosa, da recriminare su qualcosa. La Manovra passerà al vaglio del Parlamento, sostenuta dai due massimi partiti, costretti entrambi, anche se, entrambi, inevitabilmente molto imbarazzati, per motivi opposti. Prevedo che, per necessità di urgenza, se appena la discussione nelle Camere dovesse profilarsi a tattiche dilatorie, interverrà la necessità di porre la fiducia. Ma insomma... Peggio di tutti, di fronte a provvedimenti tanto sconvolgenti, sta messo Bersani il quale, perciò, avrebbe bisogno di una mano da Napolitano. Il PD, è risaputo, ha due anime, che, nell'occasione, avranno serie dificoltà a concertare una comune reazione. Mugugni saranno anche nel PDL, ma di diversa rilevanza, facilmente assorbibili. Nel PD, invece, la componente più propriamente di Sinistra, la sindacale soprattutto, non sarà molto propensa a subire, perchè, oggettivamente, non può. La Camusso, sarà anche pressata dalla FIOM, ma ha tutta la CGIL in subbuglio, essendo primariamente, particolarmente colpiti i lavoratori, e,a torto o a ragione, non ha neppure rilevanza stabilirlo in questo contesto. La Camusso deve dare conto ai suoi iscritti, e la solita valvola dello sciopero-sfogo, stavolta, non funzioneebbe: si chiedono interventi forti, ma politici diretti, e li si chiedono al partito di riferimento primo, il PD. La Camusso, quindi, deve premere, e con evidenza, su Bersani. Bersani sa che la pressione su di lui è dovuta, è addirittura logica, ma nulla può, oltre che esprimere dispiacere e fingere di richiedere aggiustamenti, di suggerire maggiore attenzione, correzioni che, Bersani sa, non possono esser soddisfatte, neppure Monti volente. Il minimo cedimento, su quanto predisposto dal Premier, provocherebbe analoga pretesa dal PD e, quindi, salterebbe tutto. Adesso ci vorrebbe, adesso occorrerebbe Napolitano. Interviene sempre, magari, a volte, persino troppo, stavolta proprio non dovrebbe esimersi. Partisse da Lui un giudizio autorevole di inevitabilità delle decisioni assunte, metterebbe Bersani in condizioni di più facilmente affrontare la Camusso, la quale, a quel punto, si assumerebbe, se ancora in guerra, la responsabilità di sconfessare niente meno che Napolitano. Napolitano, peraltro, sarebbe apprezzabile per la coerenza di chi, autore primario degli avvenimenti, li supportasse con tutto il peso istituzionale e la sua acquisita credibilità. Certo, esternare certe prese di posizione non provoca facile consenso, magari suscita malumori, ripensamenti, ridimensionamenti. Questi però sono rischi, assunzioni di responsabilità, che, loro solo, danno la misura del valore di un Capo. Intervenire per dire, anche se solennemente, "W l'Italia" sono buoni tutti, direbbe qualcuno in romanesco, ragionare di sacrifici, di privazioni, è più ardimentoso, ma convincere a subirli è da grandi, Per me, sarebbe giusto rischiare...




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