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Discussione: Christophe Lemaitre

  1. #1
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    Predefinito Christophe Lemaitre

    Europei a Barcellona

    Lemaitre, il re dei 100 m è bianco

    Alle sue spalle in quattro a 10"18. Battuti gli atleti di colore: deludono Obikwelu e Chambers



    Lemaitre, il re dei 100 m è bianco - LASTAMPA.it

    GIULIA ZONCA INVIATA A BARCELLONA - Il cappello di paglia in testa per il giro di pista e la corsa a ciondoloni davanti alle telecamere che cercano il nuovo gigante dello sprint. Christophe Lemaitre ha rivoluzionato le gerarchie dei 100 metri, non per il tempo con cui ha vinto la sua prima gara importante (10"11) e nemmeno per il colore della pelle anche se è di quello che si continuerà a parlare. È bianco, ma soprattutto giovane. E adesso non ha più paura.

    Solo in sette al mondo sono andati veloci quanto lui (9"98 il suo personale) a 20 anni e Lemaitre è alto, 189 cm, ha falcate impressionanti e mai prima d’ora era stato capace di restare concentrato in una gara con i turni. Ai Mondiali di Berlino si è fatto squalificare per falsa partenza in qualificazione, timido, quasi impacciato. Sembrava che il fisico non seguisse il talento, una potenzialità scoperta tardi, solo 5 anni fa. Lo hanno scovato in un festival a Belly, vicino a Aix-les-Bains, città dove vive. Quasi un fenomeno da baraccone, il ragazzino che nessuno riesce ad acchiappare e che un insegnante di educazione fisica ha notato e consegnato a Pierre Carraz, allenatore settantenne che si considerava già allora in pensione e invece ha scoperto di avere ancora una missione prima del ritiro: educare all’atletica il lungagnone selvaggio. Riservato nella vita, disordinato in pista, Lemaitre non conosceva nulla dello sport di cui oggi è protagonista. È il primo bianco sceso sotto la barriera dei 10 secondi, è il primo bianco che vince l’Europeo dal 1982, è il futuro e va tanto veloce che presto Bolt dovrà fare i conti con lui: «Mi sento super, è stato davvero divertente. Non ero certo di vincere ma ero sicuro di non sbagliare. Ho dato tutto, ma ora è uno spasso, questo è l’anno dei miracoli. E ho ancora staffetta e 200 metri, ormai ci ho preso gusto».

    Si è levato di dosso l’ansia da giudizio, deve convivere con la curiosità di chi guarda stupito l’uomo bianco davanti agli altri, di chi si chiede se ha sfidato la natura o solo colmato il ritardo, però dopo il successo è tutto più sopportabile. Ha battuto il grande peccatore, Dwain Chambers, ridotto a comparsa non dalla squalifica, non dall’indifferenza di chi non vuole più vedere chi si è drogato in pista, ma dalla sua nemesi. Un ragazzino fresco, senza muscoli pompati, con i capelli che si dividono giusto a metà mentre corre e lo fanno sembrare un monello delle simpatiche canaglie. Era sempre scappato dopo ogni corsa, stavolta gioca, saltella. Forse Bolt troverà un avversario anche oltre i blocchi. Hanno persino gli stessi difetti, Lemaitre vince con il peggior tempo di reazione: «Sì lo so, la partenza è da riaggiustare, nessuno è perfetto».

    Chambers finisce quinto, anche se per un caso in quattro arrivano con lo stesso tempo 10"18, dall’argento di Lewis Francis all’ex dopato. Anche l’Italia trova spazio, in finale Emanuele Di Gregorio (settimo) e Simone Collio che si infortuna dopo 6 appoggi. Era dal 1998 che un italiano non centrava la finale dei 100 metri (Tilli) e per averne due bisogna risalire al 1966 (Giani, Giannattasio). Di Gregorio in qualificazione ha chiuso in 10"17 (sesto tempo italiano all time) e la 4x100 si riscalda.
    Atletica / Europei: Lemaitre centra la doppietta, trionfa nei 200

    Il francese rimonta e piega in rimonta il britannico Malcolm

    http://www.apcom.net/newssport/20100...a1c_94030.html

    Roma, 30 lug. (Apcom) - Il francese Christophe Lemaitre ha vinto sul filo di lana la medaglia d'oro nei 200 metri agli Europei di atletica di Barcellona. Il 20enne transalpino, già vincitore dei 100 metri e primo bianco a scendere sotto la soglia dei 10" nello sprint più breve, si è imposto in finale con il tempo di 20"37 rimontando diverse posizioni negli ultimi 50 metri. Il britannico Christian Malcolm ha ottenuto l'argento in 20"38, mentre il francese Martial Mbandjock ha conquistato il bronzo in 20"42.
    100 metri nella storia: Lemaitre, il bianco più veloce di sempre

    A Stoccolma il francese scende a 9”95



    LASTAMPA.it: 100 metri nella storia: Lemaitre, il bianco più veloce di sempre

    Il viso pallido più veloce del mondo ha colpito ancora. Christophe Lemaitre, il francese che il 9 luglio di un anno fa diventò il primo (e per ora ultimo) velocista non di colore a scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri (9''98) si è migliorato per la quinta volta sotto il muro agli Europei a squadre di Stoccolma. Ha fissato il cronometro a 9''95, un centesimo in meno del record francese firmato 12 giorni fa a Montreuil, sciupando la festa all'ex dopato Dwain Chambers (10''07) e al portoghese Francis Obikwelu. Usain Bolt, Asafa Powell e Tyson Gay osservano da lontano, interessati. Un filo preoccupati. Perché Lemaitre, insieme a Dirk Nowitzki nel basket, è la nuova dimensione del Bianco.

    Veloce, versatile, testardo, non rassegnato ad un primato dei neri in sport che i neri si erano abituati a dominare. Lemaitre, campione europeo sui 100, 200 e 4x100, è giovane (21 anni). Nowitzki un 32enne che molti, troppi, nella Nba avevano dato per bollito, ma che con i Dallas Mavericks ha saputo stoppare un sogno in fronte ad altre tre stelle nere, LeBron James – la versione cestistica e perdente di Usain Bolt – Dwyane Wade e Chris Bosh. In comune i due non hanno solo la nascita europea e provinciale, Wurzburg per WunderDirk, Annecy per Lemaitre, ma anche la capacità di limarsi dentro un talento raro, un tesoretto che da solo non sarebbe però mai bastato a scompigliare le corsie dell'atletica e le logiche dei canestri.

    Dotati, timidi e testardi, forzati dell'allenamento. Nowitzki da adolescente aveva il complesso dell'altezza, si sentiva impacciato, un filo freak in mezzo ai coetanei. A salvarlo furono il basket, il luogo dove si è sentito prima uguale e poi migliore degli altri. E le cure del secondo padre Holger Geschwinder, tecnico, manager, tutto, che in ore e ore passate in palestra gli ha allargato il repertorio, liberato la mente.

    Cristophe da giovane era taciturno, quasi in sospetto di autismo. Quando iniziò ad accelerare in silenzio ma davanti a tutti, i genitori si accorsero che non aveva nulla di meno, semmai «un qualcosa di più degli altri».

    Poche parole, molti risultati. Ambizioni innaffiate con saggezza da Pierre Carraz, tecnico settantenne che sei anni fa prese in mano la pratica Lemaitre, portandolo al centro federale di Aix-les-Bains. «Cristophe è costruito per essere veloce, ma a fare la differenza è la sua forza mentale. Da piccolo non voleva perdere neppure a carte, è rimasto così. Adora gareggiare, detesta arrivare secondo». Anche se davanti ci sono i Prescelti dagli dei dello sport: neri, alti, supersonici, eleganti. Magari un filo arroganti. Nowitzki ha dovuto aspettare testardamente 13 anni il varco dove infilare la rivincita, il francese non ha fretta.

    «Cristophe è un atleta paziente, sta facendo enormi progressi», ammette Tyson Gay. Per Usain Bolt «va davvero forte, ed essere arrivato dietro ma vicino a me e a Powell al Golden Gala di Roma gli ha dato fiducia». I tempi alieni del Fulmine non sono in discussione, ma la fifa di andare in Bianco - e LeBron può insegnarglielo - prima o poi tocca a tutti.

    19/06/2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  2. #2
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    Uno degli ultimi francesi?

  3. #3
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    Ma come? Non era la razza nera quella migliore pressoche' in tutti gli sport e decisamente piu' prestante fisicamente di quella bianca? E allora come e' possibile che la nazionale francese black-black-black sia stata stracciata durante gli scorsi mondiali di calcio ed il re dei 100 metri sia un bianco? Urge una censura politiquement correct e l'introduzione della discrimination positive anche nel mondo dello sport, a tutela delle minoranze.
    Ultima modifica di Hagakure; 19-06-11 alle 20:10

  4. #4
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    Non che poi correre o infilare una palla da qualche parte sia grande punto di merito...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Scott Nails Visualizza Messaggio
    Non che poi correre o infilare una palla da qualche parte sia grande punto di merito...
    Determinati messaggi si mandano anche con lo sport. Altrimenti la UEFA non spenderebbe così tanti soldi per spot sul rispetto delle differenze e degli avversari. La Francia non sacrificherebbe la sua grandeur sportiva per undici coloniali. Non ci sarebbe il mito Balotelli. Etc.
    Ultima modifica di Lucio Vero; 21-06-11 alle 11:50

  6. #6
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    Da segnalare anche la nazionale francese di Rugby a XV che recentemente ha disputato la finale della coppa del mondo giocata in Nuova Zelanda.

  7. #7
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    Il giocatore simbolo della nazionale francese di rugby degli ultimi tempi è 'il druido' Sébastien Chabal.
    Ultima modifica di Lucio Vero; 13-11-11 alle 21:47

  8. #8
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Christophe Lemaitre

    Citazione Originariamente Scritto da Hagakure Visualizza Messaggio
    Ma come? Non era la razza nera quella migliore pressoche' in tutti gli sport e decisamente piu' prestante fisicamente di quella bianca? E allora come e' possibile che la nazionale francese black-black-black sia stata stracciata durante gli scorsi mondiali di calcio ed il re dei 100 metri sia un bianco? Urge una censura politiquement correct e l'introduzione della discrimination positive anche nel mondo dello sport, a tutela delle minoranze.
    Per la precisione Lemaitre non è il "re dei 100 metri". Semmai è il bianco più forte nei 100 metri. A livello mondiale sono ancora i negri (giamaicani) a dominare la specialità, con tempi inferirori anche di 2 decimi da quelli del francese.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Scott Nails Visualizza Messaggio
    Non che poi correre o infilare una palla da qualche parte sia grande punto di merito...
    .
    "Se altero, freddo e immobile veglia il padre sui suoi figli
    non sarà la folla immemore a strapparne i dolci gigli
    non sarà la follia immemore dei fanatici a ghermirli."

 

 

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