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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Le mani dei sindaci su 5 mila aziende

    Pubblico e privato - Un rapporto di Unioncamere

    Le mani dei sindaci su 5 mila aziende

    Tra il 2003 e il 2007 il perimetro si è allargato del 12%. Nel Nord meno rendiconti in rosso

    Cresce il peso dei comuni sul mercato. Con risultati alterni. Il caso dell'Amia di Palermo


    http://www.affariregionali.it/Rasseg...gnaStampa=6748

    Ad affondare i bilanci dell'Amia, la società municipalizzata per lo smaltimento dei rifiuti controllata dal Comune di Palermo, non sono state certamente le spese della trasferta araba di alcuni suoi altissimi dirigenti. Anche se fa un certo effetto apprendere che per quel viaggio, organizzato per l'eventuale partecipazione a una gara per la raccolta differenziata negli Emirati Arabi (non avevano abbastanza rogne a Palermo?) sarebbero stati spesi 300 mila euro o giù di li per viaggio, alberghi e generi di conforto.

    L'ultimo bilancio ufficialmente disponibile dell'Amia dice che quell'azienda nel 2007 ha perso 84.473 euro al giorno, due milioni 534 mila al mese, 30 milioni 832.928 euro nell'intero anno. Secondo un dispaccio Ansa del 10 giugno scorso l'azienda municipalizzata che era presieduta fino al 2008 dal senatore del Popolo della Libertà in servizio permanente effettivo Vincenzo Galioto «adesso ha un buco in bilancio per 150 milioni di euro». Un bel guaio per il sindaco di Palermo Diego Cammarata, esponente del centrodestra. Il quale potrebbe tuttavia invocare a ragione il detto: «Mal comune, mezzo gaudio».

    Secondo l'ultimo rapporto dell'Unioncamere in Italia ci sono 5.152 società di capitali partecipate o controllate dagli enti locali, come appunto la palermitana Amia. Il loro numero è aumentato del 12% fra il 2003 e il 2007, passando da 4.604 a 5.152. Alla faccia della presunta cura dimagrante imposta dalle privatizzazioni allo Stato imprenditore, il numero di enti locali (Comuni, Province, Regioni e Comunità montane) che hanno partecipazioni azionarie di qualche genere ha raggiunto quota 7.721.

    Sarebbe come dire che circa il 90% degli enti locali ha interessi in almeno un'impresa. Ma come la gestisce? Restando sempre all'ultimo rapporto Unioncamere, a pagina 256 c'è un'illuminante tabella sui risultati d'esercizio di queste società pubbliche. Ebbene, mentre al Centro Nord la percentuale delle imprese pubbliche in utile è cresciuta fra il 2003 e il 2007 dal 62 al 64% del totale (Emilia-Romagna e Umbria sono le più virtuose, con il bilancio in nero per il 70% delle aziende), al Sud è invece calata dal 57 al 55%. Nelle Regioni meridionali le imprese pubbliche in perdita erano al 31 dicembre 2007 il 42%, contro il 35% del Centro Nord e il 39% di quattro anni prima.

    In Sicilia le società in deficit erano passate dal 26 al 38%, con un aumento di ben 12 punti. In Puglia la crescita delle aziende in passivo era stata ancora superiore, dal 35 al 48%. Mentre in Calabria le società in perdita erano poco meno che raddoppiate, dal 37 al 63% addirittura. Per non parlare del Molise, dove le imprese degli enti locali in rosso fìsso erano rimaste, sì, allo stesso livello del 2003. Ma che livello: l'83% del totale. Insomma, il detto «mal comune mezzo gaudio» in questo caso funziona davvero. Anche se c'è poco da stare allegri.

    Corriere Economia - 22-06-2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Riferimento: Le mani dei sindaci su 5 mila aziende



    http://www.ibs.it/code/9788817030496...stroso-ritorno

    Un fantasma si aggira per l'Europa: quello del nuovo statalismo. Spinto dal vento della crisi che soffia dagli Stati Uniti, ha investito la Gran Bretagna, la Francia, l'Olanda, la Germania. E l'Italia? Nel nostro Paese quel fantasma è sempre stato di casa. Trasformandosi, negli ultimi anni, in una manomorta pubblica che ammorba l'economia. A cominciare dalle migliaia di imprese locali, controllate dai Comuni, dalle Regioni e dalle sempre più inutili Province. Società per fare autodromi di Formula uno, per amministrare le eredità lasciate ai ciechi, perfino per comprare agenzie di pompe funebri dai privati. Imprese locali dai bilanci traballanti che sponsorizzano profumatamente squadre di basket. Aziende comunali per gestire casinò e gioco d'azzardo. Per non parlare dello Stato centrale. Dove in vent'anni si sono sperperati più di 5 miliardi dei nostri euro nell'Alitalia. Dove si resuscitano società morte e sepolte soltanto per piazzare amici e famiglie. E ne nascono di nuove a ritmo continuo: per distribuire soldi pubblici allo spettacolo, per fare la carta d'identità elettronica, per realizzare centri benessere, perfino per affidare consulenze senza gare. Il tutto con la presenza, incombente e oppressiva, della politica nelle imprese pubbliche: migliaia di posti da occupare nei consigli di amministrazione, manager scelti in base alle parentele partitiche e stipendi d'oro indipendenti dai risultati e dal merito.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Le mani dei sindaci su 5 mila aziende

    Due appunti:

    - questo sarebbe il famigerato capitalismo e mercato selvaggio contro cui si levano gli strali degli ignoranti all’ennesima potenza obamian-tremontiani e di certi rivoluzionari da due soldi, eh sì, abbiamo visto, praticamente la politica e gli enti schtatali centrali o locali entrano dappertutto partecipando in una miriade di aziende (e qualcuno ha il coraggio di definirlo ancora mercato quando è tutto il contrario in pieno stile italiota): quindi consigli d'amministrazione con nomina dei trombati alle elezioni, dipendenti pubblici a spese del contribuente e così via si continua il valzer delle clientele, si aumenta il numero di clientes che devono qualcosa (lo stipendo, scusate se è poco) alla politica e di conseguenza si aumenta il grado di fedeltà allo schtato (perchè sempre più persone vivono grazie alla rapina fiscale dello stato a danno di qualcuno e a favore di altri sempre più numerosi), con il piccolissimo particolare che dove ci mette lo zampino la politica quasi sempre i bilanci sono in rosso

    - ovviamente ci sono sempre le solite distinzioni territoriali da fare, cosicchè le tasse dei contribuenti delle regioni padano-alpine saranno destinate in primis a mantenere i lauti stipendi di qualche politico nei vari cda, poi le prebende dei dipendenti pubblici delle medesime aziende (in larga parte foresti e terroni) e infine a coprire i disastrati conti delle aziende sorelle della calafrica, della trinacria, della terra del contadino di montenero di bisaccia e via discorrendo

    Che dire...
    I-taglia fuori dai coglioni.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Le mani dei sindaci su 5 mila aziende

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Due appunti:

    - questo sarebbe il famigerato capitalismo e mercato selvaggio contro cui si levano gli strali degli ignoranti all’ennesima potenza obamian-tremontiani e di certi rivoluzionari da due soldi, eh sì, abbiamo visto, praticamente la politica e gli enti schtatali centrali o locali entrano dappertutto partecipando in una miriade di aziende (e qualcuno ha il coraggio di definirlo ancora mercato quando è tutto il contrario in pieno stile italiota): quindi consigli d'amministrazione con nomina dei trombati alle elezioni, dipendenti pubblici a spese del contribuente e così via si continua il valzer delle clientele, si aumenta il numero di clientes che devono qualcosa (lo stipendo, scusate se è poco) alla politica e di conseguenza si aumenta il grado di fedeltà allo schtato (perchè sempre più persone vivono grazie alla rapina fiscale dello stato a danno di qualcuno e a favore di altri sempre più numerosi), con il piccolissimo particolare che dove ci mette lo zampino la politica quasi sempre i bilanci sono in rosso

    - ovviamente ci sono sempre le solite distinzioni territoriali da fare, cosicchè le tasse dei contribuenti delle regioni padano-alpine saranno destinate in primis a mantenere i lauti stipendi di qualche politico nei vari cda, poi le prebende dei dipendenti pubblici delle medesime aziende (in larga parte foresti e terroni) e infine a coprire i disastrati conti delle aziende sorelle della calafrica, della trinacria, della terra del contadino di montenero di bisaccia e via discorrendo

    Che dire...
    I-taglia fuori dai coglioni.
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