All’insegna della gelida superbia e della potenza di chi è in sintonia con la finanza che affama il mondo : Monti,sprezzante silenzioso e tronfio, inizia la sua (comunque catastrofica) avventura fra il giubilo dei sinistri che si illudono di aver conseguito qualcosa che non sia il tradimento delle proprie (comunque errate) radici anticapitalistiche.
Ma comunque un crollo è avvenuto.
Quello del pdl.
A causare il crollo del Berlusca ha contribuito la paralisi governativa,il non riuscire a varare leggi incisive e liberatorie contro burocrazia e tasse, sicuramente ha contribuito la frana verso leggi che favorivano la speculazione dei privati monopolisti che triplicavano o centuplicavano le bollette ed i prezzi di assicurazioni, acqua,luce,treni e autostrade quando si andava a privatizzare,sicuramente ha contribuito la mancanza totale di fedeltà alle mete ed agli scopi finali da perseguire,ed ha pesato anche l’inadeguatezza di uomini piccoli e avidi giunti solo per trarre personale lucro dal carro dei vincitori (ora sconfitti),sicuramente molti fattori hanno contribuito alla temporanea fine del governo nominalmente di centrodestra,ma le cause principali sono solo due : L’ENTRATA NELL’EURO voluta da Prodi e dalla sinistra e poi la follia tremontiana .
Senza l’euro noi ora saremmo liberi (liberi quantomeno di votare e di stampare moneta).
Senza Tremonti saremmo con una dose di oppressione fiscale molto minore.
Ciampi e Amato spostarono (quasi nel silenzio generale) la proprietà della Lira dallo stato alle banche,poi venne Prodi e la catastrofe dell’Euro e la conseguente consegna dell’Italia alla finanza europea franco-tedesca.
E infine la più perniciosa componente del popolo delle libertà si è rivelata quella di estrazione psi (vetero socialista) di cui Tremonti fa parte,costoro hanno riattinto alle fatiscenti origini socialistoidi ed altro non hanno saputo pensare che la vecchia infezione : aumentare la spesa pubblica e il debito, aumentando tasse ed apparati burocratici (sia pure tagliando fondi ai non leghisti).
I vecchi velenosissimi sperpera soldi.
Il Berlusc non ha voluto e non ha saputo opporsi ed in tal modo ha messo in secondo piano i motivi ed i princìpi in virtù dei quali aveva vinto.
Nel frattempo tutto il marcio d’Italia ha ininterrottamente rumoreggiato e tramato per distruggerlo,temendo a livelli profondissimi e folli che se il Berlusca riusciva a rendere prospera l’Italia sarebbe stata la loro fine di eterni parassiti-traditori.
Ma comunque non siamo affatto alla fine di un rivolgimento Italiano originalissimo ed impensabile ed imprevisto.
In realtà siamo solo all’inizio poiché si è finalmente realizzato un blocco numeroso e molto più deciso di quanto si possa supporre,un blocco elettorale e di opinione assetato di libertà dall’oppressione burocratica e fiscale,uno strato di popolazione che ha i suoi giornali e le sue idee e che continuerà ad esistere,animato (sia pure entro forme non rumorose né rumoreggianti) da precise evidenze di individuale libertà di azione contro ogni ladrocinio politico statalista,uno strato di popolazione Italiana che per circa un terzo dell’intera massa elettorale rimane e rimarrà inamovibile sulle proprie posizioni.
Alla lunga (ma anche in tempi brevi) questa forza di evidenze maturate PESERA’ SEMPRE PIU’.
Siamo solo all’inizio.
Devastazioni patrimoniali e fiscali di Monti avvenendo catastroficamente o soltanto in maniera nociva.
Effimero dominio dei burocrati usurai eurocentrici avvenendo catastroficamente o soltanto in maniera nociva.
Alla fine rimarranno comunque coloro sui quali è possibile fondare qualcosa di costruttivo e di innovativo nella snellezza burocratica e nell’operatività creativa (pertanto i sinistri sono esclusi e già defunti in partenza all’interno di tali prospettive).
L’epoca sembra essere tale che solo subendo una massa incredibile di falsità e ingiustizie e menzogne e danni economici, i Buoni (perseverando senza tradimenti e camaleontismi) vinceranno.
In fondo (a ben guardare) Fini,Bersani;Casini,Di Pietro(ma anche il sarcoma francese e la luterana tedesca) sono dei ruderi con il sistema nervoso a pezzi poiché non sanno più su cosa mentire o tradire o farfugliare accuse o speculare o punitivamente agire.
Occorre solo perseverare nel concepire un’Italia libera, indipendente dalla burocrazia e senza tasse,senza regioni e province,senza municipalizzate e senza furti statalistici,senza sindacati istituzionalizzati ma con sindacati costretti a guadagnarsi il pane chiedendo l’obolo volontario ai propri iscritti.
Un’Italia in cui solo la libera creatività laboriosa possa agire in campo economico,sterminando i politicamente foraggiati dal ladrocinio fiscale e finanziario.
La speranza di ciò portò Berlusca alla vittoria così come l’abbandono o la non sufficiente considerazione di questi obbiettivi lo ha portato alla sconfitta.
Se avesse minimamente realizzato alcune delle libertà promesse,e se avesse creduto di più in ciò che prometteva,ora non saremmo in queste condizioni.
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In allegato una interessante sintesi degli ultimi eventi.
Complotto Un intero decennio di sotterfugi Le tappe della trappola che ha sbalzato il Cav - complotto, silvio berlusconi, cavaliere, mario monti, goldman sachs - Libero-News.it
Se è finita con un banchiere economista, un uomo della Goldman Sachs, trasformato frettolosamente e maldestramente in senatore a vita, e con un bel “vaffa...” - almeno per ora - ai diritti degli elettori, è però cominciata ben prima la costruzione della caduta di Silvio Berlusconi. E si è sviluppata sapientemente tra Roma, Parigi, Bruxelles e Berlino, le sedi del Fondo Monetario, le riunioni di banchieri che continuano a dividersi quattrini fra i soci anche in questi giorni, le redazioni di riviste pseudo economiche e pseudo autorevoli come Economist e Financial Times, che per occuparsi dei fatti italiani e chiedere al Cav di andarsene in nome di Dio si ispirano a quell'assassinio sanguinario di Oliver Cromwell; si è nutrita di una guerra contro un dittatore, Gheddafi, che fino a poco tempo prima posava con i Grandi, benedetta dai pacifisti e dalla sinistra; si è fornita di alcuni congiurati illustri o almeno molto conosciuti e influenti, altri da trenta denari, i Sarkò e le Merkel, gli Antonione e le Carlucci.
La costruzione della caduta ha causato la sospensione della democrazia politica a colpi di spread, che salgono e scendono a comando; ha inventato la promozione della sinistra e dei democristiani a salvatori d'Italia e a nemici giurati del debito pubblico che hanno invece costruito per quarant'anni, vedi verginelle alla Cirino Pomicino e fini liberali come Pier Ferdinando Casini.
Dove non sono riusciti “bunga bunga” e persecuzione giudiziaria, è riuscita l’entente. Forse possiamo azzardarci a chiamarlo complotto internazionale, tanto da perdere abbiamo solo le nostre catene, da Berlusconi e dal berlusconismo non avendo mai avuto nulla e nulla avendo a pretendere dal nuovo governo e dai tecnocrati col grembiulino, non aspettandoci nulla se non la soddisfazione di vedere come reagiranno Camusso e indignados alle misure da olio di ricino che li aspettano.
La costruzione del complotto ha un regista eccellente in Italia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, orecchio fine e attento più che al voto dei suoi amati concittadini ad altri suggerimenti e telefonate, come quelle da Washington, l'amico Barack Obama che non ne azzecca una e che per essere rieletto da quel gran democratico progressista che è sarebbe anche capace di fare la guerra all’Iran; da Parigi, quel Sarkozy che si crede Napoleone e probabilmente finirà con impersonare il Corso in qualche pensionato di lusso; da Berlino, la Merkel che ragiona per diktat tedeschi da impartire al resto d’Europa, in una nuova forma di annessione. Uomo colto e raffinato Napolitano, non certo uno sgradevole Scalfaro, ma tutt’altro che super partes, tutt’altro che tirato per la giacchetta nelle sue decisioni e pesanti intromissioni: uno che ha ammazzato Craxi quando era presidente della Camera, poi un antiberlusconiano storico, che prima ha fatto il capo occulto dell’opposizione, e ce n’era bisogno visto chi la rappresenta, poi ha fatto il super mediatore del gran casino internazionale, anche a costo di saccheggiare la Costituzione che tiene sempre sul cuore.
Ma ha anche attori assai attivi nella parte di Bruto, uomini d’onore, per esempio il ministro Giulio Tremonti, per esempio il ministro Franco Frattini. Il primo ha gestito l’economia come gli pareva - male - fino a trasformarsi in un avversario del governo nel governo: doveva fare la guerra alle banche e non l’ha fatta, doveva abbassare le tasse e si è applicato in una odiosa persecuzione, è stato incapace o non ha voluto far passare la verità, e cioè che l'attacco che stava subendo l’Italia sui mercati finanziari era conseguenza dell’immobilismo dell’Europa rispetto alla crisi greca, della situazione del debito pubblico americano e del ruolo giocato dalle banche italiane, e che in seguito questa situazione è stata utilizzata strumentalmente per far fuori un personaggio scomodo come il Cav, ovvero l’amico di Putin e l’ex amico di Gheddafi, uno che la politica finanziaria ed estera cercava di farsela un po’ in proprio invece che da subalterno.
Il secondo, Frattini, ha coltivato l’immagine leccata del tecnocrate attento agli umori di Bruxelles, agli strilli di Hillary Clinton, agli spifferi del Quirinale. Ha convinto, forse contribuito a costringere, il Cav alla sciagurata campagna di Libia, con tanto di missioni, altro che solo fornire le basi alle operazioni Nato. E’ finita che continuava a ripetere come un disco rotto che i nostri affari con Tripoli sono sempre gli stessi e vantaggiosi, mentre li ha lasciati passare tutti a Parigi e un po’ a Londra, contribuendo a risollevare le malconce sorti di Sarkò e Cameron, ma non le nostre. E’ finita che l’Italia è stata trascinata nella vergogna della macelleria, in un assassinio che, come ha dichiarato il capo del Cnt dei ribelli, è stato commissionato da un capo di stato straniero che temeva le rivelazioni di un Gheddafi sconfitto e prigioniero, ansioso di parlare. A proposito chi aveva pagato la costosa campagna di elezione di Sarkozy a presidente? E’ morto, non lo può dire.
L’allarmismo internazionale e nazionale sono stati il brodo di coltura della congiura. Hanno trasformato un debito ampiamente garantito e gestibile in una potenziale insolvenza,e l’Italia in un ammalato grave, quando all’ospedale sono ricoverati praticamente tutti. Il Cav ci ha messo del suo.
di Maria Giovanna Maglie
13/11/2011




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