Il videomessaggio: «Non mi arrendo»
Berlusconi: «Raddoppio il mio impegno nel Paese». Alfano: «Resta leader del Pdl, farà la casa dei moderati».
MILANO - «L'Italia è il Paese che amo, qui ho le mie radici e i miei orizzonti». In quello che potrebbe essere il suo testamento politico dopo le dimissioni, un videomessaggio diffuso al termine delle consultazioni al Quirinale, Berlusconi torna al suo esordio politico. E cita l'incipit del filmato diffuso il 23 novembre 1993 che terminava col celebre annuncio: «scendo in campo». E dopo aver ripercorso i risultati del suo impegno governativo, ha ribadito: «A quanti hanno esultato per la mia uscita di scena voglio dire che da oggi raddoppio il mio impegno per migliorare l'Italia. Non mi arrenderò fino a quando non avremo modernizzato l'Italia»
L'ORGOGLIO DEL PREMIER USCENTE - Berlusconi «rivendica con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia»: lo aveva scritto anche il premier dimissionario Silvio Berlusconi in una lettera inviata oggi al segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, che sta celebrando a Torino il secondo congresso del partito. «Saremo come sempre al servizio dell'Italia», ha aggiunto Berlusconi: «Mi sono dimesso per senso di responsabilità e dello Stato, per evitare all'Italia un nuovo attacco della speculazione finanziaria, senza mai essere stato sfiduciato dal Parlamento alla Camera e al Senato dove abbiamo al fiducia».
IL GOVERNO TECNICO - Il Cavaliere ha quindi riproposto il tema dell'inconsistenza dell'offerta politica del centrosinistra: «È chiaro a tutti che oggi non esiste un'alternativa politica rispetto al nostro governo che ha servito l'Italia col supporto della maggioranza espressa dal voto degli italiani». Ma ha ribadito che il suo passo è stato dettato dalla responsabilità di non abbandonare alla crisi economica il Paese: «Al tempo stesso, nella libertà e responsabilità delle nostre decisioni e secondo il principio di delega parlamentare che è il cuore del processo democratico in Italia, siamo pronti a favorire gli sforzi del Presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di elevato profilo tecnico, reso forte da un largo consenso parlamentare».
PENDOLOE LA FRONDA - Nella lettera inviata a Storace, il premier uscente era invece entrato nei dettagli della cosiddetta fronda che ha determinato la sconfitta «virtuale» del voto sul rendiconto dello Stato e la successiva resa al Colle: «C'è chi lavora da tempo perché il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariata dalle oligarchie di partito abituate a gestire in proprio, al riparo da ogni responsabilità, la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto. Con un riferimento alla «fronda» della componente finiania, «peccato originale» che ha minato «il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene».
LE POLEMICHE DELL'IDV - La messa in onda del videomessaggio sui tg nazionali dell'ex premier Silvio Berlusconi, sarebbe un'iniziativa gravissima». Va subito all'attacco dell'ex premier il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. «A quale titolo - ha domandato Orlando - il dimissionario Silvio Berlusconi andrà in onda a Reti unificate sui canali nazionali? Se così fosse, ci sarebbe una palese violazione della normativa vigente, e ci rivolgeremo nelle sedi competenti. Anche l'amico Gheddafi e dittatori come Ceausescu mandavano in onda arbitrariamente videomessaggi sulle reti nazionali».
TELEFONATE - Il giorno dopo l'addio a Palazzo Chigi Berlusconi ha avuto telefonate di commiato con diversi leader internazionali. Da citare soprattutto una lunga telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel durante la quale, secondo quanto riferito dalla deputata Pdl Micaela Biancofiore che ha incontrato il premier uscente con una delegazione di giovani, Berlusconi avrebbe espresso le sue preoccupazioni per l'Eurozona. Berlusconi ha ricevuto telefonate da altri leader internazionali, tra i quali il premier russo Vladimir Putin e in giornata dovrebbe ricevere anche la telefonata del presidente americano Barak Obama.
«NON MI RIPOSERO'» - «Ho chiesto al presidente se ora vorrà un po' riposarsi, ma lui mi ha risposto: ma che riposarsi, ora c'è da pensare al partito» ha aggiunto la Biancofiore. «Tra un anno, massimo un anno e mezzo si tornerà a votare e Berlusconi lo sa - ha proseguito la deputata Pdl - io penso che potrà tornare a candidarsi come capo della coalizione, ma anche come capo del governo».
ALFANO - Dopo Berlusconi ha parlato anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, ospite di «In Mezz'ora» di Lucia Annunziata: Silvio Berlusconi non andrà ai giardinetti, resta leader del Pdl e lavora per creare «la più grande area dei moderati in Italia».
«Andando un tecnico alla Giustizia, se non lo considerassimo di buon senso ed equilibrato non daremmo la fiducia al governo» ha aggiunto Alfano.
Redazione Online
13 novembre 2011 20:27
Il videomessaggio: «Non mi arrendo» - Corriere della Sera




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