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Hai perfettamente ragione. Ma l'ha riportato il giornalista di Skytg24 stamattina. Sto cercando anche nel sito ma essendo poco esperta col pc mi trovo in difficoltà nel trovare le esatte parole, giustamente richiestemi. Chiedo scusa in questo caso.
In ogni caso è stato spunto di discussione.
IN TEORIA NO, ovviamente, ma in pratica si. Chiunque abbia messo la croce in quella scheda aveva la certezza che Berlusconi sarebbe stato Premier, anzi PRESIDENTE. E così, infatti, è stato.
Le persone che ora GOVERNANO, non fanno parte IN OGNI CASO delle scelte del popolo.
A ecco, quindi basta scrivere qualcosa su una scheda elettorale e la cosa è fatta, speriamo che la prossima volta scrivano Belrusconi in Galera, cosi se vince lo mettono in galera.
Senta signor/a, due cose se lei è veramente quello che vuol far credere è da ricovero immediato se invece crede che tutti quelli che la leggono siano proprio deficienti allora le assicuro che molti degli iscritti hanno un cervello e lo usano anche bene.
Quando un'azienda si espone nei confronti di una banca e diventa insolvibile, la banca subentra nell'azienda. E' normale. Paesi e popoli sono andati culo all'aria nel momento in cui non hanno contestato i loro "sovrani eletti" quando ingrassavano le vacche a dismisura, perché ciucciar dalla mammella piaceva a tutti.
Perché solo ora si parla della necessità di raggiungere il pareggio di bilancio? Prima era un concetto sconociuto? No, ma per raggiungere il pareggio di bilancio bisognava tagliare la spesa pubblica, ossia recidere lo strumento che consente ai politici di lusingare l'elettorato da cui dipendono le proprie sorti.
Bisognava portare i nodi al pettine, e dire chiaramente che stavamo vivendo oltre le nostre possibilità e che avremmo dovuto affrontare un periodo di austerity in cui tutti, e non solo i più abbienti, avremmo dovuto mettere in discussione i nostri piccoli e grandi "privilegi". Con buona pace dei sindacati, di Confindustria e di tutte le lobbies esistenti.
Questa, e solo questa, è la democrazia reale che si cela dietro la retorica del complottismo usurocratico.