ROMA - «Roma è la nostra casa. Rispettiamola»: è il cartello beffa, con traduzione in quattro lingue, affisso dal Comune lungo il perimetro del cantiere dei lavori del metrò a Piazza dei Cinquecento. Qui, porta d'ingresso nella Capitale per i turisti che arrivano in treno (o comunque con il trenino dall'aeroporto di Fiumicino), non c'è rispetto né per le regole, né per le persone, né tantomeno per la città. Benvenuti al suk della stazione Termini, regno incontrastato di venditori (e tassisti) abusivi, borseggiatori e piccoli spacciatori di droga.
Basta camminare costeggiando il perimetro del cantiere, ed ecco le mille facce del degrado di questo angolo di Roma centralissimo: rifiuti sotto la criticata statua intitolata a Papa Giovanni Paolo II (sotto la quale la notte dorme di solito una coppia di donne senza fissa dimora); uomini che orinano anche in pieno giorno sugli alberi o sui muretti fra i passanti che cercano di allontanarsi il prima possibile; e poi le decine e decine di venditori abusivi, perlopiù nordafricani, che offrono ai passanti un po' di tutto, dalle griffe taroccate al cellulare di dubbia provenienza; dal «fumo buono» a giocattoli made in China. Ancora, in un angolo ci sono due paline dell'Atac divelte e abbandonate in strada, sommerse dai rifiuti: «Sono lì da settimane», dice il titolare di un chiosco, «da quando hanno aperto l'ultima parte del cantiere del metrò».
Si avanza verso l'ingresso della stazione. Lungo i marciapiedi anche le bici sono in divieto di sosta: vengono lasciate legate alle ringhiere, intralciano il passaggio e non sono certo uno spettacolo bello da vedere. «Ma qui in tutta la zona non c'è una sola rastrelliera per lasciarle», si giustifica un ciclista, «io vado a Latina tutti i giorni in treno per lavoro, da casa vengo con la bici. Questo è l'unico posto dove posso legarla». Poi c'è il parcheggio taxi, dove spesso c'è una persona che smista illegalmente le corse, indirizzando quelle «buone» (cioè turisti stranieri da spennare) agli autisti amici.
Dentro la stazione il primo impatto è invece rassicurante. Il salone d'ingresso è abbastanza pulito e dopo l'ultimo restyling l'ambiente, ricco di negozi, è accogliente. Ma è un'illusione. Cammini fra i binari e ti imbatti nei barboni che in pieno giorno cercano cibo fra i rifiuti. Provi a imboccare i sottopasso di collegamento fra i binari, fai i primi gradini e la puzza di urina è insopportabile. E poi scopri che sono chiusi. Sbarrati. «Per contrastare l'abusivismo commerciale», è la versione ufficiale. «Perché con le poche risorse a disposizione non riuscivamo a presidiarli e quei sottopassaggi erano diventati terra di nessuno: droga, rapine, aggressioni», spiega un agente della Polfer.
La zona più critica resta però Piazza dei Cinquecento. Il cantiere del metrò ha portato alla chiusura di alcuni degli accessi alla stazione, ha creato angusti passaggi fra le strutture in lamiera e dove di giorno c'è il suk, dopo il tramonto è meglio non avventurarsi: «Ci sono passaggi continui di pattuglie dei carabinieri e della polizia, ma ci sono risse in continuazione. C'è un via vai di ragazzi che vanno a comprare droga. E c'è anche uno strano giro di ragazze...», dice uno dei camerieri del bar-ristorante sotto i portici. E scuote il capo.
Rifiuti e degrado, benvenuti al suk Termini - Corriere Roma
Ennesima vergogna targata PDL, nella veste dell'ex fascista Alemanno, che dopo aver piazzato al comune amici degli amici, parenti e picchiatori neri, ha lasciato la città allo sbando.





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